Opera: il meteo

venerdì 27 novembre 2009

Altri arresti a Opera grazie al Sindaco Fusco.


lunedì 2 novembre 2009

Il Sindaco di Opera Ettore Fusco fa arrestare tre rumeni

Opera, 2 novembre 2009
E’ successo domenica 1 novembre, dopo un furto all’interno della piattaforma ecologica di Opera a cui il primo cittadino, Ettore Fusco, ha assistito a seguito della segnalazione di un altro testimone dell’evento. I tre rumeni all’arrivo del Sindaco erano ancora intenti a trafugare all’interno della proprietà del Comune per razziare quanto più materiale possibile. Alla vista dell’insolito investigatore che si avvicinava all’area per constatare l’entità del rischio di un eventuale intervento diretto, i tre malviventi sono rapidamente risaliti sul loro furgone rosso con cassone bianco e si sono diretti verso Milano.
Il Sindaco nel frattempo aveva già chiamato il 112 “I tre rumeni mi sembravano piuttosto attrezzati - commenta Fusco - non erano i soliti zingari che solitamente aspetto fuori ed invito a riportare il maltolto, prima di chiamare la mia Polizia Locale”.
Così, dopo essersi messo all’inseguimento dei malviventi, il Sindaco ricontattava la pattuglia della
Compagnia di Corsico, che stava sopraggiungendo, per informarla del tipo di veicolo utilizzato, della targa e dell’esatta posizione.
Pochi minuti, e dopo un’inversione di marcia da parte degli agenti dell’Arma, provenienti dalla direzione opposta, i tre venivano fermati sulla Valtidone e portati subito alla Stazione dei Carabinieri di Opera.
Accompagnati gli agenti alla piattaforma ecologica e constatati immediatamente i danni, con il Sindaco, si procedeva al riconoscimento ed alla necessaria denuncia per procedere all’arresto dei tre rumeni di cui uno solo in possesso di documento d’identità rilasciato in Italia.
Bottino dei tre malcapitati: batterie usate, piccoli elettrodomestici, una bicicletta, legno, ferro, della carbonella ed altre cianfrusaglie trafugate nella discarica prima di essere scoperti. Pronti da caricare sul camion c’erano anche dei televisori, ma la fretta ne aveva impedito il recupero. “Il problema di questi furti - spiega il Sindaco Fusco - non è ciò che viene asportato dalla piattaforma ecologica ma i danni che vengono prodotti all’interno della stessa. Vengono infatti divelti contenitori, palizzate e cancelli. Si danneggiano soprattutto i televisori alla ricerca di parti interne in rame. “Poi - conclude il primo cittadino - la cosa che più ci fa rabbia è l’accanimento su ciò che non serve e forse su quanto ai loro occhi rappresenta la proprietà degli altri; infatti troviamo sempre di tutto rovesciato a terra, i toner delle stampanti rotti e l’inchiostro in polvere sparso ovunque, le lampadine frantumate ed i neon fatti a pezzi per spargere la pericolosissima polvere bianca che ne fuoriesce”.
Una moderna piattaforma ecologica che a seguito delle incursioni dei rom - i clienti principali della struttura in orario di chiusura - si può addirittura trasformare in fonte d’inquinamento.
Il Sindaco Fusco, sempre vigile ed attento alla sicurezza del suo paese, non è nuovo ad arresti ai danni di zingari, prostitute e scippatrici, ma tiene a precisare “Prima di chiamare il primo cittadino ci si deve rivolgere al 112 per evitare che pochi minuti di ritardo possano ostacolare la buona riuscita di un intervento. Devo riconoscere all’Arma che pur essendo il fatto capitato di domenica, giorno festivo, e quindi con pochi mezzi disponibili in strada, l’intervento degli agenti della Compagnia di Corsico, contattati tramite il 112 e poi seguiti dai colleghi della Stazione di Opera nelle fasi dell’inseguimento, è stato veloce, professionale e soprattutto efficace”.
Ma i cittadini di Opera vedono forse nel proprio Sindaco quelle motivazioni che le altre istituzioni sempre meno dimostrano di avere. “Fatti, non parole è proprio il mio motto - conclude Fusco - ma è impensabile che io possa intervenire ovunque. Del resto ho già ricevuto un ammonimento da parte del Prefetto di Milano proprio per aver promosso un paio di interventi al confine del mio paese, ma su territorio di Locate Triulzi, che hanno comunque prodotto l’allontanamento di molti rom”.
Quindi, ne è valsa la pena, “certo”.

giovedì 15 ottobre 2009

OPERAZIONE FRATELLI D'ITALIA. Legalità a Opera.

Opera, giovedì 15 ottobre 2009 - Questa mattina alle 9.30 la Polizia Locale di Opera ha fatto un blitz all’interno di un laboratorio di Via Mameli come atto conclusivo dell’attività di indagine in corso da alcune settimane. All’operazione Fratelli d’Italia, dal nome della strada intestata all’autore dell’inno nazionale e per via dei nuovi fratelli d’Italia provenienti dalla Cina, era presente, durante l’irruzione, anche il Sindaco Ettore Fusco, che ha accertato in prima persona lo stato di degrado in cui vivevano e lavoravano nove persone adulte ed un neonato di nazionalità cinese. Una delle donne presenti era in stato interessante al sesto mese di gestazione. I cinesi tutti in possesso di permesso di soggiorno e documenti ad eccezione di uno, denunciato e su cui si stanno effettuando gli accertamenti, che dichiarava di averlo ad Ascoli Piceno. Due persone in possesso anche di regolarizzazione come badanti, rilasciate a Brescia, in fase anche queste di accertamento della validità. Nel laboratorio una ventina di posti di lavoro di cui uno accanto ad un passeggino dove presumibilmente dormiva il piccolo quando la madre, ancora incinta, lavorava. “Una vergogna scoprire che c’è gente che vive e lavora in queste condizioni - commenta il Sindaco Ettore Fusco subito dopo l’intervento - due aguzzini cinesi che parlavano italiano e poi una serie di persone considerate alla stregua di topi dai loro stessi connazionali ed obbligate a lavorare in condizioni indescrivibili dietro un minimo compenso. La nostra attività prosegue - conclude il primo cittadino - al fine di preservare la legalità a Opera. Non possiamo permettere che le attività illecite possano diffondersi anche nel nostro territorio, soprattutto quando interessano persone ridotte quasi in schiavitù e messe in condizione di vivere nel degrado”. Insieme alla Polizia Locale anche la Guardia Ecozoofila che ha rilevato i numerosi reati ambientali in sinergia con l’Ufficio Tecnico comunale attento agli abusi edilizi di ogni genere. Informati anche l’Arpa e l’Inail per gli accertamenti di loro competenza. Dai rilievi si sono constatati molti abusi edilizi per opere interne ed ampliamenti mai autorizzati, stanze ricavate con pareti di compensato senza finestre, uffici adibiti a dormitori, precarie condizioni igienico sanitarie su tutta la superficie interessata dagli accertamenti e sui tetti degli edifici, puntellati dall’interno poiché in avanzato stato di decadimento, vasta presenza di amianto in pessimo stato oltre alla presenza di rifiuti di ogni genere e persino auto abbandonate da anni nei cortili. Rifiuti anche in alcuni magazzini e nei cortili risalenti addirittura a precedenti proprietà degli spazi fallite da molti anni. Proprio da un fallimento la provenienza di un bancale impacchettato contenente merce posta sotto sequestro dalla Guardia di Finanza ritrovata in un garage chiuso ma senza sigilli esterni. La proprietà è stata denunciata per la discarica abusiva e l’enorme quantità di amianto che ha costretto il Comune a porre subito tutto sotto sequestro mentre ai cinesi affittuari sono già state comminate le multe per la mancanza di documenti e la cessione di fabbricato. Questo è solo l’inizio poiché dall’attività di accertamento ancora in corso emergeranno numerosi capi d’imputazione per gli attori delle attività illegali praticate in Via Mameli a Opera. “Tutti i responsabili di qualsiasi illecito saranno assicurati alla giustizia - garantisce Fusco - che inesorabile colpisce chi si macchia di crimini di ogni genere a Opera dove agisce la nostra qualificata ed efficiente Polizia Locale”. (nella foto il Vicesindaco Antonino Nucera, un Agente di Polizia Locale ed il Sindaco Ettore Fusco)

mercoledì 29 luglio 2009

COMUNICATO STAMPA: Moschea nel Parco Sud? Mai a Opera!

Opera, 29 luglio 2009
La notizia l’abbiamo appresa dal Corriere della Sera che avrebbe interpretato la posizione del Sindaco milanese Moratti e del suo Vice De Corato, che hanno la comune volontà di spostare la moschea di Viale Jenner in periferia, come un indirizzo a trasferire gli islamici in una zona tra Milano, Rozzano, Opera e Locate.
Un’area servita da centro commerciale, vicino ad una fermata della metropolitana, del tram e senza palazzi intorno. Una soluzione che effettivamente potrebbe essere quella tra il depuratore di Rozzano ed il carcere di Opera.
“Non se ne parla neppure - sentenzia il Sindaco di Opera Ettore Fusco – Milano da sempre prova a considerare Opera il suo zerbino ma noi siamo pronti a dare battaglia anche al Sindaco Moratti se dovesse realmente avere una simile intenzione. Proprio mentre la Lega Nord raccoglie firme contro l’ipotesi di Lacchiarella qualcuno parla di andare a colpire ancora una volta il cuore del sud Milano considerato, imprudentemente, la discarica meneghina. Opera è l’antico granaio della Città di Milano e tale vuole restare, senza inceneritori, moschee ed altre realtà che la Moratti e la sua Giunta vogliono allontanare dai propri elettori. Se realmente l’intenzione fosse questa - conclude Fusco - avremo modo di ricordare alla Moratti ed a chi la pensa come lei che a Opera non si scherza!”.
L’Amministrazione Comunale di Opera è impreparata e nettamente contraria ad accogliere eventuali insediamenti di questo tipo e proprio mentre sta conducendo un braccio di ferro con il Comune di Milano e la Provincia per la realizzazione, rispettivamente, dell’allargamento della Via Ripamonti ed il raddoppio della strada provinciale Valtidone con il Sindaco Fusco che lamenta di non essere neppure ricevuto dalla sua collega milanese fa trasecolare qualcuno: “Questa notizia ci colpisce al cuore - commenta deluso il primo cittadino operese - proprio perché nella Moratti abbiamo creduto e questa apertura alle moschee ci spaventa. Non si tratta di luoghi di culto ma posti dove gli islamici fanno politica e, com’è già capitato, addestrano uomini e preparano attentati. Se proprio serve un’area - conclude provocatoriamente Fusco - c’è la Piazza del Duomo a Milano con due linee della metropolitana, tram, autobus, negozi e la possibilità di usare il sagrato come parcheggio e la cattedrale per le omelie degli imam!”.
Milano si impegni piuttosto ad allargare la Via Ripamonti, una strada che i cittadini di Opera attendono da almeno 22 anni e paralizza tutto il sud Milano nonostante le continue promesse dei sindaci meneghini.
Dal Comune di Opera

lunedì 6 luglio 2009

Sgombero di rom alla Cascina Olma

COMUNICATO STAMPA del Comune di Opera:
Opera, 6 luglio 2009
Questa mattina i Carabinieri di Pieve Emanuele, dopo le sollecitazioni del Sindaco di Opera Ettore Fusco, procedono con lo sgombero dell’accampamento rom alla Olma, cascina diroccata nel Comune di Locate Triulzi a confine con Opera.
Dopo le numerose segnalazioni di presenza dei rom che prendevano d’assalto il supermercato e le fontanelle dei parchi per lavarsi, davanti ai bambini operesi esterrefatti ed ai loro genitori intimoriti, ieri sera è intervenuto il Sindaco Fusco all’interno del suo confine territoriale per invitare alcuni romeni a lasciare il paese e suggerendo loro di abbandonare anche la cascina pericolante di Locate Triulzi in cui, da oltre una settimana, alcune famiglie rom hanno trovato ricovero per accamparsi.
L’intervento diretto è stato necessario poiché le preoccupazioni dei cittadini che segnalavano persone sospette in giro per il paese non è stato raccolto dalla Stazione dei Carabinieri di Opera, non operativa dopo le ore venti, né tantomeno dalla Polizia Locale, anche nelle precedenti segnalazioni, che non può sconfinare nella Cascina a cinquanta metri dal confine tra Opera e Locate.
L’intervento di sgombero della Cascina Olma è stato quindi concordato per questa mattina tra il Sindaco di Opera e la Stazione dei Carabinieri di Pieve Emanuele a cui evidentemente non giungono richieste in tal senso dal Sindaco di Locate Triulzi Severino Preli.
Il primo cittadino di Opera è infatti in guerra con il suo vicino e dichiara: “Siamo stufi di subire l’incuria del territorio da parte di Preli - il Sindaco di Locate - che non presta attenzione alla sua zona industriale, alle vecchie cascine ed alle aree dismesse a confine con Opera.
Spaccio di droga, prostituzione, discariche abusive, degrado e campi rom sono all’ordine del giorno in questa zona a confine con il nostro paese ma lontana dal centro abitato di Locate.
I residenti della Fontana e gli industriali che confinano con il nostro paese chiedono infatti l’annessione a Opera, una provocazione che il loro Sindaco non dovrebbe sottovalutare, e vogliono più ordine e sicurezza anche se si trovano a nord della ferrovia che taglia fuori dal paese questa fetta di Locate di Triulzi abbandonata a se stessa.
Questo degrado ricade su Opera ed il collega Preli è pertanto invitato a fare rispettare la legalità presidiando il territorio e chiedendo alle Forze dell’Ordine gli interventi necessari a impedire che i cittadini operesi subiscano le angherie di chi occupa il territorio locatese abusivamente”.
Sulla questione rom c’è stata un’altra disputa tra i due sindaci proprio due settimane fa quando il primo cittadino operese Fusco si è recato in un accampamento a cinquanta metri dal suo confine invitando i Carabinieri di Pieve Emanuele a seguirlo ed effettuare uno sgombero andato a buon fine. Il Sindaco Preli in quella occasione preannunciò una denuncia e la richiesta di intervento da parte del Prefetto di Milano per lo sconfinamento.
“Sono proprio in attesa di essere chiamato dal Prefetto nella speranza che si possa definire la questione. Nell’area ex Saiwa abbiamo fatto un intervento a cinquanta metri dal confine di Opera - conclude Fusco - ma anche da casa mia. Come può un padre di famiglia tollerare tale degrado vedendosi passare dei rom davanti casa, dove giocano anche i suoi bambini, con dei carri colmi del materiale necessario a costruirsi le baracche appena sottratto dalla piattaforma ecologica proprio di Opera? Essere Sindaco è una responsabilità che prevede anche la tutela della sicurezza dei propri cittadini e Preli, per quanto riguarda questa zona, sta dando non pochi problemi agli operesi”.
L’Amministrazione Comunale di Opera confida in un presidio maggiore dell’area a nord di Locate di Triulzi compresa tra il Santuario della Fontana, che chiuso il passaggio a livello si trova oggi in una strada a fondo cieco, l’area dismessa della ex Saiwa e le zone industriali di Via Luxembourg e Via Abruzzi fino alla diroccata Cascina Olma ed agli accessi della Valtidone. Tutte aree a rischio dove proliferano lo spaccio di droga, la prostituzione, il degrado delle discariche abusive e la sosta irregolare dei nomadi.

mercoledì 17 giugno 2009

Sgombero campo nomadi dall’area ex Saiwa a Locate di Triulzi

Comunicato Stampa del Comune di Opera
Opera, 16 giugno 2009
Operazione congiunta dei Carabinieri e della Polizia Locale di Opera a cui si sono aggiunti, in seconda battuta, la Polizia Locale di Locate Triulzi ed i Carabinieri di Pieve Emanuele.
Su richiesta del Sindaco di Opera Ettore Fusco c’è stato un intervento nell’area dismessa della ex Saiwa, biscottificio demolito sul territorio di Locate Triulzi, che ha portato allo sgombero di un campo nomadi. Al momento dell’irruzione sul posto, sono state identificate diciassette personev originarie della Romania a cui le forze dell’ordine hanno preso le generalità e successivamente imposto di lasciare l’area.
“Da giorni alcuni cittadini locatesi ci segnalavano strani movimenti nell’area ex Saiwa - commenta il Sindaco operese Ettore Fusco - sul territorio di Locate Triulzi al confine con Opera, così ho deciso di andare a fare una passeggiata con il mio ViceSindaco Antonino Nucera ed un agente della nostra Polizia Locale.
Giunti sul posto e trovato il cancello spalancato - prosegue il primo cittadino che con i Rom ha già avuto l’esperienza del presidio fisso, che gli ha reso un processo per istigazione a delinquere ma che fruttò l’allontanamento da Opera del campo nomadi voluto dalla Provincia e dal Prefetto sul suo territorio - siamo stati accerchiati da diciassette stranieri, molte donne e bambine, che ci hanno indotto a chiamare rinforzi. Sono così giunti altri agenti della Polizia Locale di Opera, di Locate Triulzi ed i Carabinieri di Opera e Pieve Emanuele”.
Ai diciassette nomadi identificati se ne devono aggiungere molti altri non presenti al momento dello sgombero, probabilmente tutti gli uomini impegnati in qualche attività lontana dal campo, che erano stati visti nei giorni scorsi entrare ed uscire con due furgoni dall’area dismessa.
“Adesso ci aspettiamo che il Sindaco di Locate, l’appena confermato Severino Preli, si decida a fare rispettare la legalità sul suo territorio - conclude Fusco - presidiando anche le zone distanti dal centro abitato, a confine con il nostro paese, dove proliferano lo spaccio di droga, la sosta degli
zingari, la prostituzione e le discariche abusive”.
Durante le operazioni di sgombero è giunta sul posto anche la neo consigliera di opposizione a Locate, l’Avvocato Alessandra Dagrada, che ha preannunciato battaglia in Consiglio Comunale per l’incuranza del territorio da parte del suo Sindaco.

venerdì 5 giugno 2009

COMUNICATO STAMPA: un giorno senza prostitute

Opera, 4 giugno 2009
La protesta della Giunta di Opera che si è trasferita per un giorno al confine tra Opera e Milano, per contrastare la prostituzione, ha sortito i suoi effetti e per un giorno le prostitute sono sparite dalla Via Ripamonti.
Il Sindaco Ettore Fusco, accompagnato dal suo vice Antonino Nucera, dall’Assessore Ileana Zacchetti ed altri consiglieri comunali, ha voluto lanciare un messaggio alla Moratti ed al Prefetto Lombardi volutamente chiaro: “Se volete le prostitute tenetele lontane dal nostro paese e non al confine con le nostre case”.
Il Comune di Opera ha superato il problema prostitute da tempo, infatti da un anno non se ne vede una sulle strade cittadine e su quelle che lambiscono il paese, ma la politica del Comune di Milano in termini di prostituzione e nomadismo è poco gradita poiché il capoluogo tende a “Scopare i suoi rifiuti sotto lo zerbino, ma se pensano che Opera possa essere il tappetino di Milano si sbagliano di grosso. Lo abbiamo già dimostrato con il campo nomadi!”.
Così l’annunciata protesta del Sindaco leghista Fusco e della sua Giunta ha fruttato subito un buon risultato, “se fosse duraturo potremmo anche gioire… ma questo sa piuttosto di imbroglio”, infatti è accaduto che nel luogo della protesta al confine tra Opera e Milano sono state fatte sparire le due prostitute in servizio fino a venti minuti prima dell’arrivo della pattuglia operese.
Quando gli agenti della Digos, presenti sul posto, si sono resi conto che dal capannello di operesi si promuoveva un raid sulla Via Ripamonti per stimolare gli agenti ad intervenire, contro le prostitute, sono state probabilmente chiamate le due volanti della Polizia di Stato che hanno portato in questura tutte le passeggiatrici in servizio.
Della Polizia Locale di Milano neppure una traccia, mentre due agenti operesi pattugliavano il confine, così come ovviamente non si sono presentati il Sindaco Moratti ed il Prefetto Lombardi, “ovviamente impegnati in faccende ben più importanti che non ad interessarsi di qualche prostituta in mezzo alla strada”, nonostante l’invito a venire per prendere visione della vergogna di una strada milanese da cui transitano oltre centomila veicoli ogni giorno.
Adesso la Via Ripamonti resta senza prostitute per un giorno “ma la guerra a questo malcostume non è finita” e Opera canta vittoria per essere riuscita a dimostrare che se lo Stato vuole intervenire lo può fare. “Una vittoria effimera che cela l’impotenza delle istituzioni che vogliono servire il proprio paese onestamente”.
Il Sindaco di Opera Ettore Fusco

COMUNICATO STAMPA: le prostitute di Milano sotto le case degli operesi.

Opera, 3 giugno 2009
Il giorno dopo le celebrazioni della Festa della Repubblica i cittadini di Opera si interrogano sul significato del tricolore, dello Stato e di questa ricorrenza che dovrebbe attestare l’unità di una Nazione fondata sul lavoro ecc, ecc, oltre che sulla civiltà ed il rispetto della legalità.
Come più volte ribadito al Sindaco di Milano Letizia Moratti ed al Prefetto Gianvalerio Lombardi, da parte del Sindaco di Opera Ettore Fusco, la misura è colma.
Non possiamo lottare contro la prostituzione sulle strade in un piccolo Comune della provincia e permettere al capoluogo di Regione che tali oscenità avvengano in pieno giorno a confine con quei comuni virtuosi dove la legalità viene fatta rispettare.
Dopo avere debellato questa piaga dalle strade operesi e quelle limitrofe a sud di Opera, grazie alla collaborazione dei sindaci confinanti, è rimasto irrisolto il nodo milanese che con la stagione calda si fa sempre più pesante.
Da settimane stazionano alcune prostitute proprio al confine tra Opera e Milano, ma sul suolo meneghino, e la Polizia Locale agli ordini della Moratti non interviene come del resto non ha mai preso posizione per tutte quelle meretrici che, indisturbate, occupano le piazzole di sosta della Via Ripamonti giorno e notte nonostante le continue richieste fatte dall’Amministrazione operese.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica, le autorità e le istituzioni dello Stato a trovare un rimedio per quello che Opera avverte come un grave problema di ordine pubblico, domani giovedì 4 giugno alle ore 15 il Sindaco di Opera Ettore Fusco si recherà al confine tra Noverasco di Opera e Milano, zona ex dazio vigentino, per manifestare il proprio disappunto nei confronti del lassismo di chi permette a molte prostitute, forse clandestine, di commettere reati alla luce del giorno.
Il Sindaco Moratti ed il Prefetto Lombardi sono invitati a presentarsi per prendere visione di quanto forse sfugge ai loro occhi.
Il Sindaco di Opera Ettore Fusco

martedì 7 aprile 2009

SOLIDARIETA' AGLI ABRUZZESI dal Comune di Opera

OPERA SICURA è solidale con i terremotati dell'Abruzzo e si mette a disposizione del Comune per concordare eventuali modalità di intervento.
Dal Comune di Opera:
Comunicato Stampa: TERREMOTO IN ABRUZZO
Opera, 7 aprile 2009
L’Amministrazione Comunale di Opera nella persona del suo Sindaco Ettore Fusco esprime il proprio cordoglio per le vittime del terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo e solidarizza con tutte quelle persone che nell’immane tragedia hanno perso i propri affetti, i beni mobili ed immobili.
“Auguriamo agli abruzzesi di non perdere la speranza nel futuro e ci stringiamo in un abbraccio ideale che auspichiamo non li faccia sentire soli ma dia loro la forza di lottare per ricostruire quanto la violenza della natura gli ha sottratto in pochi minuti.
Ai connazionali abruzzesi diamo la disponibilità del Comune di Opera ad intervenire con tutti gli uomini ed i mezzi a nostra disposizione in accordo con le istituzioni competenti dalle quali stiamo aspettando un indicazione su come attivare la rete di solidarietà per un evento che ha fatto piangere una nazione che oggi si ferma a riflettere sulla fragilità del nostro sistema e sull’importanza della vita”.
Anche il Corpo Volontario della Protezione Civile di Opera, nella persona del suo Presidente Vincenzo Dongiovanni, e la Polizia Ecozoofila operese, tramite il Comandante Provinciale Luigi Vella, hanno garantito al Sindaco la massima collaborazione ed il proprio stato di allerta in fase di definizione degli interventi necessari.
L’Amministrazione Comunale chiede infine ai suoi cittadini la massima attenzione e solidarietà affinché non appena concordate le modalità di intervento si possano rendere disponibili in pochi giorni per garantire anche loro un sostegno concreto e materiale alle famiglie colpite dal terremoto.

L’Amministrazione Comunale di Opera (Provincia di Milano).

sabato 17 gennaio 2009

IL SINDACO FUSCO DICE ANCORA NO ALL'INCENERITORE

Anche nel Consiglio Comunale di Pieve Emanuele, la sera del 15 gennaio, il Sindaco di Opera Ettore Fusco ha avuto modo di esprimere la propria netta contrarietà ad un inceneritore all'interno del territorio del Parco Sud.
Il suo intervento, dopo quello del primo cittadino pievese Rocco Pinto, è stato duro ed ha spaziato dalla questione termovalorizzatore, dove la posizione operese è intransigente, fino alla svendita del Parco Sud che nell'ultima assemblea dei sindaci ha deliberato l'allargamento dell'area edificabile ed ha praticamente regalato al cemento un territorio grande come il nostro comune.
I voti contrari ad un simile provvedimento sono stati 4 su 61 presenti. Fusco e Pinto, unici del sud Milano, sono tra i quattro contrari.
Al Consiglio Comunale di Pieve erano stati invitati anche i sindaci di Locate e Rozzano, entrambi assenti, ed il Presidente della Provincia Penati, anche lui assente.
Secondo Fusco non c'è molto da fidarsi di questa sinistra che ha finto di non sapere niente per anni, quando dalla Lega Nord operese partivano le accuse a Ramazzotti di vivere una sorta di silenzio assenso, ed oggi con il Presidente Penati nominato Commissario per l'approvazione del Piano rifiuti ha tolto il vincolo che impediva la costruzione di inceneritori nel territorio del Parco Sud.
Anche a Pieve la sinistra si è distinta per avere cercato di fare passare, in modo strumentale, il Sindaco Pinto e la sua maggioranza per quelli che volevano l'inceneritore nonostante il primo cittadino pievese si sia sempre espresso in modo determinato contro una simile ipotesi.
Opera Sicura conta sul suo Sindaco affinché porti avanti la battaglia contro l'inceneritore iniziata nel luglio del 2007 con una raccolta firme ed alcuni presidi davanti al Comune di Opera per dire NO INCENERITORE in modo determinato e sicuro.

mercoledì 7 gennaio 2009

REVOCA CHIUSURA SCUOLE

OGGI, A SEGUITO DEL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI ATMOSFERICHE, E' STATA REVOCATA L'ORDINANZA CHIUSURA SCUOLE.
PERTANTO LEZIONI REGOLARI VENERDI' 9 GENNAIO
La nuova ordinanza che revoca la chiusura delle scuole:

Il SINDACO
In considerazione delle mutate condizioni metereologiche e verificate le condizioni di
praticabilità della rete stradale di accesso agli istituti scolastici del territorio comunale;
Ritenuto, di revocare la propria ordinanza n. 3 e di ripristinare l’attività didattica a
partire dalla giornata di venerdì 9 gennaio 2009.
Ai sensi del D.Lgs. 267/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
ORDINA
La revoca dell’ordinanza n. 3 del 7 gennaio 2009 e di ripristinare l’attività didattica a
partire dalla giornata di 9 gennaio 2009 degli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti
sul territorio comunale;
demanda all’ufficio messi la notifica della presente ai Dirigenti scolastici degli istituti di
seguito elencati:
Scuola materna S. Pertini – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola Media Statale "Dante Alighieri" – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola elementare "Sacco e Vanzetti" – Via Dante
Scuola elementare "G.Rodari" – Largo Nenni 1
Scuola materna "Don Milani" - Via S. Barnardo
Scuola elementare e materna "F.lli Cervi" – Noverasco
Istituto Superiore "Italo Calvino" – Via Marx
Opera li 8 gennaio 2009
f.to IL SINDACO
Ettore Fusco
Il testo dell'ordinanza revocata:
Il SINDACO

In considerazione dell’abbondante nevicata avvenuta nell’intera giornata di ieri, che persiste anche nella giornata odierna, ed alla luce delle previsioni metereologiche che confermano il persistere delle copiose precipitazioni nevose nonché lo stato di preallarme emesso dalla Prefettura di Milano in data odierna;

Valutate le condizioni di praticabilità della rete stradale che non garantiscono un accesso sicuro agli istituti scolastici del territorio comunale;

Ritenuto, al fine di salvaguardare l’incolumità degli studenti e dei lavoratori della scuola prevedere l’interruzione dell’attività didattica dal termine dell’orario di mercoledì 7 gennaio 2009 e per le intere giornate di giovedì 8 gennaio e venerdì 9 gennaio 2009.

Ai sensi del D.Lgs. 267/2000 e successive modificazioni e integrazioni;

ORDINA

La chiusura dal termine dell’orario di mercoledì 7 gennaio 2009 e per le intere giornate di giovedì 8 gennaio e venerdì 9 gennaio 2009 degli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale;

demanda all’ufficio messi la notifica della presente ai Dirigenti scolastici degli istituti di seguito elencati:

Scuola materna S. Pertini – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola Media Statale “Dante Alighieri” – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola elementare “Sacco e Vanzetti” – Via Dante
Scuola elementare “G.Rodari” – Largo Nenni 1
Scuola materna “Don Milani” - Via S. Barnardo
Scuola elementare e materna “F.lli Cervi” – Noverasco
Istituto Superiore “Italo Calvino” – Via Marx


Opera li 7 gennaio 2009
IL SINDACO
Ettore Fusco

lunedì 29 dicembre 2008

BUONE FESTE

sabato 1 novembre 2008

COMUNICATO STAMPA: La Magistratura perseguita il Sindaco Fusco.

Opera, 1 novembre 2008
Nel giorno dei Santi mi domando seriamente a quale io debba votarmi per vincere la persecuzione della Magistratura.
Sono stato prosciolto per non avere commesso il fatto, nel giorno di San Valentino dello scorso febbraio, da un Gup di Milano che ha scrupolosamente esaminato la montagna di prove che il PM Barbaini aveva cercato di montare a mio carico. Successivamente la mia gente ha dimostrato di amare il suo attuale primo cittadino ribaltando qualsiasi previsione elettorale ed assicurandomi lo scranno del Borgomastro. Quanto ancora devo aspettare per poter dimostrare la mia estraneità a qualsiasi accusa mossa nei miei confronti?
Forse devo aspettare l’arrivo dei Santi Innocenti, il 28 dicembre nel giorno del mio trentanovesimo compleanno, quando si ricordano i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato?
La sentenza del Gup milanese non era stata rovesciata dalla Corte d’Appello, che rigettò il ricorso del PM, ma che dovette inoltrarlo su richiesta dello stesso alla Corte di Cassazione.
La Corte romana invece, nonostante l’avvocato di Fusco l’Onorevole Matteo Brigandì avesse persuaso la Procura di Cassazione a chiedere la conferma dell’assoluzione, si è espressa nel giorno del Capodanno Celtico con il rinvio ad un Giudice di Milano per riesaminare l’intero caso e decidere se mandare a giudizio, e quindi processare, il Sindaco di Opera per un reato che sarebbe già troppo considerarlo d’opinione.
Il Sindaco Ettore Fusco apprende serenamente questa decisione che, visto il clima che si respira nelle aule dove si amministra la giustizia, non lo stupisce più di quanto fu meravigliato dal proscioglimento che arrivò nonostante la pressione mediatica sul Giudice milanese Marco Maria Alma.
Il fatto che la Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, avesse comunque dato ragione all’allora Consigliere Comunale della Lega Nord e che la stessa Corte abbia invece scelto l’incredibile strada dell’accoglimento del ricorso del PM è degno di nota poiché si presentano adesso scenari inquietanti:
Il caso di Fusco torna ad essere esaminato preliminarmente a Milano ed un altro Giudice potrà decidere nuovamente di non rinviarlo a giudizio. Cosa succederà a quel punto? Il PM potrà ricorrere un'altra volta per rimettere in circolo la macchina della magistratura fino a trovare un altro giudice finalmente disposto a perseguitare un cittadino già assolto da un magistrato e dal voto popolare che lo ha fatto salire sulla poltrona del primo cittadino nel suo paese? E quando finalmente Fusco sarà rinviato a giudizio, e quindi sottoposto alla gogna di un processo, per quale ragione il Cittadino di Opera non potrà ricorrere a quella sentenza? Quale giustizia amministrata nel nome del Popolo, e che si possa definire uguale per tutti, ha la sfacciataggine di considerarsi realmente equa a questo punto?
Ai posteri l’ardua sentenza ed al Ministro della Giustizia l’onere di provvedere affinché tali vessazioni non abbiano a ripetersi in futuro.
Ettore Fusco – Sindaco di Opera

venerdì 31 ottobre 2008

HANNO PROPRIO DECISO DI PERSEGUITARE IL SINDACO FUSCO

ETTORE FUSCO AVRA' UN NUOVO PROCESSO, INVITO' CITTADINI AD OCCUPARE CAMPO NOMADI
Roma, 31 ott. (Adnkronos) - Ettore Fusco, il sindaco leghista di Opera, nell'hinterland milanese, dovrà essere riprocessato per istigazione a delinquere in relazione alla devastazione del campo rom di Opera, avvenuta il 21 dicembre del 2007. Lo ha disposto la Prima sezione penale della Cassazione che con la sentenza 40684 depositata oggi spiega il perchè, lo scorso 16 ottobre, ha annullato l'assoluzione accordata a Fusco, all'epoca dei fatti consigliere di opposizione della Lega Nord, dal gup di Milano lo scorso 14 febbraio. Fusco, durante una seduta consigliare, era intervenuto parlando alla folla esasperata, più di cento persone, che aveva invaso l'aula e li aveva invitati ad occupare la tendopoli realizzata dal comune per ospitare un campo nomadi. Successivamente si era pure affacciato dalla finestra del palazzo comunale e con un megafono aveva ribadito la necessità di spostare la protesta al campo nomadi.
La protesta era degenerata tanto che i manifestanti diedero alle fiamme le tende destinate ad accogliere i rom sfrattati pochi giorni prima dal campo di Via Ripamonti a Milano. Ne era scaturita una denuncia a Fusco per il reato previsto dall'art. 414 c.p., accusa dalla quale era stato assolto lo scorso 14 febbraio. Secondo il gup, Fusco non andava condannato perchè aveva semplicemente invitato gli operesi "a occupare il campo nomadi senza mai fare riferimento ad azioni violente e con lo scopo di tutelare gli interessi dei cittadini".Contro l'assoluzione, la Procura di Milano ha fatto ricorso con successo in Cassazione, sostenendo che "l'istigazione posta in essere da Fusco conteneva quel corredo di modalità concrete dell'azione che faceva trasmodare la manifestazione del pensiero nell'istigazione".
Piazza Cavour ha accolto il ricorso del pm e ha sottolineato che per fare scattare una condanna per istigazione a delinquere basta che "sia posta in essere in pubblico la propalazione di condotte che configurino precise azioni delittuose, con rappresentazioni di azioni concrete che possano indurre altri alla commissione di tali fatti". Un'analisi, ha precisato ancora la Cassazione rinviando il caso al gup di Milano, che "deve essere condotta in relazione alla situazione concreta per verificare quale forza persuasiva e suggestiva potevano avere le frasi pronunciate ai fini istigatori della condotta". La Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, aveva chiesto di confermare l'assoluzione all'attuale sindaco di Opera.
(Dav/Gs/Adnkronos) 31-OTT-08 16:22

mercoledì 22 ottobre 2008

DIFESA PERSONALE: II CORSO

TUTTI I VENERDI' DALLE ORE 19.15 ALLE ORE 20.15
RIPRENDE:
VENERDI' 7 NOVEMBRE 2008
PRESSO LA PALESTRA DELLA
SCUOLA ELEMENTARE DI VIA EMILIA
ISCRIZIONI SUL POSTO:
Adulti: 15 euro al mese
Bambini (fino a 11 anni): gratuito

venerdì 3 ottobre 2008

Operazione condotta dalla Polizia Locale di Opera nella zona industriale dello Zerbo: scoperti clandestini extracomunitari che vivevano e lavoravano

Opera, 2 ottobre 2008,
alle ore 7.30 il Sindaco Ettore Fusco, il Comandante della Polizia Locale ed una pattuglia di agenti si sono recati nella zona industriale, al quartiere Zerbo, per verificare un’attività che durante i sopralluoghi di verifica del territorio era risultata anomala. Infatti, durante i controlli si era riscontrata una attività lavorativa notevole presso un capannone industriale, dove però all’esterno non si evidenziavano segnali o presenze di persone.
L’operazione di questa mattina ha permesso di verificare, e agire poi di conseguenza nelle misure di legge, che alcuni locali, sopra l’area di produzione, erano adibiti a dormitorio e cucina. Spazi esigui che 23 extracomunitari, tutti cinesi ed in buona parte clandestini, condividevano in condizioni igieniche assolutamente precarie. Grazie all’intervento degli agenti alcuni di essi, stranieri senza permesso di soggiorno, sono stati allontanati per accertamenti. I responsabili dei lavoratori regolari sono stati invece invitati a garantire le norme di sicurezza igienico sanitarie obbligatorie e ad effettuare gli opportuni adeguamenti al fine di ospitare persone nei locali sopra al capannone. Naturalmente i titolari dell’azienda, con regolari commesse per conto di marche famose, saranno adesso chiamati nelle sedi opportune per spiegare la situazione di estrema illegalità riscontrata.
All’operazione si sono aggiunti anche due ispettori dell’INPS che sono intervenuti per la loro parte, i tecnici del Comune a verifica del rapporto spazio/persona e del rispetto delle norme edilizie ed infine è sopraggiunta, a supporto degli agenti di Polizia Locale, una pattuglia di Carabinieri.
“Al momento del bliz c’è stato un fuggi fuggi generale ed una certa tensione - sono le prime parole del Sindaco Fusco intensamente impegnato sin dall’irruzione - poiché da ogni angolo sbucava fuori qualche disperato sorpreso nel sonno dalla nostra visita. Dietro le porte, alcune chiuse a chiave, delle camere ricavate con pareti mobili, legni e cartoni, vi erano persone più sorprese che impaurite e molti hanno provato a fuggire nella confusione.
L’aver rilevato le pietose condizioni in cui queste persone sono costrette a vivere per guadagnarsi 50 euro a settimana lavorando giorno e notte - conclude il Sindaco - ci induce a forzare la mano ed a perseguire con tutti i mezzi a nostra disposizione gli atti criminosi legati allo sfruttamento dell’immigrazione che in certi casi diventano persino riduzione in schiavitù”
Da parte del Sindaco Ettore Fusco, che pochi giorni fa rincorse e fece arrestare una scippatrice, un encomio alla Polizia Locale di Opera, abilmente guidata dal Comandante De Tommaso, composta da personale qualificato, formato e motivato che anche in questa occasione ha dimostrato al primo cittadino di poter contare su agenti che non risparmiano energie quando c’è da lottare contro la criminalità.
dall'Ufficio Stampa del Comune di Opera
(foto: in alto una delle stanze adibite a dormitorio; in basso la procedura dell'identificazione)

mercoledì 3 settembre 2008

COMUNICATO STAMPA: MILANO "BONIFICHI" LA VIA RIPAMONTI

Opera, 3 settembre 2008
Dopo l’arrivo di 130 Carabinieri nella Provincia di Milano e l’intervento dell’Esercito a presidiare la città del Sindaco Moratti qui a Opera ci domandiamo come mai le prostitute che “battono” la Via Ripamonti a confine con il nostro paese continuino ad aumentare.
Se dal sud Milano i sindaci si adoperano per ripulire le strade dalla piaga della prostituzione sembra invece che il Comune di Milano sia più interessato alla divisione dei finanziamenti per l’Expo che non a fare fruttare le nuove norme per la sicurezza nelle città.
E’ indecoroso che una città candidata a primeggiare nel mondo, e che rappresenta la capitale morale della nostra nazione, mostri di se un tale degrado. Campi nomadi, immigrati clandestini, spacciatori di droga e prostitute in bella mostra… non vogliamo certo che la vetrina dell’Expo che la Moratti offrirà ai suoi visitatori sia questa.
Chiediamo al Sindaco di Milano ed al Vicesindaco De Corato, Assessore con delega alla sicurezza, di intervenire quanto prima per restituire una parvenza di legalità agli occhi di quelle migliaia di cittadini che quotidianamente percorrono la strada che collega la metropoli al sud Milano.
Da troppi anni subiamo le angherie degli amministratori milanesi che disattendono le aspettative degli operesi e di tutti quei cittadini costretti a subire oltre il traffico in entrata alla città, a causa della Via Ripamonti ad una corsia nonostante sino ai confini operesi si giunga con la Valtidone che attraversa il nostro paese con due corsie per senso di marcia, anche il dilagare della criminalità organizzata con manovalanza straniera.
Diciamo basta alle prostitute che affollano il ciglio delle nostre strade e facciamo presente che i clienti delle lucciole causano quotidianamente incidenti, anche mortali, che nel “migliore” dei casi bloccano per ore l’unica via di accesso a Milano.
Quella Milano che dal primo gennaio ha imposto persino una tassa per chi entra in città con l’auto, non senza avere fatto prima un safari nella fauna della prostituzione periferica.
Il Sindaco di OPERA Ettore Fusco

venerdì 29 agosto 2008

COMUNICATO STAMPA: STOP AI VANDALI

Opera, 29 agosto 2008
La notte scorsa il parco giochi di Via F.lli Cervi nei pressi del Cimitero è stato oggetto delle attenzioni dei soliti vandali che, forse in preda ad alcool e droghe, hanno divelto i cestini, spezzato rami degli alberi ed infine si sono accaniti sulle altalene dei bambini.
Siamo stanchi di assistere impotenti alla vigliaccheria di vandali che nella notte devastano l’arredo urbano ed in particolare i giochi dei bimbi.
Un giro di vite aspetta questi incivili che con i loro schiamazzi notturni disturbano la quiete pubblica e con le loro bravate costano all’Amministrazione decine di migliaia di euro ogni mese.
Un costo, quello delle devastazioni dei bulli di periferia, che si ripercuote prima di tutti sui bambini che per riavere i propri giochi nei parchi pubblici devono aspettare anche dei mesi.
Per questo è allo studio un piano di intervento, con la Polizia Locale e l’Ufficio Tecnico, grazie al quale basterà utilizzare impropriamente altalene e scivoli, vicino alle quali vi saranno cartelli recanti l’età delle persone ammesse all’utilizzo, per pagarne le conseguenze.
In arrivo ci sono anche altre telecamere, collegate ad una centrale operativa, attraverso le quali comincerà l’identificazione dei responsabili dei danni e quindi l’avvio di procedure per il recupero del costo delle manomissioni.
Queste soluzioni, purtroppo, denotano un’altra sconfitta della società incapace a formare il cittadino per il quale, oramai, difficilmente basterà ripristinare l’ora di educazione civica ed il voto in condotta per sopperire alla debolezza del potere educativo della famiglia ed alla perdita dei valori da trasmettere ai giovani sostituiti, grazie anche alla troppa televisione spazzatura, da errati modelli di vita che si manifestano con il bullismo ed il vandalismo.

Il Sindaco di OPERA Ettore Fusco

mercoledì 27 agosto 2008

TEMPI DURI PER I CLIENTI DELLE PROSTITUTE

Opera, 27 agosto 2008
La sicurezza è ancora al centro dell’attività amministrativa del Sindaco Ettore Fusco.
Nella lotta alla prostituzione il primo cittadino operese, come preannunciato a ferragosto quando un centauro perse la vita sulla S.S. Valtidone, firma l’ordinanza che di fatto colpisce i clienti delle prostitute. Bersaglio del Sindaco sono tutti quegli automobilisti che, fermandosi anche solo a trattare con le lucciole, mettono a rischio l’incolumità di chi transita sulle strade dove i cercatori di compagnia a pagamento si rendono troppo spesso autori di manovre azzardate che nel corso degli anni si sono rivelate mortali in troppe occasioni.
Il Comune di Opera, con la sua rigida politica a favore della sicurezza e del decoro, non ha prostitute sul suo territorio ma purtroppo ne conta alcune sulle strade confinanti, in particolare quelle di competenza del Comune di Locate di Triulzi, dove sono sempre di più le prostitute che prendono servizio senza che l’Amministrazione intervenga per porre fine alla vergognosa pratica. Questo nonostante le richieste di Opera ripetutamente fatte al collega locatese Preli sin dall’insediamento del Sindaco Fusco e dopo alcuni interventi fatti di concerto tra la Polizia Locale operese ed i Carabinieri al confine tra i due comuni.
Purtroppo con la nostra ordinanza non avremo comunque la possibilità di garantire l’incolumità dei nostri cittadini in quanto l’eventuale sanzione sarebbe commessa sul territorio di Locate ma, apponendo i cartelli in prossimità di quelle aree che confinano con le nostre, contiamo di dissuadere gli automobilisti dal caricare a bordo le prostitute e quindi fare si che queste si trasferiscano altrove preservando gli operesi dai rischi provocati dalle inversioni di marcia improvvise e dalle altre manovre azzardate.
Con questa ordinanza ci siamo rafforzati, qualora qualche lucciola riprovasse ad insediarsi sul suolo operese, con un arma in più per legittimare l’intervento della nostra efficiente Polizia Locale che necessità, per agire con determinazione, degli strumenti idonei che grazie al Ministro Maroni, ed alla politica del Viminale sulla sicurezza, stanno giungendo ai comuni attraverso i maggiori poteri ai sindaci.
Adesso ci aspettiamo un analoga determinazione da parte del Sindaco locatese al fine di risolvere una volta per tutte questa vicenda e lasciare che i nostri agenti possano dedicarsi al mantenimento dell’ordine ed alla prevenzione dei crimini sul territorio anziché dover pattugliare le zone limitrofe a quelle del nostro paese per cercare di limitare i danni del meretricio sul comune confinante.
La sanzione prevista dall’ordinanza, a chiunque si fermi a contrattare con le prostitute, è pari a €500,00 ed alla denuncia penale che può implicare fino a tre mesi di carcere.
Comunicato stampa del Sindaco Ettore Fusco

martedì 24 giugno 2008

CONTRO I CLANDESTINI ED I LORO AGUZZINI: BLITZ NOTTURNO DEI CARABINIERI A OPERA

Opera (24 giugno 2008) - Sarà una coincidenza, ma gli effetti del giro di vite deciso a livello nazionale dal governo di centrodestra, con il ministro degli Interni della Lega Nord, si vedono anche a livello locale. Soprattutto quando il pressing di un sindaco, sempre del Carroccio, fa alzare il livello di attenzione sui temi della sicurezza urbana.
Nel corso della notte, infatti, i militari dell'Arma dei carabinieri hanno messo a segno una nuova operazione di contrasto al lavoro clandestino. Con funzionari dell'ispettorato del lavoro di Milano, i carabinieri hanno eseguito due blitz, in altrettante aziende meccaniche di Opera, nella periferia sud di Milano, identificando 25 clandestini e denunciandone due.
Poche ore dopo, Palazzo Madama dava il via libera al disegno di legge di conversione del decreto approvato nei giorni scorsi dal Governo Berlusconi.L'operazione è frutto di un lungo lavoro investigativo partito alcuni mesi fa, quando la polizia locale di Opera ha fermato e identificato tre stranieri clandestini che avevano dichiarato di essere impiegati in aziende del territorio.
“L'operazione – spiega il sindaco di Opera, Ettore Fusco – è il risultato della serie di incontri che nei giorni scorsi ho avuto con il Prefetto di Milano e il comandante provinciale dell'Arma. Da entrambi avevo ottenuto rassicurazioni che il presidio e le attività investigative di contrasto alla clandestinità sul territorio di Opera sarebbero aumentate e così è stato. La nostra attenzione e impegno sulla sicurezza proseguiranno a 360 gradi, nella speranza di avere anche la collaborazione dei Comuni confinanti, al fine di debellare altri problemi di fronte ai quali i cittadini chiedono, alle istituzioni, risposte concrete. Tra questi, vi sono sicuramente in cima alla lista la prostituzione e lo spaccio di stupefacenti”.
Il controllo dei carabinieri, sia del nucleo operativo di Corsico sia della stazione di Opera ai quali il sindaco ha rivolto i complimenti per l'ottimo lavoro svolto, è scattato intorno alla mezzanotte in due aziende, nelle vie Trebbia e Staffora. Entrambi i titolari, uno italiano e l'altro egiziano, sono stati denunciati per sfruttamento di manodopera clandestina.
I militari hanno fermato e identificato presso la questura di Milano 25 clandestini, provenienti dall'est europeo (moldavi, ucraini, romeni), ma anche egiziani senza permesso di soggiorno, documenti e, ovviamente, contratto di lavoro. Dopo gli accertamenti, due clandestini sono stati denunciati per non aver ottemperato alle disposizioni normative in tema di permanenza sul territorio italiano.
L'ispettorato del lavoro ha, invece, provveduto a mettere i sigilli alle due aziende che probabilmente lavoravano come terziste per imprese molto conosciute a livello nazionale.
Ufficio stampa Comune di Opera

mercoledì 18 giugno 2008

SICUREZZA: Vertice Fusco - Lombardi, no ai campi rom nel sud Milano

Opera (17 giugno 2008) – Potenziamento dell'organico dei carabinieri, operatività della stazione 24 ore su 24, spostamento della caserma nel centro cittadino e una nuova sede per la Polizia stradale: sono i punti affrontati nel corso del vertice tenutosi in mattinata tra il sindaco Ettore Fusco, il vicesindaco Antonino Nucera, il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi e il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri, colonnello Sergio Pascali a palazzo Diotti.

“Un incontro utile – sottolinea il sindaco – non solo per fare il punto sulla situazione e analizzare insieme i problemi di sicurezza sul nostro territorio, in particolare legati allo spaccio e alla prostituzione. È stata, infatti, l'occasione per analizzare alcune proposte, verso le quali sia il Prefetto sia il comandante provinciale dell'Arma hanno mostrato particolare attenzione, dando la loro disponibilità ad analizzare possibili interventi. Già nei prossimi giorni, infatti, il colonnello Pascali verrà a Opera per verificare sul campo la situazione, confrontandosi con i comandanti della Polizia locale e dei carabinieri di Corsico, da cui dipende la stazione operese”.

In particolare, il sindaco di Opera si è fatto interprete della preoccupazione dei cittadini, perché il numero dei carabinieri presenti nella locale stazione sono troppo pochi. “L'organico – ha detto Fusco – è fermo a quindici anni fa. Però, negli anni, il paese e, di conseguenza, la popolazione sono cresciuti. Mi è stato assicurato che verificheranno la possibilità di destinare a noi una parte del nuovo contingente di 130 militari dell'Arma previsto per Milano e provincia o, comunque, una riorganizzazione tale da consentire più agenti sul territorio operese”.

Il comandante provinciale dell'Arma ha accolto con favore la proposta di spostare la caserma, attualmente al confine con Milano, verso il centro di Opera. “Si raggiungerebbe – precisa il sindaco – il doppio obiettivo di avere i carabinieri più vicini ai cittadini, ma anche un maggior controllo, grazie al fatto che le pattuglie dovranno necessariamente passare per le vie del centro durante gli spostamenti da e verso la caserma”.

L'attuale stazione verrebbe invece destinata alla Polizia di Stato. Anche su questo aspetto c'è stata una convergenza di vedute tra il sindaco e il prefetto. Insieme hanno ipotizzato la possibilità di destinare la palazzina a un nucleo specializzato nel controllo e nel recupero delle auto rubate.

Il sindaco ha chiesto rassicurazioni affinché, soprattutto in vista dell'Expo, non vi sia un piano per spostare Rom e prostitute verso l'hinterland. “Gian Valerio Lombardi – precisa Ettore Fusco – mi ha assicurato che non sono previsti, in alcun modo, spostamenti sul nostro territorio. Sono quindi fiducioso che, grazie anche ai poteri di commissario ricevuti dal Governo, il prefetto saprà garantire quell'ordine e quella sicurezza che i cittadini, e io con loro, chiedono con forza”.

sabato 7 giugno 2008

Blitz antidroga delle “pattuglie per la sicurezza”

Opera (7 giugno 2008) – Operazione antidroga delle “pattuglie per la sicurezza” volute dal sindaco Ettore Fusco per presidiare il territorio anche durante le ore serali. L’intervento è avvenuto ieri sera nelle vicinanze dell’Abbazia di Mirasole, lungo la strada sterrata che porta in campagna in direzione Rozzano. Qui si erano assembrate una settantina di persone giunte da ogni parte della Lombardia per acquistare cocaina e hashish. Il blitz di due pattuglie della polizia locale e di una di quella provinciale ha provocato un fuggi fuggi generale. Sono state fermate, identificate e denunciate cinque persone per detenzione e uso di sostanze stupefacenti.

“Il luogo dove è stato eseguito l’intervento – spiega il sindaco – è stato da me segnalato già un anno fa sia al Prefetto sia al Questore. Dopo circa un mese mi era stato risposto che, pur intensificando i controlli, non era risultato alcunché. L’operazione compiuta ieri sera dimostra il contrario e conferma che le mie segnalazioni sono ancora attuali. Diventa quindi fondamentale un maggior presidio della zona da parte delle Forze dell’Ordine. Inserirò anche questo problema nell’agenda dell’incontro con il Prefetto che sto aspettando da circa un mese”.

L’operazione di controllo è scattata nella tarda serata di ieri, quando la polizia locale ha ricevuto la segnalazione di un’auto sospetta nei pressi dell’Abbazia di Mirasole. Qui le persone che vi abitano hanno più volte evidenziato un problema di sicurezza e la paura di uscire la sera proprio per assembramenti di individui dediti allo spaccio. Una segnalazione che il sindaco Ettore Fusco ha fatto sua e sulla quale intende andare fino in fondo, chiedendo un maggior coinvolgimento dei Carabinieri.

Nell’automobile si trovava una persona seminuda che si stava probabilmente drogando. L’uomo si è barricato dentro e c’è voluto un po’ di tempo prima che gli agenti riuscissero a convincerlo ad aprire il veicolo. All’interno sono state trovate alcune bottigliette di metadone. Nel frattempo, alle pattuglie si sono avvicinati due agenti in borghese della polizia penitenziaria, che hanno segnalato l’assembramento di tossicodipendenti poco distanti dall’Abbazia. Immediatamente è scattato il blitz. È partito l’inseguimento. Un’auto e un motorino sono finite in un fosso. Abbandonata anche una moto rubata utilizzata sicuramente dagli spacciatori, tutti di origine magrebina.

Gli agenti sono riusciti a bloccare cinque ragazzi, italiani provenienti dal lodigiano, dal pavese e dal bergamasco. Avevano con sé alcune bustine di hashish per uso personale. Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica e segnalati alla Prefettura. Rischiano il ritiro della patente e altri provvedimenti amministrativi.

“Credo sia fondamentale – sottolinea Ettore Fusco – una maggiore sinergia tra chi si occupa di sicurezza sul nostro territorio. Perché l’obiettivo è contrastare il dilagare della criminalità con interventi di prevenzione prima di essere costretti ad agire con la repressione”.

Ufficio stampa Comune di Opera

domenica 25 maggio 2008

ESPULSI DAL PAESE IMMIGRATI CLANDESTINI

Opera (24 maggio 2008) - "Siamo soddisfatti che le forze dell'ordine siano attente al fenomeno della clandestinità e, con l'infessibilità che deve contraddistinguere la loro azione mirata a garantire sicurezza ai cittadini, intervengano laddove rilevino situazioni irregolari": così il sindaco di Opera, Ettore Fusco commenta il blitz compiuto ieri dai carabinieri, con l'ausilio della polizia locale, alla sede operese della "Brera Cerniere srl", in via Piemonte 14/16. La ditta progetta e realizza cerniere per elettrodomestici da oltre quarant'anni.Un'ispezione, iniziata alle 9 e proseguita fino alle 18, alla quale hanno preso parte anche funzionari dell'Inps. Identificate dieci persone, provenienti dall'Ucraina e dalla Moldavia, senza permesso di soggiorno. Denunciate a piede libero, è stato notificato loro un provvedimento di espulsione."L'episodio - evidenzia il sindaco - che ha coinvolto un'azienda storica della nostra città, mette in evidenza quanto abbia preso piede il fenomeno dello sfruttamento della clandestinità, nei confronti del quale non bisogna quindi abbassare la guardia".A Opera, infatti, prosegue il progetto "pattuglie per la sicurezza", voluto dal sindaco per intensificare il presidio del territorio da parte degli agenti della Polizia locale, sia in auto sia a piedi. I primi risultati si sono già registrati, con l'allontamento di alcune straniere che si prostituivano lungo strade cittadine di elevata percorrenza.
CTR Comunicazione

giovedì 15 maggio 2008

IL PREFETTO VUOLE MANDARE I ROM IN PERIFERIA?

TROVERA' UNA DURA OPPOSIZIONE A OPERA!
Sembra che il Prefetto Gian Valerio Lombardi non abbia ben capito come utilizzare i poteri speciali demandatigli dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni e così, investito della nuova carica di Commissario straordinario per l'emergenza campi nomadi, ha pensato bene di ventilare una distribuzione dei campi nell'hinterland di Milano.
Opera non ha bisogno di sprecare parole in merito: ZERO CAMPI NOMADI è la parola d'ordine. E nessuno provi a violare la volontà degli operesi.
Con il Sindaco Fusco siamo tranquilli.

lunedì 5 maggio 2008

ANCORA PROSTITUTE A OPERA

Dopo essersi attivato presso la Polizia Locale ed i Carabinieri di Opera il nostro nuovo Sindaco e riuscito a fare arrestare e tenere lontano per alcuni giorni una prostituta dall'ingresso del paese.
Per tutta risposta, ad una settimana di distanza, l'immigrata è tornata alla sua postazione con tanto di socia in affari.
Dato che la strada dove lavorano le prostitute è sul territorio di Locate di Triulzi, il Sindaco Fusco si era rivolto anche al suo collega del paese confinante che, anzichè collaborare, ha pensato bene di declinare l'invito a fare il proprio dovere e così un'agente della Polizia Locale operese, intervenuta su richiesta del suo primo cittadino, è stata ferita nell'operazione congiunta con i Carabinieri che ha portato all'arresto dell'albanese.
Adesso la straniera è in possesso di un foglio di via che vale per il Comune di Opera ma, essendo lei a dieci metri dal confine cittadino sul territorio locatese, è difficile allontanarla se ad intervenire non sono proprio le autorità di Locate.
Al Sindaco Preli, di Locate di Triulzi, conviene fare il proprio dovere ed intervenire prima di andare a Radio Hinterland Binasco a confrontarsi sul tema della sicurezza con il nostro primo cittadino sabato 10 maggio alle ore 11.
La sicurezza passa infatti anche dal presidio del proprio territorio ed all'ordine che si fa rispettare su tutta la sua superficie. Soprattutto al confine con OPERA!!!
11 maggio 2008
Inspiegabilmente ieri non è andata in onda la prevista trasmissione sulla sicurezza a cui avrebbero dovuto partecipare i sindaci di Opera e Locate di Triulzi. Forse qualcuno ha temuto il confronto? Siamo sicuri che qualche spiegazione potranno darcela.

venerdì 18 aprile 2008

VITTORIA!

Ettore Fusco SINDACO.

martedì 15 aprile 2008

CONSULTA I DATI ELETTORALI DI OPERA IN DIRETTA

http://www.comune.opera.mi.it/
Lo spoglio inizia alle ore 14 di martedì 15 aprile 2008

martedì 1 aprile 2008

IN TEMA DI SICUREZZA LA SINISTRA DI OPERA PERDE UN ALTRO "PUNTO"

Ecco la Fiat Punto di un malcapitato operese della Via Moneta che ieri mattina ha trovato l'amara sorpresa oramai all'ordine del giorno per i nostri concittadini.
L'Amministrazione operese a favore dei campi rom e dell'insicurezza, diventata famosa lo scorso anno per gli scontri con i cittadini in occasione del rogo del campo nomadi voluto dal Sindaco di sinistra Alessandro Ramazzotti e dal suo Assessore Riccardo Borghi, purtroppo non sta facendo nulla per garantire un minimo di sicurezza agli operesi.
Persino il campo nomadi abusivo che stava riappropriandosi dell'area destinata loro da Ramazzotti e che provocò l'ira dei cittadini è stato sgomberato nei giorni scorsi, su sollecitazione dei rappresentanti di Opera Sicura, nel disinteresse più assoluto della Giunta che permetteva risse serali e razzie nelle case degli operesi e nelle aziende.
Ogni notte sono svaligiate decine di attività industriali e di abitazioni delle famiglie operesi; all'ordine del giorno ci sono quotidiani scippi e rapine impunite per la difficoltà di dimostrarne i responsabili.
Tutto questo con la demagogica risposta della sinistra operese secondo cui va sempre tutto bene e le rotonde fioriscono arricchendosi di colorate violette.
Ad un paio di settimane dal voto amministrativo si pensava che il candidato sindaco della sinistra, Assessore in carica, potesse fare qualcosa per la sicurezza in paese invece, come ha dimostrato anche in passato, l'unica preoccupazione del centrosinistra è quella di dare una parvenza di calma apparente con rotonde fiorite ed i classici cantieri aperti in campagna elettorale.
La coalizione di centrodestra che candida FUSCO a ricoprire il ruolo di primo cittadino propone invece agli elettori un radicale cambiamento volto a rendere sicuro il paese più famoso d'Italia in tema di resistenza ai campi nomadi.
Ettore Fusco si impegna a battersi per i suoi cittadini affinché la caserma dei Carabinieri di Noverasco, dietro lo svincolo della tangenziale lontana anche dalla stessa frazione di Opera, sia trasferita in paese con il vantaggio di avere gli agenti dell'Arma sempre presenti, a piedi, all'interno del centro abitato. L'edificio che adesso li ospita lontani dalla gente potrebbe cambiare gestione, come del resto era previsto nella sua destinazione iniziale, ed essere occupato dalla Polizia Stradale.
Più agenti, più strutture ed anche una Polizia Locale efficiente ed attenta alla sicurezza dei cittadini che si occupi meno di multare le ambulanze, in sosta vietata nell'ambito dei servizi di soccorso, e più alla prevenzione di atti criminosi.

sabato 29 marzo 2008

DOMENICA 30 MARZO L'ASSESSORE BONI A OPERA

L'Assessore all'urbanistica della Regione Lombardia DAVIDE BONI sarà a OPERA Domenica 30 marzo presso il gazebo con grigliata davanti allo Sporting Mirasole di Noverasco che avrà inizio alle ore 16.30

martedì 18 marzo 2008

MARTEDI' 18 MARZO: FUSCO A TELEPADANIA

Questa sera alle ore 21.10 dopo il TG Nord su Tele Padania intervista a Ettore Fusco candidato Sindaco per Opera con la lista di centrodestra insieme a Unione di Centro, Popolo delle Libertà e Lega Nord.

lunedì 17 marzo 2008

SENZA PAROLE...

Un articolo tutto da leggere...
http://letterealoperese.blogspot.com/2008/03/i-fantasmi-di-opera-nellurna-di-aprile.html
questi comunisti hanno toccato il fondo e adesso, dopo averci dato dei razzisti, leghisti, fascisti e xenofobi (specificando sempre che venivamo da fuori) dopo il presidio di Opera contro il campo nomadi... provano a parlare di "razzismo bipartizan" per accattonare quattro voti.
Vogliono essere razzisti, leghisti ecc ecc proprio come noi!!
Simpatico anche il siparietto dell'Assessore Armelloni sotto scorta perche "amico degli zingari e con moglie straniera".
Ma chi lo conosce questo "collaborazionista"?
Infine vi ricordo che Il Manifesto, giornale comunista vicino all'Assessore di cui sopra, ha sempre parlato di un rogo delle tende con dentro trenta bambini... DENTRO!

venerdì 7 marzo 2008

OPERA SICURA IN PIAZZA DOMENICA 9 MARZO

Insieme ai partiti che compongono la coalizione di centrodestra a Opera ci si trova DOMENICA 9 MARZO alle ore 16.00 per un gazebo conoscitivo dei programmi e dei candidati della lista del candidato Sindaco ETTORE FUSCO.
Dopo l'aperitivo, alle ore 18.30, salamelle per tutti gli intevenuti. Il luogo dell'evento è la PIAZZA XXV APRILE sede del MERCATO.

martedì 4 marzo 2008

QUESTIONE PASSAGGIO A LIVELLO VIA ROMA. LA LEGA NORD PRONTA A SCENDERE IN PIAZZA.

La sezione locale della Lega Nord di Pieve Emanuele scende in campo in merito all’annosa questione della chiusura del passaggio a livello di Via Roma che ha di fatto chiuso una via di accesso al comune di Pieve Emanuele impedendo ai cittadini residenti oltre al passaggio a livello di poter raggiungere il paese. “Non siamo stati informati dall’amministrazione riguardo la chiusura del passaggio a livello in questione , sbotta il referente locale della Lega Nord Pier Paolo Antonelli, e tali decisioni vanno studiate e valutate con maggiore attenzione e collegialmente non solo tra le varie rappresentanze politiche della giunta, ma anche con i partiti politici, come la Lega Nord, che non sono rappresentati in consiglio comunale ma che hanno appoggiato con fermezza la coalizione di Centro-Destra alle ultime elezioni amministrative di Pieve Emanuele. Lo avevamo promesso ai cittadini in campagna elettorale, prosegue Pier Paolo Antonelli, e ancora una volta è necessario ribadirlo. Il carroccio rappresenta il sigillo di garanzia della coalizione di Centro-Destra, appoggia l’amministrazione nel caso di scelte politiche nell’interesse della cittadinanza ma allo stesso tempo è pronta a scendere in piazza nel caso di scelte politiche che a nostro avviso ledono gli interessi comuni. E’ opinione del carroccio che la viabilità interrotta con la chiusura del passaggio a livello di Via Roma vada ripristinata il prima possibile o con la riapertura dello stesso o con soluzioni alternative. Sono in attesa quindi di risposte concrete ed immediate da parte dell’attuale amministrazione. Siamo pronti a scendere in piazza per tutelare gli interessi della cittadinanza pievese”. La presa di posizione della Lega Nord che già in passato aveva preso posizione sulla questione T-Red di Fizzonasco rende ora davvero infuocato il clima politico pievese mentre i cittadini aspettano di sapere come il Sindaco e l’amministrazione risponderanno a tale problematica.
Opera Sicura è con la Lega Nord operese ed i loro colleghi di Pieve Emanuele in prima fila nella lotta per il rispetto della volontà popolare. Su quella strada si interessino per eliminare prostituzione e campi rom abusivi e non blocchino la libera circolazione degli abitanti del posto che la usano per evitare la trafficata provinciale Binasco - Melegnano.
Siamo con i pievesi per evitare la chiusura di una via di comunicazione ed allo stesso tempo con i locatesi che a breve vedranno chiudere l'ultimo dei tre passaggi a livello presenti sul loro territorio che li collega a Opera.
Alla Fontana infatti si riversano oggi migliaia di locatesi che saranno costretti ad immettersi sulle trafficatissime Valtidone o Binasca anche per fare spostamenti di pochi kilometri.
Chiudere anche questo passaggio a livello è una follia e l'appoggio del nostro gruppo è assicurato a chiunque si muova con forme di protesta per bloccare l'ennesimo errore di programmazione.

sabato 23 febbraio 2008

COMUNICATO STAMPA: SUD MILANO / ALTO PAVESE, IL POPOLO VINCE ANCORA

E' con grande soddisfazione che prendiamo atto dell'intervento da parte della Regione Lombardia che ha messo un freno allo sviluppo di logistiche nel Comune di Landriano.
Il "decreto" 1474 del 19 febbraio 2008 con il quale la direzione generale territorio e urbanistica della Regione Lombardia, grazie all'interessamento particolare dell'assessore Davide Boni e del Consigliere Demartini, entrambi della Lega Nord, ed al lavoro svolto da chi ha prodotto tutte le note al progetto, ha prescritto che la realizzazione della logistica in località Cascina Cirano, richiesta dai committenti POZZI-ZENITH-BAIMMOBIL, sia assoggettata alla procedura di VALUTAZIONE D'IMPATTO AMBIENTALE.
Questa presa di posizione è la diretta conseguenza della rivolta di popolo che ha portato in piazza il 19 gennaio scorso oltre mille manifestanti tra cui tantissimi cittadini di Landriano e dei comuni limitrofi, i militanti di Opera Sicura, alcuni esponenti territoriali della Lega Nord pavese e dei paesi della provincia di Milano, come Pierpaolo Antonelli di Pieve Emanuele, ed alcuni sindaci capitanati dai primi cittadini di Vidigulfo e Torrevecchia Pia.
La protesta era nata in seguito alla scelta dell’area dove il Sindaco Aguzzi di Landriano vorrebbe insediare una nuova logistica, in pratica un centro di smistamento e stoccaggio di merci, adiacente alle zone di consolidamento dei caratteri naturalistici della valle del Lambro con una forte valenza di salvaguardia paesaggistica a cui stanno lavorando anche i paesi limitrofi per la realizzazione di un parco sovracomunale.
La logistica in questione sarebbe la quarta nel solo territorio comunale di Landriano e non la vogliono i comuni e gli abitanti della zona con i quali si sta instaurando un clima di inimicizia che potrebbe portare addirittura al naufragio dell’Unione dei Comuni.
Per il Comune di Opera lo sviluppo di altre logistiche a pochi km di distanza causerebbe certamente un aggravio ulteriore alla precaria viabilità locale per il traffico di mezzi pesanti che si dirigerebbero alle tangenziali ed in ingresso alla Città di Milano.
Opera è già in una morsa di traffico tale da non permettere che gli operesi possano assistere in silenzio a questo ulteriore scempio.
Infatti, alla manifestazione che ha indotto la Regione ad intervenire con decreto per fermare il Sindaco di Landriano hanno partecipato il candidato Sindaco del centrodestra a Opera Ettore Fusco ed il gruppo di Opera Sicura mentre l'attuale Sindaco Alessandro Ramazzotti, con il suo collega di poltrona e partito Severino Preli della vicina Locate Triulzi, hanno preferito fingere di non saperne nulla e di fatto avallare la scelta del loro compagno che amministra Landriano.
Un'altra vittoria del Popolo resa possibile dal Comitato dei Cittadini No Log.s e dall'interessamento della Lega Nord.

giovedì 21 febbraio 2008

COMUNICATO STAMPA: NON SOLO CARCERE, OPERA HA BISOGNO DI ALTRO

Opera, 20 febbraio 2008
Sembra che Opera sia il luogo dove nascondere le cose peggiori.
Dopo il carcere, lo smaltimento dei rifiuti tossici, l’inceneritore ed il campo nomadi adesso dobbiamo anche assistere impotenti alla trasformazione in carcere duro di una buona parte del complesso che sorge a confine tra Opera e Milano.
Quando costruirono la prigione in questa cittadina del sud Milano, all’epoca tranquilla, ci promisero in cambio il tram 24 fino al nostro paese e l’allargamento della Via Ripamonti.
Inoltre garantirono che Opera non sarebbe stata più disturbata con questioni tanto rilevanti.
Invece, dopo il campo nomadi dello scorso anno, il Comune di Milano e la Provincia sono tornati alla carica con un inceneritore vicino ai nostri confini ed ora vi è questa volontà del Governo di trasformare il Carcere di Opera in un Istituto specializzato nel regime di carcere duro per la detenzione di boss mafiosi.
Nella frazione di Noverasco, dove sorge l’istituto di pena, i quasi tremila residenti sono preoccupati per la vicinanza alle case e per la vendita degli immobili Enpam che, non essendo stata calmierata da un intervento del Comune di Opera, non sarà a riscatto come si sperava ma produrrà un esodo di persone che lasceranno libere molte abitazioni.
Il timore e che proprio in quel quartiere si possa insediare un quartier generale della mafia nel Nord Italia.
Gli operesi raccoglieranno delle firme per chiedere il rispetto da parte delle istituzioni, anche per le altre questioni ancora aperte come l’allargamento della Ripamonti, ed una dislocazione più intelligente dei sottoposti a carcere duro da distribuire in più istituti.

COMUNICATO STAMPA: OPERA HA BISOGNO DI ALTRO

Opera, 20 febbraio 2008
Sembra che Opera sia il luogo dove nascondere le cose peggiori.
Dopo il carcere, lo smaltimento dei rifiuti tossici, l’inceneritore ed il campo nomadi adesso dobbiamo anche assistere impotenti alla trasformazione in carcere duro di una buona parte del complesso che sorge a confine tra Opera e Milano.
Quando costruirono la prigione in questa cittadina del sud Milano, all’epoca tranquilla, ci promisero in cambio il tram 24 fino al nostro paese e l’allargamento della Via Ripamonti.
Inoltre garantirono che Opera non sarebbe stata più disturbata con questioni tanto rilevanti.
Invece, dopo il campo nomadi dello scorso anno, il Comune di Milano e la Provincia sono tornati alla carica con un inceneritore vicino ai nostri confini ed ora vi è questa volontà del Governo di trasformare il Carcere di Opera in un Istituto specializzato nel regime di carcere duro per la detenzione di boss mafiosi.
Nella frazione di Noverasco, dove sorge l’istituto di pena, i quasi tremila residenti sono preoccupati per la vicinanza alle case e per la vendita degli immobili Enpam che, non essendo stata calmierata da un intervento del Comune di Opera, non sarà a riscatto come si sperava ma produrrà un esodo di persone che lasceranno libere molte abitazioni.
Il timore e che proprio in quel quartiere si possa insediare un quartier generale della mafia nel Nord Italia.
Gli operesi raccoglieranno delle firme per chiedere il rispetto da parte delle istituzioni, anche per le altre questioni ancora aperte come l’allargamento della Ripamonti, ed una dislocazione più intelligente dei sottoposti a carcere duro da distribuire in più istituti.

martedì 19 febbraio 2008

COMUNICATO STAMPA: NON SOLO A OPERA IL 41 BIS

Opera, 18 febbraio 2008
Opera non può diventare la capitale del 41 bis ed ospitare tutti i più pericolosi boss mafiosi d’Italia. Il nostro paese rischierebbe di diventare crocevia della malavita organizzata ed assistere impotente al radicarsi di certe famiglie ed interessi che niente avrebbero a che fare con la realtà operese.
Il pericolo lo avvertiamo ancora di più in considerazione del fatto che il Sindaco di sinistra Alessandro Ramazzotti non sta facendo nulla per opporsi e soprattutto non ha assolutamente aiutato gli inquilini del vicino quartiere di Noverasco a riscattare le proprie case dall’Enpam.
Adesso che molti residenti non acquisteranno si libereranno tanti appartamenti a prezzi favorevoli e correremo il rischio che ad occuparli giungano persone dell’entourage di questi boss che si vengono a trovare nel carcere del nostro paese.
Teniamoci le donne carcerate e non trasformiamo Opera nella capitale della mafia.

venerdì 15 febbraio 2008

COMUNICATO STAMPA: ADESSO LIBERATE GLI ALTRI OPERESI

Fusco libero, adesso tocca agli altri otto imputati che ancora sono sotto processo per alcuni fatti connessi alle vicende del 21 dicembre 2006 quando ignoti diedero fuoco alle tende che la protezione civile stava montando nella nostra Opera per insediare un campo nomadi.
Otto operesi innocenti vittime come Ettore Fusco fino a ieri, quando ha trovato sulla sua strada un Giudice capace ed imparziale da prendere come esempio per la sua categoria, di una macchinazione tesa a non lasciar passare una legittima reazione di popolo ed evitare che potesse essere presa ad esempio da altri cittadini ingiustamente vittime di soprusi.
La colpa di Fusco era infatti solo quella di avere sostenuto la necessità di protestare, pacificamente e legittimamente, contro una violazione del proprio territorio.
Il fatto che qualche persona abbia poi voluto strafare non è certo colpa di chi ha comunque saputo aiutare i suoi concittadini attuando quanto già proponeva nella sera del 21 dicembre in Consiglio Comunale, ossia un presidio a cui abbiamo preso parte tutti noi e che ha dimostrato allo Stato che non si impongono con la forza le proprie volontà.
Concordiamo sulla necessità di trovare i responsabili del rogo, l'unico delitto consumato quella sera, ma non possiamo assistere impotenti all'accanimento giuridico, mediatico e politico nei confronti di persone le cui uniche prove di colpevolezza, non certo per l'incendio a cui sono estranei, sono delle confidenze, le testimonianze rese spontaneamente da un cittadino onnipresente che ha visto ed udito solo quello che serviva alle indagini per incriminare determinate persone, le deposizioni rese ai Carabinieri dal Sindaco Ramazzotti, da qualche suo assessore ed altri del loro partito.
Siamo disgustati, ed ora lo possiamo dire serenamente, per come persino le Forze dell'Ordine abbiano trattato la vicenda.
Accanto al contributo determinante degli agenti presenti quella sera, quindi testimoni dei fatti, si è distinto il servilismo istituzionale da parte di chi ha avallato le menzogne necessarie ad incriminare Fusco fornendole al Pubblico Ministero, responsabile dell'indagine, e rendendole vere e credibili proprio per la provenienza di cui non si dovrebbe dubitare mai.
Nonostante questo non perdiamo la stima ed il rispetto per chi si batte difendendo la sicurezza dei cittadini. Opera Sicura auspica però dei provvedimenti disciplinari verso chi si è distinto in tal senso.
Ufficio Stampa Opera Sicura

mercoledì 13 febbraio 2008

AFGHANISTAN: UCCISO UN MILITARE ITALIANO

ANSA - Un militare italiano e' stato ucciso vicino Kabul ed un altro soldato e' ferito. I due militari, entrambi dell'Esercito, sono rimasti coinvolti in un attacco con armi da fuoco portatili mentre stavano svolgendo una missione nel distretto di Uzeebin, a circa 60 chilometri da Kabul. Lo scontro a fuoco, ricostruisce lo Stato maggiore della Difesa, è avvenuto alle 15 locali (le 11.30 in Italia), nei pressi della località di Rudbar, nella zona di responsabilità italiana. "Militari italiani della Task Force Surobi, in attività di cooperazione civile e militare e sostegno sanitario alla popolazione, sono stati fatti segno di alcuni colpi di arma da fuoco portatili da parte di elementi armati ostili a cui i militari italiani hanno risposto", si legge in una nota dello Stato maggiore della Difesa. "A seguito dello scontro - aggiunge il comunicato - un militare italiano è deceduto mentre un secondo risulta leggermente ferito". E' in corso il trasporto presso l'ospedale militare francese di Camp Warehouse, a Kabul.
Opera Sicura è con i militari italiani in missione in Afghanistan e partecipa al cordoglio dei familiari e dell'intera Nazione.

lunedì 11 febbraio 2008

COMUNICATO STAMPA: OPERA SICURA ADERISCE AL CENTRODESTRA OPERESE

Opera, 11 febbraio 2008
Il gruppo Opera Sicura, associazione nata a salvaguardia della sicurezza degli operesi, appoggia il candidato Sindaco del centrodestra Ettore Fusco e la lista dei candidati che si presenterà alle elezioni di aprile.
L’apporto di Opera Sicura alla lista del centrodestra sarà sostanziale ed addurrà alla coalizione la determinazione propria della nostra associazione che si è distinta in questo suo primo anno di attività per l’efficacia con cui si è sempre messa al servizio del cittadino al fine di garantirne sicurezza e libertà.
Mai come in queste elezioni sarà determinante nei programmi elettorali la voce sicurezza; Opera Sicura aderendo con il centrodestra a questo processo di cambiamento si fa garante di un mutamento sostanziale nell’interesse degli operesi.
Più sicurezza significa maggiore libertà e come diceva Carlo Cattaneo “per essere liberi bisogna essere prima di tutto padroni in casa propria”; un motto in cui tutto il centrodestra si riconosce e proprio per questo Opera Sicura è con la lista dei candidati di Ettore Fusco per Opera.


Ufficio Stampa OPERA SICURA.
Il responsabile Renato Colombo.

sabato 2 febbraio 2008

COMUNICATO STAMPA: L’INCENERITORE A OPERA NON SI FA

Opera, 2 febbraio 2008
Questo inceneritore a Opera non si fa, lo assicura Ettore Fusco.
Provincia, Regione e Amsa ne hanno preso atto grazie alle mille firme dei cittadini operesi, solo perché non abbiamo ritenuto servisse raccoglierne ancora, ed orienteranno i progetti di espansione futuri su altre zone di Milano e del suo hinterland.
Nonostante la posizione piuttosto morbida del Sindaco operese uscente, Alessandro Ramazzotti, le istituzioni prendono atto del moto di protesta che Opera Sicura ha controllato traducendolo in un primo atto pubblico rappresentato dalle sottoscrizioni di un perentorio diktat popolare: “No ad un nuovo inceneritore a Opera o nelle zone limitrofe”.
Questa volta la Regione ha saputo ascoltare i cittadini e si è consapevolmente orientata su altre possibilità, sollecitando Provincia e Comune di Milano a fare altrettanto, lasciando valida la soluzione del sud Milano solo ed esclusivamente se avallata dai residenti dei comuni interessati attraverso una consultazione popolare.
Mancano pochi mesi al cambio di Governo nel Comune di Opera. Sarebbe stato assurdo prendere decisioni di tale importanza accordandosi con l’attuale scalcinata Giunta destinata a fare le valigie proprio per alcune decisioni prese senza avere il consenso popolare.
Le nuove classi dirigenti devono prendere un impegno concreto, quando giungono a ricoprire ruoli decisionali, in virtù del fatto che certe scelte fatte oggi sono di un impatto territoriale tale da modificare usi, costumi e stili di vita, oltre che condizionare in misura più o meno grave la salute pubblica.
Adesso aspettiamo solo che le istituzioni tranquillizzino i cittadini operesi, allarmati per quanto da loro avvertito come il pericolo imminente di una nuova imposizione alla nostra cittadina, che si è già dimostrata in passato essere popolata da gente orgogliosa e determinata.

lunedì 28 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA: MAI A OPERA L’INCENERITORE DI PENATI E RAMAZZOTTI

Opera, 28 gennaio 2008
Penati, la Moratti e Formigoni raggiungono l’accordo sul nuovo termovalorizzatore ma Opera dice no.
Nei giorni scorsi Filippo Penati ha annunciato querele a quei giornalisti che parlavano di disponibilità della Provincia a costruire nuovi termovalorizzatori. Eppure oggi ancora si dice d’accordo.
Il Sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti, ha invece rincarato la dose smentendo le voci che davano un possibile interessamento per l’area sud milanese parlando di “bufala”.
Oggi apprendiamo che Comune, Provincia e Regione sono tutti d’accordo a costruire un nuovo impianto sul territorio e visto l’affannarsi di Penati e Ramazzotti nel tranquillizzare il sud Milano abbiamo la certezza che la coppia che portò il campo nomadi a Opera voglia oggi giocarci lo scherzo dell’inceneritore.
Formigoni ha parlato di “localizzazione del termovalorizzatore con grande rispetto del territorio” e della gente, aggiungiamo noi.
Il Governatore della Lombardia ascolti gli operesi perplessi sulla questione del termovalorizzatore.
Il Consigliere Ettore Fusco, portavoce di Opera Sicura, ha raccolto già un migliaio di firme di persone contrarie all’ipotesi di costruire un inceneritore nella zona sud di Milano e si rende disponibile a trattare per mediare soluzioni più appropriate rispetto a quelle di Opera e Nosedo, le uniche di cui abbiamo sentito parlare.
Si faccia chiarezza smettendo di rilasciare dichiarazioni poi puntualmente smentite o ritrattate al fine di confondere i cittadini ed evitare proteste e prese di posizione da parte dei rappresentanti del popolo.
Opera vuole capire ed il Sindaco operese, Alessandro Ramazzotti, sta esagerando come fece ai tempi del campo nomadi quando, causa la sua mancanza di comunicazione, la presunzione ed arroganza, provocò la forte protesta popolare sfociata nel terribile rogo del campo nomadi.
Lo tengano presente le istituzioni.

venerdì 25 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA: RAMAZZOTTI E PENATI SEGUANO PRODI

Opera, 25 gennaio 2008
Il Sindaco operese Alessandro Ramazzotti continua a smentire le voci sulla realizzazione di un inceneritore in prossimità di Opera nel sud di Milano.
“Si continua a fare terrorismo con le parole - afferma Ramazzotti - invece di affrontare con serietà un problema che richiede attenzione e sul quale la Regione Lombardia, che sta esaminando il piano provinciale dei rifiuti, è chiamata ad esprimersi”.
Il primo cittadino operese prosegue poi “non vi sono le condizioni tecniche per la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nel sud di Milano. Motivazioni delle quali sia la Regione sia l’Amministrazione comunale milanese sono perfettamente al corrente”.
Sembra invece che Ramazzotti abbia a cuore semplicemente la strenua difesa della Provincia del suo compagno di partito Filippo Penati, che l’11 gennaio annunciava di aver dato mandato ai suoi legali per procedere con la querela al Giornale che parlava di “termovalorizzatore di Penati a Opera” e delle opposizioni interne alla sinistra, da parte dei consiglieri provinciali Patta per rifondazione comunista e Gaiardelli per i Verdi, con tanto di dichiarazioni degli stessi.
Eppure a due settimane scarse di distanza ancora dichiarazioni di Penati a rimescolare le carte in tavola: Il Corriere della sera titola infatti “Si all’inceneritore, ma più differenziata. La Provincia apre sul termovalorizzatore. Dovrebbe sorgere ai confini con Opera o a Nosedo”.
All’interno dell’articolo del quotidiano si legge “Filippo Penati rilancia: Abbiamo fatto le nostre verifiche e ci siamo resi conto che il semplice potenziamento degli impianti di termovalorizzazione non è sufficiente. Ci vuole un nuovo termovalorizzatore”.
Successivamente il Sindaco operese Alessandro Ramazzotti continua a lanciare salvagenti al suo compagno di sventura nella sfortunata, per loro, vicenda del campo nomadi a Opera ed accusare inutilmente Comune di Milano e Regione Lombardia guidate invece dal centrodestra.
Il Sindaco di Opera conclude con l’ennesima uscita propagandistica dichiarando: “All'azione strumentale di Milano noi risponderemo con un ordine del giorno che porteremo in Consiglio comunale e al quale mi auguro aderiscano anche tutte le forze politiche di centrodestra".
Spieghi il primo cittadino operese per quale ragione non ha voluto votare la mozione presentata al Consiglio Comunale del 27 novembre, dal Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco, tanto semplice quanto chiara ed inoppugnabile, che recitava unicamente queste parole:
“Alla luce delle ultime notizie relative al pericolo concreto che sul territorio operese o di un comune limitrofo sia edificato un inceneritore o termovalorizzatore, il Comune di Opera esprime parere sfavorevole a qualsiasi insediamento che tratti rifiuti urbani, di qualsiasi genere, sul territorio operese o di un comune confinante”.
Tutta questa confusione intorno all’argomento spazzatura… ci puzza!
Ramazzotti e Penati sono già stati delegittimati dalla politica portata avanti sul territorio, che attuano senza che sia condivisa dai cittadini, e l’azione di Governo della loro parte politica è malamente fallita con la caduta del Premier Romano Prodi: cosa aspettano a dimettersi? Non si rendono conto di essere già invisi alla popolazione?

giovedì 24 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA: MENTRE I SINDACI DI SINISTRA SMENTISCONO L'INCENERITORE VICINO A OPERA...

Il comunicato stampa dell'11 gennaio scorso, diffuso dall'ufficio del Sindaco Alessandro Ramazzotti di Opera, recitava:
“Una minestra riscaldata e ormai ammuffita”. Usano una metafora i sindaci di Rozzano, Massimo D'Avolio, di Opera, Alessandro Ramazzotti e di Locate di Triulzi, Severino Preli replicando alle provocazioni degli ultimi giorni dell'assessore milanese Maurizio Cadeo, il quale insiste nell'affermare che nel sud Milano sorgerà un termovalorizzatore. E che a volerlo sarebbe il presidente della Provincia. Una “notizia falsa” precisa, in una nota stampa, Filippo Penati.
“Una notizia chiaramente strumentale – aggiunge Ramazzotti – e sono dispiaciuto e un po' meravigliato che Forza Italia di Milano e l'assessore Maurizio Cadeo preferiscano la strada del clamore e degli annunci invece di dare un contributo serio al tema del trattamento rifiuti, soprattutto ora che è in corso l'esame, da parte della Regione, del Piano provinciale. Mi risulta che non sia previsto alcun impianto nel Parco sud o, più genericamente, nel sud milanese, come tra l'altro ha chiaramente ribadito nel suo comunicato stampa diffuso oggi lo stesso presidente della Provincia di Milano”.
“Il problema rifiuti è troppo serio – sostiene il sindaco di Rozzano, Massimo D'Avolio – per utilizzarlo come forzatura e occasione di scontro politico”.“L'impegno dei Comuni della provincia verso la raccolta differenziata – sottolinea il sindaco di Locate di Triulzi, Severino Preli - evidenzia la volontà di affrontare con determinazione il problema, senza inventarsi cose che nel Piano non sono contenute. Perché compito di un amministratore pubblico non è quello di fare dichiarazioni, ma di presentare proposte concrete”.
VERGOGNA!
Oggi il Corriere della Sera riporta nuovamente la notizia dell'inceneritore nel nostro paese oppure, alla meglio, al confine di Milano con Rozzano ad un paio di kilometri da Opera.
A quanto pare Filippo Penati, Presidente della Provincia, si è reso conto che "il potenziamento degli impianti esistenti di termovalorizzazione non basta" e quindi si incontrerà nei prossimi giorni con la Moratti e Formigoni per formalizzare la decisione.
Questo vergognoso gioco delle parti sta facendo si che da quasi dieci anni ci si scambino colpe e responsabilità da un ente o istituzione all'altra in modo tale da giungere al momento dell'edificazione senza che i cittadini possano dire la propria ed identificare un "colpevole".
Noi però lo abbiamo identificato, principalmente, nel Sindaco di Opera Alessandro Ramazzotti che ha vissuto tutti questi anni da primo cittadino e che ha sempre smentito che qualcuno volesse piazzare un termovalorizzatore a Opera.
Incredibili le sue ultime parole diffuse a mezzo comunicato stampa non più di dieci giorni fa che, anziché essere allarmate, smentivano come sempre ogni voce che riguardasse la nostra zona ed anche le parole di chi, come il suo compagno Filippo Penati Presidente della Provincia di Milano ed ex Sindaco della Stalingrado d'Italia, lavora invece proprio in questa direzione.
Penati infatti ribadisce oggi che l'inceneritore si deve fare ed incontrerà nei prossimi giorni il Comune di Milano e la Regione per definire, con ogni evidenza, l'esatto punto che sembra possa distare non più di qualche kilometro in linea d'aria dal nostro paese.
Ramazzotti ha fatto questa politica farraginosa per dieci anni e prima che se ne vada, per non rischiare che il prossimo sindaco faccia invece gli interessi della propria comunità, sta agevolando le trattative per dare la possibilità a Provincia, Regione e Comune di Milano di fare tutto il necessario senza che i cittadini operesi possano aprire bocca.
Noi non ci stiamo ed annunciamo una mobilitazione contro il Comune di Opera, che non tutela i propri cittadini, e denunciamo pubblicamente questa vergognosa politica del Sindaco Alessandro Ramazzotti che copre responsabilità sue e del suo partito, come ha fatto smententendo le parole di Penati ed affermando, ancora dieci giorni fa, "mi risulta che non sia previsto alcun impianto nel sud milanese".
Dopo aver portato un campo nomadi a Opera ed averlo difeso strenuamente, fino a trascinare un Consigliere Comunale ed altri otto cittadini in tribunale, adesso Ramazzotti raschia il fondo fingendo di non sapere nulla di inceneritori ed addirittura smentendone sempre qualsiasi voce al riguardo.
Intanto a mettere a tacere "la voce di Opera" ci pensa Filippo Penati, Presidente della Provincia di Milano, che ha pensato bene di costituirsi parte civile nel processo contro il Capogruppo della Lega Nord operese Ettore Fusco, sotto processo per istigazione a delinquere, in seguito alla vicenda che ha visto i cittadini operesi prevalere sulle istituzioni facendo allontanare il campo rom dal proprio paese.
Sicuramente avrà concordato questa politica con il suo compagno operese Sindaco Ramazzotti ma non ha fatto i conti con l'orgoglio di questa cittadina del sud Milano.
Non sarà una richiesta di risarcimento danni, e neppure un'eventuale condanna penale, a bloccare l'onorabilità di certe persone.
Soprattutto nessuno bloccherà l'orgoglio di essere operesi e di lottare per difendere l'integrità del proprio territorio, la propria salute e la terra che lasciamo ai nostri figli.
Opera è ancora una volta con noi, contro l'inceneritore e contro chiunque ne agevoli la costruzione. Se lo mettano in testa Penati e Ramazzotti.
Per quanto riguarda Formigoni, non cada nella trappola che i "compagni" gli stanno tendendo.
Il Governatore lombardo ha dimostrato di essere persona equilibrata, federalista ed autonomista, quindi non può avallare alcuna scelta di tale rilevanza senza che sia condivisa dai cittadini.
Auspichiamo un suo intervento in tal senso chiamandolo a farsi garante dei diritti degli operesi.

mercoledì 23 gennaio 2008

CHE SIA PROCESSATO PENATI. NON GLI OPERESI.


Nello stesso giorno in cui la Provincia di Milano chiede ai nove operesi, sotto processo per il rogo delle tende ed il presidio cittadino che lo scorso anno evitò un campo nomadi a Opera, un risarcimento danni materiali e di immagine pari a 25 mila euro firma un protocollo che impegna Palazzo Isimbardi a stanziare 1 milione di euro per la sicurezza intorno ai campi nomadi.

Il Comune di Milano e la Provincia di Filippo Penati insieme stanziano 3 milioni di euro per sostenere il patto sulla sicurezza a Milano. Serviranno a migliorare i controlli.

In particolare i finanziamenti saranno utilizzati per intensificare presenza e impegno delle forze di Polizia nell'attività di vigilanza ai campi nomadi, anche nelle ore serali e notturne, e per lo sgombero degli alloggi occupati abusivamente dai rom che imperversano negli edici Aler non assegnati.

25 mila euro per un danno prodotto da quegli operesi che hanno chiesto che le istituzioni non allestissero un campo nomadi nel proprio paese per compensare un danno d'immagine e risarcire il costo delle tende danneggiate quando, e questa è solo una goccia di quanto viene sperperato del nostre denaro, nello stesso giorno in cui la Provincia fa questa richiesta si permette di depauperare 1 milione di euro per vigilare sui rom che a Opera hanno controllato i cittadini, senza spese per la collettività, e per riparare ai danni che questi provocano occupando abitazioni e commettendo crimini.

Naturalmente invochiamo l'intervento della magistratura affinché sia imputato Filippo Penati per reati legati al razzismo ed alla discriminazione razziale, visto che stanzia 1 milione di euro per combattere la cultura di una minoranza etnica che chiede di vivere a modo suo, e chiediamo l'intervento della Corte dei Conti perché valuti la spesa di Penati, solo un tassello del mosaico degli sprechi legati alla gestione dei campi nomadi, spropositata ed inutile in quanto senza alcun progetto duraturo per la sicurezza dei contribuenti.

1 milione di euro, che si somma ai due stanziati dal Comune di Milano, che forse l'ex Sindaco della Stalingrado d'Italia oggi Presidente della Provincia non si rende conto che rappresenta un danno d'immagine ben superiore a quello presunto per cui chiede 10 mila euro agli operesi e che rappresenta un danno infinitamente più grande di quello delle tende danneggiate quantificato in 15 mila euro.

Il milione di euro di Penati lo paghiamo anche noi operesi.

Se Penati vuole fare passare questo messaggio, che con 25 mila euro si risolve il problema nomadi in un paese dell'hinterland di Milano che alla Provincia costa invece 1 milione, la magistratura e la Corte dei Conti devono intervenire quanto prima per fermare il progetto xenofobo pregno di istigazioni a delinquere ed all'odio sociale e razziale che con questo provvedimento la Provincia diffonde nell'opinione pubblica.

sabato 19 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA: LANDRIANO ED IL SUD MILANO PER DIRE NO LOGISTICA

Opera, 19 gennaio 2008
Si è svolta oggi sabato 19 gennaio 2008 a Landriano, tra un nutrito schieramento di forze dell'ordine e giornalisti, la manifestazione promossa dal comitato No. Log. s. a cui hanno aderito anche gli esponenti locali del Carroccio, Luigi Codazza per il territorio di Landriano e dei comuni limitrofi, Pier Paolo Antonelli per Pieve Emanuele ed Ettore Fusco per Opera e Locate di Triulzi.
La partecipazione imponente della popolazione, che ha protestato contro l’insediamento della nuova logistica previsto sul terreno agricolo circostante la cascina Maiera, ha sottolineato l’importanza di tale avvenimento al quale non sono mancati i Sindaci di Vidigulfo e Torrevecchia Pia.
I primi cittadini di Locate di Triulzi, Opera e Pieve Emanuele hanno invece snobbato l’evento popolare promosso dal comitato cittadino No. Log. s.
Nello specifico l’area in cui dovrebbe insediarsi la nuova logistica, in pratica un centro di smistamento e stoccaggio di merci, è adiacente alle zone di consolidamento dei caratteri naturalistici della valle del Lambro pertanto con una forte valenza di salvaguardia paesaggistica a cui stanno lavorando anche i paesi limitrofi per la realizzazione di un parco sovracomunale.
Il corteo, composto da circa un migliaio di partecipanti, ha percorso le vie del paese fino a giungere in Piazza Garibaldi dove una delegazione si è recata dal Sindaco, non presente in municipio, per la consegna delle firme raccolte tra la cittadinanza contro il progetto della logistica.
Si mettono a repentaglio sia il proprio territorio, sia la salute e la sicurezza dei cittadini che non sono mai stati coinvolti dal Sindaco su questa scelta così come sulle altre importanti decisioni urbanistiche che hanno snaturato il volto del Comune di Landriano e dei nostri paesi del sud Milano.
Gli strumenti come la Valutazione d’Impatto Ambientale sono stati istituiti proprio per determinare l’impatto sul territorio di impianti e opere edilizie.
Perché saltare invece questo importante passaggio che garantisce i cittadini, flora, fauna e storia?
Se la Valutazione di Impatto Ambientale darà un parere contrario a quello dato dal Comune, chiediamo fin da ora che venga ripristinato e restituito alla comunità di Landriano il territorio che questa amministrazione, che solo a chiacchiere si dimostra ecologista, ha già deturpato a sufficienza.

domenica 13 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA: NO SPAZZATURA, NO INCENERITORE. FORMIGONI COME BASSOLINO.

Opera, 13 gennaio 2008
I due governatori sono accomunati da un comune denominatore chiamato spazzatura. Bassolino in Campania permette che questa non sia smaltita regolarmente e Formigoni in Lombardia decide di aprire le porte dei nostri impianti per aiutare il suo collega reo di aver malgestito la sua Regione e l’emergenza rifiuti sia da Sindaco di Napoli e Presidente della Campania che nei tre anni e mezzo in cui era Commissario Straordinario su mandato del governo nazionale.
Nonostante la manifesta indisponibilità dei giorni scorsi a ricevere rifiuti campani oggi sembra sia cambiato qualcosa ed allora si aprono nuove prospettive e aperture verso la possibilità di incenerire sul territorio lombardo rifiuti provenienti dalla regione meridionale.
Il Presidente della Lombardia, quasi più federalista dei leghisti quando c’è da prendere i voti, di tanto in tanto si ricorda di essere ancora un uomo della vecchia Democrazia Cristiana e quando il suo collega Bassolino, uomo del vecchio PCI, chiede aiuto in nome del consociativismo, che consente ai due di resistere sulla cresta dell’onda da oltre quindici anni, il vecchio saggio bianco del Pirellone risponde solerte.
Intanto Antonio Bassolino afferma che ‘‘... in questi anni nella nostra regione sull’opposizione ai termovalorizzatori e alle discariche si sono costruite carriere politiche e fortune elettorali‘‘.
Chissà dov’era il Governatore campano in questi anni di malefatte. Da otto anni alla guida della Regione e dal 1993 Sindaco di Napoli. Tre anni e mezzo come Commissario per l’emergenza rifiuti… ed oggi parla di colpe non sue?
Negare, negare ed ancora negare. Può anche starci bene per Bassolino ma che Formigoni soccorra il suo collega d’oltrePo’ non lo accettiamo ed allora non mandiamo a dire al Presidente lombardo quel che pensiamo… lo facciamo direttamente: Opera non accetterà mai un inceneritore vicino ai suoi confini solo poiché inetti amministratori (inetti, quando va bene. n.d.r.) si prendono la libertà di non fare il proprio dovere e qualcuno decida sulle nostre teste di andare in soccorso di questi arrecando un danno ai propri amministrati, nonché elettori, creando una necessità di aumento della capacita di smaltimento rifiuti.
Opera dice no ai rifiuti campani e no a qualsiasi ipotesi di inceneritori. Opera chiede che Formigoni riveda ogni eventuale apertura ad operazioni che non abbiano il consenso popolare.
Se incenerire i rifiuti napoletani, non trattati per i nostri inceneritori, era nel programma faccia quel che preferisce altrimenti la faccia finita e tenga a bada l’AMSA che vuole costruire nuovi impianti tra cui uno nel sud Milano vicino al nostro Comune.
I consiglieri regionali del centrodestra sono avvertiti: votare insieme alla sinistra in Consiglio Regionale per salvare oggi Bassolino (e domani poi cosa cambierà?) significa tradire i propri elettori ed i propri principi.
Opera è attenta!

venerdì 11 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA: OPERA NON ACCETTA LA SPAZZATURA

Opera, 11 gennaio 2008
Opera ha già detto no all’inceneritore vicino al proprio confine territoriale ed impone a chiunque volesse edificarne uno di interpellare innanzitutto i cittadini operesi di cui siamo già in possesso di duemila firme contrarie alla realizzazione di un termovalorizzatore.
Il fatto che il nostro sia un piccolo paese non significa che la Provincia di Milano ci possa utilizzare come zerbino sotto cui nascondere la propria spazzatura.
Lo scorso anno Penati ed il Comune di Milano ci provarono con il campo nomadi, che trovò il favore il Sindaco operese Ramazzotti di sinistra come il Presidente della Provincia, ma i cittadini rispedirono gli ospiti indesiderati al mittente.
Adesso non ricominciamo con la storia dell’inceneritore senza pensare quanto meno di interpellare gli operesi attraverso un referendum.
A Milano non serve un nuovo inceneritore, procedano con l’ampliamento di Silla 2 se i rifiuti dei milanesi aumentano ma la si finisca di fare un business della combustione dei rifiuti.
Ciascuno incenerisca quanto produce in casa sua e Bassolino si tenga la sua spazzatura.
Siamo profondamente amareggiati per l’atteggiamento di Forza Italia e di Alleanza Nazionale che in provincia non solo non si oppongono a nuovi inceneritori ma addirittura si apprestano, condividendo la posizione di Filippo Penati, a fare da stampella al centrosinistra diviso su questo tema.
Auspichiamo un ravvedimento del centrodestra a palazzo Isimbardi affinché sia considerata la volontà dei comuni vicini ad eventuali nuovi impianti termovalorizzatori che rappresentano strutture con un impatto che può essere devastante nel caso di piccole comunità come quella operese che, nel suo recente passato, ha già mostrato di non essere disposta a subire imposizioni.
La Lega Nord operese invita a valutare l’allargamento di Silla 2 solo se indispensabile a smaltire i rifiuti prodotti nella provincia di Milano senza accollarsi l’onere di incenerire per denaro spazzatura proveniente da fuori provincia e chiede, qualora fosse indispensabile costruirne uno nuovo, una consultazione popolare al fine di conoscere la volontà dei cittadini.
Solo in questo modo si potrà parlare legittimamente di scelta condivisa e quindi accettata dalla gente.

giovedì 10 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA: OPERA CHIEDE SICUREZZA

Opera, 10 gennaio 2008
Nel tardo pomeriggio di ieri c’è stato un altro evento delittuoso grave sul nostro territorio.
Dopo i molti furti negli appartamenti, che hanno caratterizzato il periodo delle vacanze natalizie, una rapina al punto Snai di Via Di Vittorio è terminata con un colpo di pistola esploso contro la vetrata dell’agenzia scommesse posta in una zona dove abitualmente passano molte persone che si recano alle proprie abitazioni.
Fortunatamente non ci sono feriti ed i malviventi, che hanno utilizzato la stessa modalità degli ultimi rapinatori dell’Eurospin di Noverasco, si sono presentati casco in testa ed armi in pugno portandosi a casa la somma di 2.800 euro.
Opera è stanca di lamentare l’aumento della criminalità e sentirsi come risposta da parte del Sindaco Alessandro Ramazzotti, lo stesso che un anno fa difendeva a spada tratta l’insediamento del campo rom contro il parere dei cittadini che ne hanno presidiato l’ingresso fino ad ottenerne lo smantellamento, che la città può dormire sonni tranquilli e le forze dell’ordine presidiano egregiamente il territorio.
Nessuno mette in dubbio l’efficienza degli agenti presenti nelle locale stazione dei carabinieri ma cosa possono fare due agenti di pattuglia su un mezzo che deve controllare un paese di quasi quindicimila abitanti? Cosa possono fare gli stessi due agenti che di notte si trovano il compito di pattugliare anche altri cinque comuni dell’hinterland milanese?
E’ una vergogna che Opera non ha una caserma operativa ma che alle dieci di sera neppure in caso di guerra i militari dell’arma possono oltrepassare il cancello della loro “residenza”.
Per quanto riguarda la Polizia Locale operese non vi è alcun dubbio che il Sindaco Ramazzotti ed il suo sottoposto Comandante De Tommaso hanno deciso di farne uso esclusivamente per multare le mamme che aspettano i propri bambini davanti alle scuole e fare le imboscate con l’autovelox all’ingresso del paese o sulle vie più scorrevoli dove è facile colpire il cittadino che supera di due km/h il limite di velocità.
Vogliamo più agenti, più sicurezza. Gli uomini e le donne della Polizia Locale devono vigilare giorno e notte pattugliando tutte le vie cittadine e l’amministrazione ne deve potenziare l’organico che, peraltro, è solo grazie all’intervento del Consigliere Ettore Fusco della Lega Nord se sono già dotati di armi per dissuadere i criminali dal compiere atti illeciti.
La locale caserma dei Carabinieri deve diventare operativa e gli agenti con la fiamma sul berretto li dobbiamo vedere in giro per il paese a presidiare almeno le zone maggiormente a rischio.
Così facendo possono anche fermare qualche “faccia strana” ogni tanto e non solo alzare la paletta per controllare i documenti alle facce conosciute.
Siamo stanchi, siamo stufi. Un Sindaco che non si batte per la sicurezza dei propri cittadini, ma anzi ne è causa di maggiori paure ed insicurezze, dovrebbe spiegare ai concittadini quale pensa che siano i compiti di un primo cittadino, quali pensa che debbano essere gli interessi di chi amministra una comunità. Non una comunità qualsiasi, la Città di Opera.
La Lega Nord chiede al Sindaco Ramazzotti di non aspettare il morto per prendere provvedimenti, sarebbe troppo tardi.

giovedì 3 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA: DUE PESI E DUE MISURE.

Opera, 3 gennaio 2008
I cittadini campani che presidiano a Pianura l’area della discarica stanno mettendo in ginocchio le istituzioni e facendo traboccare d’immondizia intere città.
Il pericolo è anche per la salute pubblica visto i continui incendi dei cumuli di spazzatura che producono quantità di diossina tali da superare ogni soglia di sicurezza legalmente istituita.
Intanto, e non discutiamo sulla legittimità o meno di questa scelta, dei cittadini napoletani impediscono il passaggio ai camion che dovrebbero portare le immondizie alla discarica, prodotte dagli stessi cittadini campani, per cercare di ridurre l’emergenza che costerà alla nazione addirittura sanzioni comunitarie e che sicuramente ha fatto ricadere il popolo napoletano in un baratro di pregiudizi e luoghi comuni che si stavano superando. Primo fra tutti quello sul decoro e la pulizia.
In nessun’altra regione d’Italia i cittadini arriverebbero ad essere sommersi dalla spazzatura e, del resto, i napoletani sono diventati famosi per essere quelli che gettavano la spazzatura in strada dalle finestre… in tempi di non emergenza.
Persino i calabresi odiano i campani per avergli rovinato, a loro dire, le bellissime coste invase dai vacanzieri partenopei e lasciate sporche e devastate come dopo il passaggio di Attila.
Ma non vogliamo disquisire su queste vicende che non ci riguardano. Noi lombardi non tolleriamo neppure un pacchetto di sigarette o l’escremento di un cane lasciato sul marciapiede quindi non potremo mai giungere a situazioni d’emergenza continentale come quelle provocate dalla politica fallimentare di Bassolino e dalla Iervolino.
Quello che però ci sorprende è sentire un cittadino, forse un assessore di sinistra della Giunta napoletana, che parla di due pullman con le ruote bucate che ostruiscono il passaggio ai camion che devono portare l’immondizia alla discarica.
Un interruzione di pubblico servizio, con implicazioni gravissime sulla salute e l’immagine dei cittadini di un’intera regione, che è liquidata da chi parla davanti alle telecamere con la solidarietà a chi ha bloccato la strada.
Infine, sempre in merito alla vicenda, un Capitano dell’Arma che riconosce lo stato di illegalità prodotto dai cittadini e lascia presagire che nessun intervento sarà attuato per ripristinare il rispetto della legge né tanto meno per punire i colpevoli di un reato. Una scena questa, vista sempre alla televisione, che termina proprio con l’abbraccio materiale dei cittadini al militare, come riconoscimento per l’omertà mostrata, ed un sorriso soddisfatto sui volti di tutti i presenti.
Lo Stato “complice dei sovversivi” come forse avremmo voluto vedere anche a Opera dove un anno fa un altro presidio protestava civilmente contro un campo nomadi.
Un presidio, quello della cittadina lombarda, iniziato con un rogo del campo rom in allestimento che però non ha mai trovato, forse anche giustamente, il favore dei militari che anzi hanno subito provveduto, questo però ingiustamente, a preconfezionare falsità sulla presenza del Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco alla testa della spedizione punitiva culminata con l’incendio del campo.
Due pesi e due misure: Ettore Fusco è un Consigliere della Lega Nord di un Comune della Lombardia e pertanto va perseguito, per il reato d’istigazione a delinquere, non avendo fatto altro che dare il proprio sostegno ai presidianti operesi che pretendevano il rispetto della legalità osteggiando un campo nomadi.
Ettore Fusco è andato contro la sinistra della Provincia di Milano e quella di Opera che invece volevano imporre il campo stesso.
A Pianura si tratta invece di gente di sinistra che difende la mala gestione politica di giunte regionali, provinciali e comunali sempre di sinistra.
Razzismo politico ed etnico allo stesso tempo. Il meridionalismo assistenzialista di sinistra che vince sulla richiesta di rispetto della legalità voluto dai padani. Due pesi e due misure, ed a farne le spese un amministratore leghista che il 22 gennaio sarà davanti al giudice.
Il Governatore della Campania Bassolino, il Sindaco napoletano Iervolino, chi ha fatto apologia di reato, approvando in solido il blocco della discarica, ed il militare apparentemente compiacente invece la faranno franca. Magari sollecitando la costruzione del già discusso inceneritore a Opera dove fare trasportare, dalla camorra infiltrata evidentemente anche nelle istituzioni locali, tutti i rifiuti campani.
Troppi interessi che non sono quelli del popolo… padano soprattutto. E la gente resta a guardare.

martedì 25 dicembre 2007

IL NATALE DELL'UNITA' A OPERA

Innanzitutto BUON NATALE a tutti gli operesi, quelli di destra, di sinistra, della Parrocchia S.S. Pietro e Paolo e quelli del Santuario. Buon Natale proprio a tutti, ai credenti ed anche ai non credenti.
L'augurio più sentito è proprio per chi si è allontanato dalla Chiesa, e per chi non vi si è mai avvicinato, di ritrovare nel proprio cuore la fede cristiana.
La nostra religione non è solo ritualità e sottomissione all'istituto clericale, anzi, i princìpi di quanto viene professato nelle chiese cattoliche è il fondamento della nostra civiltà.
L'etica e la morale di noi tutti è frutto di una religione i cui albori risalgono a duemila anni fa. Tutti noi ne siamo consapevoli e, credenti oppure no, abbiamo formato una morale che riassume quello stile di vita di cui le sacre scritture ci parlano.
Chi non rispetta queste regole della vita civile, del resto, non rispetta neppure le regole fondamentali del nostro Stato, laico ma pur sempre di radice cristiana, che oggi purtroppo comincia a vacillare proprio nei princìpi e nella moralità cattolica.
Il nostro ritorno alla passione ed alla fede in Cristo, e nelle sacre scritture, è indispensabile alla crescita di un paese che sta diventando lo zimbello del mondo intero.
Dal maleducato in televisione all'assassino nel residence. Dal politico corrotto sempre assolto al vandalo che devasta la proprietà pubblica. I ladri nelle nostre case, gli scippatori, gli stupratori. Un paese devastato dalla perdita di valori e dalla mancanza di quella fede che è stata fondamento di civiltà e che, se sostituita da altre oppure semplicemente ignorata, non potrà più svolgere il ruolo educativo per due millenni riconosciutole.
A Opera quest'anno si è fatto un passo avanti. Il Parroco della Chiesa intitolata ai SS. Pietro e Paolo ha officiato messa a mezzanotte, celebrando l'avvento del Cristo e festeggiando il Natale, insieme al Monsignor Don Michele del Santuario della Madonna dell'Aiuto.
Una scelta che ha impedito la tradizionale messa di mezzanotte nel Santuario anticipata, per l'occasione, alle 21.30.
Don Olinto nella sua predica, un pò troppo lunga per chi è abituato ad ascoltare il Don Michele, ha parlato di unità, di pace ritrovata e incomprensioni appianate.
I fedeli hanno aspettato con ansia lo scambio della pace per tornare tutti fratelli, figli di Dio, dopo la violenza subita un anno fa quando, un Parroco poco avvezzo alla fede ed oggi non più a Opera, trasformava il pulpito in luogo da cui fare politica ed interessi, si nobili dal suo punto di vista, ma davvero lontani dalla professione della fede.
I fedeli operesi sono tornati uniti nella consapevolezza che non vi è più una Parrocchia che festeggia i rom e tratta come dei nazisti o, peggio ancora, come l'erode delle sacre scritture i cristiani e, soprattutto, i cittadini del nostro paese mentre l'altra accoglie tutti indipendentemente dalle idee e dalle azioni svolte.
Don Michele, al Santuario, non ha mai preso le parti di nessuno. Don Michele ha capito che il suo gregge non era smarrito ma semplicemente difendeva il proprio pascolo da chi regole non ha.
A contrapporsi, invece, quel Don Renato con il suo consiglio pastorale troppo vicino all'Amministrazione comunale. Un Don che leggeva il Manifesto e si faceva consigliare da troppi consiglieri di sinistra, che spaziavano dalla rifondazione alla cattocomunista margherita. Tutti schierati da un'unica parte, quella del Sindaco Ramazzotti perfettamente collimante con quella di Don Renato. Tutto per portare un campo nomadi a Opera.
Ma oggi le divisioni sono superate e, salvo una polemica sullo spostamento dell'orario della messa di Natale, che al Santuario è stata anticipata alle 21.30, i fedeli sono tornati in pace non con se stessi, come si è sentito dire, ma con la propria Parrocchia.
Questo è un messaggio che vogliamo lasciare soprattutto al nuovo Parroco, Don Olinto, che non si lasci condizionare da chi cerca di fare vedere divisioni tra i fedeli. Non è così. Casomai le divisioni sono tra il Consiglio Pastorale ed i fedeli. Divisioni che hanno portato all'allontanamento di molti fedeli che hanno smesso di seguire le messe. Fedeli che stanno tornando ma che vogliono smettere di sentirsi usati e denigrati da chi, come i cattocomunisti del Consiglio, fa tutt'altro che gli interessi della Chiesa. La Chiesa con la C maiuscola, quella che rappresenta la casa del Signore, la nostra casa, la nostra Fede.
In conclusione due parole sulle sciocchezze apparse su qualche giornale:
Mai e poi mai qualcuno di Opera Sicura, tanto più il sottoscritto, si è sognato di invitare i fedeli a disertare la messa di Natale di Don Michele alle 21.30 per manifestare a mezzanotte dinanzi al Santuario. Vero è che tra alcuni amici, dopo aver partecipato alla messa di Natale anticipata, si era pensato di andare a fare gli auguri a Don Michele proprio allo scoccare delle 24.
Ma visto che Don Michele è stato invitato a concelebrare nella Parrocchia centrale con Don Olinto e Don Danilo anche questi quattro amici hanno fatto gli auguri al loro Monsignore nell'affollatissima Chiesa di Opera.
Tutto questo con buona pace di chi ha scritto con troppa leggerezza queste cose ed in barba a quelle fanfare che hanno amplificato simili questioni, palesemente false, fino a farne una questione di importanza tale da passare in primo piano il giorno di Natale.
Poi magari, queste stesse persone, neppure sanno cosa sia una Chiesa o il rispetto della Fede Cristiana. Ma questo è un altro discorso.
Un augurio di Buon Natale a tutti.

domenica 23 dicembre 2007

COMUNICATO STAMPA: TROPPE RAPINE A OPERA. RAMAZZOTTI DORME

Opera, 23 dicembre 2007
I furti nel nostro paese continuano ad aumentare, viviamo in un’emergenza criminalità mai patita prima ed il Sindaco operese riesce a prodigarsi per fare circondare da decine di poliziotti e carabinieri i gazebo della Lega Nord, di Ettore Fusco “il terribile”, mentre continua a sostenere che Opera sia un paesino tranquillo e non servano misure straordinarie per arginare la diffusione della delinquenza.
Ma dove vive Ramazzotti?
Quotidianamente molti operesi subiscono scippi e furti. Vengono derubati nelle proprie case e delle proprie vetture.
Aggrediti, malmenati.
Le aziende sono saccheggiate di notte e le attività commerciali di giorno. Eppure qualcuno ride se si parla di emergenza!
Ancora ieri è stato rapinato nel tardo pomeriggio l’affollato discount di Noverasco dove, due persone con il casco in testa e le pistole in mano hanno sottratto l’incasso della giornata e sequestrato per alcuni minuti dei clienti sottraendo loro il portafogli.
Sono giornate calde, queste che precedono le festività natalizie, eppure non si intensifica né la sorveglianza dei punti maggiormente a rischio né il presidio del territorio.
Ci domandiamo come il Sindaco Ramazzotti riesca a portare trenta agenti di Pubblica Sicurezza ad intimidire i cittadini che organizzano una grigliata nella piazza centrale del paese e non sia capace di fare circolare almeno gli agenti di Polizia Locale per prevenire qualche delitto.
Opera chiede sicurezza, la nazione intera chiede sicurezza, e la risposta delle istituzioni sono i campi nomadi sotto casa.
Il popolo deve tornare sovrano.

sabato 22 dicembre 2007

COMUNICATO STAMPA: PIAZZA PRESIDIO DI OPERA

Opera, 22 dicembre 2007
In occasione dell’anniversario della rivolta operese, celebrata per la presa di coscienza di un senso d’appartenenza alla comunità di Opera - come precisato dal Consigliere Ettore Fusco - e non per il già mille volte deplorato gesto del rogo del campo nomadi in allestimento, è stata intitolata la piazza prospiciente l’area circense, laddove per 54 giorni gli operesi hanno dimostrato contro l’insediamento di un campo rom voluto dal proprio Sindaco, al Presidio di Opera.
Ieri sera un centinaio di operesi si sono ritrovati sfidando il gelo, come un anno fa, dietro il Municipio per ricordare proprio l’evento che ha unito una comunità ed ha portato una popolazione a fare rispettare la propria volontà.
La cerimonia di intitolazione della “Piazza Presidio di Opera” è avvenuta dietro il palazzo comunale da dove il 21 dicembre dello scorso anno cominciarono i disordini civili, che culminarono con il rogo delle tende destinate ai rom, poiché il Questore di Milano ha vietato manifestazioni sul “luogo del delitto”.
Per una sera Opera è tornata città blindata, per volontà di chissà chi, con una camionetta ed una jeep della Polizia davanti al Municipio, dieci agenti della Digos nei pressi del ritrovo dei presidianti, un auto dei Carabinieri fissa con quattro militari dell’Arma a controllare il gazebo degli operesi ed una pattuglia di ronda nella zona.
“Come sempre il Sindaco Ramazzotti deve avere segnalato al Questore qualche timore, ovviamente infondato, sulla natura della manifestazione. Incredibile che il primo cittadino di un paese faccia di tutto per mettere in cattiva luce i suoi concittadini. Ma da Ramazzotti siamo abituati a questo ed altro”.
Dopo l’inaugurazione in trasferta della nuova Piazza cittadina, nella notte il cartello è stato posizionato proprio nella sua posizione naturale, l’area circense, dove i presidianti di Opera hanno lottato contro tutto e tutti per il rispetto della legalità in una comunità martoriata da scelte scellerate del proprio Sindaco e delle istituzioni.
(Nelle foto: la nuova Piazza, la cerimonia inaugurale, il Presidio, i presidianti, la Piazza Presidio di Opera il giorno dopo)

giovedì 20 dicembre 2007

COMUNICATO STAMPA: GIORNATA DELL’ORGOGLIO OPERESE

Opera, 20 dicembre 2007
Si celebra il 21 dicembre la giornata dell’orgoglio operese, il giorno in cui ad un intera cittadinanza si è risvegliata quella coscienza popolare che da tempo giaceva sopita nella rassegnazione.
Quel giorno di un anno fa, i cittadini di Opera, hanno riscoperto cosa significa far valere i propri diritti e dinanzi alla decisione del Sindaco diessino - oggi Partito Democratico - Alessandro Ramazzotti, di aiutare la sua collega milanese Letizia Moratti e sobbarcare la tranquilla Opera di un campo nomadi all’ingresso del paese, si sono mobilitati tutti, ma proprio tutti, dando vita al Presidio di Opera.
Un moto popolare che ha portato in quasi due mesi di rivolta civile all’allontanamento del campo nomadi imposto dal Sindaco, in primis, e poi dal Prefetto di Milano e dal Presidente della Provincia Filippo Penati.
Gli operesi hanno tenuto duro allestendo un vero è proprio accampamento dinanzi all’ingresso del campo nomadi con tanto di baracca per le vivande, bidoni con il fuoco per scaldarsi e wc da cantiere. Per resistere alle rigide temperature invernali hanno organizzato feste con grigliate, vin brulé e delle manifestazioni con cortei di migliaia di cittadini attraverso l’intero paese.
Due mesi di lotta contro le istituzioni, di faccia a faccia con decine di poliziotti e carabinieri fissi al presidio per controllare sia i rom del campo sia i manifestanti.
Una comunità messa alla gogna mediatica e fatta passare per razzista, egoista, nazista persino ma sempre fiera e ordinata nelle proprie dimostrazioni.
I rappresentanti dei cittadini, con il Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco in prima linea, hanno affrontato le istituzioni, il Prefetto, il Questore, l’opinione pubblica attraverso articoli di giornale sempre ostili ai residenti. Le televisioni che si occupavano di Opera in tutti i telegiornali sempre additando quei cittadini che volevano solo fare valere un proprio diritto. Addirittura le trasmissioni televisive con i collegamenti dal Presidio e poi ospiti da Gad Lerner con il combattivo Ettore Fusco trattato dal presentatore dell’Infedele alla stregua di un Hitler padano.
Ma l’opinione degli operesi non è mai cambiata, neppure oggi che sta per iniziare un processo contro nove cittadini rinviati a giudizio, tra cui il leghista Ettore Fusco, con vari capi di imputazione da cui spicca l’unico, verso un politico, di istigazione a delinquere nei confronti del capogruppo del carroccio che proprio la sera del 21 dicembre di un anno fa si metteva a capo di una protesta che grazie proprio a lui è rimasta composta ed entro limiti controllabili dalle forze dell’ordine.
Il Consigliere leghista ha guidato gli operesi nei due mesi di presidio coordinandone le attività di concerto con la Questura senza mai uscire dalla legalità. Sono giunti a Opera politici del calibro dell’Europarlamentare Mario Borghezio, dell’Assessore Regionale Davide Boni e poi ancora altri onorevoli leghisti e consiglieri regionali.
La cittadinanza ha capito di non essere strumentalizzata dal Carroccio, che invece né organizzava la protesta garantendone l’efficacia, nonostante soprattutto su televisioni come RAI 3 si parlasse solo di manifestazioni della Lega e di teste rasate sparse per il paese.
Ma i cittadini c’erano, e vedevano. Oramai disincantati per come sin dal primo giorno era stata trattata l’intera vicenda. A partire dalle bugie del Consiglio Comunale interrotto da teste rasate con bandiere di Lega Nord ed Alleanza Nazionale, che anche le riprese video di quella sera hanno dimostrato non ci fossero, e poi le visioni dell’Assessore Borghi, oggi possibile candidato sindaco per il centrosinistra che parlava di saluti romani nella sala consiliare per poi disgustare un’intera città con il suo personale saluto rivolto ai manifestanti anti rom il giorno dell’insediamento nel campo. Un gesto dell’ombrello tanto plateale da essere visto da centinaia di persone e dai funzionari di polizia presenti che hanno dovuto fare gli straordinari per trattenere la folla inferocita.
Ma tutto questo è passato ed oggi Opera ricorda il 21 dicembre positivamente, non come una giornata di disordini ed atti illegali, del resto il rogo è stato da subito stigmatizzato e condannato all’unanimità da tutti, ma come l’inizio di una nuova era. I moti popolari operesi hanno contagiato l’intera nazione che dal 21 dicembre 2006 è cambiata.
In tutta Italia da quel giorno è nata la consapevolezza che la presenza dei nomadi è un emergenza e che seppure non la si può sciogliere con un presidio, va affrontata e risolta.
Il programma della giornata su www.presidiodiopera.blogspot.com

mercoledì 19 dicembre 2007

COMUNICATO STAMPA: NATALE RAZZISTA A OPERA, LA STORIA SI RIPETE

Opera, 19 dicembre 2007
Anche questo Natale sarà amaro per molti operesi, per tutti quelli che professano la fede cattolica ma che sempre più si stanno allontanando dall’Istituzione clericale per l’eccessiva politicizzazione della stessa.
Gli operesi hanno appreso con amarezza che la tradizionale messa di mezzanotte al Santuario della Madonna dell’Aiuto, la gesa vecia, sarà sostituita da una funzione anticipata alle ore 21 e che Don Michele, il parroco storico, il Monsignore vicino agli operesi da sempre, sarà tagliato fuori da un’usanza che rappresenta molto più di una semplice messa da anticipare o posticipare a proprio piacimento.
I cittadini vedono questa scelta della Curia come una punizione, una vendetta, un colpo di coda della balena che, agonizzante, dimentica quelli che dovrebbero essere i compiti della Chiesa ed i doveri che la stessa ha nei confronti dei fedeli.
Fedeli che, è opportuno ricordare ai parrucconi della Diocesi milanese, non credono nei rappresentanti del Clero bensì in Dio e nelle Sacre Scritture.
Nel Santuario di Don Michele si è creato un forte legame tra i fedeli e la Madonna. Quella Madonna che ha protetto il Santuario stesso da carestie, guerre e speculazioni. Quella Madonna che ha protetto il Santuario anche dalle cattiverie di una curia troppo attenta all’indotto e meno vicina ai fedeli.
Dopo la presa di posizione dell’ex parroco operese Don Renato a favore di un campo nomadi a Opera, in linea con la politica della Chiesa che si occupa anche di assistere questi luoghi, il non più giovane Don Michele restò vicino ai fedeli che erano tacciati di razzismo nel peggiore dei modi dai rappresentanti della parrocchia centrale. Fu così che a seguito del divieto di scambiarsi il segno della pace alla mezzanotte di Natale, tre giorni dopo il rogo delle tende al capo nomadi, molti fedeli abbandonarono Don Renato e la Parrocchia principale della cittadina per andare ad affollare le messe del Prete restato accanto alla gente.
Don Michele, infatti, rimase vicino ai parrocchiani quando mass media, politici, istituzioni e curia ne narravano con toni apocalittici le gesta xenofobe. Lui a differenza degli altri conosceva i suoi fedeli, ed erano tutto tranne che razzisti.
Ma le ragioni della gente vanno comprese, anche quando queste diventano estreme, ed un vecchio Parroco disinteressato dalla gestione d’interessi, che fanno solo belli i palazzi della Curia allontanando i fedeli, questo lo sa bene.
Così cominciò la guerra a Don Michele: incursioni d’alti prelati nelle sue messe, sostituzioni all’altare nel dire messa ed infine quest’affronto agli operesi tutti.
La messa di Natale, la tradizionale ed affollata funzione di mezzanotte che sparisce dall’antico Santuario fiore all’occhiello del Monsignor Don Michele Arnaboldi che ne cura, da oltre un lustro, l’aspetto estetico e quello interiore.
Quest’anno la chiesa perderà altri fedeli sacrificati all’altare della politica più becera, quella di chi non dovrebbe farne.
Molti fedeli purtroppo diserteranno la messa di mezzanotte, alla Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo che sarà, in ogni modo, piena visto che è l’unica autorizzata a dire messa per quattordicimila operesi, molti andranno però in parrocchie di comuni limitrofi ed alcuni fedeli hanno già annunciato di trovarsi a mezzanotte davanti al Santuario della Madonna dell’Aiuto dove, senza alcuna censura, potranno essere intonati canti natalizi per celebrare la Natività con un senso di gioia che prevarrà sui rancori del cattocomunismo che governa la parrocchia operese.
Quest’anno Don Michele non dirà messa a mezzanotte, ma i fedeli che andranno alla sua messa mattutina del giorno di Natale, e quelli che si ritroveranno a mezzanotte dinanzi al santuario, potranno gioire per il sentimento di Libertà che avranno nel cuore.

lunedì 17 dicembre 2007

OPERA SICURA, IN DUECENTO ALLA CENA DI NATALE

Ieri sera OPERA SICURA e la Lega Nord di Opera hanno realizzato insieme la Cena di Natale per fare gli Auguri ai propri sostenitori ed amici nel locale La Corte del Moro dove si sono potuti apprezzare, oltre al buon cibo, gli interventi del Capogruppo leghista Ettore Fusco, dell'On. Mario Borghezio, dell'On. Paolo Grimoldi e dell'Assessore Regionale Davide Boni.
Soprattutto, per gli amici di Lega Nord e Opera Sicura, è stata l'ennesima occasione per riunire tanti cittadini di buona volontà, e spiccato senso civico, e spronarli alla Presa del Municipio che avverrà questa primavera in occasione delle elezioni amministrative.

Il Carroccio sta affilando le spade... Ramazzotti e compagni sono avvertiti!

domenica 16 dicembre 2007

MILANO 16 DICEMBRE 2007

Alcune immagini: http://leganordopera.blogspot.com/2007/12/16-dicembre-2007-manifestazione.html

giovedì 13 dicembre 2007

PARLIAMO DI FILIPPO PENATI, IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MILANO

L’INCLUSIONE DI FILIPPO
Avete mai sentito parlare di INCLUSIONE SOCIALE? Alla voce “inclusione” il Sabatini Coletti, Dizionario della Lingua Italiana recita testualmente: ”il fatto di inglobare nuovi elementi, nuovi dati in una serie, in una categoria, in un insieme preesistente”. A questo fate seguire l’aggettivo “sociale” e il gioco è fatto, la magìa di Filippo Penati, gran capo della Provincia di Milano, è servita su un piatto d’argento, anzi, di platino. Sì perché l’inclusione sociale ideata da Penati costa a tutti noi la bella somma di un milione e 404 mila euro, tutti soldi nostri, tutti soldi che qualcuno ha trattenuto dai nostri stipendi, dai nostri redditi o dalle nostre pensioni, e che gli amministratori di turno dovrebbero usare per le esigenze della nostra collettività, in questo caso della provincia ambrosiana.
Penati ha invece trovato il modo di ricompattare la sua traballante Giunta chiedendo e ottenendo i voti della sinistra radicale per acquistare quattro appartamenti in via Varanini a Milano, già occupati da 37 rom sgomberati alcuni mesi fa dal campo di via Capo Rizzato. Gli immobili saranno affidati alla gestione della Casa della Carità dell’onnipresente Don Colmegna che dovrebbe operare una specie di turn over tra gli inquilini rom. Ma la cosa più vergognosa è che la Provincia non percepirà alcun affitto per gli alloggi procurati, è tutto gratis, anzi è tutto pagato da noi. Penati però è soddisfatto per l’approvazione della delibera e ha dichiarato: “la destinazione è quella dell’uso per l’inclusione sociale di famiglie in difficoltà. Entro sei mesi la situazione attuale sarà risolta. Mi spiace per il disagio delle famiglie circostanti, ma non esiste nessun dato relativo all’aumento di crimini nella zona”.
Gli abitanti del quartiere non sembrano dello stesso avviso, dal momento che nei mesi scorsi hanno già dato vita a una raccolta di firme e hanno denunciato un forte incremento del senso di insicurezza. Ma non c’era proprio un modo migliore di spendere un milione e 404 mila euro, non c’erano categorie bisognose più meritevoli d’attenzione? Proviamo a pensare a quegli anziani che dopo un ricovero per malattia al loro ritorno trovano la casa occupata dagli abusivi. O agli anziani che percepiscono pensioni da fame che per ottenere un alloggio popolare devono sopportare lunghissimi anni d’attesa. E cosa dire dei non autosufficienti che non possono permettersi una badante? Magari la Provincia potrebbe mettere da parte il buonismo peloso e tendere una mano a chi lo merita, a chi accetta e rispetta le regole del vivere civile ma non per questo viene premiato, anzi. Magari sarebbe il caso di mettere da parte l’ipocrisia di chi si fa bello schierandosi sempre con i profittatori.
Magari sarebbe anche il caso di mettere da parte Penati. L’appuntamento, cari amici, è per maggio 2009. Non mancate.
Sandro Maj

sabato 8 dicembre 2007

COMUNICATO STAMPA: 8 DICEMBRE 2007 VIA I ROM DALLA GANDINA

Opera, 8 dicembre 2007
E' tornata la legalità, almeno quella apparente, alla Cascina Gandina nella frazione Casoni di Pieve Porto Morone.
Tutti i rom parcheggiati nella cascina della curia lodigiana sono stati allontanati e ricollocati in altre realtà di cui neppure vogliamo sapere niente.
Il problema non lo hanno risolto ma solo spostato di qualche decina di kilometri così come la propria coscienza nessun rappresentante delle istituzioni ce l'ha a posto. Dalla Capitelli, Sindaco di Pavia al Prefetto Buffoni, passando attraverso tutti quei politici che hanno preso posizioni pro o contro i rom a Pieve Porto Morone ma che, di fatto, sono stati incapaci di fare qualsiasi cosa.Hanno perso tutti quelli che non hanno saputo fare altro che rilasciare dichiarazioni o fare promesse. Hanno perso le istituzioni che smistano rom disgregandone le famiglie con la consapevolezza che tanto poi si riuniranno altrove.
Unici soddisfatti i cittadini di Casoni che, finalmente dopo oltre tre mesi, potranno tornare alla propria vita e lasciare dietro le spalle un'esperienza da dimenticare al più presto.
Cittadini violentati dallo Stato, dai mass media e da tutti quei politici e rappresentanti delle istituzioni che ne hanno abusato diffamandoli e denigrandoli per la protesta pacifica portata avanti.
Persino il Ministro Ferrero, sollecitato evidentemente dai suoi militanti di rifondazione comunista pavese, si è espresso con toni apocalittici contro quelle venti, trenta persone che presidiavano tutti i giorni l'ingresso della Gandina.
Comunque è finita, Casoni e libera. Adesso si guarda avanti con la consapevolezza che a Pieve Porto Morone, come fu già a Opera, un altro sgarro non lo si accetta.
altre informazioni sul presidio su www.pieveportomorone.blogspot.com

martedì 4 dicembre 2007

SICUREZZA A TRECENTOSESSANTA GRADI... lettera di un Cittadino al Sindaco Ramazzotti in merito all'assemblea pubblica del 3 dicembre.

Buona sera.
Abito a Opera da settembre 2005. Una delle ragioni per cui avevo scelto di venire qui era la percezione di una maggiore attenzione al governo del territorio. Due anni di calvario in Via Golgi mi hanno fatto ricredere, e mi hanno fatto ricredere sull’efficacia dei meccanismi di partecipazione che tanto le stanno a cuore, e che di nuovo ci ripropone a fronte della latitanza del comune.

Le chiedo – e qualcuno le chiederà stasera – è vero che i cantieri sono rimasti aperti e non segnalati per anni, e lo sono tutt’ora? Quali e quante sanzioni sono state irrogate alle imprese a fronte delle numerosissime irregolarità segnalate dagli abitanti della zona? Dove erano i vigili? Ancora ieri c’erano tombini aperti sulla strada utilizzati per scarico abusivo (vedi foto), il palo famoso, quello “giuntato” con il filo di ferro con la catenaria ad altezza di furgone (2 metri e 60 misurato) è stato tolto solo di recente, la cabina elettrica in fondo a Via Di Vittorio continua ad esserci, con i cavi appoggiati alle macchine, interrati nell’erba senza cautele, ci sono macerie e rottami sepolti nei “prati”, non si vede un cartello che segnali le aree di cantiere e le strade non collaudate, i marciapiedi finiscono di colpo all’altezza del fosso, in curva.

Senza parlare degli abusi e delle difformità compiute nella costruzione dei fabbricati, degli incidenti sul lavoro (ho chiamato personalmente i vigili il 14.9.2006 per una “quasi folgorazione” di un operaio a causa di un cavo elettrico interrato fuori dal condotto che ha lasciato tutti al buio per diverse ore e cosa è successo dopo il rilievo? Il cavo è stato giuntato con nastro adesivo, e così lasciato per mesi, nell’acqua, poi interrato di nuovo. Auguri a chi per caso dovesse scavare in quel punto.

Solo alcuni esempi sotto gli occhi di chiunque, anche dei suoi, visto che mi risulta abiti girato l’angolo. Glie li faccio solo allo scopo di spiegarle perché non abbia più alcuna fiducia in questa giunta. Se vuole ce ne sono molti altri, sono sicuro che nella “terapia di gruppo” di stasera ve li racconteranno. Poi sarete bravissimi ad illustrare il nuovo piano e mandare a casa tutti contenti, o almeno un po’ più confusi.

Non ho idea se e qualcuno abbia guadagnato dalla “disattenzione” verso l’operato dei costruttori. Sostenerlo sarebbe demagogia elettorale, dopotutto Opera è un comune piccolo, non deve essere stato facile gestirli. Però io sono senz’altro più vittima di voi.

Non verrò infine questa sera perché – inevitabilmente – qualsiasi cosa si dica da qui alle elezioni non può che essere declinato in chiave di campagna elettorale: credo che le discussioni serie sul futuro del quartiere debbano aspettare dopo le elezioni, chiunque le vinca. Nel frattempo potete provare a farvi perdonare dando qualche segnale concreto: vi garantisco che anche se per tornaconto, sarà apprezzato. Tutte le occasioni di confronto che ci fossero nel frattempo non potrebbero che degenerare in scontro politico.

Per tutte queste ragioni, stasera resterò a casa a curare i bambini, e francamente non sono interessato a incontrarla, non almeno fino alla fine del mandato. Poi, se vorrà, sarò lieto di scambiare un paio di considerazioni con lei, a titolo personale.

Cordiali saluti,
Angelo Gatto
Il resoconto della serata è su: http://www.leganordopera.blogspot.com/

sabato 1 dicembre 2007

PRODI SCHIACCIA LA POLIZIA A DISCAPITO DELLA SICUREZZA

In 5000 a Milano nel corteo per la tutela degli operatori del settore della Pubblica Sicurezza giunti da ogni parte della Lombardia per manifestare, contemporaneamente ai colleghi di tutta Italia che dimostravano nella capitale, contro la politica del Governo Prodi che schiaccia il comparto tagliando sulle spese e gli investimenti per la sicurezza dei cittadini ed intacca, modificandone sia l'età che l'importo, la gestione pensionistica.
Con le categorie dei tutori dell'ordine che hanno sfilato dai bastioni di Porta Venezia fino a Via Manzoni, nel centro di Milano, c'erano anche molti cittadini comuni, diversi militanti della Lega Nord ed i cittadini di Opera Sicura che hanno dato vita al Presidio di Opera dove, poco meno di un anno fa prendeva il via il primo caso di rivolta civile nei confronti di una scelta condivisa da tutte le istituzioni in gioco, Prefettura, Provincia ed i comuni di Milano ed Opera, conclusasi poi vittoriosamente dai cittadini operesi con la tutela della sicurezza e l'allontanamento di un campo nomadi inviso ai residenti.
In quell'occasione fu forte in paese la presenza di forze di Polizia, molti agenti e militari dell'Arma dei Carabinieri si avvicendarono infatti per imporre un campo nomadi, voluto non certo da loro, ma anche per tutelare i cittadini che protestando civilmente misero a repentaglio la propria incolumità minacciata dai rom del campo, da quelli che al campo stesso avrebbero voluto accedere, dai militanti dei partiti dell'estrema sinistra e dai componenti dei centri sociali giunti a Opera da tutta la provincia e capitanati dall'ex capo del Leoncavallo, l'Onorevole di rifondazione comunista, Daniele Farina.
Opera Sicura, composta da civili sensibili alla questione della sicurezza, sostiene le ragioni dei poliziotti cui i tagli del Governo ridurranno mezzi ed organico.
In un epoca in cui la gente si sente sempre meno sicura Romano Prodi, con il suo esecutivo, pensa a rendere meno forte chi dovrebbe garantire la nostra sicurezza. Un controsenso tutto italiano cui Opera Sicura ha detto no, anche, partecipando alla manifestazione di oggi.

venerdì 30 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA: CONTRO PRODI PER LA SICUREZZA. 1° dicembre a Milano

Opera, 30 novembre 2007
Le Polizia protesta contro il Governo e la sua riforma del welfare che innalza l’età pensionabile e ne riduce i coefficienti che equiparano il mestiere dei lavoratori nel campo della Pubblica Sicurezza a quelli usuranti.
Un lavoro, quello di chi è preposto all’ordine pubblico, che oltre ad essere usurante è anche a rischio ma il Governo Prodi, che inanella un errore dietro l’altro, ha deciso di fare peggio ancora dei suoi predecessori ed innalzare l’età degli agenti di pattuglia riducendogli, nel contempo, la meritata pensione.
Opera Sicura è con gli agenti di Pubblica Sicurezza che sfileranno sabato mattina a Milano con partenza alle ore 9 da Piazza Oberdan ai bastioni di Porta Venezia per giungere dinanzi alla Scala dove si terranno i comizi delle organizzazioni sindacali rappresentative del comparto preposto alla difesa della nostra sicurezza.
Opera Sicura ed i cittadini del Presidio di Opera, che con le forze dell’ordine hanno condiviso due mesi di presidio per la legalità nel paese del sud milanese, solidarizzano con chi lotta per preservare i propri diritti dal saccheggio romanocentrico del Governo Prodi.
Uno Stato che combatte le sue forze dell’ordine è finito. Togliere agli agenti la dignità e l’onore di servire un Paese significa demotivare gli operatori del settore e diminuire la sicurezza degli italiani.

Nel pomeriggio, invece, ritrovo alle 17 in S. Ambrogio insieme alla Lega Nord per un corteo sino al carcere di S. Vittore. Gli uomini e le donne di Opera Sicura manifesteranno con il Carroccio contro l’indulto.
L’altro vergognoso attentato alla sicurezza perpetrato dal Governo di Prodi ai danni del Popolo italiano.

LA SICUREZZA PASSA ANCHE DALL'ILLUMINAZIONE

E dobbiamo dire che, anche questa volta, siamo riusciti a dare un servizio agli operesi. Infatti Ramazzotti ha provveduto a dare una dignitosa parvenza di luogo civile alla parte terminale di Via Moneta, questo solo dopo le numerose proteste dei cittadini, sempre inascoltati, ed il numero di novembre de "l'operese" che riportava un articolo sul tema con titolo: "VIA MONETA AL BUIO... E I LADRI FANNO RAZZIA".
L'articolo recitava, tra l'altro: "Cittadini obbligati a parcheggiare le auto in una strada assolutamente al buio per poi raggiungere, ovviamente a piedi, i portoni d’accesso alle abitazioni rischiando di fare le tristi esperienze di cui le cronache nazionali sono piene in questi giorni. Ramazzotti non faccia come Veltroni, che prima di mettere un lampione in una via deve assistere alla morte dei suoi concittadini, e provveda subito a dare un minimo di sicurezza ed una parvenza di civiltà a quei nuovi operesi cui lui ha permesso di entrare in edifici evidentemente non ancora ultimati. L’agibilità che è concessa agli occupanti di queste abitazioni, rilasciata nonostante manchino certificazioni ed i cantieri siano aperti, deve essere effettiva, reale e non data con leggerezza ai costruttori.Ramazzotti faccia subito mettere delle luci in Via Moneta, laddove manca illuminazione, e sappia che qualsiasi evento sinistro accadesse in quell’area sarà da addebitare all’irresponsabilità sua e del suo ufficio tecnico sempre solerte a concedere autorizzazioni e nulla osta a queste grandi imprese di costruzioni senza però, mai, preoccuparsi dei disagi patiti dai cittadini. Nel frattempo invitiamo tutti quelli che stanno subendo furti, in particolare nei garage e nelle vetture in sosta all’esterno dell’edificio, a sporgere denuncia al Sindaco Alessandro Ramazzotti in quanto responsabile del Comune di Opera."
Bene, siamo soddisfatti che il Sindaco sia intervenuto a sanare una situazione indecorosa e ad alto rischio sicurezza, ma vorremmo tanto vedere degli amministratori attenti ai bisogni dei cittadini pronti ad intervenire al primo sollecito degli stessi e non solo dopo l'affissione di manifesti, la produzione di volantini o la raccolta di firme.
Il Consigliere Ettore Fusco, come gli altri d'opposizione, deve essere messo in grado di prendere parte all'Amministrazione di Opera mediante una consulta sui temi più importanti per gli operesi e non invece essere ascoltato solo quando riesce a dare risalto mediatico ai disservizi e poi, ovviamente, essere infamato sulle pagine del periodico comunale e di quello del partito comunista, punto e linea, peraltro finanziato anche dal Comune di Opera.
Infatti, come hanno scritto sull'ultimo numero del giornalino del partito accusando proprio Ettore Fusco di mentire ai cittadini sulle telecamere che danno le multe a Fizzonasco, "non è corretto pensare che i cittadini siano dei babbei pronti a bersi qualsiasi piccola furbizia". Ma questa è un altra storia, quella dei brontosauri della politica operese che tangentopoli ha spazzato via dai posti che contano e che tentano sempre di rientrare dalla finestra. Pensano davvero che gli operesi non ricordino i loro nomi e le loro facce poiché scrivono usando pseudonimi o iniziali.
Ex sindaci, ex vicesindaci, ex assessori, ex presidenti di Asl, ex di tutto di più... anni fa già ci domandavamo quanto mancava alla loro estinzione, speravamo per tutti che fosse prossima a venire. Ma anche quest'anno sono ancora in pista per sostenere il loro candidato Sindaco, un altro politicante figlio di logiche di partito e del consociativismo spartitocratico.
Speriamo che lo capiscano pure, oltre a scriverlo, che: "non è corretto pensare che i cittadini siano dei babbei pronti a bersi qualsiasi piccola furbizia".
LA VOCE DELLA VIA MONETA:

giovedì 29 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA: MA CHI PENSA AGLI ITALIANI?

Commentiamo una notizia sull’attività di Don Colmegna particolarmente attivo nell’assistenza ai rom ed a intrattenere fitti rapporti di collaborazione con le istituzioni nazionali e rumene.
Sarebbe intanto utile sapere se le spese per accogliere i sindaci rumeni in Italia sono state coperte dai contribuenti italiani, da quelli rumeni oppure versate dal Vaticano.
Inoltre è curioso che siano stati portati in viaggio premio quei sindaci che non solo hanno fatto niente per dare una dignitosa esistenza a chi scappa dalle proprie comunità ma, addirittura, così facendo li si premia mettendo in mostra quanto siamo accoglienti e come facciamo vivere i loro ex cittadini meglio che nel paese d’origine. In questo modo pubblicizziamo nei paesi di provenienza dei rom questa nostra bravura, che poi è quasi solo inutile propaganda da regime totalitario, incentivando un immigrazione che ci sta dando solo problemi.

CASA CARITA', OSPITALITA' PER 50 ROM E PRESTO "TEMPO INFANZIA"
by Omnimilano
La Casa della Carità "fa posto" alle famiglie rom di via San Dionigi, sgomberate a settembre, e ancora senza una sistemazione. La struttura di via Brambilla, che in questi giorni ospita i sindaci rumeni dei villaggi da cui provengono i rom che vivono a Milano, ha deciso di accogliere nei propri spazi altre 50 persone circa per avviare con loro "come già al Ceas del parco Lambro e con alcune famiglie che già vivono qui", spiega don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, "percorsi di inserimento lavorativo e autonomia". La decisione è stata presa con l'arrivo dell'inverno e l'impossibilità di lasciare le donne e i bambini al dormitorio di viale Ortles, dove si trovavano tuttora, che deve servire all'emergenza freddo. In questo modo la Casa della Carità ricongiungerà le famiglie (agli uomini era stata trovata una sistemazione provvisoria) e avvierà progetti di inserimento lavorativo basandosi "sul patto di socialità e legalità a cui sarà vincolata l'ospitalità". Nei piani di don Colmegna, inoltre, la creazione di "uno spazio tempo per l'infanzia per l'accoglienza delle madri rom con bimbi che non vanno ancora a scuola, fino a due o tre anni. Un modo per evitare che le donne con i bambini siano sulla strada e invece dare loro spazi di accoglienza durante il giorno".
Credo infine che queste siano notizie che si commentano da sole. Il buon Don Colmegna persevera nel dimenticare che in Italia esistono tanti poveri onesti, persino cattolici, e si occupa dei rom che per loro scelta vivono diversamente da noi. Concordiamo con chi dice che se li aiutiamo ad integrarsi possiamo vivere meglio tutti (e già questo la dice lunga su persone che oggi, non integrate, vivono un'esistenza al di fuori della legalità) ma Don Colmegna, ed i suoi collaboratori, non dimentichino che gli italiani poveri, per colpa sua che aiuta solo rom, muoiono di fame, di freddo e di solitudine.

domenica 25 novembre 2007

PRODI, RESTIAMO IN AFGHANISTAN

"Noi restiamo, ma serve una riflessione per impostare la futura presenza in Afghanistan con una strategia di lungo periodo con forte contenuto politico". Queste le parole del premier Romano Prodi dopo quanto accaduto al nostro militare morto eroicamente, nell'adempimento del proprio dovere, salvando la vita ad altre persone nell'attentato suicida in cui hanno perso la vita il Maresciallo Capo Daniele Paladini e nove civili Afgani tra cui sei bambini.
Non siamo di quelli che incolpano il Governo italiano dei caduti in guerra, poichè di guerra si tratta, ma siamo costretti a rilevare che Romano Prodi ha vinto le elezioni anche sulla politica pacifista portata avanti dalla sinistra a danno di Silvio Berlusconi "il guerrafondaio".
Eppure da quando siamo governati dalla sinistra di Prodi le partecipazioni ad azioni militari sono state rinforzate, sul fronte afghano ad asempio, e mai dismesse come promessoci in campagna elettorale.
La riduzione dei militari in Iraq è avvenuta, infatti, nel rispetto dei programmi dell'ex Primo Ministro Berlusconi senza il ritiro immediato promessoci da Bertinotti e Co. che sarebbe dovuto avvenire il giorno immediatamente successivo a quello del voto.
Se quelle persone che si fingevano pacifiste pur di propagandare contro Berlusconi avessero continuato la loro farsa anche dopo le elezioni, oggi forse, avremmo un eroe in meno ed un padre di famiglia in più.
Si facciano un esame di coscenza anche tutte quelle persone che esponevano le bandiere con i colori dell'arcobaleno e si chiedano cosa hanno ottenuto, anche se in buona fede, oltre al danno che hanno prodotto al nostro paese mettendolo nelle mani di Prodi, Bertinotti, Visco, Veltroni e compagni. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico!

sabato 24 novembre 2007

ATTACCO AGLI ITALIANI A KABUL, MUORE UN SOLDATO

ROMA - E' morto per le gravissime lesioni riportate uno dei quattro militari italiani rimasti feriti nell'attentato suicida avvenuto stamani alle porte di Kabul. Si chiamava Daniele Paladini - maresciallo capo dell'Esercito, del secondo reggimento pontieri di Piacenza - era nato a Lecce e viveva a Novi Ligure (Alessandria). Aveva 35 anni ed era sposato. Lascia una figlia di sei anni. Nell'attentato sono morti anche nove civili afghani, tra di loro sei bambini.Il maresciallo Daniele Paladini, è morto durante il trasporto all'ospedale militare di Kabul. Nell'attentato avvenuto stamane nella valle di Pagman sono rimasti coinvolti anche il Capitano dell'Esercito Salvatore Di Bartolo, dell'11° reparto Infrastrutture di Messina; il Capitano Stefano Ferrari, del 2° reggimento Pontieri di Piacenza; il Caporale Maggiore scelto Andrea Bariani, del 5° reggimento Alpini di Vipiteno. Tutti e tre sono lievemente feriti. (ANSA)
SOLIDARIETA' ED ONORE AL CADUTO ITALIANO IN TERRA STRANIERA.

SABATO 24 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE PER LA LEGALITA' A PIEVE PORTO MORONE

Anche Opera è con i pievesi che manifestano sabato sera per il rispetto della legalità nel comune del pavese dove sono stati trasferiti i rom sgomberati dall'area Ex Snia di Pavia.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche affinchè manifestino con i cittadini di Casoni, la frazione interessata dall'insediamento coatto, per chiedere a gran voce che siano rispettate le leggi e non sia fatto passare il principio che il Sindaco di una grande città, con la complicità del Prefetto, possa sbarazzarsi dei suoi campi nomadi irregolari spedendoli nelle piccole realtà agricole che politicamente contano poco più di niente.
Noi ci saremo e speriamo altri si aggreghino. Sabato 24 dalle ore 20.30 a Pieve Porto Morone.

martedì 20 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA: AMIANTO A OPERA

Opera, 19 novembre 2007
Alcuni cittadini operesi lamentano la presenza di amianto in Via Diaz.
Il problema dell’amianto è legato alle coperture dei vecchi edifici industriali che oggi versano in stato di semi abbandono in quanto divenuti non funzionali ai bisogni ed alle necessità degli industriali.
Opera ha diverse aree dismesse e tra queste vi è quella di Via Diaz dove, da diverso tempo, la proprietà cerca di interloquire con l’amministrazione per riqualificare gli unici capannoni ancora in piedi in un’area residenziale densamente abitata.
La Lega Nord ha manifestato la propria solidarietà a questi imprenditori che vorrebbero adeguare le proprietà a più consoni edifici abitativi che soddisferebbero peraltro le esigenze di chi cerca casa evitando nuove edificazioni. La giunta operese, al contrario, da un decennio predilige la cementificazione di aree verdi piuttosto che la conversione da industriale a residenziale di siti dove, oramai, le industrie sono solo un fastidio per i residenti delle abitazioni arrivate, grazie sempre alle scelte dei politici, a ridosso delle vecchie costruzioni industriali lasciate all’abbandono.
Personalmente ho sollecitato interventi di bonifica dall’amianto anche in altre zone di Opera, tra cui il Dosso Cavallino, dove però si rendono necessarie costose opere che i proprietari svolgerebbero solo se finalizzate ad un cambio di destinazione d’uso delle vecchie costruzioni.
L’amministrazione deve prendersi la briga di imporsi ai proprietari, con una bonifica e riqualifica degli stabilimenti, oppure concedere le autorizzazioni richieste dagli imprenditori stessi che chiedono la conversione al residenziale.

sabato 17 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA: MAFIOSI A OPERA? NO GRAZIE. IL SINDACO INTERVENGA!

Opera, 17 novembre 2007
Nel carcere di Opera stanno predisponendo un reparto per i mafiosi in regime di 41 bis, il carcere duro di massima sorveglianza cui sono sottoposti i più pericolosi criminali di cosa nostra.
A Opera dimora Totò Riina dal 2002, quando svuotarono un intero piano del reparto femminile per dare ospitalità al più pericoloso uomo d’onore siciliano.
Oltre al famigerato “capo dei capi” soggiornano nel nostro carcere anche altri mafiosi in regime di carcere duro, sono sette, ma con la nuova iniziativa diventeranno, addirittura, oltre cento.
Da Opera passano troppi pezzi da novanta della criminalità organizzata, Provenzano, Lo Piccolo e molti altri ancora che costringono in certe situazioni a blindare il paese, è accaduto pochi giorni fa quando, ad esempio, siamo stati invasi da un esercito di carabinieri e poliziotti, preoccupandoci alquanto poiché si temeva un nuovo campo nomadi.
Siamo stanchi di subire le angherie di uno Stato padrone che non trova alcun ostacolo alle sue prepotenze. Il Sindaco di Opera è assente e non tutela i suoi cittadini che sono stanchi di essere vessati dalle tasse e non essere mai tutelati dalle scelte delle istituzioni a cui il popolo non può prendere parte.
Alessandro Ramazzotti prima di andarsene da Opera, dopo aver messo a ferro e fuoco il paese con il dissesto finanziario sancito dalla recente verifica ministeriale, con il tentativo d’imporre un campo nomadi a dicembre dello scorso anno, con la mancata opposizione all’inceneritore che da sei anni cerca solo una località dove la giunta sia favorevole o almeno assente come è il caso operese, con il mancato allargamento della Via Ripamonti in dieci anni di governo, con il mancato prolungamento del tram 24 fino a Opera dopo averne propagandato la riuscita almeno dieci volte, prima di andaresene, appunto, il Sindaco di Opera si batta per evitare che Opera diventi crocevia di pericolosi malavitosi provenienti dal meridione.
Pensavamo che fossero finiti i tempi del confino obbligato con cui venivano spediti al nord, a spese dei contribuenti, i mafiosi per trapiantarli dalle proprie regioni di origine dandogli persino la casa ed un lavoro. La Lega Nord, che nacque anche dalla necessità di contrastare quel vergognoso iter in vigore in un epoca in cui lo Stato esportava al Nord la delinquenza del mezzogiorno, è molto preoccupata dall’operato delle istituzioni che con la complicità delle amministrazioni locali sta effettuando la stessa operazione che credevamo di avere sconfitto come il peggiore cancro della democrazia italiana.
Ghettizzare nella nostra Opera i peggiori delinquenti di mafia, ndrangheta, camorra e sacra corona significa portare anche il loro indotto, che riteniamo sia florido e prolifico, proprio vicino alle nostre case.
Nel carcere di Opera ci sono due moschee ed una chiesa e questo già la dice lunga sulla provenienza dei delinquenti e pertanto anche dei visitatori e familiari ma, a concentrare tutti i mafiosi del sud in un comune del Nord, noi diciamo no!
Lo Stato si tenga i suoi condannati, magari a Roma, oppure li lasci nelle regioni d’origine senza trapiantare a Opera tutto un centro d’affari che tra “pizzini” e secondini compiacenti crediamo si sviluppi sempre più florido attorno ai luoghi di detenzione.
Alessandro Ramazzotti, Sindaco di Opera, sappia che la sua responsabilità in merito al degenerare di questa situazione è pari a quella dello Stato e dei detenuti eccellenti in quanto non ha mai contrastato questo fenomeno di colonizzazione mafiosa del suo Comune.

sabato 10 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA: CORSO DI AUTODIFESA, SI PARTE ALL’ATTACCO

Opera, 10 novembre 2007
E’ finalmente partito il corso di autodifesa organizzato gratuitamente da Opera Sicura, l’anima civica del paese, che attraverso questa iniziativa rivolta a tutti, con particolare attenzione alle donne, offre una forte risposta alla richiesta di sicurezza che giunge dalla gente. Le istituzioni non ci fanno sentire sicuri, lo Stato non ci protegge, i politici fanno salotto in TV e dimenticano il popolo… e noi formiamo cittadini che circolano sicuri di giorno e di notte, dove c’è luce e dove il Comune ci lascia al buio. Operesi, e non solo, che sanno difendersi in caso di aggressione e che acquistano, soprattutto, una mentalità aperta che li porta ad intervenire anche in aiuto di chi, più debole, cade vittima di violenze o soprusi.
Opera, da un anno a questa parte, è cambiata. Il Presidio anti rom che ha spazzato via il campo nomadi all’ingresso del paese ha fatto storia ma, da allora, gli operesi sono cresciuti e si sono mobilitati contro l’inceneritore che, salvo follie che qualcuno pagherebbe con disordini civili, non si farà più. La strada che collega Opera a Milano, la Via Ripamonti, finalmente sarà ampliata. Sono iniziate le ronde notturne per vegliare sul sonno dei concittadini che stanno subendo tanti e troppi furti nelle proprie abitazioni e non si vuole aspettare che “ci scappi il morto” per entrare nella cronaca nera. Opera c'è, gli operesi pure.
Venticinque persone, in stragrande maggioranza donne, hanno preso parte al primo incontro di ieri sera nella palestra di Via Emilia dove il Consigliere Comunale della Lega Nord Ettore Fusco ha reso possibile l’evento in collaborazione con Sport Padania, il CONI dei lumbard.
La competenza dei due maestri in discipline orientali e sport da combattimento è stata determinante per la buona riuscita della serata che ha lasciato a bocca aperta i partecipanti scopritori di potenzialità che neppure immaginavano di avere a disposizione.
Le donne sono forti quanto gli uomini, basta una forte dose di autocontrollo e determinazione, che al gentil sesso non manca di certo.
Oltre al lato fisico, al corso, ci si occupa anche di tutti quei comportamenti ed atteggiamenti necessari a prevenire o dissuadere situazioni spiacevoli. Le Signore sono tornate a casa, dopo la prima lezione, con un nuovo spirito di raffrontarsi con il proprio paese. Non la paura del buio ma la padronanza della propria sicurezza e la consapevolezza di essere prima di tutto soggetto di diritti e pertanto libere di uscire di casa anche la sera.
Non è stato scalfito lo spirito di serenità, all’interno della palestra, neppure dalla notizia del rinvio a giudizio per i fatti del 21 dicembre dello scorso anno e per i quali, il Capogruppo leghista Fusco, è adesso destinato a difendersi in tribunale dall’accusa di istigazione a delinquere.
“Quello che mi sorprende è la cadenza dei passi intrapresi dalla Magistratura: la conclusione delle indagini che preludeva la richiesta del mio rinvio a giudizio è giunta alla vigilia della manifestazione di fine luglio contro l’inceneritore nel nostro paese. La richiesta del PM di rinvio a giudizio ha coinciso con la mobilitazione contro le multe dei T-RED a Pieve Emanuele e subito dopo il comizio tenuto, con l’Europarlamentare Mario Borghezio, al presidio anti rom di Pieve Porto Morone.
Questo rinvio a giudizio giunge invece, una settimana dopo l’inizio delle ronde cittadine, nel giorno in cui si apre il corso di difesa personale.
Come si usa dire: tre indizi fanno una prova. E’ già tutto scritto, anche la sentenza finale”.

martedì 6 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA: FINALMENTE A OPERA I CORSI DI AUTODIFESA

Dall'esigenza di sentirsi più sicuri quando si torna a casa la sera, quando si fa la spesa al mercato oppure si ritira la pensione all'ufficio postale è nata l'idea di dare un servizio, utile alla cittadinanza, mediante l'insegnamento delle tecniche di difesa personale indispensabili, al giorno d'oggi, a potersi sentire sicuri quando ci si sposta da soli o accompagnati.
Dal corso, che offriamo gratuitamente ai cittadini, non nasceranno giustizieri della notte o rambo di campagna ma semplicemente persone con una maggiore forza d'animo che nasce dalla consapevolezza di sapersi difendere in caso di aggressione e, soprattutto, gente capace di fare capire ai molti delinquenti in circolazione che se le forze dell'ordine non fanno in tempo ad intervenire, in caso di attacco, anche la persona più mite è in grado di reagire e mettere in fuga chi attenta alla sua incolumità o quella dei suoi cari.

Soprattutto dobbiamo tornare a saperci difendere tanto in strada quanto nelle nostre case dove la brutalità di persone senza scrupoli ha la meglio sul nostro stile di vita tranquillo che ci ha reso tutti un pò troppo agnelli dinanzi ai lupi che invadono i nostri paesi. In Svizzera le pecore bianche di Blocher scalciano fuori dalla propria nazione le pecore nere portando il partito della sicurezza al primo posto nel gradimento popolare. In Italia siamo abituati a scoprire i problemi solo quando "ci scappa il morto" ma poi ci si dimentica presto.

Il corso di difesa personale che non ha scadenza, ma è aperto a tempo indeterminato, è offerto dal Capogruppo del Carroccio Ettore Fusco in collaborazione con Sport Padania, Opera Sicura e la Sezione cittadina della Lega Nord.

sabato 3 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA: A SPASSO PER LA CITTA'

L'iniziativa sembra sia destinata ad avere un gran successo poiché sono gli operesi a chiederne la promozione attraverso Opera Sicura. Dobbiamo riappropriarci del nostro Paese e vivere le strade, le piazze ed i parchi che incorniciano le nostre abitazioni. Da ieri sera infatti siamo tornati a passeggio per le strade operesi come ai tempi del Presidio quando centinaia di operesi, ogni giorno, si avvicendavano in un importante controllo del territorio che ha portato, grazie alla semplice presenza dei cittadini, al rispetto della legalità. Adesso torniamo ad avere un appuntamento fisso con la nostra coscienza civica, un impegno limitato nel tempo che produrrà maggiori garanzie di sicurezza per i concittadini che chiedono una presenza più assidua delle Forze dell'Ordine e soprattutto la promessa del rispetto di un "Patto di Legalità nostrano". Le istituzioni devono impegnarsi a sottoscrivere un patto, proprio come quello che hanno fatto sottoscrivere ai rom di Opera per primi esportandone poi l'esempio. Bene, questa volta vogliamo che a promettere di rispettare le leggi siano proprio quelle istituzioni preposte a farle rispettare dagli altri. Rispettare una legge non significa solo non rubare, non picchiare la moglie o non far mendicare il proprio figlio. Rispettare la legge può anche significare arrestare i malviventi, identificarli, processarli ed espellerli.
Opera Sicura è scesa in campo con tutti i suoi mezzi ed annuncia battaglia aperta a chi non rispetta o non fa rispettare le leggi. Nessuna ostilità particolare verso alcuna etnia ma dura lotta a tutte le situazioni di illegalità gestite da italiani o stranieri.
Quello che ci prefiggiamo è la riconquista di un diritto fondamentale di ogni Popolo. Quello di sentirsi protetto dal proprio Governo e noi a Opera dobbiamo ricreare le condizioni tali per cui i cittadini possano sentirsi sicuri grazie ai tutori dell'ordine preposti.

venerdì 2 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA: LUTTO PER GIOVANNA REGGIANI

Lo Stato proclami il lutto nazionale per una connazionale uccisa barbaramente da uno straniero abusivo con la complicità delle istituzioni latitanti sui temi della sicurezza e dell'immigrazione incontrollata. Ci fanno letteralmente schifo, e termine più appropriato ci è difficile trovarlo, i politici italiani che non muovono un dito per dare ai propri connazionali almeno i diritti che vengono riconosciuti a barbari che occupano il nostro suolo senza essere degni neppure di mangiarne la polvere. Tutti, da destra a sinistra, si affannano a rimpallarsi le colpe di un omicidio che non sono da imputare solo a quel rom, che sarà presto libero di tornare a delinquere, ma vanno equamente distribuite ai sindaci romani che hanno permesso il degrado di Tor di Quinto, ai governanti di Roma ladrona che mangiano proprio in quella città ed a tutti coloro che permettono a gente abusiva di occupare illegalmente anche un solo centimetro quadrato della nostra nazione.
Opera Sicura è con la famiglia di Giovanna Reggiani. Siamo estremamente vicini al marito della Signora Giovanna, un servitore dello Stato tradito dalla bandiera che invece lui, Ammiraglio della Marina Militare, serve con dignità ed onore.
Purtroppo le fanfare di regime sono arrivate a suonare la musica dell'interventismo e della tolleranza zero, dopo l'ennesima vittima dell'inefficenza di Stato, ma domani dimenticheranno quanto accaduto e torneranno a parlare di quanto siano utili all'Italia gli stranieri e di quanto sia giusta l'integrazione che dobbiamo favorire a costo delle vite umane dei nostri cari.
E' una vergona dinanzi la quale è difficile trovare le giuste parole. L'unica certezza è che dobbiamo chiedere scusa alle vittime di queste vili aggressioni cui sono sottoposti tutti i giorni troppi uomini e donne innocenti. Dobbiamo chiedere scusa poiché se ci ribellassimo ciò non accadrebbe. Ma sono passati i tempi delle rivoluzioni!

mercoledì 31 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA: LE ILLAZIONI DELL’ASSESSORA PROVINCIALE CORSO

Opera, 31 ottobre 2007
Nella trasmissione di Telenova “linee d’ombra” di ieri sera 30 ottobre 2007 l’Assessora Provinciale Corso si è lasciata andare a velate illazioni su quanto alcuni operesi presenti alla trasmissione avrebbero fatto, nel suo immaginario, la sera del 21 dicembre 2006 in occasione del rogo delle tende destinate ad ospitare un campo nomadi a Opera.
Non avendo argomenti da contrapporre alla rabbia dei cittadini esasperati dall’atteggiamento delle istituzioni e, in particolare, di questi politici di estrema sinistra che si vestono da rom e portano la propria solidarietà ai campi nomadi, la Corso ha dovuto esibirsi in un show tutto suo dove, innanzitutto ha dichiarato che a Opera stava funzionando il progetto di integrazione dei rom dimostrando proprio che il progetto non era temporaneo, dopo di ché ha contestato la presenza di alcuni operesi al presidio di Treccani degli Alfieri dove, forse la Comunista Italiana non sa che, a cinque kilometri da Opera si vive l’ulteriore disagio legato alla presenza di un campo abusivo.
Avendoci convinto proprio del fatto che a Opera avremmo dovuto accettare il campo per essere immuni dalle scorribande dei rom i quali, secondo questi esperti da poltrona, delinquono sempre lontani da dove risiedono, ci domandiamo come mai la Corso non capisce che i rom di un campo a cinque kilometri dal nostro paese ci possano preoccupare.
L’Assessora Provinciale non è nuova ad esternazioni che riguardino Opera e quanto è accaduto nei mesi del presidio. In particolare la Signora Corso, rimproverando quei cittadini che “sbagliano vedendo delinquenti dappertutto”, citava tre mesi fa l’attesa dell’esito del procedimento aperto presso la magistratura di Milano, per il quale il Capogruppo operese Ettore Fusco della Lega Nord sarebbe indagato per istigazione a delinquere a proposito dell’incendio al campo rom di Opera, quasi fosse una conferma delle sue considerazioni sulla gravità delle posizioni di chi crede di “risolvere il problema fomentando odio e discriminazione”.

martedì 30 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA: OPERA GAGIA AL SAN FEDELE

Opera, 30 ottobre 2007
Apprendiamo dai quotidiani che questa sera all’Auditorium San Fedele i gesuiti dell’associazione “Popoli” organizzano la proiezione del film documentario Opera Gagia. Documento prodotto dalla Provincia di Milano che tratta il tema dell’immigrazione e dell’integrazione dei rom nella nostra città ricostruendo l’evento che ha trasformato il modo di porsi, dinanzi alla questione campi nomadi, di un intera nazione.
Dopo la proiezione si terrà un dibattito cui parteciperanno oltre al regista Antonio Bocola, Tommaso Vitale, docente di Sociologia nell’Università di Milano Bicocca, esponenti dell’associazionismo e rappresentanti delle comunità rom di Milano.
Ovviamente gli organizzatori si sono guardati bene dall’invitare, non volendo certo fare informazione ma propaganda politica, qualche operese che il presidio l’ha vissuto.
Naturalmente Opera Sicura, l’associazione nata dal Presidio di Opera, deplora un simile atteggiamento da parte di chi si professa portatore di verità, addirittura assolute nel caso specifico, sottolineando come certe istituzioni cui siamo anche noi devoti perdano di credibilità per allinearsi a chi vuole gestire un fenomeno illegale per meri interessi terreni che mal si sposano, in particolare, con quelli della Chiesa.

mercoledì 24 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA: LA GIUSTIZIA E' LIBERA DI COLPIRE ANCORA, UN ONESTO.

BORGHEZIO : A STRASBURGO LA "CASTA" DEI PARTITI CENTRALISTI CONSEGNA L'ONESTO GOBBO NELLE MANI DEI MAGISTRATI POLITICIZZATI

Il voto con cui l'Aula di Strasburgo ha prima respinto la richiesta, formulata da un altro gruppo, di rinvio in commissione giuridica dell'esame della posizione dell'On. Gobbo - richiesta in quanto all'epoca dei fatti imputatigli (inchiesta Papalia) non era ancora europarlamentare - e, successivamente, il voto contrario alla concessione dell'immunità per questi stessi fatti, dimostrano due cose.
Primo che, nella democrazia europea, non viene tutelata la libertà politica e di espressione di chi combatte con le mani pulite ed assumendosi piena responsabilità delle proprie parole e delle proprie azioni, infrangendo un principio fondamentale della civiltà giuridica europee;
Secondo, che la "casta" politica, arroccata nella difesa dei propri interessi, è pronta a difendere magari chi commette atti disdicevoli dal punto di vista della pubblica amministrazione e della correttezza, mentre è pronta ad avallare la persecuzione politica, da parte di magistrati politicizzati contro chi si batte per la libertà del suo popolo.
Invito i Patrioti Padani ad esprimere una calorosa e piena solidarietà al grande Patriota Gian Paolo Gobbo.
Con queste parole, dell' Europarlamentare Mario Borghezio, abbiamo appreso che l'Onorevole Veneto Gian Paolo Gobbo è stato ingiustamente lasciato in mano alla magistratura italiana che perseguita ancora chi si macchia di reati assurdi che dovrebbero essere cancellati in quanto limitativi della libertà di parola. In Italia tali reati sono, oltretutto, tanto più gravi quanto più commessi da persone lontane dal mondo della sinistra. Sinistra garantista quando si tratta di salvare ministri, deputati o senatori della propria parte politica, forcaiola invece quando si tratta di colpire onesti e valorosi combattenti, armati solo della propria voce e del coraggio dei giusti, per la libertà delle genti del Nord. Opera Sicura ed Ettore Fusco, in prima persona, sono vicini al Sindaco veneto di Treviso vittima dell'ennesima ingiustizia perpetrata, questa volta dal Parlamento Europeo, nei confronti della voce della coscienza popolare. Affligge soprattutto la consapevolezza che l'Europa dei Popoli resterà per sempre un utopia a vantaggio di una comunità di potenti che occupa nazioni complici, corrotte e corruttibili a fini meramente economici e di amministrazione spiccia. In questo panorama l'Onorevole Gian Paolo Gobbo viene colpito per non avere commesso alcun reato riconoscibile da una comunità democratica quale dovrebbe essere quella del Parlamento di Strasburgo e, letteralmente, gettato in pasto al Giudice Papalia.
Dopo i sette anni di prigione del "Bepìn" Segato per "l'assalto" al campanile di San Marco a Venezia, la condanna di Tosi e dei suoi militanti di Verona per aver chiesto di non vivere accanto agli zingari, dopo le decine di parlamentari leghisti vittime di svariate angherie politiche necessarie a tappare qualche bocca e dopo, infine, analoga sorte preannunciata per il Consigliere operese Fusco, colpevole di avere sostenuto una causa popolare contro un campo nomadi, si torna a colpire in alto. L'Onorevole Gobbo rappresenta la dedizione per la causa autonomista del Popolo Veneto. Colpirlo è indispensabile per qualcuno.
Onore a Gian Paolo Gobbo, libero federalista veneto.

venerdì 19 ottobre 2007

LA LEGGE LEVI - PRODI E LA FINE DELLA RETE

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet.
Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
"Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico" questo è il commento di Beppe Grillo, un comico che con il suo Blog sta uccidendo la classe politica italiana, ma noi che siamo semplici cittadini, comitati, associazioni, volontari, religiosi, sportivi e chi più ne ha più ne metta... che fine faremo? imbavagliate vittime sacrificali all'altare della libertà di pensiero svanita nel nulla?
Ps: Chi volesse esprimere la propria opinione a Ricardo Franco Levi, prima che sia troppo tardi e diventi reato anche inviare e-mail, può scrivergli a: levi_r@camera.it
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martedì 16 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA: NO AL DAZIO DI MILANO

Facciamo pagare il Dazio a chi esce da Milano ed attraversa il nostro paese... vediamo se la Moratti considera ancora valido il provvedimento che intende prendere.
Opera, 16 ottobre 2007
Opera Sicura manifesta con i verdi del sud Milano questa mattina a Noverasco, frazione di Opera a confine con Milano, contro l’istituzione dei ticket d’ingesso alla città fortemente voluti dalla Giunta meneghina del Sindaco Letizia Moratti. Il problema dell’inquinamento non lo si risolve facendo cassa a danno dei cittadini obbligati a recarsi nel capoluogo, dipendendo da esso per tutta la burocrazia che le leggi impongono, per qualsiasi pratica da svolgere e per il proprio lavoro. Molti lavoratori utilizzano il mezzo privato poiché inadeguata la rete dei trasporti pubblici e la Moratti non può prendere questa scusa per piazzare un’ulteriore gabella, dopo le telecamere sparse in tutta la città e l'aumento dei biglietti ATM, per penalizzare chi va suo malgrado a Milano.
A differenza dei verdi, di cui apprezziamo questa azione di protesta cui ci siamo aggregati, siamo però fermamente contrari anche alla sola ipotesi di pagare qualcosa per entrare in città ed il dazio simbolico istituito all’altezza del carcere di Opera simboleggia per noi proprio quello che accadrà se viene attuato il ticket d’ingresso: Un pedaggio in uscita che tutti i milanesi, che vorranno attraversare il territorio comunale operese, dovranno pagare. Il carcere operese rappresenta invece il luogo dove dovrebbero soggiornare gli amministratori incapaci che pensano solo alle gabelle con cui vessare i padani che cominciano ad averne piene le scatole.

giovedì 11 ottobre 2007

T-RED PIEVE EMANUELE: PRONTI I RICORSI DELLA LEGA NORD. SCOMPIGLIO NELLA MAGGIORANZA.

Sono finalmente pronti i ricorsi contro le famigerate multe ai semafori di Pieve Emanuele. La sezione cittadina della Lega Nord di Pieve Emanuele, avvalendosi della consulenza super-parte degli avvocati Chiusolo e Marino di Pavia, ha finalmente messo a disposizione il testo del ricorso. "I legali da me consultati, afferma il responsabile della sezione di Pieve Emanuele Antonelli Pier Paolo, dopo un intenso lavoro di studio della documentazione prodotta dalla cittadinanza e dalla amministrazione comunale di Pieve Emanuele, e dopo svariati sopralluoghi ove sono ubicati i famigerati T-Red, hanno finalmente redatto i due modelli di ricorso da utilizzare. Chi presenta il ricorso non può cumulare quello al Giudice di Pace a quello al Prefetto, ma deve scegliere. Nel caso in cui decida per quello al Prefetto, se quest'ultimo dovesse rigettarlo, è possibile fare opposizione al Giudice di Pace. Se si decide per il Giudice di pace, in caso di rigetto è possibile fare appello in Tribunale. Inoltre, se si ricorre presso il Prefetto di Milano, è sufficiente inviare loro tramite raccomandata con ricevuta di ritorno il ricorso in originale e gli atti che si producono, tenendo una copia di tutto, mentre, per quanto riguarda il Giudice di Pace o si deposita l'originale del ricorso e degli atti + 3 copie, oppure si invia il tutto anche a loro tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Sono convinto che l’impegno della Lega Nord, prosegue Pier Paolo Antonelli, sarà gradito dalla cittadinanza e dimostra che il mio movimento si pone prima di tutto a favore della popolazione, al di là degli schieramenti politici, nonostante le aspre critiche ricevute da taluni esponenti di maggioranza e il tentativo di oscurare i buoni propositi del Carroccio". Le copie dei ricorsi sono disponibili sul blog http://www.leganordopera.blogspot.com/.
Tutti attendono l’esito dei ricorsi presentati mentre nella maggioranza pievese si è ora creata una spaccatura che rischia di anteporre la Lega Nord al resto degli alleati di governo.

martedì 9 ottobre 2007

ECCO DOVE FINISCONO LE AUTO RUBATE DAI ROM

Quante volte ci siamo domandati che fine fanno le nostre auto quando vengono rubate? Alcune le abbiamo ritrovate in Via Bonfadini, alle spalle dell'ortomercato, dove un paio di famiglie rom con le proprie roulotte custodiscono questo autoparco irregolare all'interno di un piazzale che confina con l'accampamento dei nomadi di origine italiana proprio dietro il muro di cinta.
In luoghi come questo vengono portate le nostre auto appena sottratteci e smontate per poi essere rivendute come pezzi di ricambio ai carrozzieri o agli autoricambisti compiacenti.
Vi è anche una vendita al dettaglio a gente comune, senza scrupoli, che non si rende forse conto di commettere il reato di ricettazione recandosi dal "rottamaio abusivo".
Questo malcostume deve finire, non è accettabile che a Milano vi possano essere simili luoghi tollerati dalle istituzioni che è impensabile non si rendano conto che esistono cataste di auto ammassate in prossimità di campi nomadi.
Da Opera Sicura la solidarietà ai cittadini vittime di quanto accade a causa delle carenze dello Stato.
PS: chi dovesse riconoscere la propria macchina nella foto la può recuperare in Via Bonfadini, a Milano.

domenica 7 ottobre 2007

LA VERGOGNOSA SENTENZA PER I QUATTRO MORTI DI APPIGNANO DEL TRONTO.

C'è tensione e rabbia ad Appignano del Tronto dopo la condanna a sei anni e mezzo per Marco Ahmetovich. Il rom che lo scorso aprile ubriaco, alla guida del suo furgone, travolse e uccise 4 ragazzi, non farà un giorno di carcere, ma sarà ospitato in un residence a Grotta a Mare in provincia di Ascoli Piceno. "Ti uccideremo" gli hanno urlato gli amici delle quattro vittime a cui il rumeno ha spezzato le vite ed i cui genitori sono comprensibilmente sconvolti ed esterrefatti. E' come se gli avessero ucciso per la seconda volta i figli. Marco Ahmetovich, da un campo nomadi irregolare, beneficerà dell'ospitalità in un residence in riva al mare per sei anni e mezzo, salvo buona condotta ed indulto... proprio una bella vacanza premio. QUESTA NAZIONE E' UNA VERGOGNA!
QUESTA NON E' L'ITALIA CHE CI HANNO LASCIATO I NOSTRI PADRI. NON POSSIAMO LASCIARE AI NOSTRI FIGLI UN PAESE SENZA DIGNITA'. DOBBIAMO TORNARE AD ESSERE PADRONI A CASA NOSTRA, E' UN DOVERE MORALE!

sabato 6 ottobre 2007

No Termovalorizzatore a Opera. Petizione online.

No Termovalorizzatore nel sud Milano Petition
La raccolta firme su modello cartaceo prosegue presso la sede di OPERA SICURA contattabile via e-mail operasicura@libero.it o telefonicamente al 3481311083. Inoltre sono scaricabili i modelli, per poter raccogliere sottoscrizioni anche tra parenti e conoscenti, cliccando su: http://leganordopera.blogspot.com/2007/07/no-inceneritore-scarica-i-moduli-per-la.html

martedì 25 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA: SE PASSANO DA OPERA CI INVENTIAMO I PRESIDIANTI CONTROLLORI.

Opera, 25 settembre 2007
Ogni giorno Don Colmegna ne dice una delle sue. Questa volta si è inventato il pullman dei rom che girerà Milano per un mese.
Il Parroco che ha dimenticato gli italiani ed ha fatto dei rom la sua missione ne ha escogitata un’altra. Se non fosse blafemo oseremmo dire che ne sa una più del diavolo. I rom sgomberati da San Dionigi vivranno un mese in bus in modo tale che - secondo il Don dei Rom - tutti capiranno che serve una soluzione.
Per evitare fiaccolate e presidi ovunque arrivi il prete con il suo carico di nomadi questa volta l’ha pensata buona. Difficile ipotizzare un pullman di presidianti che corra dietro quello dei rom attraversando tutta la città, sarebbe scomodo ed il vin brulè finirebbe inevitabilmente in terra ad ogni curva.
Auguriamo quindi buona fortuna a Don Colmegna avvisandolo che se il suo pullman passerà da Opera troverà degli inflessibili presidianti controllori che chiederanno i biglietti agli occupanti del bus.
Visto che all’ATM è oramai pratica archiviata quella di chiedere il ticket a chi non è italiano farebbe più scalpore di ogni altro presidio.
Concludiamo ricordando a Don Colmegna, che cita i rom di Opera spesso, che il nostro paese non ha adottato nessuno. Se vuole parlare di persone che secondo lui vivono in appartamenti pagando addirittura l’affitto citi i rom di Don Colmegna e lasci in pace la nostra comunità. Anche perché i rom che erano ospiti a Opera sono stati almeno per la metà espulsi dal parroco quando questi hanno violato il Patto di Legalità. Come fanno adesso a vivere tutti in appartamenti ed avere un lavoro? Li ha forse perdonati e reintegrati? E se così fosse, allora a cosa serve il Patto di Legalità se lo si può violare?

sabato 22 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA: OLTRE 300 CITTADINI AL PRESIDIO DI PIEVE PORTO MORONE

Opera, 22 settembre 2007
Ottima la risposta della gente ieri sera a Pieve Porto Morone dove Volontari Verdi e Opera Sicura hanno contribuito a mantenere viva la protesta dei cittadini stanchi dei soprusi e delle violenze subite da istituzioni e mass media.
L'Europarlamentare Mario Borghezio ha aperto la serata, dopo avere presidiato con i pievesi, dando pieno appoggio al popolo del presidio che si è trovato ad affrontare una simile emergenza.
Le decisioni prese dall'alto non piacciono a nessuno tanto meno in una località di cinquanta anime che si è ritrovata una mattina con cinquantaquattro rom come vicini di casa.
L'Onorevole ha promesso una mobilitazione della macchina organizzativa della Lega Nord per finanziarie opere all'interno della casa della curia che oggi ospita i nomadi al fine di trasformarla in qualcosa di utile alla gente, una casa di riposo, un centro per i giovani, quello che il Sindaco Angelo Cobianchi ritenga più utile alla sua gente. Il Sindaco si è meritato l'elogio di Borghezio in quanto a differenza di altri, ad esempio quello di Opera, si è schierato con i cittadini contro la prepotenza delle istituzioni.
Su questa stessa linea l'intervento di Ettore Fusco, Opera Sicura, che ha sollecitato la presenza assidua al presidio; non tanto per dimostrare contro gli ospiti della curia quanto per dare un segnale forte alle istituzioni che hanno passato il limite. Non è accettabile che il Sindaco del Comune più grande si imponga con l'aiuto del Prefetto sui piccoli centri dell'hinterland.
Infine, il presidiante di Opera accompagnato da una decina d'altri operesi, ha aspramente criticato la stampa che diffama i pievesi inventandosi di tutto ed il Prefetto di Pavia che s'è fatto beffa dei pavesi ospitando una famiglia rom con un operazione di pura demagogia. Il Prefetto infatti ha ospitato questa famiglia nella foresteria della Prefettura. Non a casa sua. Quindi il carico degli ospiti del Prefetto è solo ed esclusivamente sulle spalle dei contribuenti.La serata s'è chiusa in anticipo per impegni televisivi dell'Europarlamentare mentre gli altri cittadini sono rimasti a presidiare fino a notte fonda.
(Foto: Fusco con Borghezio ed il Sindaco pievese Angelo Cobianchi)

giovedì 20 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA: LA SICUREZZA NON E’ RAZZISMO.

Opera, 20 settembre 2007
“Vogliamo sicurezza e non per questo siamo fascisti e razzisti.” Questa l’unica replica al Consigliere Regionale lombardo Luciano Muhlbauer che ha definito Opera Sicura “una creatura dei settori più retrivi della Lega” ed i suoi metodi “neofascisti e razzisti”. Le persone che collaborano con Opera Sicura non sono affatto quei “professionisti dell’odio e della xenofobia” di cui parla il Consigliere di rifondazione comunista ma bensì cittadini che hanno a cuore l’interesse della gente. In particolare muovono un’istanza di sicurezza alle istituzioni che non possono restare sorde al grido d’aiuto che parte dal popolo.
Il Consigliere Muhlbauer con queste sue espressioni pregne di odio, violenza e discriminazione non fa altro che alimentare tensioni sociali nella cittadinanza, che si riconosce nei diversi schieramenti politici, e può solo portare a conflitti tra estremisti di destra e di sinistra da cui Opera Sicura è equamente distante.
Ettore Fusco, il Consigliere Comunale della Lega Nord cui Muhlbauer indirizza le pesanti accuse, è Capogruppo della Lega Nord al Comune di Opera e siede sui banchi di opposizione alla giunta di centrosinistra svolgendo il proprio dovere istituzionale senza alcun eccesso estremistico né violento.
Mai è stato discriminato alcuno nella politica della Lega Nord che anzi mira a difendere una minoranza di fatto, i padani, sempre più sottomessa a logiche clientelari ed affaristiche che oggi privilegiano nuove forme di favoritismo per quella forte componente di immigrati, più o meno clandestini, che rappresenta gli elettori del prossimo futuro e la manovalanza dei fomentatori di disordine sociale.
Per quanto riguarda la presenza di venerdì sera a Pieve Porto Morone dell’Europarlamentare Mario Borghezio e di qualche operese, con un senso civico tale da non pensare che i problemi finiscano dopo lo zerbino di casa propria, il Consigliere Regionale di rifondazione dovrebbe solo prendere lezione di umiltà e solidarietà tanto dall’Europarlamentare quanto dai cittadini che stanno sacrificando la propria vita per una legittima protesta a favore della sicurezza.
Quando la sinistra capirà che sicurezza non è sinonimo di fascismo e che l’ordine va tutelato dai governi di qualsiasi colore politico forse il paese vivrà tempi migliori. Nel frattempo continuiamo le proteste pacifiche per la legalità a sostegno anche della libertà di manifestare senza essere tacciati di fascismo, razzismo e xenofobia.
leggi il comunicato di Muhlbauer cliccando su:

mercoledì 19 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA: BORGHEZIO AL PRESIDIO DI PIEVE PORTO MORONE

Opera, 19 settembre 2007
“Alziamo la voce” è il nome dato all’operazione in programma alle ore 21.00 di venerdì 21 settembre nella piccola frazione Casoni di Pieve Porto Morone.
Su iniziativa congiunta della Lega Nord pievese, dei Volontari Verdi e del Comitato Opera Sicura giunge l’Europarlamentare Mario Borghezio al presidio cittadino che contesta l’insediamento dei nomadi sgomberati dall’area ex Snia di Pavia.
Stanchi dei soprusi perpetrati dalle istituzioni, nei confronti degli inermi cittadini, si mobilitano le camicie verdi di Borghezio per mandare un segnale al Prefetto di Pavia affinché rimuova quanto prima l’insediamento dei rom a Pieve Porto Morone inserito in un contesto assolutamente inidoneo ad accoglierlo.
Opera Sicura esce dai propri confini territoriali, di un paese del milanese che ha subito la violenza di un campo nomadi questo inverno, ed allarga i propri orizzonti di lotta per la legalità e la sicurezza svincolandosi da chiusure e limitazioni per un problema su scala nazionale che va risolto alla radice.
Al Presidio di Pieve Porto Morone, nella frazione Casoni, venerdì sera sono previsti molti cittadini stanchi di essere le vittime sacrificali della demagogia e degli interessi di chi alimenta fenomeni di illegalità diffusa.

martedì 18 settembre 2007

APPIGNANO: Travolse ed uccise quattro ragazzini. Libero!

Appignano (Ascoli Piceno). Sono stati concessi gli arresti domiciliari al rom ubriaco che falciò con un furgone cinque ragazzi in motorino di cui quattro, tra sedici e diciotto anni, persero la vita. Marco Ahmetovic, questo il nome del rom, trascorrerà le sue giornate ospitato nella casa di un cittadino italiano fino al processo aggiornato al 5 di ottobre.
Giorni fa al giovane Rom, con qualche precedente per reati contro il patrimonio e che guidava ubriaco ad altissima velocità tanto che sul furgone è stata trovata la quinta marcia innestata, è stato notificato in carcere anche l'avviso di garanzia per una rapina ad un ufficio postale.
Siamo esterrefatti della leggerezza con cui vengono trattati simili temi sprezzanti del sentimento comune degli appignanesi ma anche degli italiani tutti che gridano, se non vendetta, almeno giustizia. Quattro giovani vite spezzate beffate dagli arresti domiciliari per un criminale che oltretutto una domicilio neppure l'ha mai avuto. Qualcuno però s'è offerto di ospitarlo in casa, probabilmente qualche comunità di un associazione caritatevole che succhia contributi allo Stato e che farà certamente stare il rom meglio di come viveva nel campo.
Quattro giovani sono morti ed il loro assassino dopo soli cinque mesi beneficia degli arresti domiciliari. Non è un sentimento di vendetta quello che muove l'indignazione della gente onesta ma la consapevolezza che senza Giustizia questa società è destinata a deteriorarsi fino al punto di trasformarsi in una giungla dove ciascuno potrà delinquere a proprio piacimento con la certezza di non essere punito mentre le vittime, quindi la gente onesta e tranquilla, saranno costrette ad armarsi ed a prendere il posto di chi dovrebbe garantirci la sicurezza. Sono anni che sentiamo dirci dalle forze dell'ordine che non è colpa loro se i ladri e gli assassini vengono scarcerati da un magistrato il giorno dopo l'arresto. Oramai Carabinieri e Polizia neppure intervengono più quando occorre per evitare rischi ripagati dal rilascio dei delinquenti. Come dargli torto. Ma se anzichè smettere di fare il proprio dovere facessero partire indagini contro chi fa le leggi inique e contro chi non applica le poche giuste... forse avrebbero davvero fatto il proprio dovere fino in fondo. Almeno loro. (foto Ansa)

venerdì 14 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA: MAI PIU’ SCIOPERI DELLA FAME PER DON COLMEGNA

Opera, 14 settembre 2007
Apprendiamo dai giornali che Don Virginio Colmegna, il parroco della Caritas in prima linea nell’aver cercato di portare i rom a Opera nel dicembre scorso, ha terminato oggi il suo digiuno a favore, neanche a dirlo, dei rom sgomberati da Via San Dionigi.
Dalle stesse fonti riceviamo una dichiarazione di Don Virgilio che illustra le sue nuove strategie di aiuti basati su contributi, cooperative e case secondo cui, per mostrare la bontà delle tesi sostenute, afferma: “Ricordate quelli di Opera, che poi avevamo ospitato noi? - dice il Parroco - Bene: adesso tutti lavorano e da tempo vivono con le loro famiglie in appartamenti dove pagano regolarmente l’affitto. La condizione però - prosegue Don Colmegna - è che nessuno deve sapere chi sono e da dove vengono”.
Strane affermazioni quelle di Don Colmegna, soprattutto in virtù del fatto che nel campo di Opera c’erano settanta persone di cui trenta bambini. Una famiglia fu allontanata direttamente da Opera avendo violato subito il Patto di Legalità mentre altri ventiquattro rom furono messi su due pullman diretti in Romania avendo anche loro contravvenuto alle regole sottoscritte per essere ospiti di Don Colmegna al Parco Lambro.
Questi ultimi, oltretutto, all’inizio del viaggio che li avrebbe dovuti vedere giungere in Romania, hanno fermato gli autisti dei due pullman e prelevato i soldi che sarebbero serviti al viaggio stesso dileguandosi poi nelle campagne di San Donato Milanese prima ancora di varcare il casello dell’autostrada.
Praticamente la metà dei rom di Opera e stata espulsa e, indipendentemente dalla fine che poi abbiano fatto, sono stati allontanati dalla Caritas che li ha abbandonati al loro destino in altri campi abusivi.
Adesso, passi per la questione dell’anonimato che potrebbe essere un idea geniale di Don Colmegna, e non un modo per rendere ancora più incontrollabile il fenomeno della clandestinità e del business degli aiuti, ma affermare che tutti i rom di Opera adesso lavorano e vivono in appartamenti dove pagano l’affitto mi sembra proprio un azzardo considerando che, almeno la metà, sono stati allontanati proprio dalla Caritas per avere violato il Patto di Legalità senza permetterne il rientro.
Don Colmegna non faccia più scioperi della fame se questi sono i risultati. Di politici che straparlano ne abbiamo già molti, non scomodiamo anche la curia per simili favole palesemente fasulle.

giovedì 13 settembre 2007

PRESIDIO di PIEVE PORTO MORONE. Noi ci siamo!

Gli operesi sono solidali con chi lotta per il rispetto della legalità. Siamo con i pievesi dell'hinterland di Pavia che presidiano giorno e notte l'accampamento di nomadi che il Sindaco pavese ha voluto piazzare alla cascina Gandina incurante dell'impatto che questo avrebbe avuto sulla popolazione residente.
Il comunicato stampa su: www.presidiodiopera.blogspot.com

mercoledì 12 settembre 2007

TUTTI A PIEVE PORTO MORONE!

Questa sera il Presidio di Opera si sposta in quel di Pieve Porto Morone dove il Comune di Pavia ha confinato i rom di cui si voleva liberare senza fare i conti con i cittadini locali. Ritrovo e partenza da Opera presso il parcheggio della ex coop alle ore 20.00

MARCIA ANTI ISLAM, FERMATO BORGHEZIO. ITALIA PROTESTA

(di Danila Clegg - ANSA) - Diventa un caso diplomatico il fermo di Mario Borghezio, eurodeputato della Lega, rimasto per circa sei ore in una cella del palazzo di giustizia di Bruxelles. La sua detenzione, conclusasi nel tardo pomeriggio, ha fatto scattare la protesta formale della Farnesina, per la violazione dell'immunità parlamentare del capodelegazione del Carroccio al parlamento europeo. La detenzione dell'europarlamentare, fermato insieme a qualche decina di aderenti del partito separatista fiammingo Vlaams Belang, in occasione della marcia contro l'islamizzazione dell'Europa, ha visto l'attivo interessamento del governo, dei rappresentanti diplomatici italiani presso il Belgio e le istituzioni europee, anche con un passo presso il Parlamento europeo e il suo presidente per far valere le prerogative come parlamentare dell'eurodeputato leghista.L'ambasciatore Rocco Cangelosi, rappresentante italiano presso la Ue, ha inviato una lettera al presidente del Parlamento europeo Hans Gert Poettering per esprimere la sua "più viva preoccupazione per il trattamento riservato dalle autorità di polizia belghe a Mario Borghezio in violazione delle prerogative e delle immunità concesse ai parlamentari europei". L'ambasciatore d'Italia presso il Belgio Sandro Maria Siggia ha chiesto di interessare l'Europarlamento in modo che faccia valere le prerogative di Borghezio come europarlamentare. Il governo, anche attraverso il ministero delle politiche europee, si è interessato alla questione del fermo di Borghezio al quale, informano fonti del ministero, il capo di gabinetto, ha telefonato, subito dopo il rilascio, per rinnovargli l'interessamento del governo. La giornata di Borghezio è cominciata questa mattina a rondpoint Schuman, dove alcuni poliziotti hanno fermato, dopo averlo malmenato, il rappresentante del Vlaams Belang al Parlamento europeo Frank Vanhecke. "E' un europarlamentare. siamo europarlamentari. E' una vergogna", ha gridato più volte Borghezio, mentre Vanhecke veniva fatto salire a forza su un pullman blindato della polizia. Subito dopo Vanhecke è stato fatto salire a bordo Borghezio, che ha denunciato i maltrattamenti ai quali sono stati sottoposti i fermati. Fermato anche il leader del Vlaams Belang Filip Dewinter. Subito dopo il piazzale antistante la Commissione Ue e il Consiglio, cuore del quartiere comunitario, è stato pesantemente presidiato dalle forze dell'ordine nel timore che la manifestazione contro l'islamizzazione dell'Europa, proibita dal sindaco di Bruxelles Freddy Thielemans, potesse spingersi fino a lì. Nel pomeriggio Mario Borghezio ha chiamato i giornalisti facendo sapere di essere rinchiuso in una cella, senza avere avuto spiegazioni da parte delle autorità belghe, mentre il sindaco in una conferenza stampa spiegava che l'europarlamentare "non ha ottemperato alle leggi". "La legge è legge e non ci sono differenze sia per un parlamentare belga o un italiano", ha aggiunto Thielemans. Per l'eurodeputato del Carroccio, in ogni caso, ha sottolineato il sindaco, si è trattato di "una privazione della libertà solo momentanea" a differenza dei leader fiamminghi, la cui posizione si dovrebbe aggravare nelle prossime ore per avere resistito alle forze dell'ordine. Al suo rilascio, Borghezio ha inveito contro 'l'Euro-arabià, spiegando che "qualcuno dovrà spiegare" perché non si sia consentito a un gruppo di europarlamentari di esprimersi "pubblicamente", nel giorno dell'anniversario delle torri gemelle, sull'islamizzazione e la minaccia del terrorismo. Numerose le proteste giunte da esponenti politici per il trattamento riservato a Borghezio dalla polizia belga. A condannare l'accaduto e chiedere un intervento formale del governo sono stati tra gli altri Carlo Giovanardi e Francesco Storace. Solidarietà anche da numerosi europarlamentari, in particolare da Giuseppe Gargani (Fi), Romano La Russa e Cristiana Moscardini (An) e Mario Mauro (FI) vicepresidente del Parlamento europeo.

martedì 11 settembre 2007

11 settembre 2001... per non dimenticare


lunedì 10 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA: POGROM E SOLDI. ANCHE IL MINISTRO INTERVIENE.

Opera, 10 settembre 2007.
Dopo il mattone contro la sede diocesana di Pieve Porto Morone che ospita i rom sfollati dall’ex Snia di Pavia sono intervenuti il segretario cittadino di rifondazione comunista che ha parlato di “intolleranza inammissibile” ed addirittura si è scomodato il Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero sempre di rifondazione, definendo l’atto “un pogrom degno della Germania nazista”. Non ci sorprende la presa di posizione dei politici locali di rifondazione che ricalca il loro atteggiamento nazionale e che abbiamo imparato a conoscere anche qui a Opera. Infastidisce invece, non poco, il commento spropositato che denota una certa ignoranza da parte del Ministro Ferrero anche lui di rifondazione comunista. Al solito la Solidarietà Sociale è intesa solo verso gli immigrati ed, in particolare, verso i clandestini e coloro i quali vivono nell’illegalità. Mille euro sono stati donati infatti ad alcuni rom del campo pavese per tornare in Romania oppure raggiungere i propri parenti in altri campi della Lombardia. Non ricordiamo regali ai contribuenti italiani se non in un recente passato quando, il Ministro Maroni della Lega Nord, restituiva alle famiglie residenti in Italia un assegno di pari valore per la nascita del secondo figlio. Il Ministro Ferrero cita a sproposito un termine vergognoso di cui noi operesi abbiamo imparato a conoscere il significato a nostre spese. Prima di lui ne ha fatto una bandiera il presentatore Gad Lerner che parlava di pogrom anche in occasione della battaglia per la legalità fatta pacificamente a Opera e volta ad ottenere il rispetto della legge e l’inammissibilità di un campo rom irregolare nel paese alle porte di Milano. Ma se a Gad Lerner si poteva dare l’attenuante del fatto clamoroso e di enorme portata popolare culminato con l’involontario incendio della tendopoli, che avrebbe dovuto ospitare i nomadi, al Ministro non si possono dare scusanti. Ferrero non conosce evidentemente il significato del termine che utilizza né, tanto meno, la gravità della sua accusa che i magistrati dovrebbero perseguire ed il Presidente della Repubblica Napolitano utilizzare per chiedere a Prodi di sostituire Ferrero al Governo. Parlare di pogrom per un sasso contro una finestra di proprietà della Diocesi è un azzardo in quanto, con questo termine, si intendono le azioni violente contro la proprietà e la vita di appartenenti a minoranze politiche, etniche o religiose. A Pieve Porto Morone, con un sasso contro una finestra, come ad Opera con l’incendio della tendopoli vuota, non si è fatta alcuna azione violenta contro la vita di alcuna persona né contro la proprietà dei rom visto che, in entrambi i casi, i nomadi sono semplicemente ospiti di strutture non loro. L’aver parlato poi di pogrom nazista denota la stoltezza di un affermazione fatta di chi volutamente finge di non ricordare che i pogrom sono nati proprio nella Russia degli Zar dove le sommosse popolari antisemite e le successive devastazioni avvenute, con il consenso - se non con l'appoggio - delle autorità governative, hanno fatto scuola. Un Ministro della Repubblica, membro del Governo che l’estrema sinistra ricatta con i suoi scarsi ma fondamentali voti, non può permettersi di fare simili affermazioni dimenticando che, del Governo, fanno parte anche lui ed il suo partito.

venerdì 7 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA: AIUTIAMO ALBUZZANO E PIEVE PORTO MORONE A RESISTERE

Opera, 7 settembre 2007.
Altri due comuni del pavese, Albuzzano e Pieve Porto Morone dell’hinterland nord orientale del capoluogo a sud di Opera, si trovano alle prese con la prepotenza di un Comune e di istituzioni che pretendono di governare anche l’altrui territorio. Così accade che un Sindaco, ieri la Moratti con noi operesi ed oggi la Capitelli di Pavia con i piccoli centri del suo hinterland, decide improvvisamente di essere funzionario di Governo, responsabile di Pubblica Sicurezza e forse, in un delirio di onnipotenza, Dio in persona. I Rom che occupavano abusivamente l’area dell’ex Snia a Pavia vengono pertanto trasferiti senza alcun preavviso in comuni molto piccoli per evitare che i residenti, padroni di casa, sappiano organizzarsi come accadde a Opera nel dicembre scorso. Grazie al cielo i sindaci di queste località che vengono considerate sicure, essendo scarsamente popolate su una vasta superficie verde, si stanno invece ribellando ed anziché trovare loro stessi un rimedio come fece il Sindaco Ramazzotti di Opera, che tentò di insediare il campo nomadi al centro del paese su ordine del Sindaco milanese suo datore di lavoro, questi sindaci vicini alla loro gente rispediscono tra le benedizioni dei cittadini e della Chiesa gli indesiderati ospiti abusivi da dove sono venuti. Opera Sicura è accanto ai cittadini di Torre d’Isola, di Pieve Porto Morone e di Albuzzano oggi ma anche di qualsiasi altra popolazione venga sopraffatta abusivamente dai Governi locali prepotenti ed arroganti. I Rom sono un problema nazionale che non si risolve spostando e moltiplicando gli accampamenti abusivi ma radendoli al suolo tutti. Sono cittadini europei? Bene, si comportino come tali e rispettino le leggi. Chi non lavora non è ospite gradito in Italia e nessuna Comunità Europea potrà mai condannare il nostro paese se procedesse con le espulsioni di delinquenti e nullafacenti per cui, invece, dall’Europa giungono accuse al nostro Paese per le condizioni in cui il Governo permette loro di vivere. L’unica soluzione è l’espulsione. Chi vorrà integrarsi ha tutto il tempo per trovarsi un lavoro ed una sistemazione abitativa consona al livello di vita civile proprio della nostra terra. Che nessuno obietti che sono poveri. I veri poveri lavorano, vi sono migliaia di badanti, muratori, carpentieri, falegnami, spazzini, ce ne sono a non finire. Il Rom ha più soldi di noi che lavoriamo dodici ore al giorno ma li utilizza al suo paese per costruirsi ville e mantenere famiglie di nullafacenti ingioiellate grazie alle razzie nelle nostre abitazioni. Sono tutti luoghi comuni? No, altrimenti sarebbe una leggenda anche un duplice omicidio come quello della coppia trucidata quest’estate a Treviso.

mercoledì 5 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA: TORRE D’ISOLA COME OPERA, UN PAESE CONTRO I NOMADI.

Opera, 5 settembre 2007.
Un’altra rivolta cittadina è stata messa in atto contro una tentata imposizione di allocare un campo nomadi, questa volta da parte della Prefettura di Pavia, in un comune alle porte di Pavia.
Torre d’Isola, hinterland di Pavia, ha vissuto un esperienza analoga a quella operese del 21 dicembre scorso quando, dal Comune di Milano con il beneplacito di Prefettura e Provincia, hanno tentato di sistemare i rom sgomberati da un campo meneghino proprio nel comune di Opera.
Si sono vissuti attimi di tensione a Torre d'Isola dove era atteso un gruppo di un'ottantina di rom alla ricerca di una sistemazione dopo l'abbattimento nei giorni scorsi dell'ex Snia.
Il Prefetto pavese aveva infatti deciso di inviare gli immigrati nell'ex poligono di Santa Sofia, nel Comune alle porte del capoluogo. Ma la decisa reazione del sindaco di Torre d'Isola, Marco Bellaviti, e di numerosi residenti, ha impedito ai rom di arrivare. Il sindaco e gli abitanti si sono infatti sdraiati sulla strada per impedire il passaggio dei nomadi. Così, in serata, i rom sono stati ricaricati su camion e autobus per essere riportati a Pavia.
Agli abitanti di Torre d’Isola vanno i nostri complimenti per avere avuto il coraggio di protestare e manifestare pacificamente ma in modo determinato per tutelare il diritto all’autogoverno della propria terra ed il sacrosanto diritto alla sicurezza ed alla legalità.
Al Sindaco Marco Bellaviti va il più poderoso ringraziamento da parte di Opera Sicura per avere dimostrato all’Italia intera che non tutti i politici ricoprono incarichi ed occupano poltrone per fare esclusivamente i propri interessi. Il Sindaco di Torre d’Isola ha infatti sostenuto le proprie ragioni e quelle dei suoi concittadini incurante di eventuali rischi per la sua carriera politica o per eventuali richiami da parte del Prefetto.
Se Opera avesse avuto un Sindaco come Bellaviti, anziché Alessandro Ramazzotti, forse si sarebbero evitati due mesi di presidio e le manifestazioni con l’intero paese in piazza.
Gli operesi non dimenticano certo quello che Ramazzotti gli ha fatto passare come i cittadini di Torre d’Isola non dimenticheranno, invece, l’appoggio istituzionale ed umano ricevuto dal loro Sindaco.

martedì 4 settembre 2007

DON RENATO, IL PRETE DALLA PARTE DEI ROM COSTRETTO A LEVARE LE TENDE

di Cristina Bassi. PANORAMA. Lunedì 3 Settembre 2007
La Lega lo ha annunciato con un comunicato dai toni trionfanti: se ne va don Renato Rebuzzini, il parroco di Opera (cittadina di 14 mila abitanti alle porte di Milano). Che cosa lo aveva fatto finire nel mirino del partito di Bossi? Si era schierato a favore di un campo rom.
Lui, don Renato, 65 anni, non vuole neppure sentir parlare di quella storia. Giura che la decisione di cambiare parrocchia era già stata presa da tempo, dalla fine del 2006, e che non ha nulla a che vedere con le tensioni legate al campo rom della sua città. Dal primo settembre si è insediato nella nuova comunità pastorale, quella di Paderno Dugnano, e domenica a dire messa nella sua ex chiesa, dove operava dal ‘94, c’era già il sostituto, don Olinto Roberto Ballarini. Anche in Curia, dove descrivono don Renato come un sacerdote rigoroso e severo, assicurano che gli avvicendamenti dei parroci sono fisiologici. Ma all’uscita dalla funzione i parrocchiani non parlano d’altro ed è difficile credere che l’addio del parroco non sia l’ultimo atto di un clima di tensione che era diventato difficile da ignorare. Secondo la nota del gruppo consiliare del Carroccio, “Il sacerdote che legge il Manifesto” e che ha fatto scappare i fedeli dalla parrocchia di San Pietro e Paolo con i suoi attacchi ai cittadini ha chiesto ai suoi superiori di essere trasferito.
Clima avvelenato dalla sera del 21 dicembre scorso quando era divampato un incendio nella tendopoli allestita dalla Protezione civile per ospitare una settantina di nomadi, più della metà donne e bambini, sgomberati dal campo di via Ripamonti. La Casa della Carità di don Colmengna si era fatta garante del rispetto delle regole da parte degli occupanti e la sistemazione a Opera doveva essere temporanea, di tre mesi al massimo, in attesa di trovarne una definitiva.
Ma gli operesi si opposero subito alla decisione del sindaco di centrosinistra Alessandro Ramazzotti di dare un contributo per risolvere l’emergenza di decine di famiglie finite per strada in pieno inverno. Fino ad occupare, in 400, la sala del Consiglio comunale dove si discuteva del campo e da qui, incitati dal capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco, marciare verso l’accampamento. Ad alcune tende venne dato fuoco, nessuno per fortuna rimase ferito. Da quel giorno il clima divenne così ostile, a cominciare dal gruppo di residenti che notte e giorno presidiava l’entrata dell’insediamento insultando operatori e carabinieri, che i rom furono costretti ad andarsene prima del tempo. Per l’incendio sono finiti nel registro degli indagati Ettore Fusco, per istigazione a delinquere, e altri otto cittadini. Sono in attesa del rinvio a giudizio. I carabinieri sono arrivati a questa conclusione alla fine di luglio, grazie a filmati e fotografie e hanno denunciato una scarsissima collaborazione degli operesi alle indagini.
Quello che i cittadini non hanno perdonato a don Renato non è tanto l’essere stato favorevole ad accogliere i nomadi. Quanto la sua reazione indignata dopo la notte dell’incendio. Scrisse una lettera aperta in cui non solo lanciava un appello alla solidarietà. Ma descriveva anche cosa aveva visto la sera del 21 dicembre: “Donne e uomini, giovani e anziani, anche bambini, tutti assatanati, privi di ogni intelletto e di ogni sentimento vagamente umano”. La notte di Natale dall’altare i suoi toni furono ancora più duri. Disse che in quella chiesa non era possibile scambiarsi il segno della pace, che sarebbe stato, viste le circostanze, un gesto ipocrita.
La Lega canta vittoria. Don Renato ha sfidato i cittadini, dice Fusco, e ora è costretto ad andarsene. Dopo Natale “la sua parrocchia perdeva fedeli di giorno in giorno, a causa della sua presa di posizione non condivisa dai cittadini”. Qualcuno arrivò anche a boicottare la messa e a fare lo “sciopero delle offerte”. Il sindaco Ramazzotti difende il sacerdote: “Questi attacchi e queste strumentalizzazioni sono vergognose”, dice. “Don Renato ha dato molto alla nostra città, ma credo che se ne vada con l’amarezza di chi ha visto una parte dei suoi parrocchiani rinnegare i valori che aveva predicato per anni”. Ai suoi cittadini Ramazzotti rimprovera di essersi fatti guidare dalla paura e di non essersi fidati delle istituzioni. La ferita rimane. All’uscita dalla messa domenicale si parla del vecchio prete: “Un bravo sacerdote, ma a Natale ha davvero esagerato”. “Riuscire a far sgomberare i rom dalla nostra città a furor di popolo è stata una grande conquista”.

lunedì 13 agosto 2007

COMUNICATO STAMPA: CORDOGLIO PER I PICCOLI ROM DI LIVORNO

Opera, 13 agosto 2007.
Abbiamo meditato alcuni giorni questo cordoglio. Avremmo voluto esprimerlo alla famiglia delle vittime della tragedia, ai genitori ed ai parenti di quei quattro bambini il cui più grande aveva appena dieci anni. Avremmo voluto piangere quei corpi con la famiglia ed i parenti ma abbiamo capito, a mente fredda, quanto quei quattro piccoli corpi siano da piangere solo insieme a Dio. Per i corpicini carbonizzati dalle fiamme causate proprio dai genitori dei bimbi, frettolosamente scappati dalla baracca disinteressandosi delle conseguenze sui propri figli, le uniche lacrime vere devono infatti essere quelle del Signore. Forse Dio è l’unico padre di quelle piccole creature la cui famiglia ha costretto ad una vita di stenti fino a causarne la morte per indifferenza. Come se, anziché di bambini, si trattasse di strumenti di lavoro che possono anche essere sostituiti insieme ad una baracca fatiscente. Due bambini erano infatti sordomuti, forse addirittura scomodi e non funzionali alle esigenze della famiglia. Una vergogna! Una vergogna anche la giostra di commenti che non discutiamo per rispetto a quelle vite umane, innocenti, spentesi in un rogo. Vite consumate dalle fiamme come quelle che, nonostante queste fossero state appiccate dai genitori rom dei bambini deceduti, qualcuno con pessimo gusto ha voluto ricordare siano già state elemento di morte nella storia degli zingari perseguitati dal nazista Hitler. Le fiamme dell’inferno dovrebbero ardere quegli ipocriti che con il loro buonismo sono la reale causa di queste tragedie. Ad esempio L’unità, quotidiano del partito che governa l’Italia, lo stesso che sostiene Prodi, oggi titolava la prima pagina parlando di vittime dell’indifferenza. La stessa cosa la dicono alcune associazioni cattoliche che si occupano dei nomadi. Di peggio fanno Prodi e molti altri politici che pensano solo a passare ad altri la patata bollente delle responsabilità e, per primo a Prodi che accusa la Comunità Europea, tale patata ritorna molto in fretta prima che si possa raffreddare con l’aggravante di non avere applicato le risoluzioni europee e di essere stato per anni, proprio lui, il Presidente della Commissione Europea. Oggi piangiamo le vittime di una carneficina per cui chiediamo sia fatta giustizia e promettiamo di seguire attentamente l’iter processuale fino in fondo, non dimenticando che a causa dei rom muoiono decine di persone ogni giorno, assicurandoci che per il rogo di Livorno in cui hanno perso la vita quattro bambini di età inferiore a dieci anni vi sia almeno lo stesso interesse, a perseguire i colpevoli, riscontrato nel rogo delle tende di Opera del 21 dicembre 2006 durante una manifestazione di protesta contro un campo nomadi in allestimento. Per quel rogo siamo in attesa che siano rinviate a giudizio nove persone tra cui il Consigliere Comunale della Lega Nord Ettore Fusco. Naturalmente, visto che a Opera le tende erano vuote, non si è proceduto a fermi ma l’accanimento giudiziario riscontrato trovi raffronto in un proporzionale uso della magistratura contro i colpevoli del terribile delitto di Livorno. Che Dio guidi legislatori e magistratura.

sabato 4 agosto 2007

MANTENIAMO SICURO IL NOSTRO PAESE.

Durante il periodo delle vacanze estive molti operesi lasciano la propria abitazione ed è proprio in questo periodo che avvengono il maggior numero di furti negli appartamenti, di autovetture ed atti di vandalismo. Opera Sicura promuove una presenza dei cittadini, attenti alla vivibilità del proprio comune, nelle strade del paese anche in ore serali e notturne. Naturalmente, tutto ciò, in un clima sereno di amicizia tra persone dello stesso paese e nel più pacifico spirito di solidarietà e sussidiarietà verso i concittadini assenti che sapranno, certamente, fare altrettanto quando sarà il loro momento di restare in città. Per tale ragione ci incontriamo liberamente nel parcheggio della ex coop a partire da mercoledì 8 agosto alle ore 21.30. Passa una serata con noi, non te ne pentirai.

giovedì 2 agosto 2007

BOLOGNA, 27 ANNI DOPO

In ricordo della strage del 2 agosto di ventisette anni fa.
Alle 10 e 25 il tempo si ferma. Le lancette del grande orologio che faceva affrettare il passo ai viaggiatori in ritardo segnano ancora oggi quell’ora terribile. Un boato squarcia l'aria, crolla l' ala sinistra dell'edificio: non resta piu’ nulla della sala d'aspetto di seconda classe, del ristorante, degli uffici del primo piano. Una valanga di macerie si abbatte anche sul treno Adria Express 13534 Ancona-Basilea, fermo sul primo binario. Pochi interminabili istanti: uomini, donne e bambini restano schiacciati. E’ la piu’ grande strage italiana in tempo di pace. Ottantacinque morti, piu’ di duecento feriti. La vittima piu' piccola e' Angela Fresu, appena 3 anni, e poi Luca Mauri, di 6, Sonia Burri, di 7, fino a Maria Idria Avati, ottantenne, e ad Antonio Montanari, 86.

domenica 29 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: LA GIUSTIZIA SOMMARIA DELL’ASSESSORA PROVINCIALE FRANCESCA CORSO.

Opera, 29 luglio 2007.
Scopro con amarezza alcune dichiarazioni dell’Assessora Provinciale Francesca Corso, Assessora alla Protezione civile, alla Tutela dei consumatori, al Bilancio sociale, ai Diritti dei Cittadini, al nomadismo e diritti di asilo, all’Integrazione sociale per le persone in carcere o ristrette nelle libertà ed ai Diritti dei bambini e delle bambine, una donna di estrema sinistra con a cuore, evidentemente, i problemi e gli interessi dei milanesi del capoluogo e della sua provincia, di quei milanesi che l’hanno votata proprio per salvaguardarne i diritti. Scopro, in un comunicato stampa che tratta il problema dei bambini rumeni vittime dei propri genitori criminali e della generalizzazione che talune persone fanno del fenomeno dell’accattonaggio minorile al cui racket, l’Assessora Provinciale, dichiara guerra al fine di salvare i bambini vittime innocenti dei loro adulti genitori peraltro già espulsi dall’Italia ma rientrati con il passaggio della Romania nell’Unione Europea. L’Assessora Corso con Opera ha già avuto molto a che fare, interpretando anche una parte nel documentario Opera Gagia il film che narra le gesta degli operesi del Presidio per la legalità a Opera, e non ha certo dato l’impressione di essersi meritata il voto dei milanesi ma, anzi, ha vinto la palma della cacciatrice di voti dai neocomunitari che con l’ingresso nell’Unione Europea acquisiscono anche il diritto al voto nelle elezioni Amministrative. La Signora Corso, rimproverando quei cittadini che “sbagliano vedendo delinquenti dappertutto”, cita l’attesa dell’esito del procedimento aperto presso la magistratura di Milano, per il quale il Capogruppo operese Ettore Fusco della Lega Nord sarebbe indagato per istigazione a delinquere a proposito dell’incendio al campo rom di Opera, quasi fosse una conferma delle sue considerazioni sulla gravità delle posizioni di chi crede di “risolvere il problema fomentando odio e discriminazione”. La Corso ha già emesso la sua sentenza di colpevolezza per Ettore Fusco considerato, esclusivamente da lei, un fomentatore di odio e discriminazione. Noi di Opera Sicura abbiamo l’impressione che a fomentare odio siano proprio questi individui di estrema sinistra, come la Francesca Corso, che non perdono occasione per indirizzare stoccate avvelenate nei confronti di quelle persone, non omologate al potere diplomatico, che fanno politica per scopi meramente umanitari e di amore per la propria terra. Siamo d’accordo con la Corso che occorra restituire ai minori una fanciullezza rubata e smontare pezzo a pezzo le organizzazioni criminali ma non riusciamo a capire cosa c’entri il rinvio a giudizio di nove persone oneste, tra cui il Capogruppo del Carroccio al Comune di Opera, con quanto la Provincia stia facendo con il Governo della Romania per i bambini soli, spesso ammalati, e per la realizzazione di una magistratura minorile con detenzione separata tra adulti e minori. La chiave di lettura è una sola, per l’Assessora Corso il Consigliere operese Fusco è una persona che fomenta odio e discriminazione e la sentenza che ancora deve arrivare, come lo stesso processo del resto, è già stata emessa da lei. Una sentenza di colpevolezza senza appello. Siamo stanchi di essere massacrati dalla stampa e dai politici di sinistra per quelle questioni su cui il popolo ci appoggia. Chi fomenta odio e discriminazione è proprio l’Assessora Corso e chi, come lei, dal 21 dicembre 2006 parla dei presidianti di Opera e di Ettore Fusco come se fossero dei delinquenti. Si pronunciano contro il Popolo, contro i principi della gente, e prima o poi dovranno rendere conto, agli stessi, della politica messa in atto per favorire la criminalità e l’illegalità anziché aiutare i nostri anziani ed i giovani in cerca di occupazione e valori.

venerdì 27 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: NOMADI TRA CASCINA MIRASOLE E CASCINA FOLLA

Opera, 27 luglio 2007
Anche oggi alcuni Cittadini di Opera Sicura segnalano la presenza di un nuovo accampamento abusivo sulla strada che collega Opera a Rozzano tra le località operesi di Mirasole e la frazione Cascina Folla. Se la scelta di rinviare a giudizio Ettore Fusco serviva anche a bloccare il continuo lavoro svolto dallo stesso, al fine di tutelare la legalità sul territorio operese, questa non ha sortito l’effetto sperato in quanto i cittadini sfiduciati dalle istituzioni continuano a chiamare a qualsiasi ora proprio il Consigliere della Lega Nord anziché il 112 oppure la Polizia Locale del Sindaco Alessandro Ramazzotti che nega sempre qualsiasi presenza abusiva sul territorio. Naturalmente le chiamate vengono girate immediatamente al 112 ed ai carabinieri di Opera che provvedono ad intervenire prima che il Sindaco possa accusarci di procurato allarme una volta effettuato lo sgombero. Opera Sicura, già in mobilitazione generale per contrastare la notizia dell’arrivo dell’inceneritore alle porte del nostro paese, si recherà sul posto dove sorge il nuovo accampamento abusivo se gli occupanti illegali non saranno immediatamente allontanati. Naturalmente ogni azione del Comitato Cittadino sarà preventivamente autorizzata dalla Questura di Milano a cui vengono chiesti regolari permessi. Concludiamo con un appello alle istituzioni più vicine ai cittadini operesi. Non lasciate che un Comitato venga colpito dalla magistratura per avere la sola colpa di battersi per quello che il popolo esprime come volontà prioritaria, la sicurezza. Una priorità che oggi si manifesta in una resistenza alla decisione di insediare un termovalorizzatore (nient’altro che un moderno inceneritore) al confine tra Milano e Opera e che se necessario, ma noi siamo di parere diametralmente opposto, lo devono decidere le amministrazioni della zona ed i loro cittadini che ne pagheranno le conseguenze.

giovedì 26 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: INCENERITORE A OPERA, CHI FA PROPAGANDA E CHI STA CON LA GENTE.

Opera, 26 luglio 2007
Siamo lieti di sapere che i sindaci di tre comuni del sud milanese si vogliono attivare per dire no al termovalorizzatore di Opera. Siamo anche lieti di sapere che si recheranno a Palazzo Marino per raccogliere le firme proprio nella piazza antistante il Municipio meneghino ed ancora di più ci allieta sapere che inviteranno i consiglieri milanesi di maggioranza a sottoscrivere un documento che respinge l’ipotesi dell’impianto. Ci domandiamo però dove sono stati questi sindaci sino ad oggi e perché non hanno firmato la petizione che i cittadini di Opera, guidati dal Comitato Opera Sicura e dalla Lega Nord, hanno cominciato domenica 22 luglio vedendosi persino apostrofare, dal vicesindaco operese Tonino Liguori, considerazioni poco opportune senza neppure fermarsi nelle vicinanze di uno dei nostri banchetti. Altri amministratori dei tre comuni, ovviamente, non se ne sono visti. Secondo noi traballano le poltrone e si fa solo propaganda fine a se stessa. Ramazzotti ha la consapevolezza di essere diventato un Sindaco detestato dai suoi cittadini e corre ai ripari cercando alleati altrove. Purtroppo la sua poca intelligenza politica lo porta a fingere una contrarietà all’inceneritore che si manifesta in tutte le sue lacune proprio per i termini in cui la esprime. Fingere di non capire se la Lega Nord raccoglie firme contro o a favore dell’inceneritore è stata una gaffe madornale che ha portato solo confusione tra la gente ma questo è proprio quello cui ambiva il primo cittadino operese. Coprire e strappare i volantini che pubblicizzano la petizione è un’altra dimostrazione che anche i Verdi, probabilmente, preferiscono bramare qualche Consiglio d’Amministrazione, visto che sia ad Opera che a Rozzano due verdi operesi ricoprono la poltrona dell’Assessore all’Ambiente, piuttosto che lottare con i cittadini per il rispetto di un proprio diritto costituzionale, quello alla salute, di cui il Sindaco dovrebbe essere il garante territoriale. Ma forse Ramazzotti non lo sa.

domenica 22 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: FIRME CONTRO L'INCENERITORE

Opera, 22 luglio 2007. Cinquecento persone nel corso della mattinata hanno sottoscritto la petizione di Opera Sicura per dire NO all'INCENERITORE. Sono giunte persone da Locate, da Noverasco e da Quintosole, oltre ai numerosissimi operesi, che in questi giorni hanno scoperto che vogliono costruire un inceneritore proprio nel Comune che già ospita un carcere, un'azienda di smaltimento rifiuti tossici e dove di recente avevano provato ad insediare un campo nomadi. Oggi abbiamo dato il via ad una protesta popolare di cittadini che non accettano le imposizioni e, ancora una volta lasciati soli dall'Amministrazione, lotteremo per ottenere quello che ogni cittadino deve avere dalle istituzioni: IL RISPETTO. Non esistono argomenti tali da farci accettare termovalorizzatori a Opera ed il Sindaco Ramazzotti con la sua pattuglia di politicanti sta terminando nel peggiore dei modi il mandato amministrativo. Una Giunta che governa delegittimata dalla volontà popolare che si manifesta nelle piazze e che, anche oggi, non ha mancato di dimostrare quanto sono divenuti impopolari i politici di sinistra. I Verdi hanno coperto gli avvisi che informavano i cittadini della dimostrazione di stamane con un loro inutile, quanto volgare, volantino dove si proclamano contrari, a parole, all'inceneritore ed inveiscono contro chi CONCRETAMENTE fa qualcosa per sensibilizzare la gente e per ascoltarne le volontà raccogliendone anche il parere sotto forma di petizione. La Lega Nord con il Consigliere Ettore Fusco ed i suoi militanti insieme al Comitato Opera Sicura ha dimostrato anche oggi chi è dalla parte del popolo, favorendo manifestazioni popolari, e chi invece pensa alle cadreghe ed agli interessi legati all'amministrare. Se il Sindaco ed i suoi uomini fossero stati contrari all'inceneritore sarebbero giunti primi a sottoscrivere la petizione, avviata stamane, invece non solo hanno coperto i nostri avvisi affissi in paese, non si sono fatti vedere al nostro gazebo né per firmare né per portare la propria solidarietà ai cittadini. Solo il Vicesindaco Liguori si è avvicinato in quanto chiamato da un paio di cittadini ma, indispettito ed innervosito dal pensiero di alcuni operesi, è tornato mestamente sui suoi passi. Le poltrone traballano e gli amministratori sono nervosi. Questo inceneritore è la goccia che sta facendo traboccare il vaso. Purtroppo l'atteggiamento di chi dice di essere contrario ma poi ostacola chi lo è veramente ha chiarito le idee a chi ancora non aveva capito. Comune di Milano, Regione e Provincia sono evidentemente in accordo con il Comune di Opera che fa la sua parte fingendo contrarietà ma che poi, nei fatti, tiene mansueti i cittadini. Aveva provato anche con il campo rom a Natale ma qualcosa gli andò storto in quell'occasione, quando gli operesi decisero di prendere il toro per le corna, come qualcosa gli andrà male anche adesso che i cittadini di Opera Sicura hanno dichiarato guerra a chiunque si dimostri nei fatti favorevole all'inceneritore. Sono sei anni che la Giunta Ramazzotti dichiara di non sapere dell'inceneritore; sei anni senza ascoltare, per poi fare pesare nelle sedi opportune, la volontà degli operesi. Presto cambierà il vento e gli operesi torneranno soggetti di diritti, sacrosanti, e non più solo amministrati da spremere ed usare come pattumiera di Milano e provincia. L'INCENERITORE A OPERA NON SI FARA'!

venerdì 20 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: LA LEGA NORD CON OPERA SICURA CONTRO L'INCENERITORE

Opera, 20 luglio 2007. Il Sindaco operese Alessandro Ramazzotti dichiara in un comunicato stampa "La Lega è a favore o contro il termovalorizzatore che Milano vorrebbe realizzare alle porte di Opera? È l'interrogativo che si sono posti gli amministratori locali, dopo aver appreso la notizia che la Lega Nord intende organizzare, domenica 22 luglio alle 10.30, una raccolta di firme davanti al palazzo comunale operese. “Secondo la loro comunicazione – spiega il sindaco, Alessandro Ramazzotti – dovrebbero essere contro. Ma non si capisce se contro l'Amministrazione di Opera, che non vuole l'inceneritore e lo ha detto chiaramente alla Giunta di centrodestra milanese o contro quella di Milano. Nel secondo caso, credo che l'azione degli esponenti leghisti locali sia veramente contraddittoria. Dovrebbero rivolgersi ai loro compagni di partito milanesi affinché prendano posizione contro il progetto da loro stessi sostenuto. Altrimenti si fa tanto rumore per nulla”. La posizione del Consigliere Comunale Ettore Fusco della Lega Nord, che con il Comitato Cittadino Opera Sicura organizza la dimostrazione di domenica 22, è talmente ovvia ed inequivocabile in ogni comunicato stampa ed in qualsiasi volantino diffuso che ci sorprendono le parole del Sindaco. L'unica soluzione che possiamo trovare a queste sue parole è un colpo di sole visto che ci risulta si trovi in Sardegna ed in questi giorni il caldo non ha risparmiato neppure la bellissima isola dove ci risulta stia trascorrendo le sue meritate vacanze. La Lega Nord, qualora servisse a schiarirgli le idee, è fermamente contro qualsiasi ipotesi di inceneritore o termovalorizzatore nelle vicinanze del nostro comune e poco importa quel che Regione, Provincia o Comune di Milano intendano fare. Nella vicenda campo nomadi, che ha segnato il destino di Ramazzotti a fine carriera, abbiamo già dimostrato di non temere le istituzioni quando si tratta di fare gli interessi degli operesi. Siamo pronti ad un'altra battaglia, con o senza l'aiuto dell'Amministrazione che, se leggesse i nostri comunicati, speriamo sia al nostro fianco domenica quando raccoglieremo le firme dei cittadini.

mercoledì 18 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: INCENERITORE NO GRAZIE

DOMENICA 22 LUGLIO ORE 10.30 DIMOSTRAZIONE DAVANTI AL COMUNE DI OPERA.
Opera, 18 luglio 2007. Il Gruppo Consiliare della Lega Nord operese si schiera con fermezza contro l’ipostesi di un inceneritore nel paese che ospita già un carcere ed ha appena ottenuto la cessazione delle lavorazioni di un’azienda che stoccava e smaltiva rifiuti tossici e l’allontanamento di un campo nomadi. Già nel 2004, all’ennesima indicazione di Opera quale sede dell’inceneritore e dopo anni di silenzio della Giunta Ramazzotti, la Lega Nord pubblicò un volantino dove minacciava di organizzare squadre di resistenza alla volontà delle istituzioni e dove sottolineava il silenzio del Comune di Opera che si nascondeva dietro una presunta non conoscenza dei fatti. Da allora sono passati altri tre anni ed oggi la notizia dell’inceneritore ad Opera si è fatta ancora più consistente tanto da essere data anche da alcuni telegiornali. Ma gli operesi non ci stanno e Opera Sicura, il comitato nato dopo l’esperienza del Presidio di Opera a tutela della legalità e della vivibilità cittadina, organizza una dimostrazione in piazza, domenica 22 luglio alle ore 10.30, per raccogliere le firme necessarie a dire no all’inceneritore.
Quella degli inceneritori non è una soluzione, siamo fermamente contrari per varie ragioni, innanzitutto producono diossina e la nostra è un’area agricola oltre che densamente popolata. La ripercussione dei depositi degli agenti inquinanti negli allevamenti di bestiame, nelle nostre risaie o nei campi di granturco sarà deleteria per l’economia della zona e per i consumatori di ogni parte d’Italia. Un nuovo inceneritore nella provincia di Milano servirà solo ad arricchire le aziende che lo gestiranno incenerendo rifiuti provenienti da altre parti del paese visto che a Milano non serve un nuovo stabilimento. Grazie ai rifiuti di governatori come Bassolino, che non supera l’emergenza rifiuti nella sua regione Campania, noi respireremo diossina per dare la possibilità a qualche politico di sedere in consigli d’amministrazione dai compensi dorati. Non esiste alcuna ragione che induca a pensare che questa di Opera sia una buona soluzione. Neppure la viabilità è in condizione di accogliere la struttura. I camions provenienti da Milano andrebbero ad intasare la già congestionata Via Ripamonti, quelli provenienti dal Sud Milano graverebbero sull’altrettanto intasata Valtidone mentre per la tangenziale siamo già al collasso e questo sarebbe il colpo di grazia. Domenica in piazza diciamo no all’inceneritore e si alla vita. La nostra vita, quella degli operesi che non hanno alcuna intenzione di sacrificarsi all’altare del dio denaro. Siamo certi che l’Amministrazione sia con noi, al fianco dei cittadini, in questa battaglia che domenica vedrà l’avvio di una petizione in cui speriamo di vedere, tra i primi firmatari, il Sindaco Alessandro Ramazzotti e la sua Giunta. Udite le prime dichiarazioni ufficiali, del Vicesindaco Liguori, siamo fiduciosi in tal senso.

mercoledì 11 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: NO INCENERITORE A OPERA

Opera, 11 luglio 2007
Opera Sicura dice NO ad un inceneritore vicino al proprio centro abitato. E’ nuovamente tornata alla ribalta la notizia che le istituzioni locali abbiano selezionato il nostro territorio, in prossimità del carcere, quale area idonea a ricevere una struttura che noi operesi non vogliamo e siamo pronti a lottare, affinché non giunga dalle nostre parti, con la stessa tenacia e pervicacia che ha permesso l’allotanamento del campo rom autorizzato e voluto proprio dal nostro Sindaco Ramazzotti in Via Marcora. Gli operesi sono stanchi di essere utilizzati come tappeto di Milano, tappeto sotto cui la metropoli cerca di nascondere tutti i rifiuti che spazza via. Opera Sicura, la Lega Nord e tutti i cittadini che aderirono al comitato nato tre anni fa quando l’Amministrazione Ramazzotti fece finta di non sapere nulla dell’inceneritore daranno battaglia e si preannuncia una guerra più difficile di quella per la legalità vinta dal Presidio di Opera nei mesi invernali. Con un inceneritore gli interessi in palio sono ben altri rispetto ai quattro soldi che qualche caritatevole ente avrebbe guadagnato dal campo nomadi nell’area circense e, quindi, sappiamo che la lotta che ci aspetta contro le istituzioni, questa volta, sarà ardua ed impari. Ma Opera c’è. (Nella foto il volantino del novembre 2004. Clicca sopra per ingrandirlo)

martedì 10 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: BANDIERE DI MILANO IN PIAZZA PER LA LEGALITA'

Opera, 10 luglio 2007
Erano una decina, su circa quattrocento milanesi, gli operesi in rappresentanza del Presidio di Opera alla fiaccolata organizzata dal comitato cittadino Treccani degli Alfieri e dalla Lega Nord che hanno sfilato nella zona tra Piazza Agrippa e Piazzale Abbiategrasso per ribadire la richiesta di essere ascoltati dalle istituzioni. La zona sud di Milano versa in condizioni pietose per la presenza di accampamenti abusivi di rom e la sicurezza nelle strade non è più garantita. Donne stuprate, borseggiate, auto rubate, furti negli appartamenti sono solo alcuni degli eventi oramai all'ordine del giorno delle periferie della città. Il Sindaco Moratti deve ascoltare il grido d'aiuto dei milanesi e sgomberare subito tutti i campi nomadi presenti sul territorio comunale. Non è vita questa. Per uscire i cittadini devono attendere l'organizzazione di una manifestazione o di un presidio dei cittadini altrimenti si ha paura di giorno, figuriamoci la sera. Nel sud Milano, quella di Via Treccani degli alfieri, non era l'unica manifestazione. A Chiaravalle prosegue il presidio davanti all'Abbazia tutte le sere. Ieri era previsto l'arrivo della Moratti ma, forse per la notizia che ci sarebbe stato un comitato cittadino "di benvenuto", il Sindaco di Milano ha preferito disertare l'appuntamento. Opera Sicura, con i cittadini del presidio, ha partecipato anche a quel sit in di milanesi esasperati. Il problema dei rom è di tutti, non sono pochi kilometri di distanza dalla propria abitazione che permettono una vita tranquilla. Il Presidente della Provincia Penati, Il Sindaco Moratti e le istituzioni nazionali, partendo da Prefettura e Questura hanno l'obbligo morale di sgomberare tutti i campi milanesi evitando che, ovviamente, questi si riversino nell'hinterland della metropoli. Ad Opera abbiamo già avuto esperienza di un campo e non vogliamo doverne subire altri di soprusi da parte delle istituzioni. Tanto più che il Sindaco operese Alessandro Ramazzotti e la sua Giunta non sono affatto pentiti dell'esperienza negativa cui hanno costretto i cittadini con il campo di Via Marcora ed il presidio fisso di due mesi davanti alla tendopoli che, dopo un incendio e diverse manifestazioni senza mai mollare il presidio, è tornata alla sua destinazione iniziale di area circense. Opera Sicura è con i milanesi nell'impari lotta alle istituzioni ed ai campi nomadi abusivi.

venerdì 6 luglio 2007

MILANO: FIACCOLATA A FAVORE DELLA LEGALITA'

VIA TRECCANI DEGLI ALFIERI, 16 (P.LE ABBIATEGRASSO)
LUNEDI' 9 LUGLIO ALLE ORE 21.
MANIFESTAZIONE PROPOSITIVA
CONTRO LA CRIMINALITA'
E L'ABUSIVISMO
NEL SUD MILANO

COMUNICATO STAMPA: CENSURATO IL FILM SUL PRESIDIO DI OPERA

Opera, 6 luglio 2007 Nella sua prima proiezione cittadina, il film sul presidio contrario al campo nomadi di Opera, è stato in molte parti censurato ed agli operesi accorsi al cinema è stato presentato un documento incompleto. La sala gremita, una trentina di estrema sinistra tra militanti di rifondazione comunista ed i volontari della Festa dei Popoli e duecentocinquanta cittadini in gran parte presidianti. Dal pubblico si sono levati applausi per alcuni interventi del Consigliere Ettore Fusco e fischi per il Sindaco Alessandro Ramazzotti ed il suo Assessore Riccardo Borghi. La ricostruzione dei fatti a distanza è risultata accettabile ma non veritiera in alcuni passaggi, soprattutto per quanto riguarda le parole degli amministratori del centrosinistra che narrano di fatti mai avvenuti e danno interpretazioni discutibili provocando l’ira del pubblico. Prima fra tutte, nonostante passino le immagini del 21 dicembre dove ogni operese presente si riconosce nelle foto montate dal regista come se fossero immagini su cui si sovrappone l’audio originale del concitato Consiglio Comunale di quella sera, il Sindaco Ramazzotti appare sullo schermo ripetendo ancora una volta la sua allucinazione delle teste rasate e dei saluti romani in sala consiliare. “Forse la testa più rasata era proprio la mia - afferma il Capogruppo della Lega Fusco - ma di sicuro la scritta Lombardia a caratteri cubitali sulla felpa ed il fazzoletto verde al collo non si sposano con i saluti romani. Credo di averlo confuso il povero Sindaco, ma del resto era molto nervoso quella sera. Incredibile però che queste cose le abbia ripetute due mesi dopo pur rivedendo le foto”. La mannaia della censura ha colpito alcune fasi del documentario che “a questo punto, se già prima era discutibile, neppure si può più definire un documento storico visto che alla seconda proiezione viene già alterato e falsato ulteriormente” ribadisce Fusco. A mancare, secondo chi ha visto la prima, sarebbero alcuni commenti dei volontari “quelli pagati dal comune” qualcuno precisa, giusto per ribadire che non erano poi troppo volontari, dove tra l’altro lamentavano la quasi assenza di operesi nella manifestazione organizzata dai centri sociali e da rifondazione comunista contro il presidio. “Manca la parte - secondo il presidiante del Carroccio - dove spiego il perché ci fosse astio nei confronti dei volontari che venivano al campo ed altre ancora. Un documentario che gli organizzatori della serata operese, la Festa dei Popoli, hanno falsato per tentare di limitare i danni della magra figura che hanno fatto loro e l’amministrazione comunale”. Aspettiamo ulteriori risvolti e soprattutto una presa di posizione degli autori che avrebbero dovuto eventualmente autorizzare i tagli alla pellicola. “Dopo l’estate proporremo una visione integrale di Opera Gagia - conclude Fusco - cui faremo seguire quel dibattito pubblico chiarificatorio che il Sindaco ha promesso nel periodo dell’emergenza ma poi ci ha sempre negato”.

mercoledì 4 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: OPERA GAGIA A OPERA

Opera, 4 luglio 2007
Abbiamo saputo solo stamattina che domani è in programma la proiezione di Opera Gagia, il Film sul Presidio, a Opera.
Troviamo alquanto strano che sia stata decisa una proiezione senza informare la cittadinanza se non il giorno prima attraverso il volantinaggio da parte di un associazione operese e, solo adesso, grazie all’operato di noi cittadini del Presidio di Opera. Naturalmente domani sera ci saranno tutti coloro che saremo riusciti a contattare ed auspichiamo vi sia quella parte del giornalismo sano ed imparziale che sappia dare all’informazione contributi meno faziosi ed ingiuriosi, soprattutto nei confronti dei cittadini operesi che si sono battuti per un proprio diritto, di quelli che abbiamo dovuto sino ad oggi leggere.
A questione finità assegneremo l’oscar al giornalista, o pubblicista, maggiormente distintosi per notizie non rispondenti al vero e per diffamazione nei confronti dei cittadini operesi. Al momento risultano in vantaggio in cinque, di Corriere della Sera, La Repubblica (2), Il Giorno ed Il Giornale. Forse L’unità e il Manifesto saranno escluse dalla competizione in quanto troppo faziosi e pertanto assolutamente non credibili nelle loro esagerazioni sulle vicende di cui parlavano. A Opera non dimentichiamo certo di avere letto sul Manifesto che sono state bruciate le tende dove dormivano 30 bambini!!! La differenza tra l’atto vandalico del 21 dicembre e l’aver bruciato le tende dove dormivano 30 bambini è più o meno la stessa che c’è tra l’oscar che assegneremo al Re delle Balle ed il Premio Pulizer. Aspettiamo la volata finale per la scelta.
Il tutto è una semplice goliardata… che però deve fare riflettere.

lunedì 2 luglio 2007

COMUNICATO STAMPA: PROSTITUTE A OPERA E LOCATE TRIULZI

Opera, 2 luglio 2007
Finalmente il Sindaco di Opera si è accorto delle prostitute sulla Valtidone nella tratta operese. Molto strano l'atteggiamento del Sindaco che fino a non molti tempo fa negava pubblicamente che vi fossero le “signorine in abiti succinti” nelle piazzole di sosta ed altrettanto faceva (ma questo lo fa ancora) in merito alla presenza di spacciatori di droga che usano le piazzole per smerciare la pregiata merce che forniscono dalla stradina che costeggia la statale salendo fino alla piazzola dove sostano i clienti. Il Sindaco Ramazzotti dovendo per l'ennesima volta rispondere ad una interpellanza in merito, del Consigliere Fusco, ha pensato bene di cambiare versione e strategia passando dal negare che vi sia un mercato del sesso e della droga, l’ha fatto persino in Consiglio Comunale, alla lotta per la legalità. Infatti, con il suo collega di Locate Triulzi, ha scritto una lettera aperta al Prefetto (l'ultima l'aveva scritta per lamentarsi dei WC installati dai presidianti operesi che protestavano contro il suo campo nomadi) dove lamenta questa situazione di disagio fino a ieri ignorata. Una lettera tanto aperta da finire sul mensile edito dal Comune di Opera occupando lo spazio dell’editoriale. Le stranezze che inducono a pensare che questa sia mera propaganda, necessaria a ricorrere ai ripari dopo le innumerevoli gaffe che l’Amministrazione operese ha inanellato, sono legate appunto alla presa di posizione ed alla tempistica di questa che ricorda molto da vicino il dietro front del Presidente Penati sulla questione dei campi nomadi. A pochi giorni dalla lettera al Prefetto, infatti, Ramazzotti a dovuto rispondere in Consiglio Comunale di questa situazione ed alcune settimane prima è uscito "l'operese", mensile del Gruppo Consiliare della Lega Nord, dove Opera Sicura annuncia nuovi presidi contro la prostituzione e lo spaccio di droga denunciando proprio la posizione del Sindaco che negava queste pratiche sulla Valtidone ed all’ingresso di Opera. Adesso che la sinistra fa acqua da tutte le parti, due sindaci di sinistra Ramazzotti di Opera e Preli di Locate, si mettono a scrivere lettere aperte al Prefetto come se non bastasse una pattuglia di Polizia Locale a mandare a casa una prostituta. Inoltre, giusto per dimostrare la falsità di certi provvedimenti, le prostitute al confine tra Opera e Locate, proprio all’ingresso di Opera sud dalla Valtidone, sono ancora sedute sulle loro seggioline a fare bella mostra di se ai passanti. Complimenti ancora una volta a Ramazzotti che ha dimostrato di non sapere risolvere i problemi di Opera. Se ci fosse stato un Sindaco alla guida del paese avrebbe inviato sul posto una pattuglia della Polizia Locale, ogni giorno fino a risolvere il problema, ma dato che la poltrona del primo cittadino è occupata dal Signor Ramazzotti si è preferito fare tanta propaganda sui giornali con una inutile lettera aperta al Prefetto di Milano. Diamo ancora qualche settimana di tempo ai due sindaci per risolvere questa vergognosa situazione dopo di ché saremo costretti ad agire con un altro presidio nelle aree interessate da questi fenomeni di malcostume.

sabato 30 giugno 2007

ULTIME NOTIZIE DALLA ZONA

ARRESTI A LOCATE http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=189226
RAPINA A CORVETTO http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=189228
DOPO SESTO VA A FUOCO ANCHE IL CAMPO DI CHIARAVALLE IN VIA SAN DIONIGI. COINCIDENZE? http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/06_Giugno/29/incendio_campo_rom.shtml

giovedì 21 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA: DISCRETO IL DOCUMENTARIO SUL PRESIDIO

Opera, 21 giugno 2007
Dopo avere assistito alla prima del documentario sul presidio di Opera devo riconoscere al regista Antonio Bocola ed al suo staff l'ottimo lavoro svolto. Non era facile racchiudere la storia del presidio e limitarla ad un ora di filmato ma, salvo la mancanza di maggior contraddittorio che in taluni casi ci sarebbe dovuto essere, il lavoro finanziato dalla Provincia di Milano ci è apparso discretamente rispondente alla realtà. Nessun rimando a fatti di razzismo o pogrom, ciò che loro malgrado gli operesi si aspettavano, se non nelle parole dell'oramai delegittimato Sindaco Alessandro Ramazzotti che ancora parla di teste rasate e saluti romani in Consiglio Comunale, visti solo da lui, oltre all'arroganza dell'Assessore Borghi che da quando ha fatto il gesto dell'ombrello agli operesi si deve solo nascondere. La figura di Ettore Fusco leader del carroccio, diventato anche ispiratore e coordinatore della protesta tanto da meritarsi la visita all'alba dei carabinieri con avviso di garanzia per il reato di istigazione a delinquere, ne è uscita ancora più forte visti i risultati ottenuti e le posizioni prese ultimamente anche da esponenti storici della sinistra tra i quali, ad esempio, il Presidente della Provincia Penati. Nessun problema di ordine pubblico e nessuno screzio se non il tentativo di qualche militante della sinistra milanese che con la solita "volontaria operese pagata dal comune" hanno tentato di provocare Ettore Fusco, mentre parlava con il regista Antonio Bocola dopo la proiezione, facendo commenti sulla presenza dello stesso e lanciando invettive nei suoi confronti. Atteggiamento comprensibile da parte di chi si aspettava un documentario chiaramente contro il presidio ed a favore dell'illegalità e dell'operato di quei presunti benefattori che in realtà fanno solo carità pelosa a spese della collettività. Troppe persone vivono alle spalle dei contribuenti facendo da mediatori culturali o per conto dell'Opera Nomadi oppure delle Caritas o dei comuni. Risolto il problema dei nomadi sarà risolto anche quello dei loro protettori interessati. Adesso l'auspicio e che questo documentario sia diffuso nelle scuole e tra le famiglie al fine di trasmettere il messaggio principe che consiste nella resistenza cittadina alle sopraffazioni perpetrate dalle istituzioni. Quella di Opera è risultata essere una grande esperienza democratica di protesta popolare e gli artefici ne hanno solo da vantarsene. Ad opera riecheggia ancora alto il coro: A lavorare, andate a lavorare... rivolto non tanto ai rom quanto ai politici della Giunta Ramazzotti. Per il rogo delle tende si sono già spesi molti dissensi ma se non ci fosse stato... Opera oggi sarebbe ancora una comunità libera?


mercoledì 20 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA: OPERA GAGIA - IN MOLTI DA OPERA

Opera, 20 giugno 2007.
Saranno molti i cittadini che questa sera partiranno da Opera per recarsi allo Spazio Oberdan a vedere la proiezione del film sul presidio di quest’inverno che ha reso possibile l’allontanamento di un campo nomadi, voluto dallo stesso Sindaco operese Alessandro Ramazzotti, dal nostro Paese. L’auspicio è quello di vedere un film montato con onestà intellettuale che denunci il problema dei campi nomadi e del nomadismo quale fenomeno legato alla criminalità comune e che nulla ha a che fare con il razzismo. A Opera, come in tutta Italia, detestiamo chi delinque trovando rifugio nei campi nomadi esattamente come detestiamo stupratori e pedofili. Avere lottato contro un accampamento è stato come se avessimo lottato per smantellare una cellula delle Brigate Rosse composta da cittadini nati e cresciuti nel nostro paese. Siamo stati maltrattati per mesi e non intendiamo esserlo ancora, addirittura tramite un film documentario. Persino il Presidente della Provincia Penati che solo sei mesi fa ha fatto di tutto per imporre a noi l’accampamento oggi si esprime letteralmente contro quel fenomeno che gli italiani detestano da sempre. Sono di ieri gli ultimi due casi di furti negli appartamenti a Opera, paese che si è risvegliato con due famiglie “ripulite” durante il sonno. E nel pomeriggio precedente due arresti, grazie ai carabinieri locali, che oltre ai nomadi hanno recuperato anche alcuni veicoli rubati. Essendone il finanziatore consideriamo Penati responsabile di questo film e lo invitiamo a sospendere la programmata proiezione dello stesso se questo mette in qualche modo i cittadini di Opera in cattiva luce, dipingendoli come nazisti, o anche solo se si fanno riferimenti a pogrom, pulizia etnica o stermini di massa. L’ex Sindaco di Sesto San Giovanni ha speso parole che hanno toccato la gente, poiché dette da un politico che fino a pochi giorni fa proponeva campi nomadi ovunque, e se ora non vuole essere tacciato di falso ideologico e di ipocrisia si impegni a valutare, prima di mostrare pubblicamente, “Opera Gagia” per evitare una reazione negativa della gente, e non solo quella operese. Il primo effetto di un giudizio negativo sul film lo si vedrebbe già questa sera a Milano dove ci saranno molti cittadini operesi e domani, certamente, gli effetti negativi si rifletterebbero sul Consiglio Comunale di Opera, in programma alle 18.30, già considerato a rischio per i temi roventi che dovrà affrontare.

domenica 17 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA: FESTA DI MIRASOLE

Opera, 17 giugno 2007. L'accampamento del Consigliere Fusco, così il Sindaco aveva bollato il secondo gazebo della Lega Nord e dei cittadini del presido di Opera Sicura davanti all'Abbazia di Mirasole, si è tenuto in un clima di serenita e gioia per le famiglie che vi hanno preso parte. Dopo le torte e le tanto deplorate salamelle, che per qualcuno sono sinonimo di ignoranza e grettezza (gli stessi che predicano la droga libera affinchè i propri sostenitori possano bruciarsi le ultime cellule cerebrali), al calare del sole davanti all'abbazia sono rimasti solo gli agenti della Digos preoccupati per le scritte razziste rilevate stamani proprio dove si posiziona il gazebo della Lega. Naturalmente non siamo preoccupati se due stolti imbrattano una strada dandoci dei razzisti e fascisti pur essendo loro, nazisti rossi, a non accettare le diversità di chi la pensa in modo alternativo al loro. Oramai persino Penati, che i rom li voleva mandare a Opera, ha capito che non paga il buonismo gratuito ai danni dei cittadini ed ha riconosciuto che la maggior parte dei crimini sono compiuti dagli stranieri e che i rom non hanno alcun diritto di occupare abusivamente le nostre terre e delinquere a loro piacimento. Ma ad Opera ancora non è così. Qualcuno ancora cerca di combattere il popolo che vuole libertà, giustizia e sicurezza. Cosa ne venga nelle tasche di questi non lo sappiamo ma preferiamo sperare che tutta la sinistra prenda le posizioni di Penati, seppure opportunistiche visto che il voto è prossimo a venire anche per la provincia, in modo tale che il vento cambi ed il cittadino torni ad essere un soggetto con dei diritti e non solo un oggetto con dei doveri. Tornando alla festa, gli organizzatori, hanno apprezzato l'affluenza di persone che ha potuto gustare i piatti preparati dai cittadini stessi ed il gran numero di persone che hanno sottoscritto una petizione contro il decreto Amato Ferrero sull'immigrazione. L'occasione è servita anche per portare i cittadini a conoscenza di quanto accade ad Opera ultimamente, dagli sgomberi di rom che il Sindaco nega all'ispezione ministeriale che sempre secondo il primo cittadino sarebbe un invenzione di Fusco. Intanto il Ministero delle Finanze, finita l'indagine che ha prodotto una corposa lista di irregolarità con tanto di richiesta di recupero dei soldi spesi male per un importo di mezzo milione di euro, attende proprio risposta da Ramazzotti alle "balle di Fusco". Tutti i volantini diffusi riportavano i siti internet dove sono reperibili le notizie su opera dal http://www.operasicura.blogspot.com/ a quello sulle gaffe della sinistra che prende il nome del loro gruppo consiliare http://www.democraticiperopera.blogspot.com/ passando dai siti del gruppo consiliare e della sezione del carroccio per finire con quello del Presidio di Opera. Tutti comunque raggiungibili da quello del Comitato Opera Sicura.

lunedì 11 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA: SAN DONATO, VINCE LA VOGLIA DI SICUREZZA

Opera, 11 giugno 2007
Opera Sicura, che da oltre un mese si batte con i poaschesi nell'impari lotta ai campi nomadi, accoglie con soddisfazione il risultato elettorale del Comune di San Donato Milanese. Da oggi Mario Dompè, del centrodestra, è il nuovo Sindaco della cittadina che confina con Opera ed ha al suo interno la travagliata frazione di Poasco dove decine di campi nomadi assediano i cittadini al punto dall'aver reso necessarie le ronde dei residenti. La Casa delle Libertà ha vinto le elezioni grazie all'apparentamento al secondo turno della Lega Nord che, in cambio, ha ricevuto l'assicurazione di poter gestire l'Assessorato alla Sicurezza con delega alla Polizia Locale e due consiglieri comunali. Il risultato netto 53.97 contro 46.03 la dice lunga sulla necessità di garanzie che i cittadini sandonatesi non possono tornare a chiedere una seconda volta al Sindaco uscente, di centrosinistra, Achille Taverniti che in questi anni non ha amministrato certamente bene San Donato, visto che neppure nel capoluogo lo hanno votato, ed è riuscito a fare molto peggio nella frazione dimenticata tra i campi nomadi di Chiaravalle. Adesso, con l'aiuto del neoassessore Simona Gargani del Carroccio e dei consiglieri comunali leghisti Alessandro Vigorelli e Vincenzo Di Gregorio, il fenomeno dell'illegalità sarà fortemente contrastato a San Donato con particolare riferimento alla situazione di Poasco, località a confine con Opera, che soffre delle incursioni dei rom abusivi. Oggi anche Opera si sente un pò più sicura.

mercoledì 6 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA: MAI VISTO BUGIARDI PEGGIORI

Allarme nomadi a Opera? È una bufala. Tratto da www.comune.opera.mi.it
Opera (5 giugno 2007) – Nessun allarme Rom a Opera. Le notizie diffuse dal consigliere comunale della Lega sono prive di fondamento. "È ora di smetterla – dice il sindaco, Alessandro Ramazzotti – perché non si può speculare sulle paure della gente, inventando emergenze inesistenti. Probabilmente l'esponente della Lega non riesce a liberarsi da quel briciolo di notorietà che aveva conquistato all'inizio dell'anno, quando affrontammo, insieme al Comune di Milano e alla Caritas, un'emergenza umanitaria. Il territorio è costantemente presidiato dalle Forze dell'Ordine e dalla Polizia locale, in stretto contatto con l'Amministrazione comunale che, laddove occorre intervenire non ha esitazioni affinché venga assicurata la legalità. È necessaria sicuramente maggiore responsabilità, perché lo chiedono i cittadini soprattutto a coloro che ricoprono incarichi istituzionali all'interno del massimo organo rappresentativo del Comune". Infatti, l'ultimo sgombro eseguito da Carabinieri e Polizia locale si è verificato la scorsa settimana. Ieri sera, verso le 21.30, solo una segnalazione perché qualche roulotte si era posizionata nella zona industriale, vicino al Centro raccolta rifiuti. Alle 7 del mattino, come ha verificato una pattuglia della Polizia locale, non c'era già più nessuno.
Ufficio stampa Comune di Opera
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CAPITO? SECONDO IL SINDACO DI OPERA ALESSANDRO RAMAZZOTTI GLI ZINGARI L'ALTRA SERA NON C'ERANO IN QUANTO, ALLE 7 DEL MATTINO, LA POLIZIA LOCALE NON LI HA TROVATI!!! PECCATO CHE DALLE 2O.30 ALLE 24 SIAMO STATI NOI A CHIAMARE DECINE DI VOLTE I CARABINIERI PRESIDIANDO LA ZONA FINO A FARGLI SGOMBERARE L'AREA. LA POLIZIA LOCALE NON E' USCITA POICHE' SECONDO IL COMANDANTE DELLA STESSA NON SI TRATTAVA DI EMERGENZA E QUINDI NON SI DOVEVANO DISTURBARE GLI AGENTI CHE PRENDONO I SOLDI PER LA REPERIBILITA'. SI VERGOGNI IL SINDACO PER LE SUE ACCUSE E RITRATTI IMMEDIATAMENTE LE SUE INFAMIE NEI CONFRONTI DI CHI SI ADOPERA NELL'ESCLUSIVO INTERESSE DELLA CITTADINANZA. INFINE, NON BASTASSE QUESTO, PROPRIO LA MATTINA DEL 5 SI SONO ACCAMPATI ALTRI ROM DIETRO LA CASCINA MARISA, RAMAZZOTTI NEPPURE LO HA SAPUTO EVIDENTEMENTE, IN UN TERRENO A CONFINE TRA LOCATE ED OPERA ED IL NOSTRO COMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE HA RITENUTO DI NON DOVERE INTERVENIRE IN QUANTO QUELL'AREA NON ERA CHIARO DI CHI FOSSE. SU NOSTRA SOLLECITAZIONE SONO COMUNQUE INTERVENUTI GLI AGENTI DI LOCATE ED I CARABINIERI DI CORSICO VISTO CHE NEPPURE I CARABINIERI DI OPERA SONO VOLUTI INTERVENIRE IN QUANTO FUORI GIURISDIZIONE (ma se anche fosse, di quanti metri?!). AD ONORE DEL VERO DUE AGENTI DI POLIZIA LOCALE DI OPERA SONO ENTRATI NEL CAMPO SU NOSTRA RICHIESTA (ci auguriamo non perdano il posto per questo) ED HANNO ANCHE LORO CONTRIBUITO A TENERE SOTTO PRESSIONE I NOMADI CHE HANNO PRESTO ABBANDONATO L'AREA VISTO LA QUANTITA' DI TUTORI DELL'ORDINE CHE LI ANDAVA A "DISTURBARE". MA QUESTE COSE RAMAZZOTTI NON LE SA, LUI LA SERA DORME TRANQUILLO A CASA (forse teme anche i suoi concittadini adesso che non ha più la scorta) E DI GIORNO NON SIAMO SICURI CHE SIA TROPPO SVEGLIO.

martedì 5 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA: ROM A OPERA, SECONDO SGOMBERO IN POCHE ORE

Opera, 5 giugno 2007.
Dopo l’intervento di ieri sera, nella frazione operese del Dosso Cavallino, questa mattina a cinquecento metri di distanza in un terreno a confine tra Opera e Locate di Triulzi c’è stato l’ennesimo sgombero. La Polizia Locale di Locate, quella di Opera ed i Carabinieri di Corsico sono intervenuti per risolvere la questione sotto il controllo dei cittadini di Opera Sicura che continua la sua azione di controllo del territorio e segnalazione di fatti illeciti. I rom di stamattina erano una trentina ed in poche ore si sono allontanati dal paese dirigendosi verso Milano. I Carabinieri di Opera ancora una volta non sono intervenuti per una questione di competenze mentre la Polizia Locale operese, una pattuglia di due agenti, si è diligentemente recata sul posto intimando anch’essa ai nomadi di allontanarsi. Purtroppo il Comandante operese ne aveva invece fatto anche lui una questione di competenze come se allontanare un campo rom posto a dieci metri dal confine cittadino non fosse un’azione di pubblica sicurezza da svolgere nell’interesse dei propri “protetti”. Dobbiamo sottolineare l’inutilità di una caserma dei Carabinieri che non interviene sul territorio, nonostante siamo certi delle professionalità che questa esprime, e di una Polizia Locale frenata da un Comandante evidentemente poco “interventista”. Ogni nostra critica speriamo sia letta in chiave costruttiva al fine di costruire una rete di forze dell’ordine che intervengano a tutelare i bisogni dei cittadini quando questi ne facciano richiesta.

COMUNICATO STAMPA: ROM, ANCORA UNO SGOMBERO A OPERA

Opera, 5 giugno 2007.
Ieri sera al Dosso Cavallino c'è stato l'ennesimo sgombero di rom da Opera. L'intervento dei carabinieri di Corsico c'è stato su richiesta del Consigliere Ettore Fusco che, su segnalazione di alcuni cittadini preoccupati, ha subito avvisato le forze dell'ordine della situazione di disagio che si stava venendo a creare per questo campo che andava crescendo in una zona piuttosto isolata e nascosta della città a ridosso delle industrie. A mezzanotte, tre ore dopo la prima chiamata ai carabinieri e dopo il secondo intervento, si è finalmente giunti all'allontanamento dal territorio comunale di circa sessanta persone tra adulti e bambini che si erano stabiliti in un campo accanto alla discarica. Opera Sicura ha raggiunto il suo obiettivo di rappresentare l'esigenza di sicurezza dei cittadini ma è indignata per come le forze dell'ordine preposte alla pubblica sicurezza agiscano. Ieri sera prima delle 21 si trovava il numero di telefono della Polizia Locale occupato e dopo tale ora, cessato il servizio dei vigili, ovviamente libero ma senza risposta. La caserma dei Carabinieri di Opera ha inoltrato la richiesta del Consigliere Fusco ai colleghi di Corsico che sono intervenuti dopo ben un ora poichè più volte richiamati dal capogruppo della Lega sempre qualificandosi. Dopo un primo sgombero la pattuglia si è allontanata e sono dovuti restare i cittadini di Opera Sicura a vigilare sui rom che, infatti, hanno insediato il loro campo a cento metri di distanza e la trafila di sollecito ai carabinieri ha ripreso fino ad ottenere lo sgombero definitivo a mezzanotte. Tre ore dopo le prime richieste di intervento e solo grazie ai cittadini che vigilano sul territorio e non mollano pur sapendo di essere abbandonati dalle istituzioni nella lotta per la legalità ad Opera è tornata la tranquillità. Opera Sicura denuncia l'incresciosa trafila che ha dovuto seguire per fare intervenire i carabinieri di Corsico ed il tempo impiegato per un operazione che doveva svolgersi in massimo trenta minuti e non tre ore. La caserma dei Carabinieri di Opera non interviene dopo una certa ora e questo è già vergognoso in un centro di quasi quindicimila abitanti che ambisce a divenire città e, in modo deplorevole, non interviene la Polizia Locale neppure su richiesta del Comandante dei Carabinieri.
Il Dott. De Tommaso, infatti, comandante della Polizia Locale di Opera non ha ritenuto emergenza un intervento a tutela degli operesi consistente nello sgomberare dei nomadi appena insediatisi. Gli agenti di Polizia Locale percepiscono un'indennità di reperibilità e devono intervenire all'occorrenza mentre, secondo il Comandante De Tommaso, in questo caso non si trattava di una emergenza. Carabinieri e Polizia di Stato si sono indignati, quanto noi, di un simile atteggiamento ostruzionistico che può portare ad insediamenti stabili sul territorio qualora non si intervenga tempestivamente allontanando gli abusivi. Mentre vi scrivo mi è giunta notizia che nel Comune di Locate di Triulzi a confine con quello di Opera vi è un nuovo insediamento di nomadi. Provvediamo subito a verificare ed informare le forze dell'ordine attendendone l'intervento.

lunedì 4 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA: PRESIDIO DI OPERA A MIRASOLE

Opera, 4 giugno 2007
Il presidio di ieri pomeriggio, domenica 3 giugno, all'Abbazia di Mirasole ha dimostrato la coerenza e costanza dei cittadini di Opera che non hanno lottato invano quest'inverno contro la decisione di insediare un campo rom all'ingresso del paese. Alcune centinaia di operesi, con l'Assessore regionale Davide Boni della Lega Nord, si sono alternati al gazebo organizzato da Opera Sicura per dimostare che se non vi fosse stato il richesto sgombero della cascina Mirasole di Opera, occupata dai rom, proprio da ieri pomeriggio sarebbe ripartito un presidio di ventiquattro ore al giorno. La giornata di ieri è trascorsa come le giornate di presidio all'area circense quando si fecero sgomberare i rom di Via Marcora, voluti dal Sindaco Alessandro Ramazzotti e dal Parroco Don Renato (ribattezzato dagli operesi Rom Renato), con l'unica differenza delle zanzare a pungere i presidianti al posto dei bidoni con il fuoco per scaldarsi. Il pomeriggio è trascorso sereno tra salamelle, torte, spumanti e bibite che, insieme ai bambini festosi, hanno allietato anche la vita dell'Abbazia di Mirasole purtroppo non valorizzata dal Comune di Opera né, tanto meno, dall'Ospedale Maggiore che ne è proprietario. A tarda serata, dopo aver ammirato i fuochi d'artificio per la chiusura del maggio operese, anche gli ultimi presidianti hanno lasciato la postazione dopo avere assistito ad un preoccupante fenomeno di passaggio di persone "equivoche" che giungevano fino all'ingresso dell'abbazia e giravano l'auto dopo avere controllato cosa accadeva. Fatta una breve indagine si è saputo che l'area è utilizzata la sera da trafficanti e spacciatori di droga che mediante una stradina che conduce alla tangenziale si fanno consegnare la droga dai corrieri e poi la smistano nell'angolo più buio di Opera, l'Abbazia di Mirasole e la pista ciclabile. Naturalmente speriamo che alla luce di questo le forze dell'ordine intervengano per porre fine a questo fenomeno e l'amministrazione si attivi affinchè quell'area sia illuminata e messa in sicurezza. Siamo oltremodo esterrefatti di quanto accade in quella zona poichè a pochi metri di distanza vi è una telecamera posta dal Comune e quindi questi traffici dovrebbero già essere stati notati e debellati, o almeno denunciati, dalla Polizia Locale.

venerdì 1 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA: FESTA DI MIRASOLE / PRESIDIO DI OPERA

Opera, 1 giugno 2007
Salvo maltempo il Presidio di Opera si ritrova Domenica 3 giugno dalle ore 16 fino a tarda sera davanti all’Abbazia di Mirasole al confine tra Opera e Rozzano a cinquecento metri da dove il Sindaco Ramazzotti cercò di insediare, senza successo, una tribù rom sei mesi fa.
I presidianti di allora, che vinsero la lotta per il rispetto della legalità in paese, hanno vinto un’altra battaglia contro i rom riuscendo a fare allontanare dalla Cascina Mirasole gli occupanti abusivi della stessa.
Opera Sicura per ottenere l’intervento risolutorio ha annunciato nei giorni scorsi il ripristino del famigerato Presidio di Opera, a partire proprio da domenica 3 giugno, se entro sabato 2 non si fosse provveduto allo sgombero.
Le istituzioni hanno ascoltato i cittadini e con due giorni di anticipo rispetto alla richiesta dei cittadini operesi hanno provveduto ad intervenire allontanando la quindicina di abusivi presenti nell’area.
“Siamo ancora preoccupati che ce ne possano essere altri a gravitare intorno a questa struttura poiché li vediamo in paese ed il presidio di domenica, servito a sollecitare lo sgombero, lo abbiamo trasformato in una giornata di festa nell’angolo più suggestivo del nostro splendido comune con la meravigliosa cornice dell’Abbazia di Mirasole e della campagna lombarda a fare da contorno. Naturalmente siamo vigili ed organizzati a trasmetterci eventuali presenze, che poi segnaliamo alle autorità, e dobbiamo riconoscere come, ultimamente, istituzioni e forze dell’ordine intervengano con solerzia negli sgomberi come hanno dimostrato in Via Ripamonti, il confine nord con Milano, al Dosso Cavallino, il confine sud con Pieve Emanuele ed adesso a Mirasole, il confine ovest di Opera con Rozzano.

mercoledì 30 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: SGOMBERO ALLA CASCINA MIRASOLE DI OPERA

Opera, 30 maggio 2007
Siamo sempre più positivamente colpiti dall’efficienza delle istituzioni che quando vogliono agiscono tempestivamente sul territorio ed ascoltano i cittadini e chi li rappresenta.
Dopo avere segnalato al Prefetto Gian Valerio Lombardi ed al Questore Vincenzo Indolfi che la presenza di rom nella Cascina Mirasole cominciava a destare preoccupazioni e che avremmo atteso fino a Sabato 2 giugno l’intervento delle istituzioni dopo di ché avremmo provveduto a dissotterrare l’ascia di guerra ed a ripristinare il Presidio di Opera di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi, oggi, con piena soddisfazione di Opera Sicura e dei cittadini operesi tutti, vi è stato il richiesto sgombero ed i rom sono stati ancora una volta allontanati da Opera.
Ringraziamo ancora una volta le istituzioni, dopo il tempestivo sgombero su nostro appello del campo di Via Ripamonti vicino a Noverasco, per avere dato ascolto agli operesi ed al Comitato Opera Sicura costituitosi appositamente per vigilare sul rispetto della legalità ed il mantenimento di un livello di sicurezza adeguato al nostro paese.
Non possiamo però non sottolineare come sia dovuto intervenire il Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco per ottenere un diritto basilare quale la tutela della sicurezza mentre il Sindaco di centrosinistra, Alessandro Ramazzotti, ha lasciato che la situazione degenerasse per mesi fino a rischiare di trovarsi dinanzi ad un campo impossibile da gestire.
Il previsto presidio programmato per domenica 3 giugno dalle ore 16 diviene quindi un momento di aggregazione che cesserà nel tardo pomeriggio per non riprendere, in un secondo momento, qualora sarà accertata l’assenza definitiva di nomadi sul territorio.
Il nostro impegno prosegue nel sollecitare altrettanta efficienza riguardo i campi di Poasco e Chiaravalle dove la situazione si fa sempre più insostenibile per i cittadini del sud Milano.

martedì 29 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: ELEZIONI A PIEVE EMANUELE E SAN DONATO M.se LA SICUREZZA VINCE

Opera, 29 maggio 2007
Nei comuni vicini ad Opera che andavano al voto si è assistito ad una vera e propria vittoria della legalità. I cittadini hanno espresso un voto determinato a favore di chi ha garantito, o ha promesso di farlo, maggiore sicurezza ed un fermo no ai campi nomadi. Così a Pieve Emanuele ha vinto al primo turno Rocco Pinto, dopo oltre sessanta anni di centrosinistra, che nei giorni scorsi ha preso delle rigide posizioni contro i nomadi. Rocco Pinto, il nuovo sindaco della Cdl, sollecitato da Opera Sicura e dalla Lega Nord pievese ha precisato nei giorni scorsi la sua rigida posizione di contrarietà ai campi nomadi. I cittadini lo hanno premiato anche per questo e lo stesso è accaduto a Poasco, frazione di San Donato milanese dove il giovane Alessandro Vigorelli ha raccolto il massimo dei consensi candidandosi con la Lega Nord, nella lista di Simona Gargani, che ha raddoppiato i propri voti rispetto alle ultime amministrative. In quel di Poasco, dove il problema rom è tanto sentito da avere costretto i cittadini ad un presidio fisso ed al controllo in proprio del territorio, il movimento di Bossi ha fatto il pieno di voti giungendo ad accattivarsi i consensi del 20% dell'elettorato. Opera Sicura guarda con attenzione a questi risultati ed invita i sandonatesi, che si recheranno nuovamente alle urne per il ballottaggio di domenica 10 giugno, a votare per il Candidato Sindaco della Cdl Mario Dompè solo se questo appoggerà la richiesta di sicurezza dei cittadini poaschesi. A poasco ci aspettiamo fatti e non parole ed il candidato Dompè, se vuole che i voti dei manifestanti che hanno trovato un aiuto solo nella Lega Nord giungano a lui nel ballottaggio, deve fare qualcosa di concreto per risolvere la questione nomadi e fare vivere tranquilli i cittadini. Naturalmente lo aspettiamo al presidio con almeno una promessa: che il controllo aumenterà soprattutto in previsione dell'esodo estivo. A lui come agli altri politici diciamo: "fatti, non parole!".

lunedì 28 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: ROM ALL’ABBAZIA DI MIRASOLE E SGOMBERO AL DOSSO CAVALLINO

Opera, 28 maggio 2007
Opera Sicura chiede l’intervento del Prefetto e del Questore di Milano per evitare tensioni all’interno del paese dopo quello che si è vissuto nei mesi scorsi a causa dell’incauta valutazione del Sindaco Ramazzotti di voler insediare un campo nomadi nel centro abitato.
Ieri mattina c’è stato il pronto intervento della Polizia Locale che ha allontanato una carovana di Rom in sosta da sabato sera in una strada del Dosso Cavallino. L’intervento è stato sollecitato dalla cittadinanza e la Polizia Locale si è recata sul posto su segnalazione dei Carabinieri della locale caserma cittadina.
Opera Sicura, vigile sul territorio, si è recata sul posto durante lo sgombero per verificare che tutto procedesse nel migliore dei modi e che i rom non si limitassero a spostarsi senza però abbandonare Opera. In pochi minuti i nomadi hanno lasciato il paese.
Adesso però c’è un emergenza che sono alcuni giorni che segnaliamo e pretendiamo che le Istituzioni si attivino affinché sia ripristinata la legalità. Quella legalità che non vogliamo siano, ancora una volta, i cittadini a doversi cercare.
Il Prefetto Gian Valerio Lombardi ed il Questore Vincenzo Indolfi sono persone che hanno conquistato il nostro rispetto dimostrandoci di essere dalla parte del cittadino e siamo certi che interverranno, entro pochi giorni, per ripristinare la legalità nell’area dell’Abbazia di Mirasole dove, da settimane all’interno della cascina abbandonata, la presenza di rom aumenta quotidianamente.
L’auspicio di Opera Sicura è quello che Prefetto e Questura intervengano, entro sabato 2 giugno, disponendo l’allontanamento degli occupanti abusivi dalla struttura fatiscente che affaccia sulla strada che collega Opera a Rozzano, da cui parte la pista ciclabile di Opera e che rappresenta la nostra unica attrattiva turistica, l’Abbazia di Mirasole.
Abbazia vanto di Opera che, da quando è stato cambiato il gonfalone della Provincia di Milano, è divenuta patrimonio di tutta l’area metropolitana divenendo protagonista, con il suo sole stilizzato, all’interno dello stemma provinciale.
Se il 2 giugno nulla sarà cambiato i cittadini di Opera torneranno in piazza a protestare contro l’illegalità diffusa e l’assenza delle istituzioni. Naturalmente questo non vogliamo che accada e confidiamo nel pronto intervento sollecitato e nell’intimazione, alla proprietà dell’area, di una messa in sicurezza della struttura oppure nella sua demolizione.

giovedì 24 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: SGOMBERO VIA RIPAMONTI - OPERA SICURA RINGRAZIA

Opera, 24 maggio 2007
La cittadinanza operese ringrazia per il tempestivo intervento della Polizia che ha provveduto ad allontanare i rom che avevano occupato un’area di Via Ripamonti nel comune di Milano quasi a ridosso del confine con Opera.
Siamo soddisfatti dell’operato del Prefetto e della Questura che hanno prontamente accolto le nostre richieste di sgombero di quell’area che avrebbe creato gravi disagi ad Opera a causa della vicinanza al centro abitato di Noverasco ed all’invasione che ci sarebbe stata sui mezzi pubblici che collegano Opera a Milano e che sono utilizzati soprattutto dagli studenti che si recano nella metropoli a studiare già dopo le scuole medie.
Questa stessa determinazione deve portare allo sgombero di tutte le altre aree occupate abusivamente dai nomadi nel sud Milano ed altrettanto vigore deve essere profuso per sgominare questo fenomeno abusivo di impadronirsi di spazi in disuso per creare accampamenti irregolari.
Opera Sicura elogia pubblicamente l’operato del Prefetto Dott. Gian Valerio Lombardi e del Questore Dott. Vincenzo Indolfi in quanto oggi, ad Opera e Milano, si avverte un inversione di rotta per questo repentino intervento che ha sollevato, in particolare, i cittadini operesi da un altro impegnativo compito di dover fronteggiare da soli l’emergenza rom con un altro estenuante presidio.

mercoledì 23 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: ANCORA NOMADI VICINO A OPERA E POASCO

Opera, 23 maggio 2007
Un'altra comunità di rom si è stanziata vicino al nostro paese. In Via Ripamonti, a metà strada tra l'Istituto Europeo di Oncologia ed Opera, è infatti giunta una carovana di roulottes che si sono insediate all'interno dell'area dove per almeno un decennio, fino a quando è stata demolita una vecchia cascina, hanno bivaccato altri abusivi. La comunità di Noverasco, frazione di Opera che confina con Milano, è preoccupata per questa presenza che se non immediatamente rimossa porterà conseguenze spiacevoli all'intero paese ed a tutta la zona del sud Milano. A partire dai mezzi pubblici che saranno utilizzati dai nomadi per spostarsi su Milano o su Opera, ovviamente senza biglietto, che sono gli stessi che utilizzano i nostri ragazzi per andare a scuola a Milano e gli adulti per recarsi al lavoro o per usufruire di tutti quei servizi per cui dipendiamo dalla metropoli. Un altro campo in quell'area è uno schiaffo alla comunità operese che ha appena dovuto combattere aspramente per farne rimuovere uno che l'Amministrazione aveva insediato in centro paese ed è un aggravio della già precaria situazione di insicurezza diffusa in tutto il sud Milano. Non possiamo tollerare simili soluzioni da parte di chi li lascia insediare ed auspichiamo un rapido intervento del Prefetto Lombardi, che stimiamo e conosciamo come uomo vicino ai cittadini, che siamo certi vorrà evitare che l'insediamento abusivo diventi permanente come siamo certi che vorrà intervenire al fine di evitare un altro insediamento, sempre ad Opera, davanti all'Abbazia di Mirasole dove cominciano a farsi frequenti le presenze dei nomadi.
La situazione di Poasco intanto si fa sempre più complessa così come l'intolleranza mostrata dalle forze dell'ordine nei confronti degli inermi cittadini che si prendono la briga di passeggiare per il paese al fine di monitorare il proprio territorio divenuto terra di conquista per i rom dei quattordici campi della zona che non perdono giorno senza visitare scuole, bar o abitazioni. Stanotte vittima della prepotenza dei tutori dell'ordine è stato il Consigliere Comunale di Opera Ettore Fusco che insieme ad un gruppo di poaschesi si trovava vicino al sottopasso tra Poasco e Sesto Ulteriano a poche centinaia di metri dal confine con Opera. I Carabinieri in borghese, giunti con fare minaccioso, lo hanno subito preso di mira rilevando, senza qualificarsi e con una certa prepotenza ed arroganza, come la presenza dello stesso non fosse opportuna né giustificata sul luogo. Uno dei due, che ha poi vantato il suo grado nell'Arma per sottolineare come la sua parola contasse più di quella dei cittadini, ha tirato in ballo la vicenda del campo di Opera bruciato, prima che ne fosse finito l'allestimento, quasi a voler incolpare qualcuno dei presenti del dolo su cui stanno indagando gli investigatori e di cui, Ettore Fusco, non è certo accusato. Non c'è stato bisogno che Fusco si qualificasse per divenire bersaglio di ingiurie, ad onor del vero generalizzate, sui politici da parte del secondo militare persino più alto in grado. Tali ingiurie però un graduato dei carabinieri dovrebbe provare a rivolgerle a quei politici che producuno leggi ingiuste per i cittadini e che premiano delinquenti e clandestini; non invece a chi perde giorni e notti per difendere la propria terra, senza ricavarne un centesimo, e contribuendo suo malgrado proprio a pagare lo stipendio a questi tutori dell'ordine. Anche per i cittadini poaschesi che hanno provato a calmare gli animi degli agenti c'è stato un netto rifiuto al dialogo ed un invito, con fare minaccioso, ad andare a discuterne eventualmente in caserma. Dell'accaduto si provvede ad informare la Stazione dei Carabinieri di Opera e la Questura di Milano sperando che questo non debba ripetersi e che lo stesso zelo sia utilizzato nel perseguire chi delinque.

lunedì 21 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: NOTTE DI TENSIONE A POASCO E CHIARAVALLE

Opera, 21 maggio 2007
Ancora una volta gli zingari l’hanno fatta franca a Poasco. Quattro a piedi ed altri a bordo di due macchine hanno tentato di assediare il paese come oramai accade quasi tutte le notti. E’ accaduto nottetempo a Poasco quando una vettura, poi risultata rubata, è giunta a gran velocità nel parcheggio del campo sportivo con a bordo quattro ragazzi di cui almeno un paio poco più che bambini. I quattro sono scesi dall’auto e si sono avvicinati alla pensilina della fermata dell’autobus quando, quattro cittadini li presenti, si sono subito precipitati a vedere cosa volevano fare dato che la sera prima, altri nomadi, avevano messo a ferro e fuoco la stessa zona lasciando gli attrezzi del mestiere ed alcune bici, che non avevano potuto recuperare, a causa della fuga precipitosa dovuta all’intervento dei residenti e dei carabinieri.
Stanotte i quattro nomadi, messi in fuga dai presidianti, si sono divisi in due gruppi e si sono dileguati, due attraversando i campi ed altri due scavalcando un cancello e passando dai cortili mentre venivano inseguiti dai cittadini esasperati.
Alle due di notte sembrava mezzogiorno con moltissimi poaschesi affacciati alle finestre ed ai balconi a dare indicazioni sulla direzione presa dai fuggiaschi. Purtroppo però non sono stati affidati alla giustizia e le due pattuglie dei carabinieri che hanno partecipato agli inseguimenti attraverso le vie cittadine non hanno potuto fare altro che fermare altre due macchine con persone sospette a bordo ma di cui non sappiamo nulla di più.
Avendo assistito a quanto oggetto del presente comunicato siamo estremamente certi di quel che vi raccontiamo e nessun comunicato della Prefettura, del Sindaco o delle Forze dell’Ordine potrà smentire quanto accaduto.
La gravità della vicenda è legata alla ripetitività di eventi simili con cadenza giornaliera. I poaschesi sono esasperati e come loro anche gli altri abitanti delle zone limitrofe.
Ieri sera infatti al presidio di Chiaravalle c’erano i nomadi che dal loro campo osservavano con fare intimidatorio i milanesi raccolti in protesta ed, all’intervento della Polizia, su richiesta dei cittadini i rom del campo si sono limitati ad indietreggiare ed a lanciare insulti da sopra le baracche.
In segno di spregio verso la cittadinanza i rom hanno appiccato un grande fuoco vicino al campo che, sempre su richiesta dei cittadini, la Polizia è prontamente intervenuta affinché lo spegnessero.
L’esasperazione dei lombardi è arrivata ad un punto tale da rendere imprevedibile il comportamento dei tranquilli cittadini che si sentono impotenti e non tutelati dalle Forze dell’Ordine che, dal canto loro, non possono fare altro che rispettare gli ordini. E gli ordini sono sempre gli stessi: non fare nulla. E intanto nessuno vigila per la nostra sicurezza.
Opera Sicura con i cittadini del sud Milano è preoccupata per la crescente criminalità legata ai campi nomadi e sollecita per l’ennesima volta l’intervento del Prefetto affinché faccia rispettare le leggi dello Stato anche in Lombardia facendo sgombrare immediatamente tutti i campi nomadi.

sabato 19 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: IN CONSIGLIO COMUNALE ANCORA MINACCE ALLA LEGA

Opera, 19 maggio 2007
Un’altra prova di quanto sia debole in questo momento il Sindaco di Opera Alessandro Ramazzotti è giunta ieri sera in occasione del Consiglio Comunale quando, per l’ennesima volta, ha evitato di relazionare ai consiglieri comunali il contenuto della relazione ministeriale che, attraverso i suoi ispettori, ha contestato all’Ente gestito da Ramazzotti, il Sindaco famoso per avere voluto il campo nomadi nel suo paese, decine di irregolarità legate a costi per le consulenze esterne, gratifiche non dovute, doppie indennità, assunzioni irregolari come quella della moglie di un Assessore, ed altro ancora.
Il Sindaco in aula, dopo i comunicati dei giorni scorsi, ha insistito sulla volontà di querelare il Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco che, dal giorno in cui è andato in fumo il sogno di Ramazzotti di ospitare il campo nomadi, è diventato il bersaglio delle frustrazioni di un’Amministrazione divenuta impopolare e sgradita alla cittadinanza strettasi, invece, attorno al Consigliere che guidò proprio la protesta che ha fatto perdere la testa ed i consensi alla Giunta di centrosinistra.
Fusco è accusato dal Sindaco di avere usato termini come “appropriazione indebita” e quindi il primo cittadino si è sentito accusato di avere rubato, come ha riferito al consiglio.
Il Consigliere della Lega dal canto suo si difende con una tranquillità data dalla certezza di essere nel giusto. “Seppure avessi parlato di appropriazione indebita, come dice Ramazzotti, e sicuramente non di ladri o sindaci che rubano, non avrei fatto altro che riassumere una relazione degli ispettori ministeriali che chiedono all’Ente di recuperare oltre mezzo milione di euro finito nelle tasche di dipendenti, consulenti esterni ed altri cui - indebitamente - sono state versate quelle somme. Altrimenti non ci sarebbe stata la richiesta di recuperare quelle somme e restituirle ai cittadini.
Da qui a parlare di diffamazione ce ne passa. Ramazzotti se la prenda con il Ministero delle Finanze e con il lavoro dei suoi ispettori. La Lega Nord ha fatto semplicemente quello che il Sindaco non ama fare, informare i cittadini esponendo fatti veri”.
Sempre ieri sera il Sindaco ha dovuto rispondere dei manifesti con cui fece tappezzare il paese nei giorni in cui sperava di convincere gli operesi a passare dalla sua parte gettando discredito su chi manifestava contro il campo nomadi. “Sono stati spesi diversi milioni di lire per far tappezzare il paese ed oggi ci sentiamo dire che non sono stati compiuti abusi. Eppure hanno riconosciuto che una parte di quei manifesti furono rimossi perché fuori dagli spazi. Persino il Segretario Generale Dottor Mascara non ha avuto il buon gusto di discolparsi quando gli è stato chiesto come mai voleva far rimuovere gli striscioni dei presidianti con la scusa che erano abusivi mentre mai si è posto il problema dei manifesti del Sindaco affissi veramente in ogni angolo del paese”.

venerdì 18 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: POASCO / PREFETTO

Opera, 18 maggio 2007
Opera Sicura giudica negativamente il risultato dell’incontro in Prefettura tra alcuni rappresentanti dei cittadini poaschesi ed il portavoce del Prefetto Lombardi.
Il Dott. Saccone, responsabile dell’ufficio di gabinetto del Prefetto, ha ricevuto i cittadini evitando quindi che questi esponessero i propri problemi e le legittime aspettative direttamente al Dott. Lombardi. Quindi l’interlocutore non ha certo potuto fare altro che concordare di risentirsi telefonicamente con i cittadini poaschesi entro una settimana per verificare se vi saranno stati dei miglioramenti nei disservizi e nella riduzione delle fonti di insicurezza lamentati dai cittadini presenti all’incontro.
Da uno dei rappresentanti dei cittadini c’è anche stata data garanzia che le forze dell’ordine avrebbero controllato i documenti dei forestieri che passano da Poasco e non dei cittadini, oramai noti agli agenti, che per sentirsi più tranquilli passeggiano di notte per le vie cittadine. Invece anche stanotte abbiamo assistito al fermo con richiesta di documenti, per l’ennesima volta, a scopo intimidatorio nei confronti di onesti cittadini che perdono importanti ore di sonno o da dedicare alla propria famiglia per essere umiliati da rappresentanti delle forze dell’ordine che, seppure eseguono ordini, non si può certo dire che così facendo svolgano il proprio dovere. Lo Stato dovrebbe ricordarsi che siamo noi a mantenerlo e che gli stipendi, dal Presidente della Repubblica all’Operatore Ecologico, li pagano anche i cittadini di Poasco.
Auspicando l’immediato intervento del Prefetto di Milano Dott. Lombardi, dimostratosi sempre attento alle questioni di rispetto della legalità, manteniamo alto il livello di guardia tanto a Poasco quanto nelle altre zone vicine al nostro comune. La sicurezza della nostra terra parte dalla tutela della legalità nei nostri comuni ed il Prefetto ha mostrato, già con il suo interesse per la vicenda di Opera, di voler tutelare i bisogni dei cittadini mettendoli in primo piano rispetto a quelli di chi vive nell’illegalità.
Speriamo solo che per Poasco oggi, per Chiaravalle, Sesto Ulteriano e Milano molto presto, faccia altrettanto.

mercoledì 16 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: CAMPO NOMADI A PIEVE

Apprendiamo da un giornale locale, il “Sì o No”, circa una preoccupante dichiarazione rilasciata dal candidato alla carica di Sindaco per il Comune di Pieve Emanuele, città confinante con Opera, Rocco Pinto della lista civica Coraggio appoggiata dai partiti della Casa delle Libertà, dalla Democrazia Cristiana e dalla Lista De Gregorio.
Il Sindaco di strada, così si definisce, parlando di sicurezza dice: “Per quanto riguarda i nomadi, noi siamo per l’accoglienza, ma solo se loro accettano le regole di chi li ospita e se non fomentano la criminalità.”
Siamo esterrefatti e preoccupati, in quanto confinanti con il Comune che Pinto potrebbe amministrare da qui a poco, che vi siano ancora sindaci della zona che possano rischiare di prendersi in carico ghetti abusivi. Se il candidato Rocco Pinto, quando parla di “accettare le regole e non fomentare la criminalità” si riferisce al famoso Patto di Legalità che le istituzioni fanno sottoscrivere ai nomadi in cambio dell’ospitalità ma che poi, ovviamente, disattendono beffando soprattutto i cittadini, noi con gran forza invitiamo i pievesi a fare quello che faremmo noi di Opera Sicura, non votare chi fa simili proposte.
Il panorama pievese è preoccupante, per noi confinanti, in quanto gli altri due candidati sindaco sono diverse facce della stessa medaglia provenendo dal medesimo schieramento ed avendo già annunciato l’apparentamento al ballottaggio. Il centrosinistra che governa, infatti, ha già dato segnali di voler accogliere un campo sul proprio territorio. L’attuale Sindaco Argeri è stato visto, anche dal sottoscritto, recarsi all’interno del campo nomadi di Opera nel periodo in cui la sua Giunta bocciava un documento dell’opposizione che chiedeva una ferma posizione nel non accettare i nomadi a Pieve Emanuele. Secondo i cittadini che abbiamo interpellato si vocifera la possibilità che finiscano a Pieve i nomadi che erano ad Opera e che l’area potrebbe essere quella in fondo alla Via dei Pini dove dovrebbe sorgere un nuovo centro commerciale.
Nella speranza che chi amministrerà Pieve Emanuele sia il più possibile corretto con i pievesi e non gli faccia trovare sotto l’albero di Natale un’amara sorpresa, come qualcuno ha provato a fare a noi operesi, invitiamo gli elettori a votare la lista della Lega Nord che è l’unica forza capace di opporsi alla prepotenza delle istituzioni che vogliono imporre campi nomadi a tutti i comuni.
Se Rocco Pinto s’è detto disponibile ad accettare i nomadi purchè rispettino le leggi, nel centrosinistra siamo convinti che le leggi da rispettare neppure sappiano quali siano.

lunedì 14 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: IL LAVORO DEGLI ISPETTORI DEL MINISTERO DELLE FINANZE GIUNGE IN CONSIGLIO COMUNALE

Venerdì 18 maggio alle ore 21.00 si potrà finalmente discutere in Consiglio Comunale la relazione degli ispettori, del Ministero delle Finanze, che hanno riscontrato nella gestione economico amministrativa dell'Ente decine di irregolarità di un certo rilievo.
Il Sindaco Ramazzotti si rifiutò di discuterne in occasione dell'approvazione del Bilancio Preventivo e fece votare ai suoi consiglieri, ignari dei rilievi del Ministero, un documento economico programmatico che riproponeva le stesse irregolarità contestate dagli ispettori.
L'Ente nel frattempo avrà presentato le sue controdeduzioni e su qualche contestazione, forse, il farraginoso sistema interpretativo delle leggi, proprio del paese dei balocchi in cui viviamo, gli consentirà di cavarsela. Di certo restano irregolarità legate a scelte di dubbia moralità quale ad esempio l'irregolare assunzione, durata anni, della moglie di un Assessore di rifondazione comunista inquadrata con un Co.Co.Co. che non fa certo onore ad una Pubblica Amministrazione che dovrebbe essere la prima a rispettare le leggi.
Il Sindaco Ramazzotti ha annunciato di aver dato mandato ai legali di perseguire il Capogruppo Ettore Fusco che, attraverso il giornale del Gruppo Consiliare, ha diffuso la notizia della relazione ministeriale con i dovuti commenti politici.
Naturalmente le strumentali accuse di diffamazione scivolano via in considerazione del fatto che nessuna falsa notizia è stata riportata da "l'operese" ed il Sindaco ha perso un'altra buona occasione per evitare di fare brutte figure dinnanzi alla cittadinanza ormai stanca di vedere utilizzata la mannaia della magistratura per minacciare ed intimidire il Consigliere Ettore Fusco colpevole, solo ed esclusivamente, di aver fatto sempre il proprio dovere di oppositore ad un'Amministrazione autoproclamatasi regime totalitario nel momento in cui ha informato i cittadini, pubblicamente in occasione del tentativo di insediare il campo rom in paese, che le scelte le fa il Sindaco e non il popolo.
Venerdì si discuterà la relazione ministeriale in quanto richiesto dai partiti dell'opposizione, Lega Nord, Forza Italia ed Alleanza Nazionale. Nel frattempo, la maggioranza di centrosinistra tace.

lunedì 7 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: MILLE CITTADINI A POASCO PER LA SICUREZZA

Alla fiaccolata di ieri sera a Poasco, frazione di San Donato Milanese a confine con Milano vicino ad Opera, hanno partecipato un migliaio di cittadini della zona sud esasperati dalla situazione dei campi nomadi che sono ben quattordici nella sola zona che va da Poasco a Corvetto.
Alla fiaccolata hanno partecipato soprattutto poaschesi ma vi erano delegazioni cittadine di Chiaravalle, Sesto Ulteriano ed Opera.
L’assessore regionale Davide Boni (Lega Nord) e l’Europarlamentare Mario Borghezio (Lega Nord), unici rappresentanti delle istituzioni presenti alla fiaccolata insieme al Consigliere Comunale della Lega Nord di Opera Ettore Fusco, hanno sfoggiato i cappellini del presidio di Opera più volte citato, dagli stessi, ad esempio da seguire nella battaglia per il ripristino della legalità sul territorio.
Presente anche il Candidato Sindaco a San Donato Milanese, sempre del carroccio, Simona Gargani che non ha perso l’occasione di manifestare insieme ai suoi concittadini per un problema molto sentito, la sicurezza. Per il comitato dei cittadini ha parlato Paolo Necchi incitando i suoi a tenere duro ed attendere speranzosi l’incontro con il Prefetto in programma nei prossimi giorni.
La manifestazione ha attraversato tutta Poasco ed i comizi si sono tenuti proprio in Via delle Cascine all’imbocco della strada sterrata che porta al campo nomadi contestato. Per l’occasione i rom sono rimasti in silenzio, evitando la solita musica che i poaschesi avvertono chiaramente fino a notte fonda, e senza alcuna luce accesa. Al termine molti cittadini si sono fermati al campo, come tutte le sere, per scambiare due chiacchiere in piazza e fare quelle passeggiate cittadine che, protratte fino all’alba, stanno di fatto dissuadendo chiunque dal delinquere a Poasco.
Il presidio fisso prosegue tutte le sere dalle 21 a mezzanotte in Via delle Cascine all’ingresso del paese.
Opera Sicura non perde occasione per dimostrare, nelle parole e nei fatti, la propria vicinanza e solidarietà ai poaschesi ed a tutti quei cittadini che si sentono non tutelati dalle istituzioni.

domenica 6 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: IL SINDACO RAMAZZOTTI PERSEGUITA FUSCO.

Il Sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti, non ha ancora perdonato al Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco di avergli fatto scappare i rom dal suo bel campo nomadi che nei mesi scorsi aveva cercato di allestire all’ingresso del paese. Dopo il presidio durato quasi due mesi che ha messo in ginocchio le istituzioni ed i rom stessi, troppo sotto controllo, Alessandro Ramazzotti non perde occasione per tentare di sferrare attacchi all’antagonista per eccellenza, il Consigliere che ha guidato la pacifica rivolta degli operesi fino all’allontanamento dei nomadi da Opera.
Adesso Ramazzotti si attacca ad ogni pretesto per cercare di gettare fango sul leghista Fusco che è accusato di qualsiasi banalità avvenga in paese, persino le goliardie sono addebitate “al clima di tensione che qualche politico locale avrebbe alimentato dal 21 dicembre in poi”; e quel politico locale sarebbe il capogruppo del Carroccio Ettore Fusco.
Con l’ultima sua iniziativa Ramazzotti ha toccato il fondo e si è permesso di spendere altro denaro pubblico per dare “mandato a dei legali di verificare la sussistenza di reati quali la calunnia aggravata a mezzo stampa in quanto - secondo il Sindaco Ramazzotti - si danneggia l’immagine della città”.
La colpa di Fusco sarebbe quella di avere reso pubblico attraverso il giornalino del gruppo consiliare della Lega, “l’operese”, l’esito di una verifica ministeriale che l’Amministrazione ha tenuto nascosta ai consiglieri comunali d’opposizione e persino di maggioranza.
Ramazzotti considera calunnie le parole di Fusco che ha semplicemente riportato ai cittadini la notizia - vera - che gli ispettori del Ministero hanno contestato alla sua Amministrazione decine d’irregolarità nella gestione contabile - amministrativa del Comune di Opera.
Pochi giorni fa, dopo un mese d’attesa, siamo finalmente venuti in possesso della relazione di cui eravamo in ogni modo a conoscenza in anticipo e di cui non si era voluto dare alcuna spiegazione, in Consiglio Comunale, nonostante si dovesse approvare un bilancio preventivo che ripropone le medesime infrazioni segnalate dagli ispettori del Ministero delle Finanze.
Il Sindaco Ramazzotti può anche essere affranto per quanto gli capita in questi ultimi mesi, la sua immagine sta decisamente crollando in seguito al comportamento che ha tenuto portando i rom ad Opera, rilasciando interviste calunniose per gli operesi ed i loro rappresentanti politici che manifestavano contro il campo, affiggendo in tempi differenti tre diversi manifesti ovunque per sostenere con arroganza le sue ragioni, capeggiando una manifestazione dei centri sociali che hanno cercato di smobilitare il presidio dei cittadini ed in ogni suo comportamento legato a quella vicenda.
Le sue disgrazie non sono però cessate grazie all’allontanamento dei rom, anzi, ha messo in vendita il terreno delle case di cooperativa chiedendo ai proprietari delle abitazioni cifre doppie rispetto a quanto si paga a Milano e 800 famiglie sono scese sul piede di guerra, è intervenuto nella compravendita dei 750 appartamenti di proprietà dell’Enpam agli inquilini di Noverasco ed altrettante famiglie sono in subbuglio, ha ricevuto questa batosta dal Ministero delle Finanze che gli ha riscontrato irregolarità a proposito di quanto pagava alcuni dipendenti, al costo delle consulenze esterne, agli appalti, alle ferie di alcuni dipendenti e persino all’irregolare modalità di assunzione d’alcuni collaboratori tra cui la moglie di un suo assessore.
Da pochi giorni ha permesso, giusto per non smentirsi, l’installazione di un enorme ripetitore di telefonia a ridosso delle scuole e del centro sportivo a poche decine di metri da un quartiere popoloso del paese.
Anche quest’ultimo, come tutti gli altri eventi negativi per il Sindaco, è stato oggetto d’articolo su “l’operese”, l’organo di informazione del Gruppo della Lega che l’Amministrazione non riesce proprio a mandare giù.
Ettore Fusco è tranquillo ed entusiasta del lavoro degli ispettori ministeriali e rileva che il mandato ai legali sarà come sempre molto oneroso per gli operesi, almeno come i precedenti, e ciò rende ancora più evidente ai cittadini stessi come sono gestiti male i loro soldi.

Poasco: La Rassegna Stampa su Poasco

Poasco: La Rassegna Stampa su Poasco

venerdì 4 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: FIACCOLATA A POASCO 6 MAGGIO 2007

Opera è con i poaschesi che domenica 6 maggio sfileranno per la loro cittadina per chiedere al Prefetto Lombardi, ed alle istituzioni tutte, maggiore sicurezza a Poasco.
Insieme all’europarlamentare On. Mario Borghezio ed ai cittadini di Poasco e dintorni sfileranno anche gli operesi che hanno vinto la battaglia per la legalità nel proprio paese ottenendo l’allontanamento dei rom insediatisi, nel dicembre scorso, pochi giorni dopo l’incendio del primo campo destinato ad accoglierli. La protesta dei poaschesi è la stessa che gli operesi hanno dovuto mettere in atto per due mesi, passando giorni e notti al gelo, prima di vincere contro l’arroganza e la prepotenza delle istituzioni che si sono sempre dimostrate sorde alle richieste dei cittadini. Per questo siamo solidali con chi presidia Poasco ed effettua passeggiate notturne per preservare la sicurezza delle proprie famiglie dal pericolo sempre più reale di vedersi vanificare anni di sacrifici o, peggio ancora, rischiare la vita dei propri cari per l’attitudine a delinquere di certe persone che vivono, all’interno dei campi nomadi, nell’illegalità e nella più assoluta impunità.
Nella zona sud di Milano ci sono ben quattordici campi nomadi tra quelli abusivi e quelli autorizzati. Uno di questi è posto sul territorio milanese a confine con Poasco vicino alle abitazioni dei poaschesi. Poasco ed Opera sono divise solo da qualche centinaio di metri di campagna e, pertanto, la loro lotta è anche la nostra. Domenica sera alle 21 saremo anche noi alla fiaccolata, come tutti i giorni lo siamo al presidio fisso, per gridare a gran voce no ai campi nomadi, si alla sicurezza.
FIACCOLATA PER LA SICUREZZA
A POASCO DI S. DONATO MILANESE

DOMENICA 6 MAGGIO

RITROVO ORE 21 PRESSO
IL PARCHEGGIO DEL CENTRO SPORTIVO
IN VIA UNICA DI POASCO


SARANNO PRESENTI
L'EUROPARLAMENTARE MARIO BORGHEZIO
E L'ASSESSORE REGIONALE DAVIDE BONI

mercoledì 2 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA: PRESIDIO FISSO A POASCO

Ieri sera, primo maggio, fin oltre le due di notte una decina di operesi ha partecipato al presidio fisso di Poasco che si batte per il rispetto della legalità sul territorio della frazione di San Donato Milanese diviso dal nostro solo dalla tangenziale. Almeno mille persone, provenienti da Poasco e Chiaravalle in particolare, hanno dimostrato la propria contrarietà al campo nomadi posto praticamente a Poasco ma su terreno di competenza del Comune di Milano. Una situazione che di fatto grava su Poasco stessa che in questi ultimi tempi si sente poco sicura al punto di aver dovuto organizzare passeggiate serali di cittadini che in caso di avvistamenti sospetti provvedono ad avvisare le forze dell'ordine. Opera Sicura è con i Poaschesi, con i milanesi di Chiaravalle e con i cittadini della vicina Sesto Ulteriano esasperati dalla mancanza di sicurezza dovuta anche alla presenza di molti campi nomadi in zona ma, soprattutto, da quello di Poasco che il presidio fisso intende fare rimuovere dal Prefetto a cui è stato chiesto un incontro. Saremo presenti con i presidianti, al presidio fisso di Poasco, fino all'ottenimento della vittoria anche di questa battaglia a favore della legalità. La vicenda di Opera ci ha insegnato che la partecipazione, la tenacia ed il coraggio dei cittadini è indispensabile a fare si che le istituzioni imparino a rispettare il popolo e che questo sia tenuto a protestare con ogni mezzo lecito le proprie legittime aspettative di sicurezza nella propria terra. Per questo rinnoviamo un appello a tutti gli operesi che hanno lottato per difendere Opera dallo scempio che il Sindaco Ramazzotti voleva fare dell'area circense destinandola a campo nomadi: difendiamo la legalità anche nella vicina Poasco poichè per essere liberi dobbiamo essere padroni in casa nostra ma se vogliamo anche essere sicuri dobbiamo fare si che i nostri vicini lo siano in casa propria.

martedì 1 maggio 2007

OGGI PRESIDIO A POASCO

Oggi i cittadini di Poasco e Chiaravalle hanno organizzato un presidio alle ore 21 per dimostrare alle istituzioni che i campi nomadi sono soluzioni sbagliate ed illegali che non possono fare altro che causare il proliferare di situazioni di degrado per i territori che li ospitano. Attorno ai campi rom prolifera la delinquenza ed i fatti di Appignano del Tronto, se ve ne fosse stato bisogno, hanno dimostrato quanto possono diventare problematiche quelle che i sindaci italiani e le istituzioni di Roma definiscono soluzioni provvisorie per il governo della questione nomadi.
La nostra opinione, per risolvere una volta per tutte il problema, consiste nel chiudere tutti i campi nomadi ed autorizzare coloro che li abitano a vivere come facciamo noi, onestamente, dando loro pari diritti e, soprattutto, pari doveri. Chi accetta resta in Italia mentre chi non accetta e continua a delinquere trova alloggio nelle patrie galere oppure vince un bel foglio di via con destinazione il paese di provenienza.
APPUNTAMENTO A POASCO QUESTA SERA ALLE ORE 21. PRESIDIO CITTADINO CONTRO L'ILLEGALITA'.

venerdì 27 aprile 2007

COMUNICATO STAMPA: UNA NUOVA ANTENNA, UN MOSTRO ELETTROMAGNETICO

Sorge tra il campo da calcio della polisportiva ed il cimitero, nell’area dove dovrebbe sorgere anche un parcheggio, a poche decine di metri dal parco giochi che costeggia la Via F.lli Cervi, a cento metri dalle case di Via Don Minzoni ad altrettanti metri dalla scuola media di Via Papa Giovanni XXIII ed a ridosso di quello che sarà un nuovo parco cittadino. Questa volta i finti ambientalisti non hanno rispettato proprio nessuno a cominciare dai morti, che riposano a venti metri dall’antenna, proseguendo con gli sportivi che usano il campo comunale dai quattro anni di età in su. E poi, ancora, le famiglie degli sportivi che oseranno sedersi in tribuna disteranno poche decine di metri dall’antenna, i fedeli del santuario della Madonna dell’Aiuto pregheranno a cento metri e poi ci sono i ragazzi della scuola media, le famiglie che vivono nei palazzi di fronte alla scuola ed a duecento metri un asilo, altre case, l’oratorio, ecc, ecc. Noi non abbiamo ancora capito quanto queste antenne siano pericolose per la salute pubblica ma visto che dati precisi non vengono diffusi e che il Sindaco si oppone solo quando i suoi consiglieri rischiano di averle davanti casa, com’è accaduto con quella di Noverasco finita poi nell’area circense, siamo dell’opinione che vadano poste il più lontano possibile dai centri abitati e se Opera non ha territorio, lontano dalle case, dalle scuole e dai luoghi di aggregazione, può rinunciare agli introiti delle antenne lasciando che siano piazzate sui comuni limitrofi a copertura anche del nostro. Questa avidità non è sana, caro signor Sindaco!

giovedì 26 aprile 2007

COMUNICATO STAMPA: OPERA SOLIDALE CON APPIGNANO DEL TRONTO

Quanto successo ad Appignano, comune della provincia di Ascoli Piceno, non è altro che parte di quello che sarebbe toccato ad Opera se le protesta popolare non fosse stata preventiva e fortemente determinata nel non accettare i nomadi. Analoghe scene le avremmo vissute nel nostro paese se i cittadini non avessero vinto la battaglia contro il Sindaco Ramazzotti, il Parroco e le istituzioni tutte che, non più di quattro mesi fa, volevano insediare il campo definendolo provvisorio (come lo sono tutti i campi nomadi!!!)
I quattro ragazzi vittime del rom ubriaco, e dell’intera comunità nomade di cui fa parte vivendo nell’illegalità, sono solo la conseguenza della scellerata politica del Sindaco di quel paese che ha permesso l’insediamento del campo e non ha sentito il dovere di rimuoverlo definitivamente ed in tempi celeri quando i suoi concittadini hanno manifestato il proprio dissenso.
Oggi piangiamo per i quattro giovanissimi le cui vite sono state stroncate vigliaccamente da un ubriaco alla guida di un furgone; quattro decessi che potevano essere evitati se solo si fosse agito nell’interesse dei cittadini di Appignano e non invece nell’ignavia ed il disinteresse per gli amministrati.
Una negligenza, quella di quasi tutte le amministrazioni, che sovente cela finalità poco chiare per sindaci e parroci che si prendono carico di ospitare ed assistere i campi nomadi.
Ancora una volta hanno perso i cittadini per non essere stati ascoltati dalle istituzioni ed anche ad Appignano, come ad Opera, il campo adesso è stato dato alle fiamme.
Per evitare che altri cittadini debbano imitare gli operesi prima, e gli appignanesi oggi, le istituzioni devono intervenire immediatamente per riportare la legalità in tutti quei comuni d’Italia dove esistono baraccopoli illegali che ospitano persone che, non lavorando, vivono di espedienti a danno del popolo che le istituzioni stesse dovrebbero invece premurarsi di tutelare.
La ricorrenza del 25 aprile festeggiata ieri in tutto il paese deve fare riflettere sulla necessità di essere liberati oggi, come sessanta anni fa, da una tirannia. La tirannia dell’illegalità.

martedì 24 aprile 2007

COMUNICATO STAMPA: ESPOSTO CONTRO VOLANTINI DIFFAMATORI

E’ stato presentato ai carabinieri di Opera un esposto contro il redattore di un articolo diffamatorio apparso sul quotidiano il Manifesto e contro chi lo ha diffuso, tramite volantinaggio, nello svolgimento di una festa pubblica in un parco operese in presenza di bambini ed adulti frequentatori del parco stesso. Il redattore dell’articolo, Marco Revelli, non fa altro che riportare false notizie relative, ancora una volta, alla vicenda del presidio di Opera che ha preservato la sicurezza nel nostro paese.
Nell’articolo in questione, pubblicato dieci giorni dopo la partenza dei nomadi verso altri siti, si vuole fare credere ai lettori che nell’area del presidio accadessero fatti, invece, mai verificatisi. Il tentativo di convincere i cittadini di Opera, e non solo, che ciò accadesse realmente lede la dignità degli operesi che mai e poi mai avrebbero potuto, ad esempio, minacciare e sputare addosso ai bambini che andavano a scuola né tanto meno cercare di impedire ai figli dei rom ed ai loro accompagnatori di recarsi negli istituti scolastici. Oltretutto questo sarebbe dovuto accadere al mattino presto, in piena luce e sotto gli occhi di decine di rappresentanti delle forze dell’ordine.
Siamo indignati per la tempistica dell’articolo, dieci giorni dopo la partenza dei nomadi e due mesi dopo i fatti del 21 dicembre culminati con l’incendio delle tende. Il redattore è chiaramente informato di quello che scrive dato il tempo avuto a disposizione per verificare notizie e voci sicuramente udite e lette e non vissute in prima persona. La diffamazione è pertanto aggravata dalla non tempestività dello scritto e pertanto la possibile, quanto necessaria ed indispensabile quando si giudicano persone ed azioni, verificabilità di certe informazioni riportate in esso.
Gli iscritti al “comitato festa dei popoli” che hanno diffuso il volantino recante l’articolo del giornalista de il Manifesto sono altrettanto responsabili per avere diffuso, oltre due mesi dopo la conclusione della vicenda campo nomadi, ancora notizie false atte a turbare la quiete pubblica con l’aggravante di averlo fatto in un parco pubblico frequentato da bambini e giovani genitori particolarmente sensibili alla questione dei piccoli rom che secondo l’autore, da quel che si capisce nell’articolo, sarebbero stati dati alle fiamme con i loro genitori nelle tende allestite ad Opera.
Segue il testo dell’esposto.

Il sottoscritto Ettore Fusco, nato a Milano il…
ESPONE:
Ieri, 16 aprile 2007, grazie ad un conoscente sono venuto in possesso dei volantini diffusi in data 15 aprile 2007 in occasione della così detta festa “la primavera dei popoli” organizzata da un certo “comitato festa dei popoli” con il patrocinio del Comune di Opera.
Il primo volantino si riferisce alla mera storia delle vicende dei rom ai tempi dell’olocausto nazista lasciando presagire, tramite l’omessa analogia di trattamenti che i dittatori comunisti riservavano alle popolazioni nomadi, che i bersagli politici di tale iniziativa siano estremisti di destra vicini ad ideologie nazi-fasciste.
Il secondo volantino riporta un articolo di giornale del giornalista Marco Revelli pubblicato su “il Manifesto” in data 22 febbraio 2007. Tale articolo narra per l’ennesima volta delle vicende del campo nomadi di Opera e dei cittadini che hanno presidiato, com’è noto, l’area adiacente l’ingresso del campo stesso al fine di ottenere, dalle istituzioni, il rispetto della promessa di provvisorietà dell’insediamento.
Proprio il secondo volantino colpisce per tanti e tali giudizi sulla società che non trovano riscontro nella vita reale e che, soprattutto, sono denigratori delle genti che vivono le regioni dell’Italia settentrionale o, come la definisce l’articolo, la Padania.
Tra l’altro spicca il racconto di cui il redattore dell’articolo deve, ovviamente, essere informato dei fatti ed ovviamente certo visto che si tratta di un pezzo scritto esattamente due mesi dopo quel 21 dicembre 2006 in cui furono date alle fiamme, da ignoti, alcune tende destinate ad ospitare i rom ad Opera. Il racconto cita testualmente:
“Era nato allora, con la rapidità che Jean-Paul Sartre (nel suo splendido libro sull'antisemitismo) attribuisce alle «società istantanee che sorgono in occasione di un linciaggio o di uno scandalo», un comitato «spontaneo» (in realtà animato da attivisti di An e della Lega), che aveva subito dato vita a un presidio permanente. E a una mobilitazione carica di aggressività e di violenza, che nella stessa notte aveva provocato un assalto al campo con l'incendio delle tende in cui dormivano le famiglie rom con ben 30 bambini, protraendosi poi tra momenti conviviali, bivacchi, e una continua, sistematica pratica dell'aggressione verbale con insulti, sputi, minacce ai nomadi e ai volontari che ogni mattina accompagnavano i bambini a scuola. Ora l'esodo dei Rom- inevitabile, prudentemente saggio, coerente con l'abito di un popolo «leggero », abituato a non opporre resistenza ma, di fronte a una pressione eccessiva, a sollevarsi nell'aria e farsi più in là -, viene salutato dai boiardi leghisti come una «vittoria schiacciante» del patriottismo padano. E' invece, in realtà,una sconfitta secca di tutta la nostra cultura. Un punto di caduta della nostra identità, che ci rende irriconoscibili a noi stessi. Il segno - non eludibile - di un'«apocalisse culturale » che minaccia i fondamenti della nostra capacità di «convivenza ».”
Premesso che pur avendo commesso un reato, coloro i quali hanno incendiato le tende vuote che ancora si stavano montando all’interno del campo, non hanno per niente incendiato “le tende in cui dormivano le famiglie rom con ben 30 bambini” come invece vorrebbe farci credere il giornalista e, quindi, coloro i quali distribuivano un simile volantino con l’aggravante di averlo fatto in un parco giochi gremito, prevedibilmente come ogni domenica di sole in questa stagione, di bambini e giovani genitori.
Dal racconto si evince l’intento diffamatorio verso un partito politico in particolare e, quindi, verso il suo rappresentante locale che già sullo stesso quotidiano, il Manifesto, è stato più volte citato quale responsabile dei fatti sopraccitati del 21 dicembre. Cito ad esempio, tralasciandone molti altri, parte di un articolo apparso il 23 dicembre su il Manifesto:
“L’antefatto è ancor più grave: il raid è partito dal cuore della civitas, il municipio. L’hanno aizzato e preventivamente rivendicato - megafono in mano - due consiglieri dell’opposizione, Ettore Fusco, della Lega, e Pino Pozzoli, di An. Un’azione a volto scoperto, in prima fila neofascisti «venuti da fuori» - «tutte facce note», dice il giorno dopo la Digos. La regia politica, però, è stata dei «capipolo» di Lega e An.”
Oltre all’autore dell’articolo in questione, il giornalista Marco Revelli, si riscontrano quindi responsabilità anche per coloro che, ancora oggi, distribuiscono simile materiale diffamatorio nei miei confronti e degli altri cittadini operesi che hanno preso parte alla protesta concretizzatasi nel legittimo presidio dei cittadini di Opera. Nella fattispecie trattasi pertanto degli iscritti al “Comitato Festa dei Popoli” che in occasione della suddetta festa denominata “Primavera dei Popoli” hanno pensato, ancora una volta attraverso il volantinaggio in questione, di disgregare e dividere i cittadini operesi mediante istigazione all’odio tra le classi sociali e le differenti appartenenze politiche in modo pericoloso per la pubblica tranquillità, peraltro, già turbata da mesi di attenzione mediatica sulle vicende locali. Tale intento degli iscritti al menzionato comitato e palesemente evidente e riscontrabile in ogni atto che in questi due mesi sia stato prodotto dagli stessi attraverso le interviste ai giornali, ai siti internet ed in occasione della festa in oggetto.

Per quanto sopra esposto mi rimetto alle autorità competenti affinché procedano a norma di legge nei confronti di eventuali colpevoli di reati che possano essere ravvisati dalla mia esposizione dei fatti e dalle relative, quanto necessarie, indagini che auspico siano svolte in merito.

sabato 21 aprile 2007

COMUNICATO STAMPA: ROM ALLONTANATI E PATTO DI LEGALITA’

Siamo esterrefatti dall’atteggiamento delle istituzioni che non hanno in alcun modo condannato l’operato della Casa delle Carità di Don Colmegna ed il comportamento dei nomadi espulsi dal Parco Lambro per non avere rispettato il Patto di Legalità.
I rom in questione, all’inzio del viaggio che li avrebbe dovuti vedere giungere in Romania, hanno fermato gli autisti dei due pullman e prelevato i soldi che sarebbero serviti al viaggio stesso dileguandosi poi nelle campagne di San Donato Milanese prima ancora di varcare il casello dell’autostrada.
Altri ventiquattro nomadi, provenienti dal campo di Opera chiuso per la protesta dei cittadini, sono stati quindi allontanati dal campo del Parco Lambro per avere violato il Patto di Legalità così come già fecero ad Opera i componenti di un’altra famiglia di gitani.
Con questi ultimi espulsi siamo giunti quindi alla dichiarazione della condizione di illegalità per la metà dei componenti della comunità, di neanche settanta persone tra adulti e bambini, che istituzioni e Casa delle Carità avevano definito “tutte brave persone integrate che lavorano e rispettano le regole” e che ,pertanto, avrebbero dovuto abitare nel campo nomadi di Opera con il consenso della Parrocchia locale e dell’Amministrazione.
Ancora oggi Don Colmegna si vanta della buona riuscita del Patto di Legalità in quanto gli espulsi per non averlo rispettato hanno ricevuto la punizione prevista, l’allontanamento dal campo di appartenenza… e le istituzioni stanno a guardare.
Noi siamo cittadini che rispettano le leggi italiane e siamo abituati a credere che la buona norma non è tale se chi la viola viene punito ma bensì se la disposizione viene osservata perché condivisa, o almeno temuta, dalla comunità a cui è rivolta.
Quindi non parliamo di leggi italiane che funzionano quando viene multato per eccesso di velocità un automobilista ma lo facciamo quando diminuiscono gli incidenti stradali e le vittime della strada grazie al rispetto della medesima norma che, oltre alla sanzione, prevede anche un limite da rispettare.
Tutto questo però non è valido quando ci si riferisce a persone facenti parte di quella minoranza di individui che vive nell’illegalità, siano esse italiane (esistono quartieri dove la polizia non può neppure mettervi piede poiché in mano alla malavita nostrana) o di altra etnia. Queste ultime però infastidiscono particolarmente il cittadino contribuente che vede, oltre al non rispetto della legge, una sorta di protezione istituzionale a danno della collettività.
Don Colmegna, la Prefettura e le altre istituzioni coinvolte dovrebbero spiegare ai cittadini le ragioni per cui dovremmo condividere una politica di gestione dell’illegalità che assolutamente ci rifiutiamo di accettare. Chi viola le leggi va punito senza distinzione di razza, religione o sesso così come prevede anche il dettato costituzionale e la nostra morale cristiana, considerandoci tutti uguali. Le regole devono essere uguali per tutti e le emergenze immigrazione vanno evitate e non governate.
Tra pochi anni due nuove realtà entreranno nella Comunità Europea, Ucraina e Turchia, aspettiamo nuove emergenze da governare oppure vediamo di prevenirle con leggi a tutela degli italiani?

venerdì 20 aprile 2007

E' NATO IL LOGO DI OPERA SICURA

Modificato il 2 dicembre 2007 con l'aggiunta del motto
"RES NON VERBA"

giovedì 19 aprile 2007

COMUNICATO STAMPA: ANKARA ATTENTATO AI CRISTIANI

Opera, 19 Aprile 2007
Tre Cristiani uccisi in Turchia da fondamentalisti islamici che hanno colpito i cosiddetti cattivi musulmani in quanto, due dei tre assassinati, erano presumibilmente Turchi musulmani convertiti. Il terzo, invece, un tedesco. E’ inammissibile subire simili attentati in un paese dove, i poteri forti mondiali, stanno facendo di tutto per farlo annettere al più presto alla Comunità Europea. Dobbiamo ribellarci e chiedere a gran voce un referendum affinché la decisione dell’annessione sia demandata al popolo e non alla Nato, che trarrebbe giovamento dalle basi dislocate in Turchia che diverrebbero automaticamente europee, ed ai poteri finanziari che insieme alle lobby economiche gestiscono l’intera organizzazione di Bruxelles.
Opera Sicura (nata dall’esperienza del Presidio di Opera) insieme alla Lega Nord, che da anni si batte contro l’ingresso della Turchia in Europa, promuove iniziative popolari in tal senso per evitare che il problema dei cristiani sgozzati diventi tra dieci anni un ordine del giorno nelle nostre città.
Troppe volte ci siamo sentiti dire: oramai è tardi e certi processi non possono essere arrestati ma solo governati.
Questa volta interveniamo preventivamente evitando di portare un’altra bomba ad orologeria in casa nostra per poi esasperare i cittadini e pretendere da loro sacrifici non dovuti.
L’assassinio dei tre cristiani è la conferma che l’integrazione non è una delle priorità delle popolazioni che non hanno radici e valori condivisibili con i nostri. Per queste persone, solite vivere nel non rispetto delle leggi differenti da quelle dei paesi da cui provengono, l’unica soluzione è la chiusura delle frontiere con numeri di ingressi e periodiche verifiche del rispetto delle regole.
Popolazioni islamiche, rom e cinesi in particolare, si sono distinte per non voler accettare le nostre leggi ed i nostri metodi di vita. La morale cristiana su cui si fonda il nostro paese e l’etica di comportamento propria delle genti che lo popolano va posta alla base di ogni possibile integrazione: o lo straniero accetta quel che l’Italia gli chiede in cambio della sua permanenza - il rispetto delle leggi - oppure non vi può essere integrazione.

mercoledì 18 aprile 2007

COMUNICATO STAMPA: FIACCOLATA PAOLO SARPI

Opera, 18 Aprile 2007
I Cittadini di Opera hanno partecipato alla fiaccolata di lunedì in Piazza Gramsci dove, a seguito del divieto della Questura, non è stata concessa la prevista manifestazione in Via Paolo Sarpi.
Una decina di cittadini del Presidio di Opera, in delegazione, vi si è recata con lo striscione che li aveva già visti protagonisti durante la manifestazione per la sicurezza promossa dal Sindaco di Milano Letizia Moratti.
Dal palco, dove hanno parlato tra gli altri Matteo Salvini, Davide Boni e Mario Borghezio, è giunto il benvenuto agli operesi dal capogruppo leghista a Palazzo Marino, Matteo Salvini, che ha sottolineato quanto sia importante per la sicurezza dei cittadini che siano loro stessi, in prima persona, ad attivarsi per la difesa del proprio territorio.
Gli operesi presenti hanno ricevuto il plauso della platea e l’interessamento dei mass media presenti che hanno subito chiesto agli stessi quali legami ci fossero tra la vicenda del campo rom allontanato da Opera grazie alla resistenza dei cittadini determinati a non lasciarlo sul proprio territorio ed i fatti di china town per cui si manifestava. Un legame molto forte, secondo il capogruppo della Lega Nord operese, Ettore Fusco, che ha sottolineato come lo stesso filo conduttore unisca i rom ed cinesi protagonisti degli scontri in Paolo Sarpi, la volontà di vivere in Italia illegalmente.
La protesta dei cittadini di Opera non era fine, esclusivamente, al mero all’allontanamento del campo nomadi dal proprio centro abitato ma bensì alla risoluzione del problema legalità a Milano ed in Italia.
Certamente ad Opera è nato un movimento d’opinione che antepone le esigenze dei residenti alle pretese degli stranieri facenti parte di quelle categorie di persone che non rispettano le leggi.
Questo atteggiamento illegittimo, che riceve l’avallo delle inermi istituzioni italiane, non è ammissibile e va contrastato con la protesta popolare che nella sua forma più pacifica è espressione di civiltà tale da dover essere presa in seria considerazione da politici, funzionari e burocrati dello Stato e degli Enti Locali.

COMUNICATO STAMPA: ESPULSIONE ROM AL PARCO LAMBRO

Opera, 16 Aprile 2007
L’espulsione dei 24 rom ospitati dalla struttura al Parco Lambro denota come sia impossibile, per un’etnia che non vuole integrarsi e rispettare le leggi, la civile convivenza con la popolazione italiana.I rom espulsi da Don Colmegna fanno parte della comunità allontanata da Opera in seguito alle proteste dei cittadini riuniti in presidio fisso ed è significativa in quanto quei nomadi erano stati descritti, per farli accettare ai presidianti operesi, quali già integrati e con posti di lavoro sicuri. La crema del nomadismo rom in pratica!Siamo sorpresi quindi di scoprire che un terzo dei rom allontanati da Opera si sono già macchiati di reati tali da essere allontanati dal campo “provvisorio” del Parco Lambro. Nomadi che, al contrario della garanzia date agli operesi che al 31 marzo avrebbero già avuto una sistemazione definitiva lontana dai centri abitati, sono quindi ancora senza fissa dimora.Il tutto a dimostrazione che la resistenza operese, nei confronti delle istituzioni, è stata provvidenziale.

COMUNICATO STAMPA: PRESIDIO DI OPERA in P.za UDINE

Opera, 12 Aprile 2007
I Cittadini del Presidio di Opera hanno aderito alla protesta dei cittadini di Milano che contestano l’insediamento del campo rom al Parco Lambro.
Ettore Fusco, con altri cittadini operesi, si è recato su invito di Alessandro Fregno dell’Associazione Milano Sicura in Piazza Udine ed ha partecipato al presidio che i cittadini hanno avviato per raccogliere firme contro l’operato dell’Amministrazione milanese che ha deciso di ospitare su un’area di ottomila metri quadri un ulteriore campo nomadi. Tra questi nomadi anche i rom che, grazie al Presidio dei cittadini, un mese fa hanno dovuto lasciare Opera.
Ancora sotto indagine per i fatti di Opera, che hanno dato vita alla protesta dei cittadini nei confronti del modo di affrontare la questione rom da parte delle istituzioni, il Capogruppo operese della Lega Nord Ettore Fusco non ha fatto mancare il proprio sostegno morale e materiale ai cittadini di Lambrate che si trovano a dover combattere oggi gli stessi problemi che per due mesi sono stati all’ordine del giorno degli operesi.
Per essere liberi bisogna essere padroni in casa propria e noi cittadini dobbiamo riprenderci il diritto di decidere chi e come deve poter occupare la nostra terra. Diritto naturale che abbiamo acquisito plasmando il nostro paese, in prima persona, con leggi e costumi di civiltà tali da dover essere preservate nel tempo.
Questa sera è annunciato un presidio in Via Paolo Sarpi, a cui non mancheremo di portare la nostra solidarietà, per protestare contro i fatti che stanno avvenendo proprio in queste ore con una rivolta di cinesi che hanno addirittura issato la loro bandiera nazionale e che stanno occupando un area di Milano rendendola di fatto territorio occupato militarmente da una nazione straniera.
Non vogliamo che Milano e la Lombardia diventino territorio di conquista per etnie che non rispettano le leggi italiane e, soprattutto, non accettiamo che questo avvenga con l’avallo doloso delle istituzioni nazionali e locali.