
venerdì 27 novembre 2009
lunedì 2 novembre 2009
Il Sindaco di Opera Ettore Fusco fa arrestare tre rumeni
Opera, 2 novembre 2009E’ successo domenica 1 novembre, dopo un furto all’interno della piattaforma ecologica di Opera a cui il primo cittadino, Ettore Fusco, ha assistito a seguito della segnalazione di un altro testimone dell’evento. I tre rumeni all’arrivo del Sindaco erano ancora intenti a trafugare all’interno della proprietà del Comune per razziare quanto più materiale possibile. Alla vista dell’insolito investigatore che si avvicinava all’area per constatare l’entità del rischio di un eventuale intervento diretto, i tre malviventi sono rapidamente risaliti sul loro furgone rosso con cassone bianco e si sono diretti verso Milano.
Il Sindaco nel frattempo aveva già chiamato il 112 “I tre rumeni mi sembravano piuttosto attrezzati - commenta Fusco - non erano i soliti zingari che solitamente aspetto fuori ed invito a riportare il maltolto, prima di chiamare la mia Polizia Locale”.
Così, dopo essersi messo all’inseguimento dei malviventi, il Sindaco ricontattava la pattuglia della
Compagnia di Corsico, che stava sopraggiungendo, per informarla del tipo di veicolo utilizzato, della targa e dell’esatta posizione.
Pochi minuti, e dopo un’inversione di marcia da parte degli agenti dell’Arma, provenienti dalla direzione opposta, i tre venivano fermati sulla Valtidone e portati subito alla Stazione dei Carabinieri di Opera.
Accompagnati gli agenti alla piattaforma ecologica e constatati immediatamente i danni, con il Sindaco, si procedeva al riconoscimento ed alla necessaria denuncia per procedere all’arresto dei tre rumeni di cui uno solo in possesso di documento d’identità rilasciato in Italia.
Bottino dei tre malcapitati: batterie usate, piccoli elettrodomestici, una bicicletta, legno, ferro, della carbonella ed altre cianfrusaglie trafugate nella discarica prima di essere scoperti. Pronti da caricare sul camion c’erano anche dei televisori, ma la fretta ne aveva impedito il recupero. “Il problema di questi furti - spiega il Sindaco Fusco - non è ciò che viene asportato dalla piattaforma ecologica ma i danni che vengono prodotti all’interno della stessa. Vengono infatti divelti contenitori, palizzate e cancelli. Si danneggiano soprattutto i televisori alla ricerca di parti interne in rame. “Poi - conclude il primo cittadino - la cosa che più ci fa rabbia è l’accanimento su ciò che non serve e forse su quanto ai loro occhi rappresenta la proprietà degli altri; infatti troviamo sempre di tutto rovesciato a terra, i toner delle stampanti rotti e l’inchiostro in polvere sparso ovunque, le lampadine frantumate ed i neon fatti a pezzi per spargere la pericolosissima polvere bianca che ne fuoriesce”.
Una moderna piattaforma ecologica che a seguito delle incursioni dei rom - i clienti principali della struttura in orario di chiusura - si può addirittura trasformare in fonte d’inquinamento.
Il Sindaco Fusco, sempre vigile ed attento alla sicurezza del suo paese, non è nuovo ad arresti ai danni di zingari, prostitute e scippatrici, ma tiene a precisare “Prima di chiamare il primo cittadino ci si deve rivolgere al 112 per evitare che pochi minuti di ritardo possano ostacolare la buona riuscita di un intervento. Devo riconoscere all’Arma che pur essendo il fatto capitato di domenica, giorno festivo, e quindi con pochi mezzi disponibili in strada, l’intervento degli agenti della Compagnia di Corsico, contattati tramite il 112 e poi seguiti dai colleghi della Stazione di Opera nelle fasi dell’inseguimento, è stato veloce, professionale e soprattutto efficace”.
giovedì 15 ottobre 2009
OPERAZIONE FRATELLI D'ITALIA. Legalità a Opera.
mercoledì 29 luglio 2009
COMUNICATO STAMPA: Moschea nel Parco Sud? Mai a Opera!
La notizia l’abbiamo appresa dal Corriere della Sera che avrebbe interpretato la posizione del Sindaco milanese Moratti e del suo Vice De Corato, che hanno la comune volontà di spostare la moschea di Viale Jenner in periferia, come un indirizzo a trasferire gli islamici in una zona tra Milano, Rozzano, Opera e Locate.
Un’area servita da centro commerciale, vicino ad una fermata della metropolitana, del tram e senza palazzi intorno. Una soluzione che effettivamente potrebbe essere quella tra il depuratore di Rozzano ed il carcere di Opera.
“Non se ne parla neppure - sentenzia il Sindaco di Opera Ettore Fusco – Milano da sempre prova a considerare Opera il suo zerbino ma noi siamo pronti a dare battaglia anche al Sindaco Moratti se dovesse realmente avere una simile intenzione. Proprio mentre la Lega Nord raccoglie firme contro l’ipotesi di Lacchiarella qualcuno parla di andare a colpire ancora una volta il cuore del sud Milano considerato, imprudentemente, la discarica meneghina. Opera è l’antico granaio della Città di Milano e tale vuole restare, senza inceneritori, moschee ed altre realtà che la Moratti e la sua Giunta vogliono allontanare dai propri elettori. Se realmente l’intenzione fosse questa - conclude Fusco - avremo modo di ricordare alla Moratti ed a chi la pensa come lei che a Opera non si scherza!”.
L’Amministrazione Comunale di Opera è impreparata e nettamente contraria ad accogliere eventuali insediamenti di questo tipo e proprio mentre sta conducendo un braccio di ferro con il Comune di Milano e la Provincia per la realizzazione, rispettivamente, dell’allargamento della Via Ripamonti ed il raddoppio della strada provinciale Valtidone con il Sindaco Fusco che lamenta di non essere neppure ricevuto dalla sua collega milanese fa trasecolare qualcuno: “Questa notizia ci colpisce al cuore - commenta deluso il primo cittadino operese - proprio perché nella Moratti abbiamo creduto e questa apertura alle moschee ci spaventa. Non si tratta di luoghi di culto ma posti dove gli islamici fanno politica e, com’è già capitato, addestrano uomini e preparano attentati. Se proprio serve un’area - conclude provocatoriamente Fusco - c’è la Piazza del Duomo a Milano con due linee della metropolitana, tram, autobus, negozi e la possibilità di usare il sagrato come parcheggio e la cattedrale per le omelie degli imam!”.
Milano si impegni piuttosto ad allargare la Via Ripamonti, una strada che i cittadini di Opera attendono da almeno 22 anni e paralizza tutto il sud Milano nonostante le continue promesse dei sindaci meneghini.
lunedì 6 luglio 2009
Sgombero di rom alla Cascina Olma
Opera, 6 luglio 2009
Questa mattina i Carabinieri di Pieve Emanuele, dopo le sollecitazioni del Sindaco di Opera Ettore Fusco, procedono con lo sgombero dell’accampamento rom alla Olma, cascina diroccata nel Comune di Locate Triulzi a confine con Opera.
Dopo le numerose segnalazioni di presenza dei rom che prendevano d’assalto il supermercato e le fontanelle dei parchi per lavarsi, davanti ai bambini operesi esterrefatti ed ai loro genitori intimoriti, ieri sera è intervenuto il Sindaco Fusco all’interno del suo confine territoriale per invitare alcuni romeni a lasciare il paese e suggerendo loro di abbandonare anche la cascina pericolante di Locate Triulzi in cui, da oltre una settimana, alcune famiglie rom hanno trovato ricovero per accamparsi.
L’intervento diretto è stato necessario poiché le preoccupazioni dei cittadini che segnalavano persone sospette in giro per il paese non è stato raccolto dalla Stazione dei Carabinieri di Opera, non operativa dopo le ore venti, né tantomeno dalla Polizia Locale, anche nelle precedenti segnalazioni, che non può sconfinare nella Cascina a cinquanta metri dal confine tra Opera e Locate.
L’intervento di sgombero della Cascina Olma è stato quindi concordato per questa mattina tra il Sindaco di Opera e la Stazione dei Carabinieri di Pieve Emanuele a cui evidentemente non giungono richieste in tal senso dal Sindaco di Locate Triulzi Severino Preli.
Il primo cittadino di Opera è infatti in guerra con il suo vicino e dichiara: “Siamo stufi di subire l’incuria del territorio da parte di Preli - il Sindaco di Locate - che non presta attenzione alla sua zona industriale, alle vecchie cascine ed alle aree dismesse a confine con Opera.
Spaccio di droga, prostituzione, discariche abusive, degrado e campi rom sono all’ordine del giorno in questa zona a confine con il nostro paese ma lontana dal centro abitato di Locate.
I residenti della Fontana e gli industriali che confinano con il nostro paese chiedono infatti l’annessione a Opera, una provocazione che il loro Sindaco non dovrebbe sottovalutare, e vogliono più ordine e sicurezza anche se si trovano a nord della ferrovia che taglia fuori dal paese questa fetta di Locate di Triulzi abbandonata a se stessa.
Questo degrado ricade su Opera ed il collega Preli è pertanto invitato a fare rispettare la legalità presidiando il territorio e chiedendo alle Forze dell’Ordine gli interventi necessari a impedire che i cittadini operesi subiscano le angherie di chi occupa il territorio locatese abusivamente”.
Sulla questione rom c’è stata un’altra disputa tra i due sindaci proprio due settimane fa quando il primo cittadino operese Fusco si è recato in un accampamento a cinquanta metri dal suo confine invitando i Carabinieri di Pieve Emanuele a seguirlo ed effettuare uno sgombero andato a buon fine. Il Sindaco Preli in quella occasione preannunciò una denuncia e la richiesta di intervento da parte del Prefetto di Milano per lo sconfinamento.
“Sono proprio in attesa di essere chiamato dal Prefetto nella speranza che si possa definire la questione. Nell’area ex Saiwa abbiamo fatto un intervento a cinquanta metri dal confine di Opera - conclude Fusco - ma anche da casa mia. Come può un padre di famiglia tollerare tale degrado vedendosi passare dei rom davanti casa, dove giocano anche i suoi bambini, con dei carri colmi del materiale necessario a costruirsi le baracche appena sottratto dalla piattaforma ecologica proprio di Opera? Essere Sindaco è una responsabilità che prevede anche la tutela della sicurezza dei propri cittadini e Preli, per quanto riguarda questa zona, sta dando non pochi problemi agli operesi”.
L’Amministrazione Comunale di Opera confida in un presidio maggiore dell’area a nord di Locate di Triulzi compresa tra il Santuario della Fontana, che chiuso il passaggio a livello si trova oggi in una strada a fondo cieco, l’area dismessa della ex Saiwa e le zone industriali di Via Luxembourg e Via Abruzzi fino alla diroccata Cascina Olma ed agli accessi della Valtidone. Tutte aree a rischio dove proliferano lo spaccio di droga, la prostituzione, il degrado delle discariche abusive e la sosta irregolare dei nomadi.
mercoledì 17 giugno 2009
Sgombero campo nomadi dall’area ex Saiwa a Locate di Triulzi
Opera, 16 giugno 2009
Operazione congiunta dei Carabinieri e della Polizia Locale di Opera a cui si sono aggiunti, in seconda battuta, la Polizia Locale di Locate Triulzi ed i Carabinieri di Pieve Emanuele.
Su richiesta del Sindaco di Opera Ettore Fusco c’è stato un intervento nell’area dismessa della ex Saiwa, biscottificio demolito
sul territorio di Locate Triulzi, che ha portato allo sgombero di un campo nomadi. Al momento dell’irruzione sul posto, sono state identificate diciassette personev originarie della Romania a cui le forze dell’ordine hanno preso le generalità e successivamente imposto di lasciare l’area.“Da giorni alcuni cittadini locatesi ci segnalavano strani movimenti nell’area ex Saiwa - commenta il Sindaco operese Ettore Fusco - sul territorio di Locate Triulzi al confine con Opera, così ho deciso di andare a fare una passeggiata con il mio ViceSindaco Antonino Nucera ed un agente della nostra Polizia Locale.
Giunti sul posto e trovato il cancello spalancato - prosegue il primo cittadino che con i Rom ha già avuto l’esperienza del presidio fisso, che gli ha reso un processo per istigazione a delinquere ma che fruttò l’allontanamento da Opera del campo nomadi voluto dalla Provincia e dal Prefetto sul suo territorio - siamo stati accerchiati da diciassette stranieri, molte donne e bambine, che ci hanno indotto a chiamare rinforzi. Sono così giunti altri agenti della Polizia Locale di Opera, di Locate Triulzi ed i Carabinieri di Opera e Pieve Emanuele”.
Ai diciassette nomadi identificati se ne devono aggiungere molti altri non presenti al momento dello sgombero,
probabilmente tutti gli uomini impegnati in qualche attività lontana dal campo, che erano stati visti nei giorni scorsi entrare ed uscire con due furgoni dall’area dismessa.“Adesso ci aspettiamo che il Sindaco di Locate, l’appena confermato Severino Preli, si decida a fare rispettare la legalità sul suo territorio - conclude Fusco - presidiando anche le zone distanti dal centro abitato, a confine con il nostro paese, dove proliferano lo spaccio di droga, la sosta degli
zingari, la prostituzione e le discariche abusive”.
Durante le operazioni di sgombero è giunta sul posto anche la neo consigliera di opposizione a Locate, l’Avvocato Alessandra Dagrada, che ha preannunciato battaglia in Consiglio Comunale per l’incuranza del territorio da parte del suo Sindaco.
venerdì 5 giugno 2009
COMUNICATO STAMPA: un giorno senza prostitute
La protesta della Giunta di Opera che si è trasferita per un giorno al confine tra Opera e Milano, per contrastare la prostituzione, ha sortito i suoi effetti e per un giorno le prostitute sono sparite dalla Via Ripamonti.
Il Sindaco Ettore Fusco, accompagnato dal suo vice Antonino Nucera, dall’Assessore Ileana Zacchetti ed altri consiglieri comunali, ha voluto lanciare un messaggio alla Moratti ed al Prefetto Lombardi volutamente chiaro: “Se volete le prostitute tenetele lontane dal nostro paese e non al confine con le nostre case”.
Il Comune di Opera ha superato il problema prostitute da tempo, infatti da un anno non se ne vede una sulle strade cittadine e su quelle che lambiscono il paese, ma la politica del Comune di Milano in termini di prostituzione e nomadismo è poco gradita poiché il capoluogo tende a “Scopare i suoi rifiuti sotto lo zerbino, ma se pensano che Opera possa essere il tappetino di Milano si sbagliano di grosso. Lo abbiamo già dimostrato con il campo nomadi!”.
Così l’annunciata protesta del Sindaco leghista Fusco e della sua Giunta ha fruttato subito un buon risultato, “se fosse duraturo potremmo anche gioire… ma questo sa piuttosto di imbroglio”, infatti è accaduto che nel luogo della protesta al confine tra Opera e Milano sono state fatte sparire le due prostitute in servizio fino a venti minuti prima dell’arrivo della pattuglia operese.
Quando gli agenti della Digos, presenti sul posto, si sono resi conto che dal capannello di operesi si promuoveva un raid sulla Via Ripamonti per stimolare gli agenti ad intervenire, contro le prostitute, sono state probabilmente chiamate le due volanti della Polizia di Stato che hanno portato in questura tutte le passeggiatrici in servizio.
Della Polizia Locale di Milano neppure una traccia, mentre due agenti operesi pattugliavano il confine, così come ovviamente non si sono presentati il Sindaco Moratti ed il Prefetto Lombardi, “ovviamente impegnati in faccende ben più importanti che non ad interessarsi di qualche prostituta in mezzo alla strada”, nonostante l’invito a venire per prendere visione della vergogna di una strada milanese da cui transitano oltre centomila veicoli ogni giorno.
Adesso la Via Ripamonti resta senza prostitute per un giorno “ma la guerra a questo malcostume non è finita” e Opera canta vittoria per essere riuscita a dimostrare che se lo Stato vuole intervenire lo può fare. “Una vittoria effimera che cela l’impotenza delle istituzioni che vogliono servire il proprio paese onestamente”.
COMUNICATO STAMPA: le prostitute di Milano sotto le case degli operesi.
Il giorno dopo le celebrazioni della Festa della Repubblica i cittadini di Opera si interrogano sul significato del tricolore, dello Stato e di questa ricorrenza che dovrebbe attestare l’unità di una Nazione fondata sul lavoro ecc, ecc, oltre che sulla civiltà ed il rispetto della legalità.
Come più volte ribadito al Sindaco di Milano Letizia Moratti ed al Prefetto Gianvalerio Lombardi, da parte del Sindaco di Opera Ettore Fusco, la misura è colma.
Non possiamo lottare contro la prostituzione sulle strade in un piccolo Comune della provincia e permettere al capoluogo di Regione che tali oscenità avvengano in pieno giorno a confine con quei comuni virtuosi dove la legalità viene fatta rispettare.
Dopo avere debellato questa piaga dalle strade operesi e quelle limitrofe a sud di Opera, grazie alla collaborazione dei sindaci confinanti, è rimasto irrisolto il nodo milanese che con la stagione calda si fa sempre più pesante.
Da settimane stazionano alcune prostitute proprio al confine tra Opera e Milano, ma sul suolo meneghino, e la Polizia Locale agli ordini della Moratti non interviene come del resto non ha mai preso posizione per tutte quelle meretrici che, indisturbate, occupano le piazzole di sosta della Via Ripamonti giorno e notte nonostante le continue richieste fatte dall’Amministrazione operese.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica, le autorità e le istituzioni dello Stato a trovare un rimedio per quello che Opera avverte come un grave problema di ordine pubblico, domani giovedì 4 giugno alle ore 15 il Sindaco di Opera Ettore Fusco si recherà al confine tra Noverasco di Opera e Milano, zona ex dazio vigentino, per manifestare il proprio disappunto nei confronti del lassismo di chi permette a molte prostitute, forse clandestine, di commettere reati alla luce del giorno.
Il Sindaco Moratti ed il Prefetto Lombardi sono invitati a presentarsi per prendere visione di quanto forse sfugge ai loro occhi.
martedì 7 aprile 2009
SOLIDARIETA' AGLI ABRUZZESI dal Comune di Opera
Opera, 7 aprile 2009
L’Amministrazione Comunale di Opera nella persona del suo Sindaco Ettore Fusco esprime il proprio cordoglio per le vittime del terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo e solidarizza con tutte quelle persone che nell’immane tragedia hanno perso i propri affetti, i beni mobili ed immobili.
“Auguriamo agli abruzzesi di non perdere la speranza nel futuro e ci stringiamo in un abbraccio ideale che auspichiamo non li faccia sentire soli ma dia loro la forza di lottare per ricostruire quanto la violenza della natura gli ha sottratto in pochi minuti.
Ai connazionali abruzzesi diamo la disponibilità del Comune di Opera ad intervenire con tutti gli uomini ed i mezzi a nostra disposizione in accordo con le istituzioni competenti dalle quali stiamo aspettando un indicazione su come attivare la rete di solidarietà per un evento che ha fatto piangere una nazione che oggi si ferma a riflettere sulla fragilità del nostro sistema e sull’importanza della vita”.
Anche il Corpo Volontario della Protezione Civile di Opera, nella persona del suo Presidente Vincenzo Dongiovanni, e la Polizia Ecozoofila operese, tramite il Comandante Provinciale Luigi Vella, hanno garantito al Sindaco la massima collaborazione ed il proprio stato di allerta in fase di definizione degli interventi necessari.
L’Amministrazione Comunale chiede infine ai suoi cittadini la massima attenzione e solidarietà affinché non appena concordate le modalità di intervento si possano rendere disponibili in pochi giorni per garantire anche loro un sostegno concreto e materiale alle famiglie colpite dal terremoto.
L’Amministrazione Comunale di Opera (Provincia di Milano).
sabato 17 gennaio 2009
IL SINDACO FUSCO DICE ANCORA NO ALL'INCENERITORE
mercoledì 7 gennaio 2009
REVOCA CHIUSURA SCUOLE
Il SINDACO
In considerazione delle mutate condizioni metereologiche e verificate le condizioni di
praticabilità della rete stradale di accesso agli istituti scolastici del territorio comunale;
Ritenuto, di revocare la propria ordinanza n. 3 e di ripristinare l’attività didattica a
partire dalla giornata di venerdì 9 gennaio 2009.
Ai sensi del D.Lgs. 267/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
ORDINA
La revoca dell’ordinanza n. 3 del 7 gennaio 2009 e di ripristinare l’attività didattica a
partire dalla giornata di 9 gennaio 2009 degli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti
sul territorio comunale;
demanda all’ufficio messi la notifica della presente ai Dirigenti scolastici degli istituti di
seguito elencati:
Scuola materna S. Pertini – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola Media Statale "Dante Alighieri" – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola elementare "Sacco e Vanzetti" – Via Dante
Scuola elementare "G.Rodari" – Largo Nenni 1
Scuola materna "Don Milani" - Via S. Barnardo
Scuola elementare e materna "F.lli Cervi" – Noverasco
Istituto Superiore "Italo Calvino" – Via Marx
Opera li 8 gennaio 2009
f.to IL SINDACO
Ettore Fusco
In considerazione dell’abbondante nevicata avvenuta nell’intera giornata di ieri, che persiste anche nella giornata odierna, ed alla luce delle previsioni metereologiche che confermano il persistere delle copiose precipitazioni nevose nonché lo stato di preallarme emesso dalla Prefettura di Milano in data odierna;
Valutate le condizioni di praticabilità della rete stradale che non garantiscono un accesso sicuro agli istituti scolastici del territorio comunale;
Ritenuto, al fine di salvaguardare l’incolumità degli studenti e dei lavoratori della scuola prevedere l’interruzione dell’attività didattica dal termine dell’orario di mercoledì 7 gennaio 2009 e per le intere giornate di giovedì 8 gennaio e venerdì 9 gennaio 2009.
Ai sensi del D.Lgs. 267/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
ORDINA
La chiusura dal termine dell’orario di mercoledì 7 gennaio 2009 e per le intere giornate di giovedì 8 gennaio e venerdì 9 gennaio 2009 degli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale;
demanda all’ufficio messi la notifica della presente ai Dirigenti scolastici degli istituti di seguito elencati:
Scuola materna S. Pertini – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola Media Statale “Dante Alighieri” – Via Papa Giovanni XXIII
Scuola elementare “Sacco e Vanzetti” – Via Dante
Scuola elementare “G.Rodari” – Largo Nenni 1
Scuola materna “Don Milani” - Via S. Barnardo
Scuola elementare e materna “F.lli Cervi” – Noverasco
Istituto Superiore “Italo Calvino” – Via Marx
Opera li 7 gennaio 2009
Ettore Fusco
lunedì 29 dicembre 2008
sabato 1 novembre 2008
COMUNICATO STAMPA: La Magistratura perseguita il Sindaco Fusco.
Nel giorno dei Santi mi domando seriamente a quale io debba votarmi per vincere la persecuzione della Magistratura.
Sono stato prosciolto per non avere commesso il fatto, nel giorno di San Valentino dello scorso febbraio, da un Gup di Milano che ha scrupolosamente esaminato la montagna di prove che il PM Barbaini aveva cercato di montare a mio carico. Successivamente la mia gente ha dimostrato di amare il suo attuale primo cittadino ribaltando qualsiasi previsione elettorale ed assicurandomi lo scranno del Borgomastro. Quanto ancora devo aspettare per poter dimostrare la mia estraneità a qualsiasi accusa mossa nei miei confronti?
Forse devo aspettare l’arrivo dei Santi Innocenti, il 28 dicembre nel giorno del mio trentanovesimo compleanno, quando si ricordano i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato?
La sentenza del Gup milanese non era stata rovesciata dalla Corte d’Appello, che rigettò il ricorso del PM, ma che dovette inoltrarlo su richiesta dello stesso alla Corte di Cassazione.
La Corte romana invece, nonostante l’avvocato di Fusco l’Onorevole Matteo Brigandì avesse persuaso la Procura di Cassazione a chiedere la conferma dell’assoluzione, si è espressa nel giorno del Capodanno Celtico con il rinvio ad un Giudice di Milano per riesaminare l’intero caso e decidere se mandare a giudizio, e quindi processare, il Sindaco di Opera per un reato che sarebbe già troppo considerarlo d’opinione.
Il Sindaco Ettore Fusco apprende serenamente questa decisione che, visto il clima che si respira nelle aule dove si amministra la giustizia, non lo stupisce più di quanto fu meravigliato dal proscioglimento che arrivò nonostante la pressione mediatica sul Giudice milanese Marco Maria Alma.
Il fatto che la Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, avesse comunque dato ragione all’allora Consigliere Comunale della Lega Nord e che la stessa Corte abbia invece scelto l’incredibile strada dell’accoglimento del ricorso del PM è degno di nota poiché si presentano adesso scenari inquietanti:
Il caso di Fusco torna ad essere esaminato preliminarmente a Milano ed un altro Giudice potrà decidere nuovamente di non rinviarlo a giudizio. Cosa succederà a quel punto? Il PM potrà ricorrere un'altra volta per rimettere in circolo la macchina della magistratura fino a trovare un altro giudice finalmente disposto a perseguitare un cittadino già assolto da un magistrato e dal voto popolare che lo ha fatto salire sulla poltrona del primo cittadino nel suo paese? E quando finalmente Fusco sarà rinviato a giudizio, e quindi sottoposto alla gogna di un processo, per quale ragione il Cittadino di Opera non potrà ricorrere a quella sentenza? Quale giustizia amministrata nel nome del Popolo, e che si possa definire uguale per tutti, ha la sfacciataggine di considerarsi realmente equa a questo punto?
Ai posteri l’ardua sentenza ed al Ministro della Giustizia l’onere di provvedere affinché tali vessazioni non abbiano a ripetersi in futuro.
Ettore Fusco – Sindaco di Opera
venerdì 31 ottobre 2008
HANNO PROPRIO DECISO DI PERSEGUITARE IL SINDACO FUSCO
Roma, 31 ott. (Adnkronos) - Ettore Fusco, il sindaco leghista di Opera, nell'hinterland milanese, dovrà essere riprocessato per istigazione a delinquere in relazione alla devastazione del campo rom di Opera, avvenuta il 21 dicembre del 2007. Lo ha disposto la Prima sezione penale della Cassazione che con la sentenza 40684 depositata oggi spiega il perchè, lo scorso 16 ottobre, ha annullato l'assoluzione accordata a Fusco, all'epoca dei fatti consigliere di opposizione della Lega Nord, dal gup di Milano lo scorso 14 febbraio. Fusco, durante una seduta consigliare, era intervenuto parlando alla folla esasperata, più di cento persone, che aveva invaso l'aula e li aveva invitati ad occupare la tendopoli realizzata dal comune per ospitare un campo nomadi. Successivamente si era pure affacciato dalla finestra del palazzo comunale e con un megafono aveva ribadito la necessità di spostare la protesta al campo nomadi.
La protesta era degenerata tanto che i manifestanti diedero alle fiamme le tende destinate ad accogliere i rom sfrattati pochi giorni prima dal campo di Via Ripamonti a Milano. Ne era scaturita una denuncia a Fusco per il reato previsto dall'art. 414 c.p., accusa dalla quale era stato assolto lo scorso 14 febbraio. Secondo il gup, Fusco non andava condannato perchè aveva semplicemente invitato gli operesi "a occupare il campo nomadi senza mai fare riferimento ad azioni violente e con lo scopo di tutelare gli interessi dei cittadini".Contro l'assoluzione, la Procura di Milano ha fatto ricorso con successo in Cassazione, sostenendo che "l'istigazione posta in essere da Fusco conteneva quel corredo di modalità concrete dell'azione che faceva trasmodare la manifestazione del pensiero nell'istigazione".
Piazza Cavour ha accolto il ricorso del pm e ha sottolineato che per fare scattare una condanna per istigazione a delinquere basta che "sia posta in essere in pubblico la propalazione di condotte che configurino precise azioni delittuose, con rappresentazioni di azioni concrete che possano indurre altri alla commissione di tali fatti". Un'analisi, ha precisato ancora la Cassazione rinviando il caso al gup di Milano, che "deve essere condotta in relazione alla situazione concreta per verificare quale forza persuasiva e suggestiva potevano avere le frasi pronunciate ai fini istigatori della condotta". La Procura della Cassazione, rappresentata da Mauro Iacoviello, aveva chiesto di confermare l'assoluzione all'attuale sindaco di Opera.
(Dav/Gs/Adnkronos) 31-OTT-08 16:22
mercoledì 22 ottobre 2008
DIFESA PERSONALE: II CORSO
RIPRENDE: VENERDI' 7 NOVEMBRE 2008
PRESSO LA PALESTRA DELLA
SCUOLA ELEMENTARE DI VIA EMILIA
venerdì 3 ottobre 2008
Operazione condotta dalla Polizia Locale di Opera nella zona industriale dello Zerbo: scoperti clandestini extracomunitari che vivevano e lavoravano
alle ore 7.30 il Sindaco Ettore Fusco, il Comandante della Polizia Locale ed una pattuglia di agenti si sono recati nella zona
industriale, al quartiere Zerbo, per verificare un’attività che durante i sopralluoghi di verifica del territorio era risultata anomala. Infatti, durante i controlli si era riscontrata una attività lavorativa notevole presso un capannone industriale, dove però all’esterno non si evidenziavano segnali o presenze di persone.L’operazione di questa mattina ha permesso di verificare, e agire poi di conseguenza nelle misure di legge, che alcuni locali, sopra l’area di produzione, erano adibiti a dormitorio e cucina. Spazi esigui che 23 extracomunitari, tutti cinesi ed in buona parte clandestini, condividevano in condizioni igieniche assolutamente precarie. Grazie all’intervento degli agenti alcuni di essi, stranieri senza permesso di soggiorno, sono stati allontanati per accertamenti. I responsabili dei lavoratori regolari sono stati invece invitati a garantire le norme di sicurezza igienico sanitarie obbligatorie e ad effettuare gli opportuni adeguamenti al fine di ospitare persone nei locali sopra al capannone. Naturalmente i titolari dell’azienda, con regolari commesse per conto di marche famose, saranno adesso chiamati nelle sedi opportune per spiegare la situazione di estrema illegalità riscontrata.
All’operazione si sono aggiunti anche due ispettori dell’INPS che sono intervenuti per la loro parte, i tecnici del Comune a verifica del rapporto spazio/persona e del rispetto delle norme edilizie ed infine è sopraggiunta, a supporto degli agenti di Polizia Locale, una pattuglia di Carabinieri.

“Al momento del bliz c’è stato un fuggi fuggi generale ed una certa tensione - sono le prime parole del Sindaco Fusco intensamente impegnato sin dall’irruzione - poiché da ogni angolo sbucava fuori qualche disperato sorpreso nel sonno dalla nostra visita. Dietro le porte, alcune chiuse a chiave, delle camere ricavate con pareti mobili, legni e cartoni, vi erano persone più sorprese che impaurite e molti hanno provato a fuggire nella confusione.
L’aver rilevato le pietose condizioni in cui queste persone sono costrette a vivere per guadagnarsi 50 euro a settimana lavorando giorno e notte - conclude il Sindaco - ci induce a forzare la mano ed a perseguire con tutti i mezzi a nostra disposizione gli atti criminosi legati allo sfruttamento dell’immigrazione che in certi casi diventano persino riduzione in schiavitù”
Da parte del Sindaco Ettore Fusco, che pochi giorni fa rincorse e fece arrestare una scippatrice, un encomio alla Polizia Locale di Opera, abilmente guidata dal Comandante De Tommaso, composta da personale qualificato, formato e motivato che anche in questa occasione ha dimostrato al primo cittadino di poter contare su agenti che non risparmiano energie quando c’è da lottare contro la criminalità.
mercoledì 3 settembre 2008
COMUNICATO STAMPA: MILANO "BONIFICHI" LA VIA RIPAMONTI
Dopo l’arrivo di 130 Carabinieri nella Provincia di Milano e l’intervento dell’Esercito a presidiare la città del Sindaco Moratti qui a Opera ci domandiamo come mai le prostitute che “battono” la Via Ripamonti a confine con il nostro paese continuino ad aumentare.
Se dal sud Milano i sindaci si adoperano per ripulire le strade dalla piaga della prostituzione sembra invece che il Comune di Milano sia più interessato alla divisione dei finanziamenti per l’Expo che non a fare fruttare le nuove norme per la sicurezza nelle città.
E’ indecoroso che una città candidata a primeggiare nel mondo, e che rappresenta la capitale morale della nostra nazione, mostri di se un tale degrado. Campi nomadi, immigrati clandestini, spacciatori di droga e prostitute in bella mostra… non vogliamo certo che la vetrina dell’Expo che la Moratti offrirà ai suoi visitatori sia questa.
Chiediamo al Sindaco di Milano ed al Vicesindaco De Corato, Assessore con delega alla sicurezza, di intervenire quanto prima per restituire una parvenza di legalità agli occhi di quelle migliaia di cittadini che quotidianamente percorrono la strada che collega la metropoli al sud Milano.
Da troppi anni subiamo le angherie degli amministratori milanesi che disattendono le aspettative degli operesi e di tutti quei cittadini costretti a subire oltre il traffico in entrata alla città, a causa della Via Ripamonti ad una corsia nonostante sino ai confini operesi si giunga con la Valtidone che attraversa il nostro paese con due corsie per senso di marcia, anche il dilagare della criminalità organizzata con manovalanza straniera.
Diciamo basta alle prostitute che affollano il ciglio delle nostre strade e facciamo presente che i clienti delle lucciole causano quotidianamente incidenti, anche mortali, che nel “migliore” dei casi bloccano per ore l’unica via di accesso a Milano.
Quella Milano che dal primo gennaio ha imposto persino una tassa per chi entra in città con l’auto, non senza avere fatto prima un safari nella fauna della prostituzione periferica.
venerdì 29 agosto 2008
COMUNICATO STAMPA: STOP AI VANDALI
La notte scorsa il parco giochi di Via F.lli Cervi nei pressi del Cimitero è stato oggetto delle attenzioni dei soliti vandali che, forse in preda ad alcool e droghe, hanno divelto i cestini, spezzato rami degli alberi ed infine si sono accaniti sulle altalene dei bambini.
Siamo stanchi di assistere impotenti alla vigliaccheria di vandali che nella notte devastano l’arredo urbano ed in particolare i giochi dei bimbi.
Un giro di vite aspetta questi incivili che con i loro schiamazzi notturni disturbano la quiete pubblica e con le loro bravate costano all’Amministrazione decine di migliaia di euro ogni mese.
Un costo, quello delle devastazioni dei bulli di periferia, che si ripercuote prima di tutti sui bambini che per riavere i propri giochi nei parchi pubblici devono aspettare anche dei mesi.
Per questo è allo studio un piano di intervento, con la Polizia Locale e l’Ufficio Tecnico, grazie al quale basterà utilizzare impropriamente altalene e scivoli, vicino alle quali vi saranno cartelli recanti l’età delle persone ammesse all’utilizzo, per pagarne le conseguenze.
In arrivo ci sono anche altre telecamere, collegate ad una centrale operativa, attraverso le quali comincerà l’identificazione dei responsabili dei danni e quindi l’avvio di procedure per il recupero del costo delle manomissioni.
Queste soluzioni, purtroppo, denotano un’altra sconfitta della società incapace a formare il cittadino per il quale, oramai, difficilmente basterà ripristinare l’ora di educazione civica ed il voto in condotta per sopperire alla debolezza del potere educativo della famiglia ed alla perdita dei valori da trasmettere ai giovani sostituiti, grazie anche alla troppa televisione spazzatura, da errati modelli di vita che si manifestano con il bullismo ed il vandalismo.
Il Sindaco di OPERA Ettore Fusco
mercoledì 27 agosto 2008
TEMPI DURI PER I CLIENTI DELLE PROSTITUTE
La sicurezza è ancora al centro dell’attività amministrativa del Sindaco Ettore Fusco.
Nella lotta alla prostituzione il primo cittadino operese, come preannunciato a ferragosto quando un centauro perse la vita sulla S.S. Valtidone, firma l’ordinanza che di fatto colpisce i clienti delle prostitute. Bersaglio del Sindaco sono tutti quegli automobilisti che, fermandosi anche solo a trattare con le lucciole, mettono a rischio l’incolumità di chi transita sulle strade dove i cercatori di compagnia a pagamento si rendono troppo spesso autori di manovre azzardate che nel corso degli anni si sono rivelate mortali in troppe occasioni.
Il Comune di Opera, con la sua rigida politica a favore della sicurezza e del decoro, non ha prostitute sul suo territorio ma purtroppo ne conta alcune sulle strade confinanti, in particolare quelle di competenza del Comune di Locate di Triulzi, dove sono sempre di più le prostitute che prendono servizio senza che l’Amministrazione intervenga per porre fine alla vergognosa pratica. Questo nonostante le richieste di Opera ripetutamente fatte al collega locatese Preli sin dall’insediamento del Sindaco Fusco e dopo alcuni interventi fatti di concerto tra la Polizia Locale operese ed i Carabinieri al confine tra i due comuni.
Purtroppo con la nostra ordinanza non avremo comunque la possibilità di garantire l’incolumità dei nostri cittadini in quanto l’eventuale sanzione sarebbe commessa sul territorio di Locate ma, apponendo i cartelli in prossimità di quelle aree che confinano con le nostre, contiamo di dissuadere gli automobilisti dal caricare a bordo le prostitute e quindi fare si che queste si trasferiscano altrove preservando gli operesi dai rischi provocati dalle inversioni di marcia improvvise e dalle altre manovre azzardate.
Con questa ordinanza ci siamo rafforzati, qualora qualche lucciola riprovasse ad insediarsi sul suolo operese, con un arma in più per legittimare l’intervento della nostra efficiente Polizia Locale che necessità, per agire con determinazione, degli strumenti idonei che grazie al Ministro Maroni, ed alla politica del Viminale sulla sicurezza, stanno giungendo ai comuni attraverso i maggiori poteri ai sindaci.
Adesso ci aspettiamo un analoga determinazione da parte del Sindaco locatese al fine di risolvere una volta per tutte questa vicenda e lasciare che i nostri agenti possano dedicarsi al mantenimento dell’ordine ed alla prevenzione dei crimini sul territorio anziché dover pattugliare le zone limitrofe a quelle del nostro paese per cercare di limitare i danni del meretricio sul comune confinante.
La sanzione prevista dall’ordinanza, a chiunque si fermi a contrattare con le prostitute, è pari a €500,00 ed alla denuncia penale che può implicare fino a tre mesi di carcere.
martedì 24 giugno 2008
CONTRO I CLANDESTINI ED I LORO AGUZZINI: BLITZ NOTTURNO DEI CARABINIERI A OPERA
mercoledì 18 giugno 2008
SICUREZZA: Vertice Fusco - Lombardi, no ai campi rom nel sud Milano
“Un incontro utile – sottolinea il sindaco – non solo per fare il punto sulla situazione e analizzare insieme i problemi di sicurezza sul nostro territorio, in particolare legati allo spaccio e alla prostituzione. È stata, infatti, l'occasione per analizzare alcune proposte, verso le quali sia il Prefetto sia il comandante provinciale dell'Arma hanno mostrato particolare attenzione, dando la loro disponibilità ad analizzare possibili interventi. Già nei prossimi giorni, infatti, il colonnello Pascali verrà a Opera per verificare sul campo la situazione, confrontandosi con i comandanti della Polizia locale e dei carabinieri di Corsico, da cui dipende la stazione operese”.
In particolare, il sindaco di Opera si è fatto interprete della preoccupazione dei cittadini, perché il numero dei carabinieri presenti nella locale stazione sono troppo pochi. “L'organico – ha detto Fusco – è fermo a quindici anni fa. Però, negli anni, il paese e, di conseguenza, la popolazione sono cresciuti. Mi è stato assicurato che verificheranno la possibilità di destinare a noi una parte del nuovo contingente di 130 militari dell'Arma previsto per Milano e provincia o, comunque, una riorganizzazione tale da consentire più agenti sul territorio operese”.
Il comandante provinciale dell'Arma ha accolto con favore la proposta di spostare la caserma, attualmente al confine con Milano, verso il centro di Opera. “Si raggiungerebbe – precisa il sindaco – il doppio obiettivo di avere i carabinieri più vicini ai cittadini, ma anche un maggior controllo, grazie al fatto che le pattuglie dovranno necessariamente passare per le vie del centro durante gli spostamenti da e verso la caserma”.
L'attuale stazione verrebbe invece destinata alla Polizia di Stato. Anche su questo aspetto c'è stata una convergenza di vedute tra il sindaco e il prefetto. Insieme hanno ipotizzato la possibilità di destinare la palazzina a un nucleo specializzato nel controllo e nel recupero delle auto rubate.
Il sindaco ha chiesto rassicurazioni affinché, soprattutto in vista dell'Expo, non vi sia un piano per spostare Rom e prostitute verso l'hinterland. “Gian Valerio Lombardi – precisa Ettore Fusco – mi ha assicurato che non sono previsti, in alcun modo, spostamenti sul nostro territorio. Sono quindi fiducioso che, grazie anche ai poteri di commissario ricevuti dal Governo, il prefetto saprà garantire quell'ordine e quella sicurezza che i cittadini, e io con loro, chiedono con forza”.
sabato 7 giugno 2008
Blitz antidroga delle “pattuglie per la sicurezza”
“Il luogo dove è stato eseguito l’intervento – spiega il sindaco – è stato da me segnalato già un anno fa sia al Prefetto sia al Questore. Dopo circa un mese mi era stato risposto che, pur intensificando i controlli, non era risultato alcunché. L’operazione compiuta ieri sera dimostra il contrario e conferma che le mie segnalazioni sono ancora attuali. Diventa quindi fondamentale un maggior presidio della zona da parte delle Forze dell’Ordine. Inserirò anche questo problema nell’agenda dell’incontro con il Prefetto che sto aspettando da circa un mese”.
L’operazione di controllo è scattata nella tarda serata di ieri, quando la polizia locale ha ricevuto la segnalazione di un’auto sospetta nei pressi dell’Abbazia di Mirasole. Qui le persone che vi abitano hanno più volte evidenziato un problema di sicurezza e la paura di uscire la sera proprio per assembramenti di individui dediti allo spaccio. Una segnalazione che il sindaco Ettore Fusco ha fatto sua e sulla quale intende andare fino in fondo, chiedendo un maggior coinvolgimento dei Carabinieri.
Nell’automobile si trovava una persona seminuda che si stava probabilmente drogando. L’uomo si è barricato dentro e c’è voluto un po’ di tempo prima che gli agenti riuscissero a convincerlo ad aprire il veicolo. All’interno sono state trovate alcune bottigliette di metadone. Nel frattempo, alle pattuglie si sono avvicinati due agenti in borghese della polizia penitenziaria, che hanno segnalato l’assembramento di tossicodipendenti poco distanti dall’Abbazia. Immediatamente è scattato il blitz. È partito l’inseguimento. Un’auto e un motorino sono finite in un fosso. Abbandonata anche una moto rubata utilizzata sicuramente dagli spacciatori, tutti di origine magrebina.
Gli agenti sono riusciti a bloccare cinque ragazzi, italiani provenienti dal lodigiano, dal pavese e dal bergamasco. Avevano con sé alcune bustine di hashish per uso personale. Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica e segnalati alla Prefettura. Rischiano il ritiro della patente e altri provvedimenti amministrativi.
“Credo sia fondamentale – sottolinea Ettore Fusco – una maggiore sinergia tra chi si occupa di sicurezza sul nostro territorio. Perché l’obiettivo è contrastare il dilagare della criminalità con interventi di prevenzione prima di essere costretti ad agire con la repressione”.
Ufficio stampa Comune di Opera
domenica 25 maggio 2008
ESPULSI DAL PAESE IMMIGRATI CLANDESTINI
giovedì 15 maggio 2008
IL PREFETTO VUOLE MANDARE I ROM IN PERIFERIA?
lunedì 5 maggio 2008
ANCORA PROSTITUTE A OPERA
venerdì 18 aprile 2008
martedì 15 aprile 2008
CONSULTA I DATI ELETTORALI DI OPERA IN DIRETTA
Lo spoglio inizia alle ore 14 di martedì 15 aprile 2008
martedì 1 aprile 2008
IN TEMA DI SICUREZZA LA SINISTRA DI OPERA PERDE UN ALTRO "PUNTO"
Ecco la Fiat Punto di un malcapitato operese della Via Moneta che ieri mattina ha trovato l'amara sorpresa oramai all'ordine del giorno per i nostri concittadini.sabato 29 marzo 2008
DOMENICA 30 MARZO L'ASSESSORE BONI A OPERA
martedì 18 marzo 2008
MARTEDI' 18 MARZO: FUSCO A TELEPADANIA
lunedì 17 marzo 2008
SENZA PAROLE...
http://letterealoperese.blogspot.com/2008/03/i-fantasmi-di-opera-nellurna-di-aprile.html
venerdì 7 marzo 2008
OPERA SICURA IN PIAZZA DOMENICA 9 MARZO
Dopo l'aperitivo, alle ore 18.30, salamelle per tutti gli intevenuti. Il luogo dell'evento è la PIAZZA XXV APRILE sede del MERCATO.
martedì 4 marzo 2008
QUESTIONE PASSAGGIO A LIVELLO VIA ROMA. LA LEGA NORD PRONTA A SCENDERE IN PIAZZA.
sabato 23 febbraio 2008
COMUNICATO STAMPA: SUD MILANO / ALTO PAVESE, IL POPOLO VINCE ANCORA
giovedì 21 febbraio 2008
COMUNICATO STAMPA: NON SOLO CARCERE, OPERA HA BISOGNO DI ALTRO
Sembra che Opera sia il luogo dove nascondere le cose peggiori.
Dopo il carcere, lo smaltimento dei rifiuti tossici, l’inceneritore ed il campo nomadi adesso dobbiamo anche assistere impotenti alla trasformazione in carcere duro di una buona parte del complesso che sorge a confine tra Opera e Milano.
Quando costruirono la prigione in questa cittadina del sud Milano, all’epoca tranquilla, ci promisero in cambio il tram 24 fino al nostro paese e l’allargamento della Via Ripamonti.
Inoltre garantirono che Opera non sarebbe stata più disturbata con questioni tanto rilevanti.
Invece, dopo il campo nomadi dello scorso anno, il Comune di Milano e la Provincia sono tornati alla carica con un inceneritore vicino ai nostri confini ed ora vi è questa volontà del Governo di trasformare il Carcere di Opera in un Istituto specializzato nel regime di carcere duro per la detenzione di boss mafiosi.
Nella frazione di Noverasco, dove sorge l’istituto di pena, i quasi tremila residenti sono preoccupati per la vicinanza alle case e per la vendita degli immobili Enpam che, non essendo stata calmierata da un intervento del Comune di Opera, non sarà a riscatto come si sperava ma produrrà un esodo di persone che lasceranno libere molte abitazioni.
Il timore e che proprio in quel quartiere si possa insediare un quartier generale della mafia nel Nord Italia.
Gli operesi raccoglieranno delle firme per chiedere il rispetto da parte delle istituzioni, anche per le altre questioni ancora aperte come l’allargamento della Ripamonti, ed una dislocazione più intelligente dei sottoposti a carcere duro da distribuire in più istituti.
COMUNICATO STAMPA: OPERA HA BISOGNO DI ALTRO
Sembra che Opera sia il luogo dove nascondere le cose peggiori.
Dopo il carcere, lo smaltimento dei rifiuti tossici, l’inceneritore ed il campo nomadi adesso dobbiamo anche assistere impotenti alla trasformazione in carcere duro di una buona parte del complesso che sorge a confine tra Opera e Milano.
Quando costruirono la prigione in questa cittadina del sud Milano, all’epoca tranquilla, ci promisero in cambio il tram 24 fino al nostro paese e l’allargamento della Via Ripamonti.
Inoltre garantirono che Opera non sarebbe stata più disturbata con questioni tanto rilevanti.
Invece, dopo il campo nomadi dello scorso anno, il Comune di Milano e la Provincia sono tornati alla carica con un inceneritore vicino ai nostri confini ed ora vi è questa volontà del Governo di trasformare il Carcere di Opera in un Istituto specializzato nel regime di carcere duro per la detenzione di boss mafiosi.
Nella frazione di Noverasco, dove sorge l’istituto di pena, i quasi tremila residenti sono preoccupati per la vicinanza alle case e per la vendita degli immobili Enpam che, non essendo stata calmierata da un intervento del Comune di Opera, non sarà a riscatto come si sperava ma produrrà un esodo di persone che lasceranno libere molte abitazioni.
Il timore e che proprio in quel quartiere si possa insediare un quartier generale della mafia nel Nord Italia.
Gli operesi raccoglieranno delle firme per chiedere il rispetto da parte delle istituzioni, anche per le altre questioni ancora aperte come l’allargamento della Ripamonti, ed una dislocazione più intelligente dei sottoposti a carcere duro da distribuire in più istituti.
martedì 19 febbraio 2008
COMUNICATO STAMPA: NON SOLO A OPERA IL 41 BIS
Opera non può diventare la capitale del 41 bis ed ospitare tutti i più pericolosi boss mafiosi d’Italia. Il nostro paese rischierebbe di diventare crocevia della malavita organizzata ed assistere impotente al radicarsi di certe famiglie ed interessi che niente avrebbero a che fare con la realtà operese.
Il pericolo lo avvertiamo ancora di più in considerazione del fatto che il Sindaco di sinistra Alessandro Ramazzotti non sta facendo nulla per opporsi e soprattutto non ha assolutamente aiutato gli inquilini del vicino quartiere di Noverasco a riscattare le proprie case dall’Enpam.
Adesso che molti residenti non acquisteranno si libereranno tanti appartamenti a prezzi favorevoli e correremo il rischio che ad occuparli giungano persone dell’entourage di questi boss che si vengono a trovare nel carcere del nostro paese.
Teniamoci le donne carcerate e non trasformiamo Opera nella capitale della mafia.
venerdì 15 febbraio 2008
COMUNICATO STAMPA: ADESSO LIBERATE GLI ALTRI OPERESI
mercoledì 13 febbraio 2008
AFGHANISTAN: UCCISO UN MILITARE ITALIANO
lunedì 11 febbraio 2008
COMUNICATO STAMPA: OPERA SICURA ADERISCE AL CENTRODESTRA OPERESE
Il gruppo Opera Sicura, associazione nata a salvaguardia della sicurezza degli operesi, appoggia il candidato Sindaco del centrodestra Ettore Fusco e la lista dei candidati che si presenterà alle elezioni di aprile.
L’apporto di Opera Sicura alla lista del centrodestra sarà sostanziale ed addurrà alla coalizione la determinazione propria della nostra associazione che si è distinta in questo suo primo anno di attività per l’efficacia con cui si è sempre messa al servizio del cittadino al fine di garantirne sicurezza e libertà.
Mai come in queste elezioni sarà determinante nei programmi elettorali la voce sicurezza; Opera Sicura aderendo con il centrodestra a questo processo di cambiamento si fa garante di un mutamento sostanziale nell’interesse degli operesi.
Più sicurezza significa maggiore libertà e come diceva Carlo Cattaneo “per essere liberi bisogna essere prima di tutto padroni in casa propria”; un motto in cui tutto il centrodestra si riconosce e proprio per questo Opera Sicura è con la lista dei candidati di Ettore Fusco per Opera.

Ufficio Stampa OPERA SICURA.
Il responsabile Renato Colombo.
sabato 2 febbraio 2008
COMUNICATO STAMPA: L’INCENERITORE A OPERA NON SI FA
Opera, 2 febbraio 2008Questo inceneritore a Opera non si fa, lo assicura Ettore Fusco.
Provincia, Regione e Amsa ne hanno preso atto grazie alle mille firme dei cittadini operesi, solo perché non abbiamo ritenuto servisse raccoglierne ancora, ed orienteranno i progetti di espansione futuri su altre zone di Milano e del suo hinterland.
Nonostante la posizione piuttosto morbida del Sindaco operese uscente, Alessandro Ramazzotti, le istituzioni prendono atto del moto di protesta che Opera Sicura ha controllato traducendolo in un primo atto pubblico rappresentato dalle sottoscrizioni di un perentorio diktat popolare: “No ad un nuovo inceneritore a Opera o nelle zone limitrofe”.
Questa volta la Regione ha saputo ascoltare i cittadini e si è consapevolmente orientata su altre possibilità, sollecitando Provincia e Comune di Milano a fare altrettanto, lasciando valida la soluzione del sud Milano solo ed esclusivamente se avallata dai residenti dei comuni interessati attraverso una consultazione popolare.
Mancano pochi mesi al cambio di Governo nel Comune di Opera. Sarebbe stato assurdo prendere decisioni di tale importanza accordandosi con l’attuale scalcinata Giunta destinata a fare le valigie proprio per alcune decisioni prese senza avere il consenso popolare.
Le nuove classi dirigenti devono prendere un impegno concreto, quando giungono a ricoprire ruoli decisionali, in virtù del fatto che certe scelte fatte oggi sono di un impatto territoriale tale da modificare usi, costumi e stili di vita, oltre che condizionare in misura più o meno grave la salute pubblica.
Adesso aspettiamo solo che le istituzioni tranquillizzino i cittadini operesi, allarmati per quanto da loro avvertito come il pericolo imminente di una nuova imposizione alla nostra cittadina, che si è già dimostrata in passato essere popolata da gente orgogliosa e determinata.
lunedì 28 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA: MAI A OPERA L’INCENERITORE DI PENATI E RAMAZZOTTI
Penati, la Moratti e Formigoni raggiungono l’accordo sul nuovo termovalorizzatore ma Opera dice no.
Nei giorni scorsi Filippo Penati ha annunciato querele a quei giornalisti che parlavano di disponibilità della Provincia a costruire nuovi termovalorizzatori. Eppure oggi ancora si dice d’accordo.
Il Sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti, ha invece rincarato la dose smentendo le voci che davano un possibile interessamento per l’area sud milanese parlando di “bufala”.
Oggi apprendiamo che Comune, Provincia e Regione sono tutti d’accordo a costruire un nuovo impianto sul territorio e visto l’affannarsi di Penati e Ramazzotti nel tranquillizzare il sud Milano abbiamo la certezza che la coppia che portò il campo nomadi a Opera voglia oggi giocarci lo scherzo dell’inceneritore.
Formigoni ha parlato di “localizzazione del termovalorizzatore con grande rispetto del territorio” e della gente, aggiungiamo noi.
Il Governatore della Lombardia ascolti gli operesi perplessi sulla questione del termovalorizzatore.
Il Consigliere Ettore Fusco, portavoce di Opera Sicura, ha raccolto già un migliaio di firme di persone contrarie all’ipotesi di costruire un inceneritore nella zona sud di Milano e si rende disponibile a trattare per mediare soluzioni più appropriate rispetto a quelle di Opera e Nosedo, le uniche di cui abbiamo sentito parlare.
Si faccia chiarezza smettendo di rilasciare dichiarazioni poi puntualmente smentite o ritrattate al fine di confondere i cittadini ed evitare proteste e prese di posizione da parte dei rappresentanti del popolo.
Opera vuole capire ed il Sindaco operese, Alessandro Ramazzotti, sta esagerando come fece ai tempi del campo nomadi quando, causa la sua mancanza di comunicazione, la presunzione ed arroganza, provocò la forte protesta popolare sfociata nel terribile rogo del campo nomadi.
Lo tengano presente le istituzioni.
venerdì 25 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA: RAMAZZOTTI E PENATI SEGUANO PRODI
Il Sindaco operese Alessandro Ramazzotti continua a smentire le voci sulla realizzazione di un inceneritore in prossimità di Opera nel sud di Milano.
“Si continua a fare terrorismo con le parole - afferma Ramazzotti - invece di affrontare con serietà un problema che richiede attenzione e sul quale la Regione Lombardia, che sta esaminando il piano provinciale dei rifiuti, è chiamata ad esprimersi”.
Il primo cittadino operese prosegue poi “non vi sono le condizioni tecniche per la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nel sud di Milano. Motivazioni delle quali sia la Regione sia l’Amministrazione comunale milanese sono perfettamente al corrente”.
Sembra invece che Ramazzotti abbia a cuore semplicemente la strenua difesa della Provincia del suo compagno di partito Filippo Penati, che l’11 gennaio annunciava di aver dato mandato ai suoi legali per procedere con la querela al Giornale che parlava di “termovalorizzatore di Penati a Opera” e delle opposizioni interne alla sinistra, da parte dei consiglieri provinciali Patta per rifondazione comunista e Gaiardelli per i Verdi, con tanto di dichiarazioni degli stessi.
Eppure a due settimane scarse di distanza ancora dichiarazioni di Penati a rimescolare le carte in tavola: Il Corriere della sera titola infatti “Si all’inceneritore, ma più differenziata. La Provincia apre sul termovalorizzatore. Dovrebbe sorgere ai confini con Opera o a Nosedo”.
All’interno dell’articolo del quotidiano si legge “Filippo Penati rilancia: Abbiamo fatto le nostre verifiche e ci siamo resi conto che il semplice potenziamento degli impianti di termovalorizzazione non è sufficiente. Ci vuole un nuovo termovalorizzatore”.
Successivamente il Sindaco operese Alessandro Ramazzotti continua a lanciare salvagenti al suo compagno di sventura nella sfortunata, per loro, vicenda del campo nomadi a Opera ed accusare inutilmente Comune di Milano e Regione Lombardia guidate invece dal centrodestra.
Il Sindaco di Opera conclude con l’ennesima uscita propagandistica dichiarando: “All'azione strumentale di Milano noi risponderemo con un ordine del giorno che porteremo in Consiglio comunale e al quale mi auguro aderiscano anche tutte le forze politiche di centrodestra".
Spieghi il primo cittadino operese per quale ragione non ha voluto votare la mozione presentata al Consiglio Comunale del 27 novembre, dal Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco, tanto semplice quanto chiara ed inoppugnabile, che recitava unicamente queste parole:
“Alla luce delle ultime notizie relative al pericolo concreto che sul territorio operese o di un comune limitrofo sia edificato un inceneritore o termovalorizzatore, il Comune di Opera esprime parere sfavorevole a qualsiasi insediamento che tratti rifiuti urbani, di qualsiasi genere, sul territorio operese o di un comune confinante”.
Tutta questa confusione intorno all’argomento spazzatura… ci puzza!
Ramazzotti e Penati sono già stati delegittimati dalla politica portata avanti sul territorio, che attuano senza che sia condivisa dai cittadini, e l’azione di Governo della loro parte politica è malamente fallita con la caduta del Premier Romano Prodi: cosa aspettano a dimettersi? Non si rendono conto di essere già invisi alla popolazione?
giovedì 24 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA: MENTRE I SINDACI DI SINISTRA SMENTISCONO L'INCENERITORE VICINO A OPERA...
mercoledì 23 gennaio 2008
CHE SIA PROCESSATO PENATI. NON GLI OPERESI.

Nello stesso giorno in cui la Provincia di Milano chiede ai nove operesi, sotto processo per il rogo delle tende ed il presidio cittadino che lo scorso anno evitò un campo nomadi a Opera, un risarcimento danni materiali e di immagine pari a 25 mila euro firma un protocollo che impegna Palazzo Isimbardi a stanziare 1 milione di euro per la sicurezza intorno ai campi nomadi.
Il Comune di Milano e la Provincia di Filippo Penati insieme stanziano 3 milioni di euro per sostenere il patto sulla sicurezza a Milano. Serviranno a migliorare i controlli.
In particolare i finanziamenti saranno utilizzati per intensificare presenza e impegno delle forze di Polizia nell'attività di vigilanza ai campi nomadi, anche nelle ore serali e notturne, e per lo sgombero degli alloggi occupati abusivamente dai rom che imperversano negli edici Aler non assegnati.
25 mila euro per un danno prodotto da quegli operesi che hanno chiesto che le istituzioni non allestissero un campo nomadi nel proprio paese per compensare un danno d'immagine e risarcire il costo delle tende danneggiate quando, e questa è solo una goccia di quanto viene sperperato del nostre denaro, nello stesso giorno in cui la Provincia fa questa richiesta si permette di depauperare 1 milione di euro per vigilare sui rom che a Opera hanno controllato i cittadini, senza spese per la collettività, e per riparare ai danni che questi provocano occupando abitazioni e commettendo crimini.
Naturalmente invochiamo l'intervento della magistratura affinché sia imputato Filippo Penati per reati legati al razzismo ed alla discriminazione razziale, visto che stanzia 1 milione di euro per combattere la cultura di una minoranza etnica che chiede di vivere a modo suo, e chiediamo l'intervento della Corte dei Conti perché valuti la spesa di Penati, solo un tassello del mosaico degli sprechi legati alla gestione dei campi nomadi, spropositata ed inutile in quanto senza alcun progetto duraturo per la sicurezza dei contribuenti.
1 milione di euro, che si somma ai due stanziati dal Comune di Milano, che forse l'ex Sindaco della Stalingrado d'Italia oggi Presidente della Provincia non si rende conto che rappresenta un danno d'immagine ben superiore a quello presunto per cui chiede 10 mila euro agli operesi e che rappresenta un danno infinitamente più grande di quello delle tende danneggiate quantificato in 15 mila euro.
Il milione di euro di Penati lo paghiamo anche noi operesi.
Se Penati vuole fare passare questo messaggio, che con 25 mila euro si risolve il problema nomadi in un paese dell'hinterland di Milano che alla Provincia costa invece 1 milione, la magistratura e la Corte dei Conti devono intervenire quanto prima per fermare il progetto xenofobo pregno di istigazioni a delinquere ed all'odio sociale e razziale che con questo provvedimento la Provincia diffonde nell'opinione pubblica.
sabato 19 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA: LANDRIANO ED IL SUD MILANO PER DIRE NO LOGISTICA
Opera, 19 gennaio 2008Si è svolta oggi sabato 19 gennaio 2008 a Landriano, tra un nutrito schieramento di forze dell'ordine e giornalisti, la manifestazione promossa dal comitato No. Log. s. a cui hanno aderito anche gli esponenti locali del Carroccio, Luigi Codazza per il territorio di Landriano e dei comuni limitrofi, Pier Paolo Antonelli per Pieve Emanuele ed Ettore Fusco per Opera e Locate di Triulzi.
La partecipazione imponente della popolazione, che ha protestato contro l’insediamento della nuova logistica previsto sul terreno agricolo circostante la cascina Maiera, ha sottolineato l’importanza di tale avvenimento al quale non sono mancati i Sindaci di Vidigulfo e Torrevecchia Pia.
I primi cittadini di Locate di Triulzi, Opera e Pieve Emanuele hanno invece snobbato l’evento popolare promosso dal comitato cittadino No. Log. s.
Nello specifico l’area in cui dovrebbe insediarsi la nuova logistica, in pratica un centro di smistamento e stoccaggio di merci, è adiacente alle zone di consolidamento dei caratteri naturalistici della valle del Lambro pertanto con una forte valenza di salvaguardia paesaggistica a cui stanno lavorando anche i paesi limitrofi per la realizzazione di un parco sovracomunale.
Il corteo, composto da circa un migliaio di partecipanti, ha percorso le vie del paese fino a giungere in Piazza Garibaldi dove una delegazione si è recata dal Sindaco, non presente in municipio, per la consegna delle firme raccolte tra la cittadinanza contro il progetto della logistica.
Si mettono a repentaglio sia il proprio territorio, sia la salute e la sicurezza dei cittadini che non sono mai stati coinvolti dal Sindaco su questa scelta così come sulle altre importanti decisioni urbanistiche che hanno snaturato il volto del Comune di Landriano e dei nostri paesi del sud Milano.
Gli strumenti come la Valutazione d’Impatto Ambientale sono stati istituiti proprio per determinare l’impatto sul territorio di impianti e opere edilizie.
Perché saltare invece questo importante passaggio che garantisce i cittadini, flora, fauna e storia?
Se la Valutazione di Impatto Ambientale darà un parere contrario a quello dato dal Comune, chiediamo fin da ora che venga ripristinato e restituito alla comunità di Landriano il territorio che questa amministrazione, che solo a chiacchiere si dimostra ecologista, ha già deturpato a sufficienza.
domenica 13 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA: NO SPAZZATURA, NO INCENERITORE. FORMIGONI COME BASSOLINO.
I due governatori sono accomunati da un comune denominatore chiamato spazzatura. Bassolino in Campania permette che questa non sia smaltita regolarmente e Formigoni in Lombardia decide di aprire le porte dei nostri impianti per aiutare il suo collega reo di aver malgestito la sua Regione e l’emergenza rifiuti sia da Sindaco di Napoli e Presidente della Campania che nei tre anni e mezzo in cui era Commissario Straordinario su mandato del governo nazionale.
Nonostante la manifesta indisponibilità dei giorni scorsi a ricevere rifiuti campani oggi sembra sia cambiato qualcosa ed allora si aprono nuove prospettive e aperture verso la possibilità di incenerire sul territorio lombardo rifiuti provenienti dalla regione meridionale.
Il Presidente della Lombardia, quasi più federalista dei leghisti quando c’è da prendere i voti, di tanto in tanto si ricorda di essere ancora un uomo della vecchia Democrazia Cristiana e quando il suo collega Bassolino, uomo del vecchio PCI, chiede aiuto in nome del consociativismo, che consente ai due di resistere sulla cresta dell’onda da oltre quindici anni, il vecchio saggio bianco del Pirellone risponde solerte.
Intanto Antonio Bassolino afferma che ‘‘... in questi anni nella nostra regione sull’opposizione ai termovalorizzatori e alle discariche si sono costruite carriere politiche e fortune elettorali‘‘.
Chissà dov’era il Governatore campano in questi anni di malefatte. Da otto anni alla guida della Regione e dal 1993 Sindaco di Napoli. Tre anni e mezzo come Commissario per l’emergenza rifiuti… ed oggi parla di colpe non sue?
Negare, negare ed ancora negare. Può anche starci bene per Bassolino ma che Formigoni soccorra il suo collega d’oltrePo’ non lo accettiamo ed allora non mandiamo a dire al Presidente lombardo quel che pensiamo… lo facciamo direttamente: Opera non accetterà mai un inceneritore vicino ai suoi confini solo poiché inetti amministratori (inetti, quando va bene. n.d.r.) si prendono la libertà di non fare il proprio dovere e qualcuno decida sulle nostre teste di andare in soccorso di questi arrecando un danno ai propri amministrati, nonché elettori, creando una necessità di aumento della capacita di smaltimento rifiuti.
Opera dice no ai rifiuti campani e no a qualsiasi ipotesi di inceneritori. Opera chiede che Formigoni riveda ogni eventuale apertura ad operazioni che non abbiano il consenso popolare.
I consiglieri regionali del centrodestra sono avvertiti: votare insieme alla sinistra in Consiglio Regionale per salvare oggi Bassolino (e domani poi cosa cambierà?) significa tradire i propri elettori ed i propri principi.
Opera è attenta!
venerdì 11 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA: OPERA NON ACCETTA LA SPAZZATURA
Opera ha già detto no all’inceneritore vicino al proprio confine territoriale ed impone a chiunque volesse edificarne uno di interpellare innanzitutto i cittadini operesi di cui siamo già in possesso di duemila firme contrarie alla realizzazione di un termovalorizzatore.
Il fatto che il nostro sia un piccolo paese non significa che la Provincia di Milano ci possa utilizzare come zerbino sotto cui nascondere la propria spazzatura.
Lo scorso anno Penati ed il Comune di Milano ci provarono con il campo nomadi, che trovò il favore il Sindaco operese Ramazzotti di sinistra come il Presidente della Provincia, ma i cittadini rispedirono gli ospiti indesiderati al mittente.
Adesso non ricominciamo con la storia dell’inceneritore senza pensare quanto meno di interpellare gli operesi attraverso un referendum.
A Milano non serve un nuovo inceneritore, procedano con l’ampliamento di Silla 2 se i rifiuti dei milanesi aumentano ma la si finisca di fare un business della combustione dei rifiuti.
Ciascuno incenerisca quanto produce in casa sua e Bassolino si tenga la sua spazzatura.
Siamo profondamente amareggiati per l’atteggiamento di Forza Italia e di Alleanza Nazionale che in provincia non solo non si oppongono a nuovi inceneritori ma addirittura si apprestano, condividendo la posizione di Filippo Penati, a fare da stampella al centrosinistra diviso su questo tema.
Auspichiamo un ravvedimento del centrodestra a palazzo Isimbardi affinché sia considerata la volontà dei comuni vicini ad eventuali nuovi impianti termovalorizzatori che rappresentano strutture con un impatto che può essere devastante nel caso di piccole comunità come quella operese che, nel suo recente passato, ha già mostrato di non essere disposta a subire imposizioni.
La Lega Nord operese invita a valutare l’allargamento di Silla 2 solo se indispensabile a smaltire i rifiuti prodotti nella provincia di Milano senza accollarsi l’onere di incenerire per denaro spazzatura proveniente da fuori provincia e chiede, qualora fosse indispensabile costruirne uno nuovo, una consultazione popolare al fine di conoscere la volontà dei cittadini.
Solo in questo modo si potrà parlare legittimamente di scelta condivisa e quindi accettata dalla gente.
giovedì 10 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA: OPERA CHIEDE SICUREZZA
Nel tardo pomeriggio di ieri c’è stato un altro evento delittuoso grave sul nostro territorio.
Dopo i molti furti negli appartamenti, che hanno caratterizzato il periodo delle vacanze natalizie, una rapina al punto Snai di Via Di Vittorio è terminata con un colpo di pistola esploso contro la vetrata dell’agenzia scommesse posta in una zona dove abitualmente passano molte persone che si recano alle proprie abitazioni.
Fortunatamente non ci sono feriti ed i malviventi, che hanno utilizzato la stessa modalità degli ultimi rapinatori dell’Eurospin di Noverasco, si sono presentati casco in testa ed armi in pugno portandosi a casa la somma di 2.800 euro.
Opera è stanca di lamentare l’aumento della criminalità e sentirsi come risposta da parte del Sindaco Alessandro Ramazzotti, lo stesso che un anno fa difendeva a spada tratta l’insediamento del campo rom contro il parere dei cittadini che ne hanno presidiato l’ingresso fino ad ottenerne lo smantellamento, che la città può dormire sonni tranquilli e le forze dell’ordine presidiano egregiamente il territorio.
Nessuno mette in dubbio l’efficienza degli agenti presenti nelle locale stazione dei carabinieri ma cosa possono fare due agenti di pattuglia su un mezzo che deve controllare un paese di quasi quindicimila abitanti? Cosa possono fare gli stessi due agenti che di notte si trovano il compito di pattugliare anche altri cinque comuni dell’hinterland milanese?
E’ una vergogna che Opera non ha una caserma operativa ma che alle dieci di sera neppure in caso di guerra i militari dell’arma possono oltrepassare il cancello della loro “residenza”.
Per quanto riguarda la Polizia Locale operese non vi è alcun dubbio che il Sindaco Ramazzotti ed il suo sottoposto Comandante De Tommaso hanno deciso di farne uso esclusivamente per multare le mamme che aspettano i propri bambini davanti alle scuole e fare le imboscate con l’autovelox all’ingresso del paese o sulle vie più scorrevoli dove è facile colpire il cittadino che supera di due km/h il limite di velocità.
Vogliamo più agenti, più sicurezza. Gli uomini e le donne della Polizia Locale devono vigilare giorno e notte pattugliando tutte le vie cittadine e l’amministrazione ne deve potenziare l’organico che, peraltro, è solo grazie all’intervento del Consigliere Ettore Fusco della Lega Nord se sono già dotati di armi per dissuadere i criminali dal compiere atti illeciti.
La locale caserma dei Carabinieri deve diventare operativa e gli agenti con la fiamma sul berretto li dobbiamo vedere in giro per il paese a presidiare almeno le zone maggiormente a rischio.
Così facendo possono anche fermare qualche “faccia strana” ogni tanto e non solo alzare la paletta per controllare i documenti alle facce conosciute.
Siamo stanchi, siamo stufi. Un Sindaco che non si batte per la sicurezza dei propri cittadini, ma anzi ne è causa di maggiori paure ed insicurezze, dovrebbe spiegare ai concittadini quale pensa che siano i compiti di un primo cittadino, quali pensa che debbano essere gli interessi di chi amministra una comunità. Non una comunità qualsiasi, la Città di Opera.
La Lega Nord chiede al Sindaco Ramazzotti di non aspettare il morto per prendere provvedimenti, sarebbe troppo tardi.
giovedì 3 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA: DUE PESI E DUE MISURE.
I cittadini campani che presidiano a Pianura l’area della discarica stanno mettendo in ginocchio le istituzioni e facendo traboccare d’immondizia intere città.
Il pericolo è anche per la salute pubblica visto i continui incendi dei cumuli di spazzatura che producono quantità di diossina tali da superare ogni soglia di sicurezza legalmente istituita.
Intanto, e non discutiamo sulla legittimità o meno di questa scelta, dei cittadini napoletani impediscono il passaggio ai camion che dovrebbero portare le immondizie alla discarica, prodotte dagli stessi cittadini campani, per cercare di ridurre l’emergenza che costerà alla nazione addirittura sanzioni comunitarie e che sicuramente ha fatto ricadere il popolo napoletano in un baratro di pregiudizi e luoghi comuni che si stavano superando. Primo fra tutti quello sul decoro e la pulizia.
In nessun’altra regione d’Italia i cittadini arriverebbero ad essere sommersi dalla spazzatura e, del resto, i napoletani sono diventati famosi per essere quelli che gettavano la spazzatura in strada dalle finestre… in tempi di non emergenza.
Persino i calabresi odiano i campani per avergli rovinato, a loro dire, le bellissime coste invase dai vacanzieri partenopei e lasciate sporche e devastate come dopo il passaggio di Attila.
Ma non vogliamo disquisire su queste vicende che non ci riguardano. Noi lombardi non tolleriamo neppure un pacchetto di sigarette o l’escremento di un cane lasciato sul marciapiede quindi non potremo mai giungere a situazioni d’emergenza continentale come quelle provocate dalla politica fallimentare di Bassolino e dalla Iervolino.
Quello che però ci sorprende è sentire un cittadino, forse un assessore di sinistra della Giunta napoletana, che parla di due pullman con le ruote bucate che ostruiscono il passaggio ai camion che devono portare l’immondizia alla discarica.
Un interruzione di pubblico servizio, con implicazioni gravissime sulla salute e l’immagine dei cittadini di un’intera regione, che è liquidata da chi parla davanti alle telecamere con la solidarietà a chi ha bloccato la strada.
Infine, sempre in merito alla vicenda, un Capitano dell’Arma che riconosce lo stato di illegalità prodotto dai cittadini e lascia presagire che nessun intervento sarà attuato per ripristinare il rispetto della legge né tanto meno per punire i colpevoli di un reato. Una scena questa, vista sempre alla televisione, che termina proprio con l’abbraccio materiale dei cittadini al militare, come riconoscimento per l’omertà mostrata, ed un sorriso soddisfatto sui volti di tutti i presenti.
Lo Stato “complice dei sovversivi” come forse avremmo voluto vedere anche a Opera dove un anno fa un altro presidio protestava civilmente contro un campo nomadi.
Un presidio, quello della cittadina lombarda, iniziato con un rogo del campo rom in allestimento che però non ha mai trovato, forse anche giustamente, il favore dei militari che anzi hanno subito provveduto, questo però ingiustamente, a preconfezionare falsità sulla presenza del Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco alla testa della spedizione punitiva culminata con l’incendio del campo.
Due pesi e due misure: Ettore Fusco è un Consigliere della Lega Nord di un Comune della Lombardia e pertanto va perseguito, per il reato d’istigazione a delinquere, non avendo fatto altro che dare il proprio sostegno ai presidianti operesi che pretendevano il rispetto della legalità osteggiando un campo nomadi.
Ettore Fusco è andato contro la sinistra della Provincia di Milano e quella di Opera che invece volevano imporre il campo stesso.
A Pianura si tratta invece di gente di sinistra che difende la mala gestione politica di giunte regionali, provinciali e comunali sempre di sinistra.
Razzismo politico ed etnico allo stesso tempo. Il meridionalismo assistenzialista di sinistra che vince sulla richiesta di rispetto della legalità voluto dai padani. Due pesi e due misure, ed a farne le spese un amministratore leghista che il 22 gennaio sarà davanti al giudice.
Il Governatore della Campania Bassolino, il Sindaco napoletano Iervolino, chi ha fatto apologia di reato, approvando in solido il blocco della discarica, ed il militare apparentemente compiacente invece la faranno franca. Magari sollecitando la costruzione del già discusso inceneritore a Opera dove fare trasportare, dalla camorra infiltrata evidentemente anche nelle istituzioni locali, tutti i rifiuti campani.
Troppi interessi che non sono quelli del popolo… padano soprattutto. E la gente resta a guardare.
martedì 25 dicembre 2007
IL NATALE DELL'UNITA' A OPERA
domenica 23 dicembre 2007
COMUNICATO STAMPA: TROPPE RAPINE A OPERA. RAMAZZOTTI DORME
I furti nel nostro paese continuano ad aumentare, viviamo in un’emergenza criminalità mai patita prima ed il Sindaco operese riesce a prodigarsi per fare circondare da decine di poliziotti e carabinieri i gazebo della Lega Nord, di Ettore Fusco “il terribile”, mentre continua a sostenere che Opera sia un paesino tranquillo e non servano misure straordinarie per arginare la diffusione della delinquenza.
Ma dove vive Ramazzotti?
Quotidianamente molti operesi subiscono scippi e furti. Vengono derubati nelle proprie case e delle proprie vetture.
Le aziende sono saccheggiate di notte e le attività commerciali di giorno. Eppure qualcuno ride se si parla di emergenza!
Ancora ieri è stato rapinato nel tardo pomeriggio l’affollato discount di Noverasco dove, due persone con il casco in testa e le pistole in mano hanno sottratto l’incasso della giornata e sequestrato per alcuni minuti dei clienti sottraendo loro il portafogli.
Sono giornate calde, queste che precedono le festività natalizie, eppure non si intensifica né la sorveglianza dei punti maggiormente a rischio né il presidio del territorio.
Ci domandiamo come il Sindaco Ramazzotti riesca a portare trenta agenti di Pubblica Sicurezza ad intimidire i cittadini che organizzano una grigliata nella piazza centrale del paese e non sia capace di fare circolare almeno gli agenti di Polizia Locale per prevenire qualche delitto.
Opera chiede sicurezza, la nazione intera chiede sicurezza, e la risposta delle istituzioni sono i campi nomadi sotto casa.
Il popolo deve tornare sovrano.
sabato 22 dicembre 2007
COMUNICATO STAMPA: PIAZZA PRESIDIO DI OPERA
Opera, 22 dicembre 2007In occasione dell’anniversario della rivolta operese, celebrata per la presa di coscienza di un senso d’appartenenza alla comunità di Opera - come precisato dal Consigliere Ettore Fusco - e non per il già mille volte deplorato gesto del rogo del campo nomadi in allestimento, è stata intitolata la piazza prospiciente l’area circense, laddove per 54 giorni gli operesi hanno dimostrato contro l’insediamento di un campo rom voluto dal proprio Sindaco, al Presidio di Opera.

La cerimonia di intitolazione della “Piazza Presidio di Opera” è avvenuta dietro il palazzo comunale da dove il 21 dicembre dello scorso anno cominciarono i disordini civili, che culminarono con il rogo delle tende destinate ai rom, poiché il Questore di Milano ha
vietato manifestazioni sul “luogo del delitto”.Per una sera Opera è tornata città blindata, per volontà di chissà chi, con una camionetta ed una jeep della Polizia davanti al Municipio, dieci agenti della Digos nei pressi del ritrovo dei presidianti, un auto dei Carabinieri fissa con quattro militari dell’Arma a controllare il gazebo degli o
peresi ed una pattuglia di ronda nella zona.“Come sempre il Sindaco Ramazzotti deve avere segnalato al Questore qualche timore, ovviamente infondato, sulla natura della manifestazione. Incredibile che il primo cittadino di un paese faccia di tutto per mettere in cattiva luce i suoi concittadini. Ma da Ramazzotti siamo abituati a questo ed altro”.
Dopo l’inaugurazione in trasferta della nuova Piazza cittadina, nella notte il cartello è stato posizionato proprio nella sua posizione naturale, l’area circense, dove i presidianti di Opera hanno lottato contro tutto e tutti per il rispetto della legalità in una comunità martoriata da scelte scellerate del proprio Sindaco e delle istituzioni.
giovedì 20 dicembre 2007
COMUNICATO STAMPA: GIORNATA DELL’ORGOGLIO OPERESE
Si celebra il 21 dicembre la giornata dell’orgoglio operese, il giorno in cui ad un intera cittadinanza si è risvegliata quella coscienza popolare che da tempo giaceva sopita nella rassegnazione.
Quel giorno di un anno fa, i cittadini di Opera, hanno riscoperto cosa significa far valere i propri diritti e dinanzi alla decisione del Sindaco diessino - oggi Partito Democratico - Alessandro Ramazzotti, di aiutare la sua collega milanese Letizia Moratti e sobbarcare la tranquilla Opera di un campo nomadi all’ingresso del paese, si sono mobilitati tutti, ma proprio tutti, dando vita al Presidio di Opera.
Un moto popolare che ha portato in quasi due mesi di rivolta civile all’allontanamento del campo nomadi imposto dal Sindaco, in primis, e poi dal Prefetto di Milano e dal Presidente della Provincia Filippo Penati.
Gli operesi hanno tenuto duro allestendo un vero è proprio accampamento dinanzi all’ingresso del campo nomadi con tanto di baracca per le vivande, bidoni con il fuoco per scaldarsi e wc da cantiere. Per resistere alle rigide temperature invernali hanno organizzato feste con grigliate, vin brulé e delle manifestazioni con cortei di migliaia di cittadini attraverso l’intero paese.
Due mesi di lotta contro le istituzioni, di faccia a faccia con decine di poliziotti e carabinieri fissi al presidio per controllare sia i rom del campo sia i manifestanti.
Una comunità messa alla gogna mediatica e fatta passare per razzista, egoista, nazista persino ma sempre fiera e ordinata nelle proprie dimostrazioni.
I rappresentanti dei cittadini, con il Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco in prima linea, hanno affrontato le istituzioni, il Prefetto, il Questore, l’opinione pubblica attraverso articoli di giornale sempre ostili ai residenti. Le televisioni che si occupavano di Opera in tutti i telegiornali sempre additando quei cittadini che volevano solo fare valere un proprio diritto. Addirittura le trasmissioni televisive con i collegamenti dal Presidio e poi ospiti da Gad Lerner con il combattivo Ettore Fusco trattato dal presentatore dell’Infedele alla stregua di un Hitler padano.
Ma l’opinione degli operesi non è mai cambiata, neppure oggi che sta per iniziare un processo contro nove cittadini rinviati a giudizio, tra cui il leghista Ettore Fusco, con vari capi di imputazione da cui spicca l’unico, verso un politico, di istigazione a delinquere nei confronti del capogruppo del carroccio che proprio la sera del 21 dicembre di un anno fa si metteva a capo di una protesta che grazie proprio a lui è rimasta composta ed entro limiti controllabili dalle forze dell’ordine.
Il Consigliere leghista ha guidato gli operesi nei due mesi di presidio coordinandone le attività di concerto con la Questura senza mai uscire dalla legalità. Sono giunti a Opera politici del calibro dell’Europarlamentare Mario Borghezio, dell’Assessore Regionale Davide Boni e poi ancora altri onorevoli leghisti e consiglieri regionali.
La cittadinanza ha capito di non essere strumentalizzata dal Carroccio, che invece né organizzava la protesta garantendone l’efficacia, nonostante soprattutto su televisioni come RAI 3 si parlasse solo di manifestazioni della Lega e di teste rasate sparse per il paese.
Ma i cittadini c’erano, e vedevano. Oramai disincantati per come sin dal primo giorno era stata trattata l’intera vicenda. A partire dalle bugie del Consiglio Comunale interrotto da teste rasate con bandiere di Lega Nord ed Alleanza Nazionale, che anche le riprese video di quella sera hanno dimostrato non ci fossero, e poi le visioni dell’Assessore Borghi, oggi possibile candidato sindaco per il centrosinistra che parlava di saluti romani nella sala consiliare per poi disgustare un’intera città con il suo personale saluto rivolto ai manifestanti anti rom il giorno dell’insediamento nel campo. Un gesto dell’ombrello tanto plateale da essere visto da centinaia di persone e dai funzionari di polizia presenti che hanno dovuto fare gli straordinari per trattenere la folla inferocita.
Ma tutto questo è passato ed oggi Opera ricorda il 21 dicembre positivamente, non come una giornata di disordini ed atti illegali, del resto il rogo è stato da subito stigmatizzato e condannato all’unanimità da tutti, ma come l’inizio di una nuova era. I moti popolari operesi hanno contagiato l’intera nazione che dal 21 dicembre 2006 è cambiata.
In tutta Italia da quel giorno è nata la consapevolezza che la presenza dei nomadi è un emergenza e che seppure non la si può sciogliere con un presidio, va affrontata e risolta.
Il programma della giornata su www.presidiodiopera.blogspot.com
mercoledì 19 dicembre 2007
COMUNICATO STAMPA: NATALE RAZZISTA A OPERA, LA STORIA SI RIPETE
Anche questo Natale sarà amaro per molti operesi, per tutti quelli che professano la fede cattolica ma che sempre più si stanno allontanando dall’Istituzione clericale per l’eccessiva politicizzazione della stessa.
Gli operesi hanno appreso con amarezza che la tradizionale messa di mezzanotte al Santuario della Madonna dell’Aiuto, la gesa vecia, sarà sostituita da una funzione anticipata alle ore 21 e che Don Michele, il parroco storico, il Monsignore vicino agli operesi da sempre, sarà tagliato fuori da un’usanza che rappresenta molto più di una semplice messa da anticipare o posticipare a proprio piacimento.
I cittadini vedono questa scelta della Curia come una punizione, una vendetta, un colpo di coda della balena che, agonizzante, dimentica quelli che dovrebbero essere i compiti della Chiesa ed i doveri che la stessa ha nei confronti dei fedeli.

Fedeli che, è opportuno ricordare ai parrucconi della Diocesi milanese, non credono nei rappresentanti del Clero bensì in Dio e nelle Sacre Scritture.
Nel Santuario di Don Michele si è creato un forte legame tra i fedeli e la Madonna. Quella Madonna che ha protetto il Santuario stesso da carestie, guerre e speculazioni. Quella Madonna che ha protetto il Santuario anche dalle cattiverie di una curia troppo attenta all’indotto e meno vicina ai fedeli.
Don Michele, infatti, rimase vicino ai parrocchiani quando mass media, politici, istituzioni e curia ne narravano con toni apocalittici le gesta xenofobe. Lui a differenza degli altri conosceva i suoi fedeli, ed erano tutto tranne che razzisti.
Ma le ragioni della gente vanno comprese, anche quando queste diventano estreme, ed un vecchio Parroco disinteressato dalla gestione d’interessi, che fanno solo belli i palazzi della Curia allontanando i fedeli, questo lo sa bene.
Così cominciò la guerra a Don Michele: incursioni d’alti prelati nelle sue messe, sostituzioni all’altare nel dire messa ed infine quest’affronto agli operesi tutti.
La messa di Natale, la tradizionale ed affollata funzione di mezzanotte che sparisce dall’antico Santuario fiore all’occhiello del Monsignor Don Michele Arnaboldi che ne cura, da oltre un lustro, l’aspetto estetico e quello interiore.
Quest’anno la chiesa perderà altri fedeli sacrificati all’altare della politica più becera, quella di chi non dovrebbe farne.
Molti fedeli purtroppo diserteranno la messa di mezzanotte, alla Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo che sarà, in ogni modo, piena visto che è l’unica autorizzata a dire messa per quattordicimila operesi, molti andranno però in parrocchie di comuni limitrofi ed alcuni fedeli hanno già annunciato di trovarsi a mezzanotte davanti al Santuario della Madonna dell’Aiuto dove, senza alcuna censura, potranno essere intonati canti natalizi per celebrare la Natività con un senso di gioia che prevarrà sui rancori del cattocomunismo che governa la parrocchia operese.
Quest’anno Don Michele non dirà messa a mezzanotte, ma i fedeli che andranno alla sua messa mattutina del giorno di Natale, e quelli che si ritroveranno a mezzanotte dinanzi al santuario, potranno gioire per il sentimento di Libertà che avranno nel cuore.
lunedì 17 dicembre 2007
OPERA SICURA, IN DUECENTO ALLA CENA DI NATALE
domenica 16 dicembre 2007
giovedì 13 dicembre 2007
PARLIAMO DI FILIPPO PENATI, IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MILANO
Avete mai sentito parlare di INCLUSIONE SOCIALE? Alla voce “inclusione” il Sabatini Coletti, Dizionario della Lingua Italiana recita testualmente: ”il fatto di inglobare nuovi elementi, nuovi dati in una serie, in una categoria, in un insieme preesistente”. A questo fate seguire l’aggettivo “sociale” e il gioco è fatto, la magìa di Filippo Penati, gran capo della Provincia di Milano, è servita su un piatto d’argento, anzi, di platino. Sì perché l’inclusione sociale ideata da Penati costa a tutti noi la bella somma di un milione e 404 mila euro, tutti soldi nostri, tutti soldi che qualcuno ha trattenuto dai nostri stipendi, dai nostri redditi o dalle nostre pensioni, e che gli amministratori di turno dovrebbero usare per le esigenze della nostra collettività, in questo caso della provincia ambrosiana.
Penati ha invece trovato il modo di ricompattare la sua traballante Giunta chiedendo e ottenendo i voti della sinistra radicale per acquistare quattro appartamenti in via Varanini a Milano, già occupati da 37 rom sgomberati alcuni mesi fa dal campo di via Capo Rizzato. Gli immobili saranno affidati alla gestione della Casa della Carità dell’onnipresente Don Colmegna che dovrebbe operare una specie di turn over tra gli inquilini rom. Ma la cosa più vergognosa è che la Provincia non percepirà alcun affitto per gli alloggi procurati, è tutto gratis, anzi è tutto pagato da noi. Penati però è soddisfatto per l’approvazione della delibera e ha dichiarato: “la destinazione è quella dell’uso per l’inclusione sociale di famiglie in difficoltà. Entro sei mesi la situazione attuale sarà risolta. Mi spiace per il disagio delle famiglie circostanti, ma non esiste nessun dato relativo all’aumento di crimini nella zona”.
Gli abitanti del quartiere non sembrano dello stesso avviso, dal momento che nei mesi scorsi hanno già dato vita a una raccolta di firme e hanno denunciato un forte incremento del senso di insicurezza. Ma non c’era proprio un modo migliore di spendere un milione e 404 mila euro, non c’erano categorie bisognose più meritevoli d’attenzione? Proviamo a pensare a quegli anziani che dopo un ricovero per malattia al loro ritorno trovano la casa occupata dagli abusivi. O agli anziani che percepiscono pensioni da fame che per ottenere un alloggio popolare devono sopportare lunghissimi anni d’attesa. E cosa dire dei non autosufficienti che non possono permettersi una badante? Magari la Provincia potrebbe mettere da parte il buonismo peloso e tendere una mano a chi lo merita, a chi accetta e rispetta le regole del vivere civile ma non per questo viene premiato, anzi. Magari sarebbe il caso di mettere da parte l’ipocrisia di chi si fa bello schierandosi sempre con i profittatori.
Magari sarebbe anche il caso di mettere da parte Penati. L’appuntamento, cari amici, è per maggio 2009. Non mancate.
Sandro Maj
sabato 8 dicembre 2007
COMUNICATO STAMPA: 8 DICEMBRE 2007 VIA I ROM DALLA GANDINA
Opera, 8 dicembre 2007E' tornata la legalità, almeno quella apparente, alla Cascina Gandina nella frazione Casoni di Pieve Porto Morone.
Tutti i rom parcheggiati nella cascina della curia lodigiana sono stati allontanati e ricollocati in altre realtà di cui neppure vogliamo sapere niente.
Il problema non lo hanno risolto ma solo spostato di qualche decina di kilometri così come la propria coscienza nessun rappresentante delle istituzioni ce l'ha a posto. Dalla Capitelli, Sindaco di Pavia al Prefetto Buffoni, passando attraverso tutti quei politici che hanno preso posizioni pro o contro i rom a Pieve Porto Morone ma che, di fatto, sono stati incapaci di fare qualsiasi cosa.Hanno perso tutti quelli che non hanno saputo fare altro che rilasciare dichiarazioni o fare promesse. Hanno perso le istituzioni che smistano rom disgregandone le famiglie con la consapevolezza che tanto poi si riuniranno altrove.
Unici soddisfatti i cittadini di Casoni che, finalmente dopo oltre tre mesi, potranno tornare alla propria vita e lasciare dietro le spalle un'esperienza da dimenticare al più presto.
Persino il Ministro Ferrero, sollecitato evidentemente dai suoi militanti di rifondazione comunista pavese, si è espresso con toni apocalittici contro quelle venti, trenta persone che presidiavano tutti i giorni l'ingresso della Gandina.
Comunque è finita, Casoni e libera. Adesso si guarda avanti con la consapevolezza che a Pieve Porto Morone, come fu già a Opera, un altro sgarro non lo si accetta.
martedì 4 dicembre 2007
SICUREZZA A TRECENTOSESSANTA GRADI... lettera di un Cittadino al Sindaco Ramazzotti in merito all'assemblea pubblica del 3 dicembre.
Abito a Opera da settembre 2005. Una delle ragioni per cui avevo scelto di venire qui era la percezione di una maggiore attenzione al governo del territorio. Due anni di calvario in Via Golgi mi hanno fatto ricredere, e mi hanno fatto ricredere sull’efficacia dei meccanismi di partecipazione che tanto le stanno a cuore, e che di nuovo ci ripropone a fronte della latitanza del comune.
Le chiedo – e qualcuno le chiederà stasera – è vero che i cantieri sono rimasti apert
Senza parlare degli abusi e delle difformità compiute nella costruzione dei fabbricati, degli incidenti sul lavoro (ho chiamato personalmente i vigili il 14.9.2006 per una “quasi folgorazione” di un operaio a causa di un cavo elettrico interrato fuori dal condotto che ha lasciato tutti al buio per diverse ore e cosa è successo dopo il rilievo? Il cavo è stato giuntato con nastro adesivo, e così lasciato per mesi, nell’acqua,
Solo alcuni esempi sotto gli occhi di chiunque, anche dei suoi, visto che mi risulta abiti girato l’angolo. Glie li faccio solo allo scopo di spiegarle perché non abbia più alcuna fiducia in questa giunta. Se vuole ce ne sono molti altri, sono sicuro che nella “terapia di gruppo” di stasera ve li racconteranno. Poi sarete bravissimi ad illustrare il nuovo piano e mandare a casa tutti contenti, o almeno un po’ più confusi.
Non ho idea se e qualcuno abbia guadagnato dalla “disattenzione” verso l’operato dei costruttori. Sostenerlo sarebbe demagogia elettorale, dopotutto Opera è un comune piccolo, non deve essere stato facile gestirli. Però io sono senz’altro più vittima di voi.
Per tutte queste ragioni, stasera resterò a casa a curare i bambini, e francamente non sono interessato a incontrarla, non almeno fino alla fine del mandato. Poi, se vorrà, sarò lieto di scambiare un paio di considerazioni con lei, a titolo personale.
Cordiali saluti,
Angelo Gatto
sabato 1 dicembre 2007
PRODI SCHIACCIA LA POLIZIA A DISCAPITO DELLA SICUREZZA
venerdì 30 novembre 2007
COMUNICATO STAMPA: CONTRO PRODI PER LA SICUREZZA. 1° dicembre a Milano
Le Polizia protesta contro il Governo e la sua riforma del welfare che innalza l’età pensionabile e ne riduce i coefficienti che equiparano il mestiere dei lavoratori nel campo della Pubblica Sicurezza a quelli usuranti.
Un lavoro, quello di chi è preposto all’ordine pubblico, che oltre ad essere usurante è anche a rischio ma il Governo Prodi, che inanella un errore dietro l’altro, ha deciso di fare peggio ancora dei suoi predecessori ed innalzare l’età degli agenti di pattuglia riducendogli, nel contempo, la meritata pensione.
Opera Sicura è con gli agenti di Pubblica Sicurezza che sfileranno sabato mattina a Milano con partenza alle ore 9 da Piazza Oberdan ai bastioni di Porta Venezia per giungere dinanzi alla Scala dove si terranno i comizi delle organizzazioni sindacali rappresentative del comparto preposto alla difesa della nostra sicurezza.
Opera Sicura ed i cittadini del Presidio di Opera, che con le forze dell’ordine hanno condiviso due mesi di presidio per la legalità nel paese del sud milanese, solidarizzano con chi lotta per preservare i propri diritti dal saccheggio romanocentrico del Governo Prodi.
Uno Stato che combatte le sue forze dell’ordine è finito. Togliere agli agenti la dignità e l’onore di servire un Paese significa demotivare gli operatori del settore e diminuire la sicurezza degli italiani.
Nel pomeriggio, invece, ritrovo alle 17 in S. Ambrogio insieme alla Lega Nord per un corteo sino al carcere di S. Vittore. Gli uomini e le donne di Opera Sicura manifesteranno con il Carroccio contro l’indulto.
L’altro vergognoso attentato alla sicurezza perpetrato dal Governo di Prodi ai danni del Popolo italiano.
LA SICUREZZA PASSA ANCHE DALL'ILLUMINAZIONE
giovedì 29 novembre 2007
COMUNICATO STAMPA: MA CHI PENSA AGLI ITALIANI?
Sarebbe intanto utile sapere se le spese per accogliere i sindaci rumeni in Italia sono state coperte dai contribuenti italiani, da quelli rumeni oppure versate dal Vaticano.
Inoltre è curioso che siano stati portati in viaggio premio quei sindaci che non solo hanno fatto niente per dare una dignitosa esistenza a chi scappa dalle proprie comunità ma, addirittura, così facendo li si premia mettendo in mostra quanto siamo accoglienti e come facciamo vivere i loro ex cittadini meglio che nel paese d’origine. In questo modo pubblicizziamo nei paesi di provenienza dei rom questa nostra bravura, che poi è quasi solo inutile propaganda da regime totalitario, incentivando un immigrazione che ci sta dando solo problemi.
La Casa della Carità "fa posto" alle famiglie rom di via San Dionigi, sgomberate a settembre, e ancora senza una sistemazione. La struttura di via Brambilla, che in questi giorni ospita i sindaci rumeni dei villaggi da cui provengono i rom che vivono a Milano, ha deciso di accogliere nei propri spazi altre 50 persone circa per avviare con loro "come già al Ceas del parco Lambro e con alcune famiglie che già vivono qui", spiega don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, "percorsi di inserimento lavorativo e autonomia". La decisione è stata presa con l'arrivo dell'inverno e l'impossibilità di lasciare le donne e i bambini al dormitorio di viale Ortles, dove si trovavano tuttora, che deve servire all'emergenza freddo. In questo modo la Casa della Carità ricongiungerà le famiglie (agli uomini era stata trovata una sistemazione provvisoria) e avvierà progetti di inserimento lavorativo basandosi "sul patto di socialità e legalità a cui sarà vincolata l'ospitalità". Nei piani di don Colmegna, inoltre, la creazione di "uno spazio tempo per l'infanzia per l'accoglienza delle madri rom con bimbi che non vanno ancora a scuola, fino a due o tre anni. Un modo per evitare che le donne con i bambini siano sulla strada e invece dare loro spazi di accoglienza durante il giorno".
domenica 25 novembre 2007
PRODI, RESTIAMO IN AFGHANISTAN
sabato 24 novembre 2007
ATTACCO AGLI ITALIANI A KABUL, MUORE UN SOLDATO
SABATO 24 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE PER LA LEGALITA' A PIEVE PORTO MORONE
Facciamo appello a tutte le forze democratiche affinchè manifestino con i cittadini di Casoni, la frazione interessata dall'insediamento coatto, per chiedere a gran voce che siano rispettate le leggi e non sia fatto passare il principio che il Sindaco di una grande città, con la complicità del Prefetto, possa sbarazzarsi dei suoi campi nomadi irregolari spedendoli nelle piccole realtà agricole che politicamente contano poco più di niente.
Noi ci saremo e speriamo altri si aggreghino. Sabato 24 dalle ore 20.30 a Pieve Porto Morone.
martedì 20 novembre 2007
COMUNICATO STAMPA: AMIANTO A OPERA
Alcuni cittadini operesi lamentano la presenza di amianto in Via Diaz.
Il problema dell’amianto è legato alle coperture dei vecchi edifici industriali che oggi versano in stato di semi abbandono in quanto divenuti non funzionali ai bisogni ed alle necessità degli industriali.
Opera ha diverse aree dismesse e tra queste vi è quella di Via Diaz dove, da diverso tempo, la proprietà cerca di interloquire con l’amministrazione per riqualificare gli unici capannoni ancora in piedi in un’area residenziale densamente abitata.
La Lega Nord ha manifestato la propria solidarietà a questi imprenditori che vorrebbero adeguare le proprietà a più consoni edifici abitativi che soddisferebbero peraltro le esigenze di chi cerca casa evitando nuove edificazioni. La giunta operese, al contrario, da un decennio predilige la cementificazione di aree verdi piuttosto che la conversione da industriale a residenziale di siti dove, oramai, le industrie sono solo un fastidio per i residenti delle abitazioni arrivate, grazie sempre alle scelte dei politici, a ridosso delle vecchie costruzioni industriali lasciate all’abbandono.
Personalmente ho sollecitato interventi di bonifica dall’amianto anche in altre zone di Opera, tra cui il Dosso Cavallino, dove però si rendono necessarie costose opere che i proprietari svolgerebbero solo se finalizzate ad un cambio di destinazione d’uso delle vecchie costruzioni.
L’amministrazione deve prendersi la briga di imporsi ai proprietari, con una bonifica e riqualifica degli stabilimenti, oppure concedere le autorizzazioni richieste dagli imprenditori stessi che chiedono la conversione al residenziale.
sabato 17 novembre 2007
COMUNICATO STAMPA: MAFIOSI A OPERA? NO GRAZIE. IL SINDACO INTERVENGA!
Nel carcere di Opera stanno predisponendo un reparto per i mafiosi in regime di 41 bis, il carcere duro di massima sorveglianza cui sono sottoposti i più pericolosi criminali di cosa nostra.
A Opera dimora Totò Riina dal 2002, quando svuotarono un intero piano del reparto femminile per dare ospitalità al più pericoloso uomo d’onore siciliano.
Oltre al famigerato “capo dei capi” soggiornano nel nostro carcere anche altri mafiosi in regime di carcere duro, sono sette, ma con la nuova iniziativa diventeranno, addirittura, oltre cento.
Da Opera passano troppi pezzi da novanta della criminalità organizzata, Provenzano, Lo Piccolo e molti altri ancora che costringono in certe situazioni a blindare il paese, è accaduto pochi giorni fa quando, ad esempio, siamo stati invasi da un esercito di carabinieri e poliziotti, preoccupandoci alquanto poiché si temeva un nuovo campo nomadi.
Siamo stanchi di subire le angherie di uno Stato padrone che non trova alcun ostacolo alle sue prepotenze. Il Sindaco di Opera è assente e non tutela i suoi cittadini che sono stanchi di essere vessati dalle tasse e non essere mai tutelati dalle scelte delle istituzioni a cui il popolo non può prendere parte.
Alessandro Ramazzotti prima di andarsene da Opera, dopo aver messo a ferro e fuoco il paese con il dissesto finanziario sancito dalla recente verifica ministeriale, con il tentativo d’imporre un campo nomadi a dicembre dello scorso anno, con la mancata opposizione all’inceneritore che da sei anni cerca solo una località dove la giunta sia favorevole o almeno assente come è il caso operese, con il mancato allargamento della Via Ripamonti in dieci anni di governo, con il mancato prolungamento del tram 24 fino a Opera dopo averne propagandato la riuscita almeno dieci volte, prima di andaresene, appunto, il Sindaco di Opera si batta per evitare che Opera diventi crocevia di pericolosi malavitosi provenienti dal meridione.
Pensavamo che fossero finiti i tempi del confino obbligato con cui venivano spediti al nord, a spese dei contribuenti, i mafiosi per trapiantarli dalle proprie regioni di origine dandogli persino la casa ed un lavoro. La Lega Nord, che nacque anche dalla necessità di contrastare quel vergognoso iter in vigore in un epoca in cui lo Stato esportava al Nord la delinquenza del mezzogiorno, è molto preoccupata dall’operato delle istituzioni che con la complicità delle amministrazioni locali sta effettuando la stessa operazione che credevamo di avere sconfitto come il peggiore cancro della democrazia italiana.
Ghettizzare nella nostra Opera i peggiori delinquenti di mafia, ndrangheta, camorra e sacra corona significa portare anche il loro indotto, che riteniamo sia florido e prolifico, proprio vicino alle nostre case.
Nel carcere di Opera ci sono due moschee ed una chiesa e questo già la dice lunga sulla provenienza dei delinquenti e pertanto anche dei visitatori e familiari ma, a concentrare tutti i mafiosi del sud in un comune del Nord, noi diciamo no!
Lo Stato si tenga i suoi condannati, magari a Roma, oppure li lasci nelle regioni d’origine senza trapiantare a Opera tutto un centro d’affari che tra “pizzini” e secondini compiacenti crediamo si sviluppi sempre più florido attorno ai luoghi di detenzione.
Alessandro Ramazzotti, Sindaco di Opera, sappia che la sua responsabilità in merito al degenerare di questa situazione è pari a quella dello Stato e dei detenuti eccellenti in quanto non ha mai contrastato questo fenomeno di colonizzazione mafiosa del suo Comune.
sabato 10 novembre 2007
COMUNICATO STAMPA: CORSO DI AUTODIFESA, SI PARTE ALL’ATTACCO
E’ finalmente partito il corso di autodifesa organizzato gratuitamente da Opera Sicura, l’anima civica del paese, che attraverso questa iniziativa rivolta a tutti, con particolare attenzione alle donne, offre una forte risposta alla richiesta di sicurezza che giunge dalla gente. Le istituzioni non ci fanno sentire sicuri, lo Stato non ci protegge, i politici fanno salotto in TV e dimenticano il popolo… e noi formiamo cittadini che circolano sicuri di giorno e di notte, dove c’è luce e dove il Comune ci lascia al buio. Operesi, e non solo, che sanno difendersi in caso di aggressione e che acquistano, soprattutto, una mentalità aperta che li porta ad intervenire anche in aiuto di chi, più debole, cade vittima di violenze o soprusi.
Opera, da un anno a questa parte, è cambiata. Il Presidio anti rom che ha spazzato via il campo nomadi all’ingresso del paese ha fatto storia ma, da allora, gli operesi sono cresciuti e si sono mobilitati contro l’inceneritore che, salvo follie che qualcuno pagherebbe con disordini civili, non si farà più. La strada che collega Opera a Milano, la Via Ripamonti, finalmente sarà ampliata. Sono iniziate le ronde notturne per vegliare sul sonno dei concittadini che stanno subendo tanti e troppi furti nelle proprie abitazioni e non si vuole aspettare che “ci scappi il morto” per entrare nella cronaca nera. Opera c'è, gli operesi pure.
Venticinque persone, in stragrande maggioranza donne, hanno preso parte al primo incontro di ieri sera nella palestra di Via Emilia dove il Consigliere Comunale della Lega Nord Ettore Fusco ha reso possibile l’evento in collaborazione con Sport Padania, il CONI dei lumbard.
La competenza dei due maestri in discipline orientali e sport da combattimento è stata determinante per la buona riuscita della serata che ha lasciato a bocca aperta i partecipanti scopritori di potenzialità che neppure immaginavano di avere a disposizione.
Oltre al lato fisico, al corso, ci si occupa anche di tutti quei comportamenti ed atteggiamenti necessari a prevenire o dissuadere situazioni spiacevoli. Le Signore sono tornate a casa, dopo la prima lezione, con un nuovo spirito di raffrontarsi con il proprio paese. Non la paura del buio ma la padronanza della propria sicurezza e la consapevolezza di essere prima di tutto soggetto di diritti e pertanto libere di uscire di casa anche la sera.
Non è stato scalfito lo spirito di serenità, all’interno della palestra, neppure dalla notizia del rinvio a giudizio per i fatti del 21 dicembre dello scorso anno e per i quali, il Capogruppo leghista Fusco, è adesso destinato a difendersi in tribunale dall’accusa di istigazione a delinquere.
“Quello che mi sorprende è la cadenza dei passi intrapresi dalla Magistratura: la conclusione delle indagini che preludeva la richiesta del mio rinvio a giudizio è giunta alla vigilia della manifestazione di fine luglio contro l’inceneritore nel nostro paese. La richiesta del PM di rinvio a giudizio ha coinciso con la mobilitazione contro le multe dei T-RED a Pieve Emanuele e subito dopo il comizio tenuto, con l’Europarlamentare Mario Borghezio, al presidio anti rom di Pieve Porto Morone.
Questo rinvio a giudizio giunge invece, una settimana dopo l’inizio delle ronde cittadine, nel giorno in cui si apre il corso di difesa personale.
Come si usa dire: tre indizi fanno una prova. E’ già tutto scritto, anche la sentenza finale”.
martedì 6 novembre 2007
COMUNICATO STAMPA: FINALMENTE A OPERA I CORSI DI AUTODIFESA
Dall'esigenza di sentirsi più sicuri quando si torna a casa la sera, quando si fa la spesa al mercato oppure si ritira la pensione all'ufficio postale è nata l'idea di dare un servizio, utile alla cittadinanza, mediante l'insegnamento delle tecniche di difesa personale indispensabili, al giorno d'oggi, a potersi sentire sicuri quando ci si sposta da soli o accompagnati.
In Svizzera le pecore bianche di Blocher scalciano fuori dalla propria nazione le pecore nere portando il partito della sicurezza al primo posto nel gradimento popolare. In Italia siamo abituati a scoprire i problemi solo quando "ci scappa il morto" ma poi ci si dimentica presto.sabato 3 novembre 2007
COMUNICATO STAMPA: A SPASSO PER LA CITTA'
venerdì 2 novembre 2007
COMUNICATO STAMPA: LUTTO PER GIOVANNA REGGIANI
mercoledì 31 ottobre 2007
COMUNICATO STAMPA: LE ILLAZIONI DELL’ASSESSORA PROVINCIALE CORSO
Nella trasmissione di Telenova “linee d’ombra” di ieri sera 30 ottobre 2007 l’Assessora Provinciale Corso si è lasciata andare a velate illazioni su quanto alcuni operesi presenti alla trasmissione avrebbero fatto, nel suo immaginario, la sera del 21 dicembre 2006 in occasione del rogo delle tende destinate ad ospitare un campo nomadi a Opera.
Non avendo argomenti da contrapporre alla rabbia dei cittadini esasperati dall’atteggiamento delle istituzioni e, in particolare, di questi politici di estrema sinistra che si vestono da rom e portano la propria solidarietà ai campi nomadi, la Corso ha dovuto esibirsi in un show tutto suo dove, innanzitutto ha dichiarato che a Opera stava funzionando il progetto di integrazione dei rom dimostrando proprio che il progetto non era temporaneo, dopo di ché ha contestato la presenza di alcuni operesi al presidio di Treccani degli Alfieri dove, forse la Comunista Italiana non sa che, a cinque kilometri da Opera si vive l’ulteriore disagio legato alla presenza di un campo abusivo.
Avendoci convinto proprio del fatto che a Opera avremmo dovuto accettare il campo per essere immuni dalle scorribande dei rom i quali, secondo questi esperti da poltrona, delinquono sempre lontani da dove risiedono, ci domandiamo come mai la Corso non capisce che i rom di un campo a cinque kilometri dal nostro paese ci possano preoccupare.
L’Assessora Provinciale non è nuova ad esternazioni che riguardino Opera e quanto è accaduto nei mesi del presidio. In particolare la Signora Corso, rimproverando quei cittadini che “sbagliano vedendo delinquenti dappertutto”, citava tre mesi fa l’attesa dell’esito del procedimento aperto presso la magistratura di Milano, per il quale il Capogruppo operese Ettore Fusco della Lega Nord sarebbe indagato per istigazione a delinquere a proposito dell’incendio al campo rom di Opera, quasi fosse una conferma delle sue considerazioni sulla gravità delle posizioni di chi crede di “risolvere il problema fomentando odio e discriminazione”.
martedì 30 ottobre 2007
COMUNICATO STAMPA: OPERA GAGIA AL SAN FEDELE
Apprendiamo dai quotidiani che questa sera all’Auditorium San Fedele i gesuiti dell’associazione “Popoli” organizzano la proiezione del film documentario Opera Gagia. Documento prodotto dalla Provincia di Milano che tratta il tema dell’immigrazione e dell’integrazione dei rom nella nostra città ricostruendo l’evento che ha trasformato il modo di porsi, dinanzi alla questione campi nomadi, di un intera nazione.
Dopo la proiezione si terrà un dibattito cui parteciperanno oltre al regista Antonio Bocola, Tommaso Vitale, docente di Sociologia nell’Università di Milano Bicocca, esponenti dell’associazionismo e rappresentanti delle comunità rom di Milano.
Ovviamente gli organizzatori si sono guardati bene dall’invitare, non volendo certo fare informazione ma propaganda politica, qualche operese che il presidio l’ha vissuto.
Naturalmente Opera Sicura, l’associazione nata dal Presidio di Opera, deplora un simile atteggiamento da parte di chi si professa portatore di verità, addirittura assolute nel caso specifico, sottolineando come certe istituzioni cui siamo anche noi devoti perdano di credibilità per allinearsi a chi vuole gestire un fenomeno illegale per meri interessi terreni che mal si sposano, in particolare, con quelli della Chiesa.
mercoledì 24 ottobre 2007
COMUNICATO STAMPA: LA GIUSTIZIA E' LIBERA DI COLPIRE ANCORA, UN ONESTO.
Il voto con cui l'Aula di Strasburgo ha prima respinto la richiesta, formulata da un altro gruppo, di rinvio in commissione giuridica dell'esame della posizione dell'On. Gobbo - richiesta in quanto all'epoca dei fatti imputatigli (inchiesta Papalia) non era ancora europarlamentare - e, successivamente, il voto contrario alla concessione dell'immunità per questi stessi fatti, dimostrano due cose.
Primo che, nella democrazia europea, non viene tutelata la libertà politica e di espressione di chi combatte con le mani pulite ed assumendosi piena responsabilità delle proprie parole e delle proprie azioni, infrangendo un principio fondamentale della civiltà giuridica europee;
Secondo, che la "casta" politica, arroccata nella difesa dei propri interessi, è pronta a difendere magari chi commette atti disdicevoli dal punto di vista della pubblica amministrazione e della correttezza, mentre è pronta ad avallare la persecuzione politica, da parte di magistrati politicizzati contro chi si batte per la libertà del suo popolo.
Invito i Patrioti Padani ad esprimere una calorosa e piena solidarietà al grande Patriota Gian Paolo Gobbo.
venerdì 19 ottobre 2007
LA LEGGE LEVI - PRODI E LA FINE DELLA RETE
martedì 16 ottobre 2007
COMUNICATO STAMPA: NO AL DAZIO DI MILANO
Opera Sicura manifesta con i verdi del sud Milano questa mattina a Noverasco, frazione di Opera a confine con Milano, contro l’istituzione dei ticket d’ingesso alla città fortemente voluti dalla Giunta meneghina del Sindaco Letizia Moratti. Il problema dell’inquinamento non lo si risolve facendo cassa a danno dei cittadini obbligati a recarsi nel capoluogo, dipendendo da esso per tutta la burocrazia che le leggi impongono, per qualsiasi pratica da svolgere e per il proprio lavoro. Molti lavoratori utilizzano il mezzo privato poiché inadeguata la rete dei trasporti pubblici e la Moratti non può prendere questa scusa per piazzare un’ulteriore gabella, dopo le
giovedì 11 ottobre 2007
T-RED PIEVE EMANUELE: PRONTI I RICORSI DELLA LEGA NORD. SCOMPIGLIO NELLA MAGGIORANZA.
martedì 9 ottobre 2007
ECCO DOVE FINISCONO LE AUTO RUBATE DAI ROM
Quante volte ci siamo domandati che fine fanno le nostre auto quando vengono rubate? Alcune le abbiamo ritrovate in Via Bonfadini, alle spalle dell'ortomercato, dove un paio di famiglie rom con le proprie roulotte custodiscono questo autoparco irregolare all'interno di un piazzale che confina con l'accampamento dei nomadi di origine italiana proprio dietro il muro di cinta.domenica 7 ottobre 2007
LA VERGOGNOSA SENTENZA PER I QUATTRO MORTI DI APPIGNANO DEL TRONTO.
sabato 6 ottobre 2007
No Termovalorizzatore a Opera. Petizione online.
La raccolta firme su modello cartaceo prosegue presso la sede di OPERA SICURA contattabile via e-mail operasicura@libero.it o telefonicamente al 3481311083. Inoltre sono scaricabili i modelli, per poter raccogliere sottoscrizioni anche tra parenti e conoscenti, cliccando su: http://leganordopera.blogspot.com/2007/07/no-inceneritore-scarica-i-moduli-per-la.html
martedì 25 settembre 2007
COMUNICATO STAMPA: SE PASSANO DA OPERA CI INVENTIAMO I PRESIDIANTI CONTROLLORI.
Opera, 25 settembre 2007Ogni giorno Don Colmegna ne dice una delle sue. Questa volta si è inventato il pullman dei rom che girerà Milano per un mese.
Il Parroco che ha dimenticato gli italiani ed ha fatto dei rom la sua missione ne ha escogitata un’altra. Se non fosse blafemo oseremmo dire che ne sa una più del diavolo. I rom sgomberati da San Dionigi vivranno un mese in bus in modo tale che - secondo il Don dei Rom - tutti capiranno che serve una soluzione.
Per evitare fiaccolate e presidi ovunque arrivi il prete con il suo carico di nomadi questa volta l’ha pensata buona. Difficile ipotizzare un pullman di presidianti che corra dietro quello dei rom attraversando tutta la città, sarebbe scomodo ed il vin brulè finirebbe inevitabilmente in terra ad ogni curva.
Auguriamo quindi buona fortuna a Don Colmegna avvisandolo che se il suo pullman passerà da Opera troverà degli inflessibili presidianti controllori che chiederanno i biglietti agli occupanti del bus.
Visto che all’ATM è oramai pratica archiviata quella di chiedere il ticket a chi non è italiano farebbe più scalpore di ogni altro presidio.
Concludiamo ricordando a Don Colmegna, che cita i rom di Opera spesso, che il nostro paese non ha adottato nessuno. Se vuole parlare di persone che secondo lui vivono in appartamenti pagando addirittura l’affitto citi i rom di Don Colmegna e lasci in pace la nostra comunità. Anche perché i rom che erano ospiti a Opera sono stati almeno per la metà espulsi dal parroco quando questi hanno violato il Patto di Legalità. Come fanno adesso a vivere tutti in appartamenti ed avere un lavoro? Li ha forse perdonati e reintegrati? E se così fosse, allora a cosa serve il Patto di Legalità se lo si può violare?
sabato 22 settembre 2007
COMUNICATO STAMPA: OLTRE 300 CITTADINI AL PRESIDIO DI PIEVE PORTO MORONE
Opera, 22 settembre 2007Ottima la risposta della gente ieri sera a Pieve Porto Morone dove Volontari Verdi e Opera Sicura hanno contribuito a mantenere viva la protesta dei cittadini stanchi dei soprusi e delle violenze subite da istituzioni e mass media.
L'Europarlamentare Mario Borghezio ha aperto la serata, dopo avere presidiato con i pievesi, dando pieno appoggio al popolo del presidio che si è trovato ad affrontare una simile emergenza.
Le decisioni prese dall'alto non piacciono a nessuno tanto meno in una località di cinquanta anime che si è ritrovata una mattina con cinquantaquattro rom come vicini di casa.
L'Onorevole ha promesso una mobilitazione della macchina organizzativa della Lega Nord per finanziarie opere all'interno della casa della curia che oggi ospita i nomadi al fine di trasformarla in qualcosa di utile alla gente, una casa di riposo, un centro per i giovani, quello che il Sindaco Angelo Cobianchi ritenga più utile alla sua gente. Il Sindaco si è meritato l'elogio di Borghezio in quanto a differenza di altri, ad esempio quello di Opera, si è schierato con i cittadini contro la prepotenza delle istituzioni.
Su questa stessa linea l'intervento di Ettore Fusco, Opera Sicura, che ha sollecitato la presenza assidua al presidio; non tanto per dimostrare contro gli ospiti della curia quanto per dare un segnale forte alle istituzioni che hanno passato il limite. Non è accettabile che il Sindaco del Comune più grande si imponga con l'aiuto del Prefetto sui piccoli centri dell'hinterland.
Infine, il presidiante di Opera accompagnato da una decina d'altri operesi, ha aspramente criticato la stampa che diffama i pievesi inventandosi di tutto ed il Prefetto di Pavia che s'è fatto beffa dei pavesi ospitando una famiglia rom con un operazione di pura demagogia. Il Prefetto infatti ha ospitato questa famiglia nella foresteria della Prefettura. Non a casa sua. Quindi il carico degli ospiti del Prefetto è solo ed esclusivamente sulle spalle dei contribuenti.La serata s'è chiusa in anticipo per impegni televisivi dell'Europarlamentare mentre gli altri cittadini sono rimasti a presidiare fino a notte fonda.
giovedì 20 settembre 2007
COMUNICATO STAMPA: LA SICUREZZA NON E’ RAZZISMO.
“Vogliamo sicurezza e non per questo siamo fascisti e razzisti.” Questa l’unica replica al Consigliere Regionale lombardo Luciano Muhlbauer che ha definito Opera Sicura “una creatura dei settori più retrivi della Lega” ed i suoi metodi “neofascisti e razzisti”. Le persone che collaborano con Opera Sicura non sono affatto quei “professionisti dell’odio e della xenofobia” di cui parla il Consigliere di rifondazione comunista ma bensì cittadini che hanno a cuore l’interesse della gente. In particolare muovono un’istanza di sicurezza alle istituzioni che non possono restare sorde al grido d’aiuto che parte dal popolo.
Il Consigliere Muhlbauer con queste sue espressioni pregne di odio, violenza e discriminazione non fa altro che alimentare tensioni sociali nella cittadinanza, che si riconosce nei diversi schieramenti politici, e può solo portare a conflitti tra estremisti di destra e di sinistra da cui Opera Sicura è equamente distante.
Ettore Fusco, il Consigliere Comunale della Lega Nord cui Muhlbauer indirizza le pesanti accuse, è Capogruppo della Lega Nord al Comune di Opera e siede sui banchi di opposizione alla giunta di centrosinistra svolgendo il proprio dovere istituzionale senza alcun eccesso estremistico né violento.
Mai è stato discriminato alcuno nella politica della Lega Nord che anzi mira a difendere una minoranza di fatto, i padani, sempre più sottomessa a logiche clientelari ed affaristiche che oggi privilegiano nuove forme di favoritismo per quella forte componente di immigrati, più o meno clandestini, che rappresenta gli elettori del prossimo futuro e la manovalanza dei fomentatori di disordine sociale.
Per quanto riguarda la presenza di venerdì sera a Pieve Porto Morone dell’Europarlamentare Mario Borghezio e di qualche operese, con un senso civico tale da non pensare che i problemi finiscano dopo lo zerbino di casa propria, il Consigliere Regionale di rifondazione dovrebbe solo prendere lezione di umiltà e solidarietà tanto dall’Europarlamentare quanto dai cittadini che stanno sacrificando la propria vita per una legittima protesta a favore della sicurezza.
Quando la sinistra capirà che sicurezza non è sinonimo di fascismo e che l’ordine va tutelato dai governi di qualsiasi colore politico forse il paese vivrà tempi migliori. Nel frattempo continuiamo le proteste pacifiche per la legalità a sostegno anche della libertà di manifestare senza essere tacciati di fascismo, razzismo e xenofobia.
mercoledì 19 settembre 2007
COMUNICATO STAMPA: BORGHEZIO AL PRESIDIO DI PIEVE PORTO MORONE
“Alziamo la voce” è il nome dato all’operazione in programma alle ore 21.00 di venerdì 21 settembre nella piccola frazione Casoni di Pieve Porto Morone.
Su iniziativa congiunta della Lega Nord pievese, dei Volontari Verdi e del Comitato Opera Sicura giunge l’Europarlamentare Mario Borghezio al presidio cittadino che contesta l’insediamento dei nomadi sgomberati dall’area ex Snia di Pavia.
Stanchi dei soprusi perpetrati dalle istituzioni, nei confronti degli inermi cittadini, si mobilitano le camicie verdi di Borghezio per mandare un segnale al Prefetto di Pavia affinché rimuova quanto prima l’insediamento dei rom a Pieve Porto Morone inserito in un contesto assolutamente inidoneo ad accoglierlo.
Opera Sicura esce dai propri confini territoriali, di un paese del milanese che ha subito la violenza di un campo nomadi questo inverno, ed allarga i propri orizzonti di lotta per la legalità e la sicurezza svincolandosi da chiusure e limitazioni per un problema su scala nazionale che va risolto alla radice.
Al Presidio di Pieve Porto Morone, nella frazione Casoni, venerdì sera sono previsti molti cittadini stanchi di essere le vittime sacrificali della demagogia e degli interessi di chi alimenta fenomeni di illegalità diffusa.
martedì 18 settembre 2007
APPIGNANO: Travolse ed uccise quattro ragazzini. Libero!
Appignano (Ascoli Piceno). Sono stati concessi gli arresti domiciliari al rom ubriaco che falciò con un furgone cinque ragazzi in motorino di cui quattro, tra sedici e diciotto anni, persero la vita. Marco Ahmetovic, questo il nome del rom, trascorrerà le sue giornate ospitato nella casa di un cittadino italiano fino al processo aggiornato al 5 di ottobre.venerdì 14 settembre 2007
COMUNICATO STAMPA: MAI PIU’ SCIOPERI DELLA FAME PER DON COLMEGNA
Apprendiamo dai giornali che Don Virginio Colmegna, il parroco della Caritas in prima linea nell’aver cercato di portare i rom a Opera nel dicembre scorso, ha terminato oggi il suo digiuno a favore, neanche a dirlo, dei rom sgomberati da Via San Dionigi.
Dalle stesse fonti riceviamo una dichiarazione di Don Virgilio che illustra le sue nuove strategie di aiuti basati su contributi, cooperative e case secondo cui, per mostrare la bontà delle tesi sostenute, afferma: “Ricordate quelli di Opera, che poi avevamo ospitato noi? - dice il Parroco - Bene: adesso tutti lavorano e da tempo vivono con le loro famiglie in appartamenti dove pagano regolarmente l’affitto. La condizione però - prosegue Don Colmegna - è che nessuno deve sapere chi sono e da dove vengono”.
Strane affermazioni quelle di Don Colmegna, soprattutto in virtù del fatto che nel campo di Opera c’erano settanta persone di cui trenta bambini. Una famiglia fu allontanata direttamente da Opera avendo violato subito il Patto di Legalità mentre altri ventiquattro rom furono messi su due pullman diretti in Romania avendo anche loro contravvenuto alle regole sottoscritte per essere ospiti di Don Colmegna al Parco Lambro.
Questi ultimi, oltretutto, all’inizio del viaggio che li avrebbe dovuti vedere giungere in Romania, hanno fermato gli autisti dei due pullman e prelevato i soldi che sarebbero serviti al viaggio stesso dileguandosi poi nelle campagne di San Donato Milanese prima ancora di varcare il casello dell’autostrada.
Praticamente la metà dei rom di Opera e stata espulsa e, indipendentemente dalla fine che poi abbiano fatto, sono stati allontanati dalla Caritas che li ha abbandonati al loro destino in altri campi abusivi.
Adesso, passi per la questione dell’anonimato che potrebbe essere un idea geniale di Don Colmegna, e non un modo per rendere ancora più incontrollabile il fenomeno della clandestinità e del business degli aiuti, ma affermare che tutti i rom di Opera adesso lavorano e vivono in appartamenti dove pagano l’affitto mi sembra proprio un azzardo considerando che, almeno la metà, sono stati allontanati proprio dalla Caritas per avere violato il Patto di Legalità senza permetterne il rientro.
Don Colmegna non faccia più scioperi della fame se questi sono i risultati. Di politici che straparlano ne abbiamo già molti, non scomodiamo anche la curia per simili favole palesemente fasulle.
giovedì 13 settembre 2007
PRESIDIO di PIEVE PORTO MORONE. Noi ci siamo!
mercoledì 12 settembre 2007
MARCIA ANTI ISLAM, FERMATO BORGHEZIO. ITALIA PROTESTA
(di Danila Clegg - ANSA) - Diventa un caso diplomatico il fermo di Mario Borghezio, eurodeputato della Lega, rimasto per circa sei ore in una cella del palazzo di giustizia di Bruxelles. La sua detenzione, conclusasi nel tardo pomeriggio, ha fatto scattare la protesta formale della Farnesina, per la violazione dell'immunità parlamentare del capodelegazione del Carroccio al parlamento europeo. La detenzione dell'europarlamentare, fermato insieme a qualche decina di aderenti del partito separatista fiammingo Vlaams Belang, in occasione della marcia contro l'islamizzazione dell'Europa, ha visto l'attivo interessamento del governo, dei rappresentanti diplomatici italiani presso il Belgio e le istituzioni europee, anche con un passo presso il Parlamento europeo e il suo presidente per far valere le prerogative come parlamentare dell'eurodeputato leghista.L'ambasciatore Rocco Cangelosi, rappresentante italiano presso la Ue, ha inviato una lettera al presidente del Parlamento europeo Hans Gert Poettering per esprimere la sua "più viva preoccupazione per il trattamento riservato dalle autorità di polizia belghe a Mario Borghezio in violazione delle prerogative e delle immunità concesse ai parlamentari europei". L'ambasciatore d'Italia presso il Belgio Sandro Maria Siggia ha chiesto di interessare l'Europarlamento in modo che faccia valere le prerogative di Borghezio come europarlamentare. Il governo, anche attraverso il ministero delle politiche europee, si è interessato alla questione del fermo di Borghezio al quale, informano fonti del ministero, il capo di gabinetto, ha telefonato, subito dopo il rilascio, per rinnovargli l'interessamento del governo. La giornata di Borghezio è cominciata questa mattina a rondpoint Schuman, dove alcuni poliziotti hanno fermato, dopo averlo malmenato, il rappresentante del Vlaams Belang al Parlamento europeo Frank Vanhecke. "E' un europarlamentare. siamo europarlamentari. E' una vergogna", ha gridato più volte Borghezio, mentre Vanhecke veniva fatto salire a forza su un pullman blindato della polizia. Subito dopo Vanhecke è stato fatto salire a bordo Borghezio, che ha denunciato i maltrattamenti ai quali sono stati sottoposti i fermati. Fermato anche il leader del Vlaams Belang Filip Dewinter. Subito dopo il piazzale antistante la Commissione Ue e il Consiglio, cuore del quartiere comunitario, è stato pesantemente presidiato dalle forze dell'ordine nel timore che la manifestazione contro l'islamizzazione dell'Europa, proibita dal sindaco di Bruxelles Freddy Thielemans, potesse spingersi fino a lì. Nel pomeriggio Mario Borghezio ha chiamato i giornalisti facendo sapere di essere rinchiuso in una cella, senza avere avuto spiegazioni da parte delle autorità belghe, mentre il sindaco in una conferenza stampa spiegava che l'europarlamentare "non ha ottemperato alle leggi". "La legge è legge e non ci sono differenze sia per un parlamentare belga o un italiano", ha aggiunto Thielemans. Per l'eurodeputato del Carroccio, in ogni caso, ha sottolineato il sindaco, si è trattato di "una privazione della libertà solo momentanea" a differenza dei leader fiamminghi, la cui posizione si dovrebbe aggravare nelle prossime ore per avere resistito alle forze dell'ordine. Al suo rilascio, Borghezio ha inveito contro 'l'Euro-arabià, spiegando che "qualcuno dovrà spiegare" perché non si sia consentito a un gruppo di europarlamentari di esprimersi "pubblicamente", nel giorno dell'anniversario delle torri gemelle, sull'islamizzazione e la minaccia del terrorismo. Numerose le proteste giunte da esponenti politici per il trattamento riservato a Borghezio dalla polizia belga. A condannare l'accaduto e chiedere un intervento formale del governo sono stati tra gli altri Carlo Giovanardi e Francesco Storace. Solidarietà anche da numerosi europarlamentari, in particolare da Giuseppe Gargani (Fi), Romano La Russa e Cristiana Moscardini (An) e Mario Mauro (FI) vicepresidente del Parlamento europeo.martedì 11 settembre 2007
lunedì 10 settembre 2007
COMUNICATO STAMPA: POGROM E SOLDI. ANCHE IL MINISTRO INTERVIENE.
Dopo il mattone contro la sede diocesana di Pieve Porto Morone che ospita i rom sfollati dall’ex Snia di Pavia sono intervenuti il segretario cittadino di rifondazione comunista che ha parlato di “intolleranza inammissibile” ed addirittura si è scomodato il Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero sempre di rifondazione, definendo l’atto “un pogrom degno della Germania nazista”. Non ci sorprende la presa di posizione dei politici locali di rifondazione che ricalca il loro atteggiamento nazionale e che abbiamo imparato a conoscere anche qui a Opera. Infastidisce invece, non poco, il commento spropositato che denota una certa ignoranza da parte del Ministro Ferrero anche lui di rifondazione comunista. Al solito la Solidarietà Sociale è intesa solo verso gli immigrati ed, in particolare, verso i clandestini e coloro i quali vivono nell’illegalità. Mille euro sono stati donati infatti ad alcuni rom del campo pavese per tornare in Romania oppure raggiungere i propri parenti in altri campi della Lombardia. Non ricordiamo regali ai contribuenti italiani se non in un recente passato quando, il Ministro Maroni della Lega Nord, restituiva alle famiglie residenti in Italia un assegno di pari valore per la nascita del secondo figlio. Il Ministro Ferrero cita a sproposito un termine vergognoso di cui noi operesi abbiamo imparato a conoscere il significato a nostre spese. Prima di lui ne ha fatto una bandiera il presentatore Gad Lerner che parlava di pogrom anche in occasione della battaglia per la legalità fatta pacificamente a Opera e volta ad ottenere il rispetto della legge e l’inammissibilità di un campo rom irregolare nel paese alle porte di Milano. Ma se a Gad Lerner si poteva dare l’attenuante del fatto clamoroso e di enorme portata popolare culminato con l’involontario incendio della tendopoli, che avrebbe dovuto ospitare i nomadi, al Ministro non si possono dare scusanti. Ferrero non conosce evidentemente il significato del termine che utilizza né, tanto meno, la gravità della sua accusa che i magistrati dovrebbero perseguire ed il Presidente della Repubblica Napolitano utilizzare per chiedere a Prodi di sostituire Ferrero al Governo. Parlare di pogrom per un sasso contro una finestra di proprietà della Diocesi è un azzardo in quanto, con questo termine, si intendono le azioni violente contro la proprietà e la vita di appartenenti a minoranze politiche, etniche o religiose. A Pieve Porto Morone, con un sasso contro una finestra, come ad Opera con l’incendio della tendopoli vuota, non si è fatta alcuna azione violenta contro la vita di alcuna persona né contro la proprietà dei rom visto che, in entrambi i casi, i nomadi sono semplicemente ospiti di strutture non loro. L’aver parlato poi di pogrom nazista denota la stoltezza di un affermazione fatta di chi volutamente finge di non ricordare che i pogrom sono nati proprio nella Russia degli Zar dove le sommosse popolari antisemite e le successive devastazioni avvenute, con il consenso - se non con l'appoggio - delle autorità governative, hanno fatto scuola. Un Ministro della Repubblica, membro del Governo che l’estrema sinistra ricatta con i suoi scarsi ma fondamentali voti, non può permettersi di fare simili affermazioni dimenticando che, del Governo, fanno parte anche lui ed il suo partito.
venerdì 7 settembre 2007
COMUNICATO STAMPA: AIUTIAMO ALBUZZANO E PIEVE PORTO MORONE A RESISTERE
Altri due comuni del pavese, Albuzzano e Pieve Porto Morone dell’hinterland nord orientale del capoluogo a sud di Opera, si trovano alle prese con la prepotenza di un Comune e di istituzioni che pretendono di governare anche l’altrui territorio. Così accade che un Sindaco, ieri la Moratti con noi operesi ed oggi la Capitelli di Pavia con i piccoli centri del suo hinterland, decide improvvisamente di essere funzionario di Governo, responsabile di Pubblica Sicurezza e forse, in un delirio di onnipotenza, Dio in persona. I Rom che occupavano abusivamente l’area dell’ex Snia a Pavia vengono pertanto trasferiti senza alcun preavviso in comuni molto piccoli per evitare che i residenti, padroni di casa, sappiano organizzarsi come accadde a Opera nel dicembre scorso. Grazie al cielo i sindaci di queste località che vengono considerate sicure, essendo scarsamente popolate su una vasta superficie verde, si stanno invece ribellando ed anziché trovare loro stessi un rimedio come fece il Sindaco Ramazzotti di Opera, che tentò di insediare il campo nomadi al centro del paese su ordine del Sindaco milanese suo datore di lavoro, questi sindaci vicini alla loro gente rispediscono tra le benedizioni dei cittadini e della Chiesa gli indesiderati ospiti abusivi da dove sono venuti. Opera Sicura è accanto ai cittadini di Torre d’Isola, di Pieve Porto Morone e di Albuzzano oggi ma anche di qualsiasi altra popolazione venga sopraffatta abusivamente dai Governi locali prepotenti ed arroganti. I Rom sono un problema nazionale che non si risolve spostando e moltiplicando gli accampamenti abusivi ma radendoli al suolo tutti. Sono cittadini europei? Bene, si comportino come tali e rispettino le leggi. Chi non lavora non è ospite gradito in Italia e nessuna Comunità Europea potrà mai condannare il nostro paese se procedesse con le espulsioni di delinquenti e nullafacenti per cui, invece, dall’Europa giungono accuse al nostro Paese per le condizioni in cui il Governo permette loro di vivere. L’unica soluzione è l’espulsione. Chi vorrà integrarsi ha tutto il tempo per trovarsi un lavoro ed una sistemazione abitativa consona al livello di vita civile proprio della nostra terra. Che nessuno obietti che sono poveri. I veri poveri lavorano, vi sono migliaia di badanti, muratori, carpentieri, falegnami, spazzini, ce ne sono a non finire. Il Rom ha più soldi di noi che lavoriamo dodici ore al giorno ma li utilizza al suo paese per costruirsi ville e mantenere famiglie di nullafacenti ingioiellate grazie alle razzie nelle nostre abitazioni. Sono tutti luoghi comuni? No, altrimenti sarebbe una leggenda anche un duplice omicidio come quello della coppia trucidata quest’estate a Treviso.
mercoledì 5 settembre 2007
COMUNICATO STAMPA: TORRE D’ISOLA COME OPERA, UN PAESE CONTRO I NOMADI.
Un’altra rivolta cittadina è stata messa in atto contro una tentata imposizione di allocare un campo nomadi, questa volta da parte della Prefettura di Pavia, in un comune alle porte di Pavia.
Torre d’Isola, hinterland di Pavia, ha vissuto un esperienza analoga a quella operese del 21 dicembre scorso quando, dal Comune di Milano con il beneplacito di Prefettura e Provincia, hanno tentato di sistemare i rom sgomberati da un campo meneghino proprio nel comune di Opera.
Si sono vissuti attimi di tensione a Torre d'Isola dove era atteso un gruppo di un'ottantina di rom alla ricerca di una sistemazione dopo l'abbattimento nei giorni scorsi dell'ex Snia.
Il Prefetto pavese aveva infatti deciso di inviare gli immigrati nell'ex poligono di Santa Sofia, nel Comune alle porte del capoluogo. Ma la decisa reazione del sindaco di Torre d'Isola, Marco Bellaviti, e di numerosi residenti, ha impedito ai rom di arrivare. Il sindaco e gli abitanti si sono infatti sdraiati sulla strada per impedire il passaggio dei nomadi. Così, in serata, i rom sono stati ricaricati su camion e autobus per essere riportati a Pavia.
Agli abitanti di Torre d’Isola vanno i nostri complimenti per avere avuto il coraggio di protestare e manifestare pacificamente ma in modo determinato per tutelare il diritto all’autogoverno della propria terra ed il sacrosanto diritto alla sicurezza ed alla legalità.
Al Sindaco Marco Bellaviti va il più poderoso ringraziamento da parte di Opera Sicura per avere dimostrato all’Italia intera che non tutti i politici ricoprono incarichi ed occupano poltrone per fare esclusivamente i propri interessi. Il Sindaco di Torre d’Isola ha infatti sostenuto le proprie ragioni e quelle dei suoi concittadini incurante di eventuali rischi per la sua carriera politica o per eventuali richiami da parte del Prefetto.
Se Opera avesse avuto un Sindaco come Bellaviti, anziché Alessandro Ramazzotti, forse si sarebbero evitati due mesi di presidio e le manifestazioni con l’intero paese in piazza.
Gli operesi non dimenticano certo quello che Ramazzotti gli ha fatto passare come i cittadini di Torre d’Isola non dimenticheranno, invece, l’appoggio istituzionale ed umano ricevuto dal loro Sindaco.
martedì 4 settembre 2007
DON RENATO, IL PRETE DALLA PARTE DEI ROM COSTRETTO A LEVARE LE TENDE
di Cristina Bassi. PANORAMA. Lunedì 3 Settembre 2007La Lega lo ha annunciato con un comunicato dai toni trionfanti: se ne va don Renato Rebuzzini, il parroco di Opera (cittadina di 14 mila abitanti alle porte di Milano). Che cosa lo aveva fatto finire nel mirino del partito di Bossi? Si era schierato a favore di un campo rom.
Lui, don Renato, 65 anni, non vuole neppure sentir parlare di quella storia. Giura che la decisione di cambiare parrocchia era già stata presa da tempo, dalla fine del 2006, e che non ha nulla a che vedere con le tensioni legate al campo rom della sua città. Dal primo settembre si è insediato nella nuova comunità pastorale, quella di Paderno Dugnano, e domenica a dire messa nella sua ex chiesa, dove operava dal ‘94, c’era già il sostituto, don Olinto Roberto Ballarini. Anche in Curia, dove descrivono don Renato come un sacerdote rigoroso e severo, assicurano che gli avvicendamenti dei parroci sono fisiologici. Ma all’uscita dalla funzione i parrocchiani non parlano d’altro ed è difficile credere che l’addio del parroco non sia l’ultimo atto di un clima di tensione che era diventato difficile da ignorare. Secondo la nota del gruppo consiliare del Carroccio, “Il sacerdote che legge il Manifesto” e che ha fatto scappare i fedeli dalla parrocchia di San Pietro e Paolo con i suoi attacchi ai cittadini ha chiesto ai suoi superiori di essere trasferito.
Clima avvelenato dalla sera del 21 dicembre scorso quando era divampato un incendio nella tendopoli allestita dalla Protezione civile per ospitare una settantina di nomadi, più della metà donne e bambini, sgomberati dal campo di via Ripamonti. La Casa della Carità di don Colmengna si era fatta garante del rispetto delle regole da parte degli occupanti e la sistemazione a Opera doveva essere temporanea, di tre mesi al massimo, in attesa di trovarne una definitiva.
Ma gli operesi si opposero subito alla decisione del sindaco di centrosinistra Alessandro Ramazzotti di dare un contributo per risolvere l’emergenza di decine di famiglie finite per strada in pieno inverno. Fino ad occupare, in 400, la sala del Consiglio comunale dove si discuteva del campo e da qui, incitati dal capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco, marciare verso l’accampamento. Ad alcune tende venne dato fuoco, nessuno per fortuna rimase ferito. Da quel giorno il clima divenne così ostile, a cominciare dal gruppo di residenti che notte e giorno presidiava l’entrata dell’insediamento insultando operatori e carabinieri, che i rom furono costretti ad andarsene prima del tempo. Per l’incendio sono finiti nel registro degli indagati Ettore Fusco, per istigazione a delinquere, e altri otto cittadini. Sono in attesa del rinvio a giudizio. I carabinieri sono arrivati a questa conclusione alla fine di luglio, grazie a filmati e fotografie e hanno denunciato una scarsissima collaborazione degli operesi alle indagini.
Quello che i cittadini non hanno perdonato a don Renato non è tanto l’essere stato favorevole ad accogliere i nomadi. Quanto la sua reazione indignata dopo la notte dell’incendio. Scrisse una lettera aperta in cui non solo lanciava un appello alla solidarietà. Ma descriveva anche cosa aveva visto la sera del 21 dicembre: “Donne e uomini, giovani e anziani, anche bambini, tutti assatanati, privi di ogni intelletto e di ogni sentimento vagamente umano”. La notte di Natale dall’altare i suoi toni furono ancora più duri. Disse che in quella chiesa non era possibile scambiarsi il segno della pace, che sarebbe stato, viste le circostanze, un gesto ipocrita.
La Lega canta vittoria. Don Renato ha sfidato i cittadini, dice Fusco, e ora è costretto ad andarsene. Dopo Natale “la sua parrocchia perdeva fedeli di giorno in giorno, a causa della sua presa di posizione non condivisa dai cittadini”. Qualcuno arrivò anche a boicottare la messa e a fare lo “sciopero delle offerte”. Il sindaco Ramazzotti difende il sacerdote: “Questi attacchi e queste strumentalizzazioni sono vergognose”, dice. “Don Renato ha dato molto alla nostra città, ma credo che se ne vada con l’amarezza di chi ha visto una parte dei suoi parrocchiani rinnegare i valori che aveva predicato per anni”. Ai suoi cittadini Ramazzotti rimprovera di essersi fatti guidare dalla paura e di non essersi fidati delle istituzioni. La ferita rimane. All’uscita dalla messa domenicale si parla del vecchio prete: “Un bravo sacerdote, ma a Natale ha davvero esagerato”. “Riuscire a far sgomberare i rom dalla nostra città a furor di popolo è stata una grande conquista”.
lunedì 13 agosto 2007
COMUNICATO STAMPA: CORDOGLIO PER I PICCOLI ROM DI LIVORNO
Abbiamo meditato alcuni giorni questo cordoglio. Avremmo voluto esprimerlo alla famiglia delle vittime della tragedia, ai genitori ed ai parenti di quei quattro bambini il cui più grande aveva appena dieci anni. Avremmo voluto piangere quei corpi con la famiglia ed i parenti ma abbiamo capito, a mente fredda, quanto quei quattro piccoli corpi siano da piangere solo insieme a Dio. Per i corpicini carbonizzati dalle fiamme causate proprio dai genitori dei bimbi, frettolosamente scappati dalla baracca disinteressandosi delle conseguenze sui propri figli, le uniche lacrime vere devono infatti essere quelle del Signore. Forse Dio è l’unico padre di quelle piccole creature la cui famiglia ha costretto ad una vita di stenti fino a causarne la morte per indifferenza. Come se, anziché di bambini, si trattasse di strumenti di lavoro che possono anche essere sostituiti insieme ad una baracca fatiscente. Due bambini erano infatti sordomuti, forse addirittura scomodi e non funzionali alle esigenze della famiglia. Una vergogna! Una vergogna anche la giostra di commenti che non discutiamo per rispetto a quelle vite umane, innocenti, spentesi in un rogo. Vite consumate dalle fiamme come quelle che, nonostante queste fossero state appiccate dai genitori rom dei bambini deceduti, qualcuno con pessimo gusto ha voluto ricordare siano già state elemento di morte nella storia degli zingari perseguitati dal nazista Hitler. Le fiamme dell’inferno dovrebbero ardere quegli ipocriti che con il loro buonismo sono la reale causa di queste tragedie. Ad esempio L’unità, quotidiano del partito che governa l’Italia, lo stesso che sostiene Prodi, oggi titolava la prima pagina parlando di vittime dell’indifferenza. La stessa cosa la dicono alcune associazioni cattoliche che si occupano dei nomadi. Di peggio fanno Prodi e molti altri politici che pensano solo a passare ad altri la patata bollente delle responsabilità e, per primo a Prodi che accusa la Comunità Europea, tale patata ritorna molto in fretta prima che si possa raffreddare con l’aggravante di non avere applicato le risoluzioni europee e di essere stato per anni, proprio lui, il Presidente della Commissione Europea. Oggi piangiamo le vittime di una carneficina per cui chiediamo sia fatta giustizia e promettiamo di seguire attentamente l’iter processuale fino in fondo, non dimenticando che a causa dei rom muoiono decine di persone ogni giorno, assicurandoci che per il rogo di Livorno in cui hanno perso la vita quattro bambini di età inferiore a dieci anni vi sia almeno lo stesso interesse, a perseguire i colpevoli, riscontrato nel rogo delle tende di Opera del 21 dicembre 2006 durante una manifestazione di protesta contro un campo nomadi in allestimento. Per quel rogo siamo in attesa che siano rinviate a giudizio nove persone tra cui il Consigliere Comunale della Lega Nord Ettore Fusco. Naturalmente, visto che a Opera le tende erano vuote, non si è proceduto a fermi ma l’accanimento giudiziario riscontrato trovi raffronto in un proporzionale uso della magistratura contro i colpevoli del terribile delitto di Livorno. Che Dio guidi legislatori e magistratura.
sabato 4 agosto 2007
MANTENIAMO SICURO IL NOSTRO PAESE.
giovedì 2 agosto 2007
BOLOGNA, 27 ANNI DOPO
In ricordo della strage del 2 agosto di ventisette anni fa.domenica 29 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: LA GIUSTIZIA SOMMARIA DELL’ASSESSORA PROVINCIALE FRANCESCA CORSO.
Scopro con amarezza alcune dichiarazioni dell’Assessora Provinciale Francesca Corso, Assessora alla Protezione civile, alla Tutela dei consumatori, al Bilancio sociale, ai Diritti dei Cittadini, al nomadismo e diritti di asilo, all’Integrazione sociale per le persone in carcere o ristrette nelle libertà ed ai Diritti dei bambini e delle bambine, una donna di estrema sinistra con a cuore, evidentemente, i problemi e gli interessi dei milanesi del capoluogo e della sua provincia, di quei milanesi che l’hanno votata proprio per salvaguardarne i diritti. Scopro, in un comunicato stampa che tratta il problema dei bambini rumeni vittime dei propri genitori criminali e della generalizzazione che talune persone fanno del fenomeno dell’accattonaggio minorile al cui racket, l’Assessora Provinciale, dichiara guerra al fine di salvare i bambini vittime innocenti dei loro adulti genitori peraltro già espulsi dall’Italia ma rientrati con il passaggio della Romania nell’Unione Europea. L’Assessora Corso con Opera ha già avuto molto a che fare, interpretando anche una parte nel documentario Opera Gagia il film che narra le gesta degli operesi del Presidio per la legalità a Opera, e non ha certo dato l’impressione di essersi meritata il voto dei milanesi ma, anzi, ha vinto la palma della cacciatrice di voti dai neocomunitari che con l’ingresso nell’Unione Europea acquisiscono anche il diritto al voto nelle elezioni Amministrative. La Signora Corso, rimproverando quei cittadini che “sbagliano vedendo delinquenti dappertutto”, cita l’attesa dell’esito del procedimento aperto presso la magistratura di Milano, per il quale il Capogruppo operese Ettore Fusco della Lega Nord sarebbe indagato per istigazione a delinquere a proposito dell’incendio al campo rom di Opera, quasi fosse una conferma delle sue considerazioni sulla gravità delle posizioni di chi crede di “risolvere il problema fomentando odio e discriminazione”. La Corso ha già emesso la sua sentenza di colpevolezza per Ettore Fusco considerato, esclusivamente da lei, un fomentatore di odio e discriminazione. Noi di Opera Sicura abbiamo l’impressione che a fomentare odio siano proprio questi individui di estrema sinistra, come la Francesca Corso, che non perdono occasione per indirizzare stoccate avvelenate nei confronti di quelle persone, non omologate al potere diplomatico, che fanno politica per scopi meramente umanitari e di amore per la propria terra. Siamo d’accordo con la Corso che occorra restituire ai minori una fanciullezza rubata e smontare pezzo a pezzo le organizzazioni criminali ma non riusciamo a capire cosa c’entri il rinvio a giudizio di nove persone oneste, tra cui il Capogruppo del Carroccio al Comune di Opera, con quanto la Provincia stia facendo con il Governo della Romania per i bambini soli, spesso ammalati, e per la realizzazione di una magistratura minorile con detenzione separata tra adulti e minori. La chiave di lettura è una sola, per l’Assessora Corso il Consigliere operese Fusco è una persona che fomenta odio e discriminazione e la sentenza che ancora deve arrivare, come lo stesso processo del resto, è già stata emessa da lei. Una sentenza di colpevolezza senza appello. Siamo stanchi di essere massacrati dalla stampa e dai politici di sinistra per quelle questioni su cui il popolo ci appoggia. Chi fomenta odio e discriminazione è proprio l’Assessora Corso e chi, come lei, dal 21 dicembre 2006 parla dei presidianti di Opera e di Ettore Fusco come se fossero dei delinquenti. Si pronunciano contro il Popolo, contro i principi della gente, e prima o poi dovranno rendere conto, agli stessi, della politica messa in atto per favorire la criminalità e l’illegalità anziché aiutare i nostri anziani ed i giovani in cerca di occupazione e valori.
venerdì 27 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: NOMADI TRA CASCINA MIRASOLE E CASCINA FOLLA
Opera, 27 luglio 2007Anche oggi alcuni Cittadini di Opera Sicura segnalano la presenza di un nuovo accampamento abusivo sulla strada che collega Opera a Rozzano tra le località operesi di Mirasole e la frazione Cascina Folla. Se la scelta di rinviare a giudizio Ettore Fusco serviva anche a bloccare il continuo lavoro svolto dallo stesso, al fine di tutelare la legalità sul territorio operese, questa non ha sortito l’effetto sperato in quanto i cittadini sfiduciati dalle istituzioni continuano a chiamare a qualsiasi ora proprio il Consigliere della Lega Nord anziché il 112 oppure la Polizia Locale del Sindaco Alessandro Ramazzotti che nega sempre qualsiasi presenza abusiva sul territorio. Naturalmente le chiamate vengono girate immediatamente al 112 ed ai carabinieri di Opera che provvedono ad intervenire prima che il Sindaco possa accusarci di procurato allarme una volta effettuato lo sgombero. Opera Sicura, già in mobilitazione generale per contrastare la notizia dell’arrivo dell’inceneritore alle porte del nostro paese, si recherà sul posto dove sorge il nuovo accampamento abusivo se gli occupanti illegali non saranno immediatamente allontanati. Naturalmente ogni azione del Comitato Cittadino sarà preventivamente autorizzata dalla Questura di Milano a cui vengono chiesti regolari permessi. Concludiamo con un appello alle istituzioni più vicine ai cittadini operesi. Non lasciate che un Comitato venga colpito dalla magistratura per avere la sola colpa di battersi per quello che il popolo esprime come volontà prioritaria, la sicurezza. Una priorità che oggi si manifesta in una resistenza alla decisione di insediare un termovalorizzatore (nient’altro che un moderno inceneritore) al confine tra Milano e Opera e che se necessario, ma noi siamo di parere diametralmente opposto, lo devono decidere le amministrazioni della zona ed i loro cittadini che ne pagheranno le conseguenze.
giovedì 26 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: INCENERITORE A OPERA, CHI FA PROPAGANDA E CHI STA CON LA GENTE.
Siamo lieti di sapere che i sindaci di tre comuni del sud milanese si vogliono attivare per dire no al termovalorizzatore di Opera. Siamo anche lieti di sapere che si recheranno a Palazzo Marino per raccogliere le firme proprio nella piazza antistante il Municipio meneghino ed ancora di più ci allieta sapere che inviteranno i consiglieri milanesi di maggioranza a sottoscrivere un documento che respinge l’ipotesi dell’impianto. Ci domandiamo però dove sono stati questi sindaci sino ad oggi e perché non hanno firmato la petizione che i cittadini di Opera, guidati dal Comitato Opera Sicura e dalla Lega Nord, hanno cominciato domenica 22 luglio vedendosi persino apostrofare, dal vicesindaco operese Tonino Liguori, considerazioni poco opportune senza neppure fermarsi nelle vicinanze di uno dei nostri banchetti. Altri amministratori dei tre comuni, ovviamente, non se ne sono visti. Secondo noi traballano le poltrone e si fa solo propaganda fine a se stessa. Ramazzotti ha la consapevolezza di essere diventato un Sindaco detestato dai suoi cittadini e corre ai ripari cercando alleati altrove. Purtroppo la sua poca intelligenza politica lo porta a fingere una contrarietà all’inceneritore che si manifesta in tutte le sue lacune proprio per i termini in cui la esprime. Fingere di non capire se la Lega Nord raccoglie firme contro o a favore dell’inceneritore è stata una gaffe madornale che ha portato solo confusione tra la gente ma questo è proprio quello cui ambiva il primo cittadino operese. Coprire e strappare i volantini che pubblicizzano la petizione è un’altra dimostrazione che anche i Verdi, probabilmente, preferiscono bramare qualche Consiglio d’Amministrazione, visto che sia ad Opera che a Rozzano due verdi operesi ricoprono la poltrona dell’Assessore all’Ambiente, piuttosto che lottare con i cittadini per il rispetto di un proprio diritto costituzionale, quello alla salute, di cui il Sindaco dovrebbe essere il garante territoriale. Ma forse Ramazzotti non lo sa.
domenica 22 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: FIRME CONTRO L'INCENERITORE
venerdì 20 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: LA LEGA NORD CON OPERA SICURA CONTRO L'INCENERITORE
mercoledì 18 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: INCENERITORE NO GRAZIE
Opera, 18 luglio 2007. Il Gruppo Consiliare della Lega Nord operese si schiera con fermezza contro l’ipostesi di un inceneritore nel paese che ospita già un carcere ed ha appena ottenuto la cessazione delle lavorazioni di un’azienda che stoccava e smaltiva rifiuti tossici e l’allontanamento di un campo nomadi. Già nel 2004, all’ennesima indicazione di Opera quale sede dell’inceneritore e dopo anni di silenzio della Giunta Ramazzotti, la Lega Nord pubblicò un volantino dove minacciava di organizzare squadre di resistenza alla volontà delle istituzioni e dove sottolineava il silenzio del Comune di Opera che si nascondeva dietro una presunta non conoscenza dei fatti. Da allora sono passati altri tre anni ed oggi la notizia dell’inceneritore ad Opera si è fatta ancora più consistente tanto da essere data anche da alcuni telegiornali. Ma gli operesi non ci stanno e Opera Sicura, il comitato nato dopo l’esperienza del Presidio di Opera a tutela della legalità e della vivibilità cittadina, organizza una dimostrazione in piazza, domenica 22 luglio alle ore 10.30, per raccogliere le firme necessarie a dire no all’inceneritore.Quella degli inceneritori non è una soluzione, siamo fermamente contrari per varie ragioni, innanzitutto producono diossina e la nostra è un’area agricola oltre che densamente popolata. La ripercussione dei depositi degli agenti inquinanti negli allevamenti di bestiame, nelle nostre risaie o nei campi di granturco sarà deleteria per l’economia della zona e per i consumatori di ogni parte d’Italia. Un nuovo inceneritore nella provincia di Milano servirà solo ad arricchire le aziende che lo gestiranno incenerendo rifiuti provenienti da altre parti del paese visto che a Milano non serve un nuovo stabilimento. Grazie ai rifiuti di governatori come Bassolino, che non supera l’emergenza rifiuti nella sua regione Campania, noi respireremo diossina per dare la possibilità a qualche politico di sedere in consigli d’amministrazione dai compensi dorati. Non esiste alcuna ragione che induca a pensare che questa di Opera sia una buona soluzione. Neppure la viabilità è in condizione di accogliere la struttura. I camions provenienti da Milano andrebbero ad intasare la già congestionata Via Ripamonti, quelli provenienti dal Sud Milano graverebbero sull’altrettanto intasata Valtidone mentre per la tangenziale siamo già al collasso e questo sarebbe il colpo di grazia. Domenica in piazza diciamo no all’inceneritore e si alla vita. La nostra vita, quella degli operesi che non hanno alcuna intenzione di sacrificarsi all’altare del dio denaro. Siamo certi che l’Amministrazione sia con noi, al fianco dei cittadini, in questa battaglia che domenica vedrà l’avvio di una petizione in cui speriamo di vedere, tra i primi firmatari, il Sindaco Alessandro Ramazzotti e la sua Giunta. Udite le prime dichiarazioni ufficiali, del Vicesindaco Liguori, siamo fiduciosi in tal senso.
mercoledì 11 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: NO INCENERITORE A OPERA
Opera, 11 luglio 2007martedì 10 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: BANDIERE DI MILANO IN PIAZZA PER LA LEGALITA'
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ito tutti i campi nomadi presenti sul territorio comunale. Non è vita questa. Per uscire i cittadini devono attendere l'organizzazione di una manifestazione o di un presidio dei cittadini altrimenti si ha paura di giorno, figuriamoci la sera. Nel sud Milano, quella di Via Treccani degli alfieri, non era l'unica manifestazione. A Chiaravalle prosegue il presidio davanti all'Abbazia tutte le sere. Ieri era previsto l'arrivo della Moratti ma, forse per la notizia che ci sarebbe stato un comitato cittadino "di benvenuto", il Sindaco di Milano ha preferito disertare l'appuntamento. Opera Sicura, con i cittadini del presidio, ha partecipato anche a quel sit in di milanesi esasperati. Il problema dei rom è di tutti, non sono pochi kilometri di distanza dalla propria abitazione che permettono una vita tranquilla. Il Presidente della Provincia Penati, Il Sindaco Moratti e le istituzioni nazionali, partendo da Prefettura e Questura hanno l'obbligo morale di sgomberare tutti i campi milanesi evitando che, ovviamente, questi si riversino nell'hinterland della metropoli. Ad Opera abbiamo già avuto esperienza di un campo e non vogliamo doverne subire altri di soprusi da parte delle istituzioni. Tanto più che il Sindaco operese Alessandro Ramazzotti e la sua Giunta non sono affatto pentiti dell'esperienza negativa cui hanno costretto i cittadini con il campo di Via Marcora ed il presidio fisso di due mesi davanti alla tendopoli che, dopo un incendio e diverse manifestazioni senza mai mollare il presidio, è tornata alla sua destinazione iniziale di area circense. Opera Sicura è con i milanesi nell'impari lotta alle istituzioni ed ai campi nomadi abusivi.venerdì 6 luglio 2007
MILANO: FIACCOLATA A FAVORE DELLA LEGALITA'
COMUNICATO STAMPA: CENSURATO IL FILM SUL PRESIDIO DI OPERA
mercoledì 4 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: OPERA GAGIA A OPERA
Troviamo alquanto strano che sia stata decisa una proiezione senza informare la cittadinanza se non il giorno prima attraverso il volantinaggio da parte di un associazione operese e, solo adesso, grazie all’operato di noi cittadini del Presidio di Opera. Naturalmente domani sera ci saranno tutti coloro che saremo riusciti a contattare ed auspichiamo vi sia quella parte del giornalismo sano ed imparziale che sappia dare all’informazione contributi meno faziosi ed ingiuriosi, soprattutto nei confronti dei cittadini operesi che si sono battuti per un proprio diritto, di quelli che abbiamo dovuto sino ad oggi leggere.
A questione finità assegneremo l’oscar al giornalista, o pubblicista, maggiormente distintosi per notizie non rispondenti al vero e per diffamazione nei confronti dei cittadini operesi. Al momento risultano in vantaggio in cinque, di Corriere della Sera, La Repubblica (2), Il Giorno ed Il Giornale. Forse L’unità e il Manifesto saranno escluse dalla competizione in quanto troppo faziosi e pertanto assolutamente non credibili nelle loro esagerazioni sulle vicende di cui parlavano. A Opera non dimentichiamo certo di avere letto sul Manifesto che sono state bruciate le tende dove dormivano 30 bambini!!! La differenza tra l’atto vandalico del 21 dicembre e l’aver bruciato le tende dove dormivano 30 bambini è più o meno la stessa che c’è tra l’oscar che assegneremo al Re delle Balle ed il Premio Pulizer. Aspettiamo la volata finale per la scelta.
Il tutto è una semplice goliardata… che però deve fare riflettere.
lunedì 2 luglio 2007
COMUNICATO STAMPA: PROSTITUTE A OPERA E LOCATE TRIULZI
Finalmente il Sindaco di Opera si è accorto delle prostitute sulla Valtidone nella tratta operese. Molto strano l'atteggiamento del Sindaco che fino a non molti tempo fa negava pubblicamente che vi fossero le “signorine in abiti succinti” nelle piazzole di sosta ed altrettanto faceva (ma questo lo fa ancora) in merito alla presenza di spacciatori di droga che usano le piazzole per smerciare la pregiata merce che forniscono dalla stradina che costeggia la statale salendo fino alla piazzola dove sostano i clienti. Il Sindaco Ramazzotti dovendo per l'ennesima volta rispondere ad una interpellanza in merito, del Consigliere Fusco, ha pensato bene di cambiare versione e strategia passando dal negare che vi sia un mercato del sesso e della droga, l’ha fatto persino in Consiglio Comunale, alla lotta per la legalità. Infatti, con il suo collega di Locate Triulzi, ha scritto una lettera aperta al Prefetto (l'ultima l'aveva scritta per lamentarsi dei WC installati dai presidianti operesi che protestavano contro il suo campo nomadi) dove lamenta questa situazione di disagio fino a ieri ignorata. Una lettera tanto aperta da finire sul mensile edito dal Comune di Opera occupando lo spazio dell’editoriale. Le stranezze che inducono a pensare che questa sia mera propaganda, necessaria a ricorrere ai ripari dopo le innumerevoli gaffe che l’Amministrazione operese ha inanellato, sono legate appunto alla presa di posizione ed alla tempistica di questa che ricorda molto da vicino il dietro front del Presidente Penati sulla questione dei campi nomadi. A pochi giorni dalla lettera al Prefetto, infatti, Ramazzotti a dovuto rispondere in Consiglio Comunale di questa situazione ed alcune settimane prima è uscito "l'operese", mensile del Gruppo Consiliare della Lega Nord, dove Opera Sicura annuncia nuovi presidi contro la prostituzione e lo spaccio di droga denunciando proprio la posizione del Sindaco che negava queste pratiche sulla Valtidone ed all’ingresso di Opera. Adesso che la sinistra fa acqua da tutte le parti, due sindaci di sinistra Ramazzotti di Opera e Preli di Locate, si mettono a scrivere lettere aperte al Prefetto come se non bastasse una pattuglia di Polizia Locale a mandare a casa una prostituta. Inoltre, giusto per dimostrare la falsità di certi provvedimenti, le prostitute al confine tra Opera e Locate, proprio all’ingresso di Opera sud dalla Valtidone, sono ancora sedute sulle loro seggioline a fare bella mostra di se ai passanti. Complimenti ancora una volta a Ramazzotti che ha dimostrato di non sapere risolvere i problemi di Opera. Se ci fosse stato un Sindaco alla guida del paese avrebbe inviato sul posto una pattuglia della Polizia Locale, ogni giorno fino a risolvere il problema, ma dato che la poltrona del primo cittadino è occupata dal Signor Ramazzotti si è preferito fare tanta propaganda sui giornali con una inutile lettera aperta al Prefetto di Milano. Diamo ancora qualche settimana di tempo ai due sindaci per risolvere questa vergognosa situazione dopo di ché saremo costretti ad agire con un altro presidio nelle aree interessate da questi fenomeni di malcostume.
sabato 30 giugno 2007
ULTIME NOTIZIE DALLA ZONA
RAPINA A CORVETTO http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=189228
DOPO SESTO VA A FUOCO ANCHE IL CAMPO DI CHIARAVALLE IN VIA SAN DIONIGI. COINCIDENZE? http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/06_Giugno/29/incendio_campo_rom.shtml
giovedì 21 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA: DISCRETO IL DOCUMENTARIO SUL PRESIDIO
Opera, 21 giugno 2007Dopo avere assistito alla prima del documentario sul presidio di Opera devo riconoscere al regista Antonio Bocola ed al suo staff l'ottimo lavoro svolto. Non era facile racchiudere la storia del presidio e limitarla ad un ora di filmato ma, salvo la mancanza di maggior contraddittorio che in taluni casi ci sarebbe dovuto essere, il lavoro finanziato dalla Provincia di Milano ci è apparso discretamente rispondente alla realtà. Nessun rimando a fatti di razzismo o pogrom, ciò che loro malgrado gli operesi si aspettavano, se non nelle parole dell'oramai delegittimato Sindaco Alessandro Ramazzotti che ancora parla di teste rasate e saluti romani in Consiglio Comunale, visti solo da lui, oltre all'arroganza dell'Assessore Borghi che da quando ha fatto il gesto dell'ombrello agli operesi si deve solo nascondere. La figura di Ettore Fusco leader del carroccio, diventato anche ispiratore e coordinatore della protesta tanto da meritarsi la visita all'alba dei carabinieri con avviso di garanzia per il reato di istigazione a delinquere, ne è uscita ancora più forte visti i risultati ottenuti e le posizioni prese ultimamente anche da esponenti storici della sinistra tra i quali, ad esempio, il Presidente della Provincia Penati. Nessun problema di ordine pubblico e nessuno screzio se non il tentativo di qualche militante della sinistra milanese che con la solita "volontaria operese pagata dal comune" hanno tentato di provocare Ettore Fusco, mentre parlava con il regista Antonio Bocola dopo la proiezione, facendo commenti sulla presenza dello stesso e lanciando invettive nei suoi confronti. Atteggiamento comprensibile da parte di chi si aspettava un documentario chiaramente contro il presidio ed a favore dell'illegalità e dell'operato di quei presunti benefattori che in realtà fanno solo carità pelosa a spese della collettività. Troppe persone vivono alle spalle dei contribuenti facendo da mediatori culturali o per conto dell'Opera Nomadi oppure delle Caritas o dei comuni. Risolto il problema dei nomadi sarà risolto anche quello dei loro protettori interessati. Adesso l'auspicio e che questo documentario sia diffuso nelle scuole e tra le famiglie al fine di trasmettere il messaggio principe che consiste nella resistenza cittadina alle sopraffazioni perpetrate dalle istituzioni. Quella di Opera è risultata essere una grande esperienza democratica di protesta popolare e gli artefici ne hanno solo da vantarsene. Ad opera riecheggia ancora alto il coro: A lavorare, andate a lavorare... rivolto non tanto ai rom quanto ai politici della Giunta Ramazzotti. Per il rogo delle tende si sono già spesi molti dissensi ma se non ci fosse stato... Opera oggi sarebbe ancora una comunità libera?
mercoledì 20 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA: OPERA GAGIA - IN MOLTI DA OPERA
Opera, 20 giugno 2007.Saranno molti i cittadini che questa sera partiranno da Opera per recarsi allo Spazio Oberdan a vedere la proiezione del film sul presidio di quest’inverno che ha reso possibile l’allontanamento di un campo nomadi, voluto dallo stesso Sindaco operese Alessandro Ramazzotti, dal nostro Paese. L’auspicio è quello di vedere un film montato con onestà intellettuale che denunci il problema dei campi nomadi e del nomadismo quale fenomeno legato alla criminalità comune e che nulla ha a che fare con il razzismo. A Opera, come in tutta Italia, detestiamo chi delinque trovando rifugio nei campi nomadi esattamente come detestiamo stupratori e pedofili. Avere lottato contro un accampamento è stato come se avessimo lottato per smantellare una cellula delle Brigate Rosse composta da cittadini nati e cresciuti nel nostro paese. Siamo stati maltrattati per mesi e non intendiamo esserlo ancora, addirittura tramite un film documentario. Persino il Presidente della Provincia Penati che solo sei mesi fa ha fatto di tutto per imporre a noi l’accampamento oggi si esprime letteralmente contro quel fenomeno che gli italiani detestano da sempre. Sono di ieri gli ultimi due casi di furti negli appartamenti a Opera, paese che si è risvegliato con due famiglie “ripulite” durante il sonno. E nel pomeriggio precedente due arresti, grazie ai carabinieri locali, che oltre ai nomadi hanno recuperato anche alcuni veicoli rubati. Essendone il finanziatore consideriamo Penati responsabile di questo film e lo invitiamo a sospendere la programmata proiezione dello stesso se questo mette in qualche modo i cittadini di Opera in cattiva luce, dipingendoli come nazisti, o anche solo se si fanno riferimenti a pogrom, pulizia etnica o stermini di massa. L’ex Sindaco di Sesto San Giovanni ha speso parole che hanno toccato la gente, poiché dette da un politico che fino a pochi giorni fa proponeva campi nomadi ovunque, e se ora non vuole essere tacciato di falso ideologico e di ipocrisia si impegni a valutare, prima di mostrare pubblicamente, “Opera Gagia” per evitare una reazione negativa della gente, e non solo quella operese. Il primo effetto di un giudizio negativo sul film lo si vedrebbe già questa sera a Milano dove ci saranno molti cittadini operesi e domani, certamente, gli effetti negativi si rifletterebbero sul Consiglio Comunale di Opera, in programma alle 18.30, già considerato a rischio per i temi roventi che dovrà affrontare.
domenica 17 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA: FESTA DI MIRASOLE
Opera, 17 giugno 2007. L'accampamento del Consigliere Fusco, così il Sindaco aveva bollato il secondo gazebo della Lega Nord e dei cittadini del presido di Opera Sicura davanti all'Abbazia di Mirasole, si è tenuto in un clima di serenita e gioia per le famiglie che vi hanno preso parte. Dopo le torte e le tanto deplorate salamelle, che per qualcuno sono sinonimo di ignoranza e grettezza (gli stessi che predicano la droga libera affinchè i propri sostenitori possano bruciarsi le ultime cellule cerebrali), al calare del sole davanti all'abbazia sono rimasti solo gli agenti della Digos preoccupati per le scritte razziste rilevate stamani proprio dove si posiziona il gazebo della Lega. Naturalmente non siamo preoccupati se due stolti imbrattano una strada dandoci dei razzisti e fascisti pur essendo loro, nazisti rossi, a non accettare le diversità di chi la pensa in modo alternativo al loro. Oramai persino Penati, che i rom li voleva mandare a Opera, ha capito che non paga il buonismo gratuito ai danni dei cittadini ed ha riconosciuto che la maggior parte dei crimini sono compiuti dagli stranieri e che i rom non hanno alcun diritto di occupare abusivamente le nostre terre e delinquere a loro piacimento. Ma ad Opera ancora non è così. Qualcuno ancora cerca di combattere il popolo che vuole libertà, giustizia e sicurezza. Cosa ne venga nelle tasche di questi non lo sappiamo ma preferiamo sperare che tutta la sinistra prenda le posizioni di Penati, seppure opportunistiche visto che il voto è prossimo a venire anche per la provincia, in modo tale che il vento cambi ed il cittadino torni ad essere un soggetto con dei diritti e non solo un oggetto con dei doveri. Tornando alla festa, gli organizzatori, hanno apprezzato l'affluenza di persone che ha potuto gustare i piatti preparati dai cittadini stessi ed il gran numero di persone che hanno sottoscritto una petizione contro il decreto Amato Ferrero sull'immigrazione. L'occasione è servita anche per portare i cittadini a conoscenza di quanto accade ad Opera ultimamente, dagli sgomberi di rom che il Sindaco nega all'ispezione ministeriale che sempre secondo il primo cittadino sarebbe un invenzione di Fusco. Intanto il Ministero delle Finanze, finita l'indagine che ha prodotto una corposa lista di irregolarità con tanto di richiesta di recupero dei soldi spesi male per un importo di mezzo milione di euro, attende proprio risposta da Ramazzotti alle "balle di Fusco". Tutti i volantini diffusi riportavano i siti internet dove sono reperibili le notizie su opera dal http://www.operasicura.blogspot.com/ a quello sulle gaffe della sinistra che prende il nome del loro gruppo consiliare http://www.democraticiperopera.blogspot.com/ passando dai siti del gruppo consiliare e della sezione del carroccio per finire con quello del Presidio di Opera. Tutti comunque raggiungibili da quello del Comitato Opera Sicura.lunedì 11 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA: SAN DONATO, VINCE LA VOGLIA DI SICUREZZA
Opera Sicura, che da oltre un mese si batte con i poaschesi nell'impari lotta ai campi nomadi, accoglie con soddisfazione il risultato elettorale del Comune di San Donato Milanese. Da oggi Mario Dompè, del centrodestra, è il nuovo Sindaco della cittadina che confina con Opera ed ha al suo interno la travagliata frazione di Poasco dove decine di campi nomadi assediano i cittadini al punto dall'aver reso necessarie le ronde dei residenti. La Casa delle Libertà ha vinto le elezioni grazie all'apparentamento al secondo turno della Lega Nord che, in cambio, ha ricevuto l'assicurazione di poter gestire l'Assessorato alla Sicurezza con delega alla Polizia Locale e due consiglieri comunali. Il risultato netto 53.97 contro 46.03 la dice lunga sulla necessità di garanzie che i cittadini sandonatesi non possono tornare a chiedere una seconda volta al Sindaco uscente, di centrosinistra, Achille Taverniti che in questi anni non ha amministrato certamente bene San Donato, visto che neppure nel capoluogo lo hanno votato, ed è riuscito a fare molto peggio nella frazione dimenticata tra i campi nomadi di Chiaravalle. Adesso, con l'aiuto del neoassessore Simona Gargani del Carroccio e dei consiglieri comunali leghisti Alessandro Vigorelli e Vincenzo Di Gregorio, il fenomeno dell'illegalità sarà fortemente contrastato a San Donato con particolare riferimento alla situazione di Poasco, località a confine con Opera, che soffre delle incursioni dei rom abusivi. Oggi anche Opera si sente un pò più sicura.
mercoledì 6 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA: MAI VISTO BUGIARDI PEGGIORI
Opera (5 giugno 2007) – Nessun allarme Rom a Opera. Le notizie diffuse dal consigliere comunale della Lega sono prive di fondamento. "È ora di smetterla – dice il sindaco, Alessandro Ramazzotti – perché non si può speculare sulle paure della gente, inventando emergenze inesistenti. Probabilmente l'esponente della Lega non riesce a liberarsi da quel briciolo di notorietà che aveva conquistato all'inizio dell'anno, quando affrontammo, insieme al Comune di Milano e alla Caritas, un'emergenza umanitaria. Il territorio è costantemente presidiato dalle Forze dell'Ordine e dalla Polizia locale, in stretto contatto con l'Amministrazione comunale che, laddove occorre intervenire non ha esitazioni affinché venga assicurata la legalità. È necessaria sicuramente maggiore responsabilità, perché lo chiedono i cittadini soprattutto a coloro che ricoprono incarichi istituzionali all'interno del massimo organo rappresentativo del Comune". Infatti, l'ultimo sgombro eseguito da Carabinieri e Polizia locale si è verificato la scorsa settimana. Ieri sera, verso le 21.30, solo una segnalazione perché qualche roulotte si era posizionata nella zona industriale, vicino al Centro raccolta rifiuti. Alle 7 del mattino, come ha verificato una pattuglia della Polizia locale, non c'era già più nessuno.
martedì 5 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA: ROM A OPERA, SECONDO SGOMBERO IN POCHE ORE
Dopo l’intervento di ieri sera, nella frazione operese del Dosso Cavallino, questa mattina a cinquecento metri di distanza in un terreno a confine tra Opera e Locate di Triulzi c’è stato l’ennesimo sgombero. La Polizia Locale di Locate, quella di Opera ed i Carabinieri di Corsico sono intervenuti per risolvere la questione sotto il controllo dei cittadini di Opera Sicura che continua la sua azione di controllo del territorio e segnalazione di fatti illeciti. I rom di stamattina erano una trentina ed in poche ore si sono allontanati dal paese dirigendosi verso Milano. I Carabinieri di Opera ancora una volta non sono intervenuti per una questione di competenze mentre la Polizia Locale operese, una pattuglia di due agenti, si è diligentemente recata sul posto intimando anch’essa ai nomadi di allontanarsi. Purtroppo il Comandante operese ne aveva invece fatto anche lui una questione di competenze come se allontanare un campo rom posto a dieci metri dal confine cittadino non fosse un’azione di pubblica sicurezza da svolgere nell’interesse dei propri “protetti”. Dobbiamo sottolineare l’inutilità di una caserma dei Carabinieri che non interviene sul territorio, nonostante siamo certi delle professionalità che questa esprime, e di una Polizia Locale frenata da un Comandante evidentemente poco “interventista”. Ogni nostra critica speriamo sia letta in chiave costruttiva al fine di costruire una rete di forze dell’ordine che intervengano a tutelare i bisogni dei cittadini quando questi ne facciano richiesta.
COMUNICATO STAMPA: ROM, ANCORA UNO SGOMBERO A OPERA
lunedì 4 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA: PRESIDIO DI OPERA A MIRASOLE
venerdì 1 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA: FESTA DI MIRASOLE / PRESIDIO DI OPERA
Salvo maltempo il Presidio di Opera si ritrova Domenica 3 giugno dalle ore 16 fino a tarda sera davanti all’Abbazia di Mirasole al confine tra Opera e Rozzano a cinquecento metri da dove il Sindaco Ramazzotti cercò di insediare, senza successo, una tribù rom sei mesi fa.
I presidianti di allora, che vinsero la lotta per il rispetto della legalità in paese, hanno vinto un’altra battaglia contro i rom riuscendo a fare allontanare dalla Cascina Mirasole gli occupanti abusivi della stessa.
Opera Sicura per ottenere l’intervento risolutorio ha annunciato nei giorni scorsi il ripristino del famigerato Presidio di Opera, a partire proprio da domenica 3 giugno, se entro sabato 2 non si fosse provveduto allo sgombero.
Le istituzioni hanno ascoltato i cittadini e con due giorni di anticipo rispetto alla richiesta dei cittadini operesi hanno provveduto ad intervenire allontanando la quindicina di abusivi presenti nell’area.
“Siamo ancora preoccupati che ce ne possano essere altri a gravitare intorno a questa struttura poiché li vediamo in paese ed il presidio di domenica, servito a sollecitare lo sgombero, lo abbiamo trasformato in una giornata di festa nell’angolo più suggestivo del nostro splendido comune con la meravigliosa cornice dell’Abbazia di Mirasole e della campagna lombarda a fare da contorno. Naturalmente siamo vigili ed organizzati a trasmetterci eventuali presenze, che poi segnaliamo alle autorità, e dobbiamo riconoscere come, ultimamente, istituzioni e forze dell’ordine intervengano con solerzia negli sgomberi come hanno dimostrato in Via Ripamonti, il confine nord con Milano, al Dosso Cavallino, il confine sud con Pieve Emanuele ed adesso a Mirasole, il confine ovest di Opera con Rozzano.
mercoledì 30 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: SGOMBERO ALLA CASCINA MIRASOLE DI OPERA
Siamo sempre più positivamente colpiti dall’efficienza delle istituzioni che quando vogliono agiscono tempestivamente sul territorio ed ascoltano i cittadini e chi li rappresenta.
Dopo avere segnalato al Prefetto Gian Valerio Lombardi ed al Questore Vincenzo Indolfi che la presenza di rom nella Cascina Mirasole cominciava a destare preoccupazioni e che avremmo atteso fino a Sabato 2 giugno l’intervento delle istituzioni dopo di ché avremmo provveduto a dissotterrare l’ascia di guerra ed a ripristinare il Presidio di Opera di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi, oggi, con piena soddisfazione di Opera Sicura e dei cittadini operesi tutti, vi è stato il richiesto sgombero ed i rom sono stati ancora una volta allontanati da Opera.
Ringraziamo ancora una volta le istituzioni, dopo il tempestivo sgombero su nostro appello del campo di Via Ripamonti vicino a Noverasco, per avere dato ascolto agli operesi ed al Comitato Opera Sicura costituitosi appositamente per vigilare sul rispetto della legalità ed il mantenimento di un livello di sicurezza adeguato al nostro paese.
Non possiamo però non sottolineare come sia dovuto intervenire il Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco per ottenere un diritto basilare quale la tutela della sicurezza mentre il Sindaco di centrosinistra, Alessandro Ramazzotti, ha lasciato che la situazione degenerasse per mesi fino a rischiare di trovarsi dinanzi ad un campo impossibile da gestire.
Il previsto presidio programmato per domenica 3 giugno dalle ore 16 diviene quindi un momento di aggregazione che cesserà nel tardo pomeriggio per non riprendere, in un secondo momento, qualora sarà accertata l’assenza definitiva di nomadi sul territorio.
Il nostro impegno prosegue nel sollecitare altrettanta efficienza riguardo i campi di Poasco e Chiaravalle dove la situazione si fa sempre più insostenibile per i cittadini del sud Milano.
martedì 29 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: ELEZIONI A PIEVE EMANUELE E SAN DONATO M.se LA SICUREZZA VINCE
lunedì 28 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: ROM ALL’ABBAZIA DI MIRASOLE E SGOMBERO AL DOSSO CAVALLINO
Opera Sicura chiede l’intervento del Prefetto e del Questore di Milano per evitare tensioni all’interno del paese dopo quello che si è vissuto nei mesi scorsi a causa dell’incauta valutazione del Sindaco Ramazzotti di voler insediare un campo nomadi nel centro abitato.
Ieri mattina c’è stato il pronto intervento della Polizia Locale che ha allontanato una carovana di Rom in sosta da sabato sera in una strada del Dosso Cavallino. L’intervento è stato sollecitato dalla cittadinanza e la Polizia Locale si è recata sul posto su segnalazione dei Carabinieri della locale caserma cittadina.
Opera Sicura, vigile sul territorio, si è recata sul posto durante lo sgombero per verificare che tutto procedesse nel migliore dei modi e che i rom non si limitassero a spostarsi senza però abbandonare Opera. In pochi minuti i nomadi hanno lasciato il paese.
Adesso però c’è un emergenza che sono alcuni giorni che segnaliamo e pretendiamo che le Istituzioni si attivino affinché sia ripristinata la legalità. Quella legalità che non vogliamo siano, ancora una volta, i cittadini a doversi cercare.
Il Prefetto Gian Valerio Lombardi ed il Questore Vincenzo Indolfi sono persone che hanno conquistato il nostro rispetto dimostrandoci di essere dalla parte del cittadino e siamo certi che interverranno, entro pochi giorni, per ripristinare la legalità nell’area dell’Abbazia di Mirasole dove, da settimane all’interno della cascina abbandonata, la presenza di rom aumenta quotidianamente.
L’auspicio di Opera Sicura è quello che Prefetto e Questura intervengano, entro sabato 2 giugno, disponendo l’allontanamento degli occupanti abusivi dalla struttura fatiscente che affaccia sulla strada che collega Opera a Rozzano, da cui parte la pista ciclabile di Opera e che rappresenta la nostra unica attrattiva turistica, l’Abbazia di Mirasole.
Abbazia vanto di Opera che, da quando è stato cambiato il gonfalone della Provincia di Milano, è divenuta patrimonio di tutta l’area metropolitana divenendo protagonista, con il suo sole stilizzato, all’interno dello stemma provinciale.
Se il 2 giugno nulla sarà cambiato i cittadini di Opera torneranno in piazza a protestare contro l’illegalità diffusa e l’assenza delle istituzioni. Naturalmente questo non vogliamo che accada e confidiamo nel pronto intervento sollecitato e nell’intimazione, alla proprietà dell’area, di una messa in sicurezza della struttura oppure nella sua demolizione.
giovedì 24 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: SGOMBERO VIA RIPAMONTI - OPERA SICURA RINGRAZIA
La cittadinanza operese ringrazia per il tempestivo intervento della Polizia che ha provveduto ad allontanare i rom che avevano occupato un’area di Via Ripamonti nel comune di Milano quasi a ridosso del confine con Opera.
Siamo soddisfatti dell’operato del Prefetto e della Questura che hanno prontamente accolto le nostre richieste di sgombero di quell’area che avrebbe creato gravi disagi ad Opera a causa della vicinanza al centro abitato di Noverasco ed all’invasione che ci sarebbe stata sui mezzi pubblici che collegano Opera a Milano e che sono utilizzati soprattutto dagli studenti che si recano nella metropoli a studiare già dopo le scuole medie.
Questa stessa determinazione deve portare allo sgombero di tutte le altre aree occupate abusivamente dai nomadi nel sud Milano ed altrettanto vigore deve essere profuso per sgominare questo fenomeno abusivo di impadronirsi di spazi in disuso per creare accampamenti irregolari.
Opera Sicura elogia pubblicamente l’operato del Prefetto Dott. Gian Valerio Lombardi e del Questore Dott. Vincenzo Indolfi in quanto oggi, ad Opera e Milano, si avverte un inversione di rotta per questo repentino intervento che ha sollevato, in particolare, i cittadini operesi da un altro impegnativo compito di dover fronteggiare da soli l’emergenza rom con un altro estenuante presidio.
mercoledì 23 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: ANCORA NOMADI VICINO A OPERA E POASCO
Un'altra comunità di rom si è stanziata vicino al nostro paese. In Via Ripamonti, a metà strada tra l'Istituto Europeo di Oncologia ed Opera, è infatti giunta una carovana di roulottes che si sono insediate all'interno dell'area dove per almeno un decennio, fino a quando è stata demolita una vecchia cascina, hanno bivaccato altri abusivi. La comunità di Noverasco, frazione di Opera che confina con Milano, è preoccupata per questa presenza che se non immediatamente rimossa porterà conseguenze spiacevoli all'intero paese ed a tutta la zona del sud Milano. A partire dai mezzi pubblici che saranno utilizzati dai nomadi per spostarsi su Milano o su Opera, ovviamente senza biglietto, che sono gli stessi che utilizzano i nostri ragazzi per andare a scuola a Milano e gli adulti per recarsi al lavoro o per usufruire di tutti quei servizi per cui dipendiamo dalla metropoli. Un altro campo in quell'area è uno schiaffo alla comunità operese che ha appena dovuto combattere aspramente per farne rimuovere uno che l'Amministrazione aveva insediato in centro paese ed è un aggravio della già precaria situazione di insicurezza diffusa in tutto il sud Milano. Non possiamo tollerare simili soluzioni da parte di chi li lascia insediare ed auspichiamo un rapido intervento del Prefetto Lombardi, che stimiamo e conosciamo come uomo vicino ai cittadini, che siamo certi vorrà evitare che l'insediamento abusivo diventi permanente come siamo certi che vorrà intervenire al fine di evitare un altro insediamento, sempre ad Opera, davanti all'Abbazia di Mirasole dove cominciano a farsi frequenti le presenze dei nomadi.
La situazione di Poasco intanto si fa sempre più complessa così come l'intolleranza mostrata dalle forze dell'ordine nei confronti degli inermi cittadini che si prendono la briga di passeggiare per il paese al fine di monitorare il proprio territorio divenuto terra di conquista per i rom dei quattordici campi della zona che non perdono giorno senza visitare scuole, bar o abitazioni. Stanotte vittima della prepotenza dei tutori dell'ordine è stato il Consigliere Comunale di Opera Ettore Fusco che insieme ad un gruppo di poaschesi si trovava vicino al sottopasso tra Poasco e Sesto Ulteriano a poche centinaia di metri dal confine con Opera. I Carabinieri in borghese, giunti con fare minaccioso, lo hanno subito preso di mira rilevando, senza qualificarsi e con una certa prepotenza ed arroganza, come la presenza dello stesso non fosse opportuna né giustificata sul luogo. Uno dei due, che ha poi vantato il suo grado nell'Arma per sottolineare come la sua parola contasse più di quella dei cittadini, ha tirato in ballo la vicenda del campo di Opera bruciato, prima che ne fosse finito l'allestimento, quasi a voler incolpare qualcuno dei presenti del dolo su cui stanno indagando gli investigatori e di cui, Ettore Fusco, non è certo accusato. Non c'è stato bisogno che Fusco si qualificasse per divenire bersaglio di ingiurie, ad onor del vero generalizzate, sui politici da parte del secondo militare persino più alto in grado. Tali ingiurie però un graduato dei carabinieri dovrebbe provare a rivolgerle a quei politici che producuno leggi ingiuste per i cittadini e che premiano delinquenti e clandestini; non invece a chi perde giorni e notti per difendere la propria terra, senza ricavarne un centesimo, e contribuendo suo malgrado proprio a pagare lo stipendio a questi tutori dell'ordine. Anche per i cittadini poaschesi che hanno provato a calmare gli animi degli agenti c'è stato un netto rifiuto al dialogo ed un invito, con fare minaccioso, ad andare a discuterne eventualmente in caserma. Dell'accaduto si provvede ad informare la Stazione dei Carabinieri di Opera e la Questura di Milano sperando che questo non debba ripetersi e che lo stesso zelo sia utilizzato nel perseguire chi delinque.
lunedì 21 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: NOTTE DI TENSIONE A POASCO E CHIARAVALLE
Ancora una volta gli zingari l’hanno fatta franca a Poasco. Quattro a piedi ed altri a bordo di due macchine hanno tentato di assediare il paese come oramai accade quasi tutte le notti. E’ accaduto nottetempo a Poasco quando una vettura, poi risultata rubata, è giunta a gran velocità nel parcheggio del campo sportivo con a bordo quattro ragazzi di cui almeno un paio poco più che bambini. I quattro sono scesi dall’auto e si sono avvicinati alla pensilina della fermata dell’autobus quando, quattro cittadini li presenti, si sono subito precipitati a vedere cosa volevano fare dato che la sera prima, altri nomadi, avevano messo a ferro e fuoco la stessa zona lasciando gli attrezzi del mestiere ed alcune bici, che non avevano potuto recuperare, a causa della fuga precipitosa dovuta all’intervento dei residenti e dei carabinieri.
Stanotte i quattro nomadi, messi in fuga dai presidianti, si sono divisi in due gruppi e si sono dileguati, due attraversando i campi ed altri due scavalcando un cancello e passando dai cortili mentre venivano inseguiti dai cittadini esasperati.
Alle due di notte sembrava mezzogiorno con moltissimi poaschesi affacciati alle finestre ed ai balconi a dare indicazioni sulla direzione presa dai fuggiaschi. Purtroppo però non sono stati affidati alla giustizia e le due pattuglie dei carabinieri che hanno partecipato agli inseguimenti attraverso le vie cittadine non hanno potuto fare altro che fermare altre due macchine con persone sospette a bordo ma di cui non sappiamo nulla di più.
Avendo assistito a quanto oggetto del presente comunicato siamo estremamente certi di quel che vi raccontiamo e nessun comunicato della Prefettura, del Sindaco o delle Forze dell’Ordine potrà smentire quanto accaduto.
La gravità della vicenda è legata alla ripetitività di eventi simili con cadenza giornaliera. I poaschesi sono esasperati e come loro anche gli altri abitanti delle zone limitrofe.
Ieri sera infatti al presidio di Chiaravalle c’erano i nomadi che dal loro campo osservavano con fare intimidatorio i milanesi raccolti in protesta ed, all’intervento della Polizia, su richiesta dei cittadini i rom del campo si sono limitati ad indietreggiare ed a lanciare insulti da sopra le baracche.
In segno di spregio verso la cittadinanza i rom hanno appiccato un grande fuoco vicino al campo che, sempre su richiesta dei cittadini, la Polizia è prontamente intervenuta affinché lo spegnessero.
L’esasperazione dei lombardi è arrivata ad un punto tale da rendere imprevedibile il comportamento dei tranquilli cittadini che si sentono impotenti e non tutelati dalle Forze dell’Ordine che, dal canto loro, non possono fare altro che rispettare gli ordini. E gli ordini sono sempre gli stessi: non fare nulla. E intanto nessuno vigila per la nostra sicurezza.
Opera Sicura con i cittadini del sud Milano è preoccupata per la crescente criminalità legata ai campi nomadi e sollecita per l’ennesima volta l’intervento del Prefetto affinché faccia rispettare le leggi dello Stato anche in Lombardia facendo sgombrare immediatamente tutti i campi nomadi.
sabato 19 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: IN CONSIGLIO COMUNALE ANCORA MINACCE ALLA LEGA
Un’altra prova di quanto sia debole in questo momento il Sindaco di Opera Alessandro Ramazzotti è giunta ieri sera in occasione del Consiglio Comunale quando, per l’ennesima volta, ha evitato di relazionare ai consiglieri comunali il contenuto della relazione ministeriale che, attraverso i suoi ispettori, ha contestato all’Ente gestito da Ramazzotti, il Sindaco famoso per avere voluto il campo nomadi nel suo paese, decine di irregolarità legate a costi per le consulenze esterne, gratifiche non dovute, doppie indennità, assunzioni irregolari come quella della moglie di un Assessore, ed altro ancora.
Il Sindaco in aula, dopo i comunicati dei giorni scorsi, ha insistito sulla volontà di querelare il Capogruppo della Lega Nord Ettore Fusco che, dal giorno in cui è andato in fumo il sogno di Ramazzotti di ospitare il campo nomadi, è diventato il bersaglio delle frustrazioni di un’Amministrazione divenuta impopolare e sgradita alla cittadinanza strettasi, invece, attorno al Consigliere che guidò proprio la protesta che ha fatto perdere la testa ed i consensi alla Giunta di centrosinistra.
Fusco è accusato dal Sindaco di avere usato termini come “appropriazione indebita” e quindi il primo cittadino si è sentito accusato di avere rubato, come ha riferito al consiglio.
Il Consigliere della Lega dal canto suo si difende con una tranquillità data dalla certezza di essere nel giusto. “Seppure avessi parlato di appropriazione indebita, come dice Ramazzotti, e sicuramente non di ladri o sindaci che rubano, non avrei fatto altro che riassumere una relazione degli ispettori ministeriali che chiedono all’Ente di recuperare oltre mezzo milione di euro finito nelle tasche di dipendenti, consulenti esterni ed altri cui - indebitamente - sono state versate quelle somme. Altrimenti non ci sarebbe stata la richiesta di recuperare quelle somme e restituirle ai cittadini.
Da qui a parlare di diffamazione ce ne passa. Ramazzotti se la prenda con il Ministero delle Finanze e con il lavoro dei suoi ispettori. La Lega Nord ha fatto semplicemente quello che il Sindaco non ama fare, informare i cittadini esponendo fatti veri”.
Sempre ieri sera il Sindaco ha dovuto rispondere dei manifesti con cui fece tappezzare il paese nei giorni in cui sperava di convincere gli operesi a passare dalla sua parte gettando discredito su chi manifestava contro il campo nomadi. “Sono stati spesi diversi milioni di lire per far tappezzare il paese ed oggi ci sentiamo dire che non sono stati compiuti abusi. Eppure hanno riconosciuto che una parte di quei manifesti furono rimossi perché fuori dagli spazi. Persino il Segretario Generale Dottor Mascara non ha avuto il buon gusto di discolparsi quando gli è stato chiesto come mai voleva far rimuovere gli striscioni dei presidianti con la scusa che erano abusivi mentre mai si è posto il problema dei manifesti del Sindaco affissi veramente in ogni angolo del paese”.
venerdì 18 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: POASCO / PREFETTO
Opera Sicura giudica negativamente il risultato dell’incontro in Prefettura tra alcuni rappresentanti dei cittadini poaschesi ed il portavoce del Prefetto Lombardi.
Il Dott. Saccone, responsabile dell’ufficio di gabinetto del Prefetto, ha ricevuto i cittadini evitando quindi che questi esponessero i propri problemi e le legittime aspettative direttamente al Dott. Lombardi. Quindi l’interlocutore non ha certo potuto fare altro che concordare di risentirsi telefonicamente con i cittadini poaschesi entro una settimana per verificare se vi saranno stati dei miglioramenti nei disservizi e nella riduzione delle fonti di insicurezza lamentati dai cittadini presenti all’incontro.
Da uno dei rappresentanti dei cittadini c’è anche stata data garanzia che le forze dell’ordine avrebbero controllato i documenti dei forestieri che passano da Poasco e non dei cittadini, oramai noti agli agenti, che per sentirsi più tranquilli passeggiano di notte per le vie cittadine. Invece anche stanotte abbiamo assistito al fermo con richiesta di documenti, per l’ennesima volta, a scopo intimidatorio nei confronti di onesti cittadini che perdono importanti ore di sonno o da dedicare alla propria famiglia per essere umiliati da rappresentanti delle forze dell’ordine che, seppure eseguono ordini, non si può certo dire che così facendo svolgano il proprio dovere. Lo Stato dovrebbe ricordarsi che siamo noi a mantenerlo e che gli stipendi, dal Presidente della Repubblica all’Operatore Ecologico, li pagano anche i cittadini di Poasco.
Auspicando l’immediato intervento del Prefetto di Milano Dott. Lombardi, dimostratosi sempre attento alle questioni di rispetto della legalità, manteniamo alto il livello di guardia tanto a Poasco quanto nelle altre zone vicine al nostro comune. La sicurezza della nostra terra parte dalla tutela della legalità nei nostri comuni ed il Prefetto ha mostrato, già con il suo interesse per la vicenda di Opera, di voler tutelare i bisogni dei cittadini mettendoli in primo piano rispetto a quelli di chi vive nell’illegalità.
Speriamo solo che per Poasco oggi, per Chiaravalle, Sesto Ulteriano e Milano molto presto, faccia altrettanto.
mercoledì 16 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: CAMPO NOMADI A PIEVE
Il Sindaco di strada, così si definisce, parlando di sicurezza dice: “Per quanto riguarda i nomadi, noi siamo per l’accoglienza, ma solo se loro accettano le regole di chi li ospita e se non fomentano la criminalità.”
Siamo esterrefatti e preoccupati, in quanto confinanti con il Comune che Pinto potrebbe amministrare da qui a poco, che vi siano ancora sindaci della zona che possano rischiare di prendersi in carico ghetti abusivi. Se il candidato Rocco Pinto, quando parla di “accettare le regole e non fomentare la criminalità” si riferisce al famoso Patto di Legalità che le istituzioni fanno sottoscrivere ai nomadi in cambio dell’ospitalità ma che poi, ovviamente, disattendono beffando soprattutto i cittadini, noi con gran forza invitiamo i pievesi a fare quello che faremmo noi di Opera Sicura, non votare chi fa simili proposte.
Il panorama pievese è preoccupante, per noi confinanti, in quanto gli altri due candidati sindaco sono diverse facce della stessa medaglia provenendo dal medesimo schieramento ed avendo già annunciato l’apparentamento al ballottaggio. Il centrosinistra che governa, infatti, ha già dato segnali di voler accogliere un campo sul proprio territorio. L’attuale Sindaco Argeri è stato visto, anche dal sottoscritto, recarsi all’interno del campo nomadi di Opera nel periodo in cui la sua Giunta bocciava un documento dell’opposizione che chiedeva una ferma posizione nel non accettare i nomadi a Pieve Emanuele. Secondo i cittadini che abbiamo interpellato si vocifera la possibilità che finiscano a Pieve i nomadi che erano ad Opera e che l’area potrebbe essere quella in fondo alla Via dei Pini dove dovrebbe sorgere un nuovo centro commerciale.
Nella speranza che chi amministrerà Pieve Emanuele sia il più possibile corretto con i pievesi e non gli faccia trovare sotto l’albero di Natale un’amara sorpresa, come qualcuno ha provato a fare a noi operesi, invitiamo gli elettori a votare la lista della Lega Nord che è l’unica forza capace di opporsi alla prepotenza delle istituzioni che vogliono imporre campi nomadi a tutti i comuni.
Se Rocco Pinto s’è detto disponibile ad accettare i nomadi purchè rispettino le leggi, nel centrosinistra siamo convinti che le leggi da rispettare neppure sappiano quali siano.
lunedì 14 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: IL LAVORO DEGLI ISPETTORI DEL MINISTERO DELLE FINANZE GIUNGE IN CONSIGLIO COMUNALE
Il Sindaco Ramazzotti si rifiutò di discuterne in occasione dell'approvazione del Bilancio Preventivo e fece votare ai suoi consiglieri, ignari dei rilievi del Ministero, un documento economico programmatico che riproponeva le stesse irregolarità contestate dagli ispettori.
L'Ente nel frattempo avrà presentato le sue controdeduzioni e su qualche contestazione, forse, il farraginoso sistema interpretativo delle leggi, proprio del paese dei balocchi in cui viviamo, gli consentirà di cavarsela. Di certo restano irregolarità legate a scelte di dubbia moralità quale ad esempio l'irregolare assunzione, durata anni, della moglie di un Assessore di rifondazione comunista inquadrata con un Co.Co.Co. che non fa certo onore ad una Pubblica Amministrazione che dovrebbe essere la prima a rispettare le leggi.
Il Sindaco Ramazzotti ha annunciato di aver dato mandato ai legali di perseguire il Capogruppo Ettore Fusco che, attraverso il giornale del Gruppo Consiliare, ha diffuso la notizia della relazione ministeriale con i dovuti commenti politici.
Naturalmente le strumentali accuse di diffamazione scivolano via in considerazione del fatto che nessuna falsa notizia è stata riportata da "l'operese" ed il Sindaco ha perso un'altra buona occasione per evitare di fare brutte figure dinnanzi alla cittadinanza ormai stanca di vedere utilizzata la mannaia della magistratura per minacciare ed intimidire il Consigliere Ettore Fusco colpevole, solo ed esclusivamente, di aver fatto sempre il proprio dovere di oppositore ad un'Amministrazione autoproclamatasi regime totalitario nel momento in cui ha informato i cittadini, pubblicamente in occasione del tentativo di insediare il campo rom in paese, che le scelte le fa il Sindaco e non il popolo.
Venerdì si discuterà la relazione ministeriale in quanto richiesto dai partiti dell'opposizione, Lega Nord, Forza Italia ed Alleanza Nazionale. Nel frattempo, la maggioranza di centrosinistra tace.
lunedì 7 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: MILLE CITTADINI A POASCO PER LA SICUREZZA
Alla fiaccolata hanno partecipato soprattutto poaschesi ma vi erano delegazioni cittadine di Chiaravalle, Sesto Ulteriano ed Opera.
L’assessore regionale Davide Boni (Lega Nord) e l’Europarlamentare Mario Borghezio (Lega Nord), unici rappresentanti delle istituzioni presenti alla fiaccolata insieme al Consigliere Comunale della Lega Nord di Opera Ettore Fusco, hanno sfoggiato i cappellini del presidio di Opera più volte citato, dagli stessi, ad esempio da seguire nella battaglia per il ripristino della legalità sul territorio.
Presente anche il Candidato Sindaco a San Donato Milanese, sempre del carroccio, Simona Gargani che non ha perso l’occasione di manifestare insieme ai suoi concittadini per un problema molto sentito, la sicurezza. Per il comitato dei cittadini ha parlato Paolo Necchi incitando i suoi a tenere duro ed attendere speranzosi l’incontro con il Prefetto in programma nei prossimi giorni.
La manifestazione ha attraversato tutta Poasco ed i comizi si sono tenuti proprio in Via delle Cascine all’imbocco della strada sterrata che porta al campo nomadi contestato. Per l’occasione i rom sono rimasti in silenzio, evitando la solita musica che i poaschesi avvertono chiaramente fino a notte fonda, e senza alcuna luce accesa. Al termine molti cittadini si sono fermati al campo, come tutte le sere, per scambiare due chiacchiere in piazza e fare quelle passeggiate cittadine che, protratte fino all’alba, stanno di fatto dissuadendo chiunque dal delinquere a Poasco.
Il presidio fisso prosegue tutte le sere dalle 21 a mezzanotte in Via delle Cascine all’ingresso del paese.
Opera Sicura non perde occasione per dimostrare, nelle parole e nei fatti, la propria vicinanza e solidarietà ai poaschesi ed a tutti quei cittadini che si sentono non tutelati dalle istituzioni.
domenica 6 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: IL SINDACO RAMAZZOTTI PERSEGUITA FUSCO.
Adesso Ramazzotti si attacca ad ogni pretesto per cercare di gettare fango sul leghista Fusco che è accusato di qualsiasi banalità avvenga in paese, persino le goliardie sono addebitate “al clima di tensione che qualche politico locale avrebbe alimentato dal 21 dicembre in poi”; e quel politico locale sarebbe il capogruppo del Carroccio Ettore Fusco.
Con l’ultima sua iniziativa Ramazzotti ha toccato il fondo e si è permesso di spendere altro denaro pubblico per dare “mandato a dei legali di verificare la sussistenza di reati quali la calunnia aggravata a mezzo stampa in quanto - secondo il Sindaco Ramazzotti - si danneggia l’immagine della città”.
La colpa di Fusco sarebbe quella di avere reso pubblico attraverso il giornalino del gruppo consiliare della Lega, “l’operese”, l’esito di una verifica ministeriale che l’Amministrazione ha tenuto nascosta ai consiglieri comunali d’opposizione e persino di maggioranza.
Ramazzotti considera calunnie le parole di Fusco che ha semplicemente riportato ai cittadini la notizia - vera - che gli ispettori del Ministero hanno contestato alla sua Amministrazione decine d’irregolarità nella gestione contabile - amministrativa del Comune di Opera.
Pochi giorni fa, dopo un mese d’attesa, siamo finalmente venuti in possesso della relazione di cui eravamo in ogni modo a conoscenza in anticipo e di cui non si era voluto dare alcuna spiegazione, in Consiglio Comunale, nonostante si dovesse approvare un bilancio preventivo che ripropone le medesime infrazioni segnalate dagli ispettori del Ministero delle Finanze.
Il Sindaco Ramazzotti può anche essere affranto per quanto gli capita in questi ultimi mesi, la sua immagine sta decisamente crollando in seguito al comportamento che ha tenuto portando i rom ad Opera, rilasciando interviste calunniose per gli operesi ed i loro rappresentanti politici che manifestavano contro il campo, affiggendo in tempi differenti tre diversi manifesti ovunque per sostenere con arroganza le sue ragioni, capeggiando una manifestazione dei centri sociali che hanno cercato di smobilitare il presidio dei cittadini ed in ogni suo comportamento legato a quella vicenda.
Le sue disgrazie non sono però cessate grazie all’allontanamento dei rom, anzi, ha messo in vendita il terreno delle case di cooperativa chiedendo ai proprietari delle abitazioni cifre doppie rispetto a quanto si paga a Milano e 800 famiglie sono scese sul piede di guerra, è intervenuto nella compravendita dei 750 appartamenti di proprietà dell’Enpam agli inquilini di Noverasco ed altrettante famiglie sono in subbuglio, ha ricevuto questa batosta dal Ministero delle Finanze che gli ha riscontrato irregolarità a proposito di quanto pagava alcuni dipendenti, al costo delle consulenze esterne, agli appalti, alle ferie di alcuni dipendenti e persino all’irregolare modalità di assunzione d’alcuni collaboratori tra cui la moglie di un suo assessore.
Da pochi giorni ha permesso, giusto per non smentirsi, l’installazione di un enorme ripetitore di telefonia a ridosso delle scuole e del centro sportivo a poche decine di metri da un quartiere popoloso del paese.
Anche quest’ultimo, come tutti gli altri eventi negativi per il Sindaco, è stato oggetto d’articolo su “l’operese”, l’organo di informazione del Gruppo della Lega che l’Amministrazione non riesce proprio a mandare giù.
Ettore Fusco è tranquillo ed entusiasta del lavoro degli ispettori ministeriali e rileva che il mandato ai legali sarà come sempre molto oneroso per gli operesi, almeno come i precedenti, e ciò rende ancora più evidente ai cittadini stessi come sono gestiti male i loro soldi.
venerdì 4 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: FIACCOLATA A POASCO 6 MAGGIO 2007
Insieme all’europarlamentare On. Mario Borghezio ed ai cittadini di Poasco e dintorni sfileranno anche gli operesi che hanno vinto la battaglia per la legalità nel proprio paese ottenendo l’allontanamento dei rom insediatisi, nel dicembre scorso, pochi giorni dopo l’incendio del primo campo destinato ad accoglierli. La protesta dei poaschesi è la stessa che gli operesi hanno dovuto mettere in atto per due mesi, passando giorni e notti al gelo, prima di vincere contro l’arroganza e la prepotenza delle istituzioni che si sono sempre dimostrate sorde alle richieste dei cittadini. Per questo siamo solidali con chi presidia Poasco ed effettua passeggiate notturne per preservare la sicurezza delle proprie famiglie dal pericolo sempre più reale di vedersi vanificare anni di sacrifici o, peggio ancora, rischiare la vita dei propri cari per l’attitudine a delinquere di certe persone che vivono, all’interno dei campi nomadi, nell’illegalità e nella più assoluta impunità.
Nella zona sud di Milano ci sono ben quattordici campi nomadi tra quelli abusivi e quelli autorizzati. Uno di questi è posto sul territorio milanese a confine con Poasco vicino alle abitazioni dei poaschesi. Poasco ed Opera sono divise solo da qualche centinaio di metri di campagna e, pertanto, la loro lotta è anche la nostra. Domenica sera alle 21 saremo anche noi alla fiaccolata, come tutti i giorni lo siamo al presidio fisso, per gridare a gran voce no ai campi nomadi, si alla sicurezza.
A POASCO DI S. DONATO MILANESE
DOMENICA 6 MAGGIO
RITROVO ORE 21 PRESSO
IL PARCHEGGIO DEL CENTRO SPORTIVO
IN VIA UNICA DI POASCO
SARANNO PRESENTI
L'EUROPARLAMENTARE MARIO BORGHEZIO
mercoledì 2 maggio 2007
COMUNICATO STAMPA: PRESIDIO FISSO A POASCO
martedì 1 maggio 2007
OGGI PRESIDIO A POASCO
La nostra opinione, per risolvere una volta per tutte il problema, consiste nel chiudere tutti i campi nomadi ed autorizzare coloro che li abitano a vivere come facciamo noi, onestamente, dando loro pari diritti e, soprattutto, pari doveri. Chi accetta resta in Italia mentre chi non accetta e continua a delinquere trova alloggio nelle patrie galere oppure vince un bel foglio di via con destinazione il paese di provenienza.
APPUNTAMENTO A POASCO QUESTA SERA ALLE ORE 21. PRESIDIO CITTADINO CONTRO L'ILLEGALITA'.
venerdì 27 aprile 2007
COMUNICATO STAMPA: UNA NUOVA ANTENNA, UN MOSTRO ELETTROMAGNETICO
giovedì 26 aprile 2007
COMUNICATO STAMPA: OPERA SOLIDALE CON APPIGNANO DEL TRONTO
I quattro ragazzi vittime del rom ubriaco, e dell’intera comunità nomade di cui fa parte vivendo nell’illegalità, sono solo la conseguenza della scellerata politica del Sindaco di quel paese che ha permesso l’insediamento del campo e non ha sentito il dovere di rimuoverlo definitivamente ed in tempi celeri quando i suoi concittadini hanno manifestato il proprio dissenso.
Oggi piangiamo per i quattro giovanissimi le cui vite sono state stroncate vigliaccamente da un ubriaco alla guida di un furgone; quattro decessi che potevano essere evitati se solo si fosse agito nell’interesse dei cittadini di Appignano e non invece nell’ignavia ed il disinteresse per gli amministrati.
Una negligenza, quella di quasi tutte le amministrazioni, che sovente cela finalità poco chiare per sindaci e parroci che si prendono carico di ospitare ed assistere i campi nomadi.
Ancora una volta hanno perso i cittadini per non essere stati ascoltati dalle istituzioni ed anche ad Appignano, come ad Opera, il campo adesso è stato dato alle fiamme.
Per evitare che altri cittadini debbano imitare gli operesi prima, e gli appignanesi oggi, le istituzioni devono intervenire immediatamente per riportare la legalità in tutti quei comuni d’Italia dove esistono baraccopoli illegali che ospitano persone che, non lavorando, vivono di espedienti a danno del popolo che le istituzioni stesse dovrebbero invece premurarsi di tutelare.
La ricorrenza del 25 aprile festeggiata ieri in tutto il paese deve fare riflettere sulla necessità di essere liberati oggi, come sessanta anni fa, da una tirannia. La tirannia dell’illegalità.
martedì 24 aprile 2007
COMUNICATO STAMPA: ESPOSTO CONTRO VOLANTINI DIFFAMATORI
Nell’articolo in questione, pubblicato dieci giorni dopo la partenza dei nomadi verso altri siti, si vuole fare credere ai lettori che nell’area del presidio accadessero fatti, invece, mai verificatisi. Il tentativo di convincere i cittadini di Opera, e non solo, che ciò accadesse realmente lede la dignità degli operesi che mai e poi mai avrebbero potuto, ad esempio, minacciare e sputare addosso ai bambini che andavano a scuola né tanto meno cercare di impedire ai figli dei rom ed ai loro accompagnatori di recarsi negli istituti scolastici. Oltretutto questo sarebbe dovuto accadere al mattino presto, in piena luce e sotto gli occhi di decine di rappresentanti delle forze dell’ordine.
Siamo indignati per la tempistica dell’articolo, dieci giorni dopo la partenza dei nomadi e due mesi dopo i fatti del 21 dicembre culminati con l’incendio delle tende. Il redattore è chiaramente informato di quello che scrive dato il tempo avuto a disposizione per verificare notizie e voci sicuramente udite e lette e non vissute in prima persona. La diffamazione è pertanto aggravata dalla non tempestività dello scritto e pertanto la possibile, quanto necessaria ed indispensabile quando si giudicano persone ed azioni, verificabilità di certe informazioni riportate in esso.
Gli iscritti al “comitato festa dei popoli” che hanno diffuso il volantino recante l’articolo del giornalista de il Manifesto sono altrettanto responsabili per avere diffuso, oltre due mesi dopo la conclusione della vicenda campo nomadi, ancora notizie false atte a turbare la quiete pubblica con l’aggravante di averlo fatto in un parco pubblico frequentato da bambini e giovani genitori particolarmente sensibili alla questione dei piccoli rom che secondo l’autore, da quel che si capisce nell’articolo, sarebbero stati dati alle fiamme con i loro genitori nelle tende allestite ad Opera.
Segue il testo dell’esposto.
Il sottoscritto Ettore Fusco, nato a Milano il…
ESPONE:
Ieri, 16 aprile 2007, grazie ad un conoscente sono venuto in possesso dei volantini diffusi in data 15 aprile 2007 in occasione della così detta festa “la primavera dei popoli” organizzata da un certo “comitato festa dei popoli” con il patrocinio del Comune di Opera.
Il primo volantino si riferisce alla mera storia delle vicende dei rom ai tempi dell’olocausto nazista lasciando presagire, tramite l’omessa analogia di trattamenti che i dittatori comunisti riservavano alle popolazioni nomadi, che i bersagli politici di tale iniziativa siano estremisti di destra vicini ad ideologie nazi-fasciste.
Il secondo volantino riporta un articolo di giornale del giornalista Marco Revelli pubblicato su “il Manifesto” in data 22 febbraio 2007. Tale articolo narra per l’ennesima volta delle vicende del campo nomadi di Opera e dei cittadini che hanno presidiato, com’è noto, l’area adiacente l’ingresso del campo stesso al fine di ottenere, dalle istituzioni, il rispetto della promessa di provvisorietà dell’insediamento.
Proprio il secondo volantino colpisce per tanti e tali giudizi sulla società che non trovano riscontro nella vita reale e che, soprattutto, sono denigratori delle genti che vivono le regioni dell’Italia settentrionale o, come la definisce l’articolo, la Padania.
Tra l’altro spicca il racconto di cui il redattore dell’articolo deve, ovviamente, essere informato dei fatti ed ovviamente certo visto che si tratta di un pezzo scritto esattamente due mesi dopo quel 21 dicembre 2006 in cui furono date alle fiamme, da ignoti, alcune tende destinate ad ospitare i rom ad Opera. Il racconto cita testualmente:
“Era nato allora, con la rapidità che Jean-Paul Sartre (nel suo splendido libro sull'antisemitismo) attribuisce alle «società istantanee che sorgono in occasione di un linciaggio o di uno scandalo», un comitato «spontaneo» (in realtà animato da attivisti di An e della Lega), che aveva subito dato vita a un presidio permanente. E a una mobilitazione carica di aggressività e di violenza, che nella stessa notte aveva provocato un assalto al campo con l'incendio delle tende in cui dormivano le famiglie rom con ben 30 bambini, protraendosi poi tra momenti conviviali, bivacchi, e una continua, sistematica pratica dell'aggressione verbale con insulti, sputi, minacce ai nomadi e ai volontari che ogni mattina accompagnavano i bambini a scuola. Ora l'esodo dei Rom- inevitabile, prudentemente saggio, coerente con l'abito di un popolo «leggero », abituato a non opporre resistenza ma, di fronte a una pressione eccessiva, a sollevarsi nell'aria e farsi più in là -, viene salutato dai boiardi leghisti come una «vittoria schiacciante» del patriottismo padano. E' invece, in realtà,una sconfitta secca di tutta la nostra cultura. Un punto di caduta della nostra identità, che ci rende irriconoscibili a noi stessi. Il segno - non eludibile - di un'«apocalisse culturale » che minaccia i fondamenti della nostra capacità di «convivenza ».”
Premesso che pur avendo commesso un reato, coloro i quali hanno incendiato le tende vuote che ancora si stavano montando all’interno del campo, non hanno per niente incendiato “le tende in cui dormivano le famiglie rom con ben 30 bambini” come invece vorrebbe farci credere il giornalista e, quindi, coloro i quali distribuivano un simile volantino con l’aggravante di averlo fatto in un parco giochi gremito, prevedibilmente come ogni domenica di sole in questa stagione, di bambini e giovani genitori.
Dal racconto si evince l’intento diffamatorio verso un partito politico in particolare e, quindi, verso il suo rappresentante locale che già sullo stesso quotidiano, il Manifesto, è stato più volte citato quale responsabile dei fatti sopraccitati del 21 dicembre. Cito ad esempio, tralasciandone molti altri, parte di un articolo apparso il 23 dicembre su il Manifesto:
“L’antefatto è ancor più grave: il raid è partito dal cuore della civitas, il municipio. L’hanno aizzato e preventivamente rivendicato - megafono in mano - due consiglieri dell’opposizione, Ettore Fusco, della Lega, e Pino Pozzoli, di An. Un’azione a volto scoperto, in prima fila neofascisti «venuti da fuori» - «tutte facce note», dice il giorno dopo la Digos. La regia politica, però, è stata dei «capipolo» di Lega e An.”
Oltre all’autore dell’articolo in questione, il giornalista Marco Revelli, si riscontrano quindi responsabilità anche per coloro che, ancora oggi, distribuiscono simile materiale diffamatorio nei miei confronti e degli altri cittadini operesi che hanno preso parte alla protesta concretizzatasi nel legittimo presidio dei cittadini di Opera. Nella fattispecie trattasi pertanto degli iscritti al “Comitato Festa dei Popoli” che in occasione della suddetta festa denominata “Primavera dei Popoli” hanno pensato, ancora una volta attraverso il volantinaggio in questione, di disgregare e dividere i cittadini operesi mediante istigazione all’odio tra le classi sociali e le differenti appartenenze politiche in modo pericoloso per la pubblica tranquillità, peraltro, già turbata da mesi di attenzione mediatica sulle vicende locali. Tale intento degli iscritti al menzionato comitato e palesemente evidente e riscontrabile in ogni atto che in questi due mesi sia stato prodotto dagli stessi attraverso le interviste ai giornali, ai siti internet ed in occasione della festa in oggetto.
Per quanto sopra esposto mi rimetto alle autorità competenti affinché procedano a norma di legge nei confronti di eventuali colpevoli di reati che possano essere ravvisati dalla mia esposizione dei fatti e dalle relative, quanto necessarie, indagini che auspico siano svolte in merito.
sabato 21 aprile 2007
COMUNICATO STAMPA: ROM ALLONTANATI E PATTO DI LEGALITA’
I rom in questione, all’inzio del viaggio che li avrebbe dovuti vedere giungere in Romania, hanno fermato gli autisti dei due pullman e prelevato i soldi che sarebbero serviti al viaggio stesso dileguandosi poi nelle campagne di San Donato Milanese prima ancora di varcare il casello dell’autostrada.
Altri ventiquattro nomadi, provenienti dal campo di Opera chiuso per la protesta dei cittadini, sono stati quindi allontanati dal campo del Parco Lambro per avere violato il Patto di Legalità così come già fecero ad Opera i componenti di un’altra famiglia di gitani.
Con questi ultimi espulsi siamo giunti quindi alla dichiarazione della condizione di illegalità per la metà dei componenti della comunità, di neanche settanta persone tra adulti e bambini, che istituzioni e Casa delle Carità avevano definito “tutte brave persone integrate che lavorano e rispettano le regole” e che ,pertanto, avrebbero dovuto abitare nel campo nomadi di Opera con il consenso della Parrocchia locale e dell’Amministrazione.
Ancora oggi Don Colmegna si vanta della buona riuscita del Patto di Legalità in quanto gli espulsi per non averlo rispettato hanno ricevuto la punizione prevista, l’allontanamento dal campo di appartenenza… e le istituzioni stanno a guardare.
Noi siamo cittadini che rispettano le leggi italiane e siamo abituati a credere che la buona norma non è tale se chi la viola viene punito ma bensì se la disposizione viene osservata perché condivisa, o almeno temuta, dalla comunità a cui è rivolta.
Quindi non parliamo di leggi italiane che funzionano quando viene multato per eccesso di velocità un automobilista ma lo facciamo quando diminuiscono gli incidenti stradali e le vittime della strada grazie al rispetto della medesima norma che, oltre alla sanzione, prevede anche un limite da rispettare.
Tutto questo però non è valido quando ci si riferisce a persone facenti parte di quella minoranza di individui che vive nell’illegalità, siano esse italiane (esistono quartieri dove la polizia non può neppure mettervi piede poiché in mano alla malavita nostrana) o di altra etnia. Queste ultime però infastidiscono particolarmente il cittadino contribuente che vede, oltre al non rispetto della legge, una sorta di protezione istituzionale a danno della collettività.
Don Colmegna, la Prefettura e le altre istituzioni coinvolte dovrebbero spiegare ai cittadini le ragioni per cui dovremmo condividere una politica di gestione dell’illegalità che assolutamente ci rifiutiamo di accettare. Chi viola le leggi va punito senza distinzione di razza, religione o sesso così come prevede anche il dettato costituzionale e la nostra morale cristiana, considerandoci tutti uguali. Le regole devono essere uguali per tutti e le emergenze immigrazione vanno evitate e non governate.
Tra pochi anni due nuove realtà entreranno nella Comunità Europea, Ucraina e Turchia, aspettiamo nuove emergenze da governare oppure vediamo di prevenirle con leggi a tutela degli italiani?
venerdì 20 aprile 2007
giovedì 19 aprile 2007
COMUNICATO STAMPA: ANKARA ATTENTATO AI CRISTIANI
Tre Cristiani uccisi in Turchia da fondamentalisti islamici che hanno colpito i cosiddetti cattivi musulmani in quanto, due dei tre assassinati, erano presumibilmente Turchi musulmani convertiti. Il terzo, invece, un tedesco. E’ inammissibile subire simili attentati in un paese dove, i poteri forti mondiali, stanno facendo di tutto per farlo annettere al più presto alla Comunità Europea. Dobbiamo ribellarci e chiedere a gran voce un referendum affinché la decisione dell’annessione sia demandata al popolo e non alla Nato, che trarrebbe giovamento dalle basi dislocate in Turchia che diverrebbero automaticamente europee, ed ai poteri finanziari che insieme alle lobby economiche gestiscono l’intera organizzazione di Bruxelles.
Opera Sicura (nata dall’esperienza del Presidio di Opera) insieme alla Lega Nord, che da anni si batte contro l’ingresso della Turchia in Europa, promuove iniziative popolari in tal senso per evitare che il problema dei cristiani sgozzati diventi tra dieci anni un ordine del giorno nelle nostre città.
Troppe volte ci siamo sentiti dire: oramai è tardi e certi processi non possono essere arrestati ma solo governati.
Questa volta interveniamo preventivamente evitando di portare un’altra bomba ad orologeria in casa nostra per poi esasperare i cittadini e pretendere da loro sacrifici non dovuti.
L’assassinio dei tre cristiani è la conferma che l’integrazione non è una delle priorità delle popolazioni che non hanno radici e valori condivisibili con i nostri. Per queste persone, solite vivere nel non rispetto delle leggi differenti da quelle dei paesi da cui provengono, l’unica soluzione è la chiusura delle frontiere con numeri di ingressi e periodiche verifiche del rispetto delle regole.
Popolazioni islamiche, rom e cinesi in particolare, si sono distinte per non voler accettare le nostre leggi ed i nostri metodi di vita. La morale cristiana su cui si fonda il nostro paese e l’etica di comportamento propria delle genti che lo popolano va posta alla base di ogni possibile integrazione: o lo straniero accetta quel che l’Italia gli chiede in cambio della sua permanenza - il rispetto delle leggi - oppure non vi può essere integrazione.
mercoledì 18 aprile 2007
COMUNICATO STAMPA: FIACCOLATA PAOLO SARPI
I Cittadini di Opera hanno partecipato alla fiaccolata di lunedì in Piazza Gramsci dove, a seguito del divieto della Questura, non è stata concessa la prevista manifestazione in Via Paolo Sarpi.
Una decina di cittadini del Presidio di Opera, in delegazione, vi si è recata con lo striscione che li aveva già visti protagonisti durante la manifestazione per la sicurezza promossa dal Sindaco di Milano Letizia Moratti.
Dal palco, dove hanno parlato tra gli altri Matteo Salvini, Davide Boni e Mario Borghezio, è giunto il benvenuto agli operesi dal capogruppo leghista a Palazzo Marino, Matteo Salvini, che ha sottolineato quanto sia importante per la sicurezza dei cittadini che siano loro stessi, in prima persona, ad attivarsi per la difesa del proprio territorio.
Gli operesi presenti hanno ricevuto il plauso della platea e l’interessamento dei mass media presenti che hanno subito chiesto agli stessi quali legami ci fossero tra la vicenda del campo rom allontanato da Opera grazie alla resistenza dei cittadini determinati a non lasciarlo sul proprio territorio ed i fatti di china town per cui si manifestava. Un legame molto forte, secondo il capogruppo della Lega Nord operese, Ettore Fusco, che ha sottolineato come lo stesso filo conduttore unisca i rom ed cinesi protagonisti degli scontri in Paolo Sarpi, la volontà di vivere in Italia illegalmente.
La protesta dei cittadini di Opera non era fine, esclusivamente, al mero all’allontanamento del campo nomadi dal proprio centro abitato ma bensì alla risoluzione del problema legalità a Milano ed in Italia.
Certamente ad Opera è nato un movimento d’opinione che antepone le esigenze dei residenti alle pretese degli stranieri facenti parte di quelle categorie di persone che non rispettano le leggi.
Questo atteggiamento illegittimo, che riceve l’avallo delle inermi istituzioni italiane, non è ammissibile e va contrastato con la protesta popolare che nella sua forma più pacifica è espressione di civiltà tale da dover essere presa in seria considerazione da politici, funzionari e burocrati dello Stato e degli Enti Locali.
COMUNICATO STAMPA: ESPULSIONE ROM AL PARCO LAMBRO
L’espulsione dei 24 rom ospitati dalla struttura al Parco Lambro denota come sia impossibile, per un’etnia che non vuole integrarsi e rispettare le leggi, la civile convivenza con la popolazione italiana.I rom espulsi da Don Colmegna fanno parte della comunità allontanata da Opera in seguito alle proteste dei cittadini riuniti in presidio fisso ed è significativa in quanto quei nomadi erano stati descritti, per farli accettare ai presidianti operesi, quali già integrati e con posti di lavoro sicuri. La crema del nomadismo rom in pratica!Siamo sorpresi quindi di scoprire che un terzo dei rom allontanati da Opera si sono già macchiati di reati tali da essere allontanati dal campo “provvisorio” del Parco Lambro. Nomadi che, al contrario della garanzia date agli operesi che al 31 marzo avrebbero già avuto una sistemazione definitiva lontana dai centri abitati, sono quindi ancora senza fissa dimora.Il tutto a dimostrazione che la resistenza operese, nei confronti delle istituzioni, è stata provvidenziale.
COMUNICATO STAMPA: PRESIDIO DI OPERA in P.za UDINE
I Cittadini del Presidio di Opera hanno aderito alla protesta dei cittadini di Milano che contestano l’insediamento del campo rom al Parco Lambro.
Ettore Fusco, con altri cittadini operesi, si è recato su invito di Alessandro Fregno dell’Associazione Milano Sicura in Piazza Udine ed ha partecipato al presidio che i cittadini hanno avviato per raccogliere firme contro l’operato dell’Amministrazione milanese che ha deciso di ospitare su un’area di ottomila metri quadri un ulteriore campo nomadi. Tra questi nomadi anche i rom che, grazie al Presidio dei cittadini, un mese fa hanno dovuto lasciare Opera.
Ancora sotto indagine per i fatti di Opera, che hanno dato vita alla protesta dei cittadini nei confronti del modo di affrontare la questione rom da parte delle istituzioni, il Capogruppo operese della Lega Nord Ettore Fusco non ha fatto mancare il proprio sostegno morale e materiale ai cittadini di Lambrate che si trovano a dover combattere oggi gli stessi problemi che per due mesi sono stati all’ordine del giorno degli operesi.
Per essere liberi bisogna essere padroni in casa propria e noi cittadini dobbiamo riprenderci il diritto di decidere chi e come deve poter occupare la nostra terra. Diritto naturale che abbiamo acquisito plasmando il nostro paese, in prima persona, con leggi e costumi di civiltà tali da dover essere preservate nel tempo.
Questa sera è annunciato un presidio in Via Paolo Sarpi, a cui non mancheremo di portare la nostra solidarietà, per protestare contro i fatti che stanno avvenendo proprio in queste ore con una rivolta di cinesi che hanno addirittura issato la loro bandiera nazionale e che stanno occupando un area di Milano rendendola di fatto territorio occupato militarmente da una nazione straniera.
Non vogliamo che Milano e la Lombardia diventino territorio di conquista per etnie che non rispettano le leggi italiane e, soprattutto, non accettiamo che questo avvenga con l’avallo doloso delle istituzioni nazionali e locali.


